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| Tramite Gerry di nokiAAddict.com apprendiamo la notizia che Nokia Email, il servizio e l’applicazione di push email di cui abbiamo parlato un po’ di tempo fa, verrà sviluppato ulteriormente grazie ai Betalabs. Il lancio ufficiale come software dei Betalabs è previsto per domani. Tra le migliorie previste ci sarà la possibilità di utilizzare più indirizzi email, il supporto per le cartelle e credo anche quello per l’HTML. Da parte mia spero che sarà inserito il supporto anche per gli S60 3rd ed. FP2. | |
| Con il fine di soddisfare un bacino di utenza sempre più ampio, il produttore Asus sta per inserire nell’elenco dei suoi subnotebook anche il modello Asus Eee PC 901, che si andrà ad affiancare il modello Asus Eee PC 900 già in commercio. Si tratta di un dispositivo di dimensioni ri... | |
AbiWord è un programma di videoscrittura (word processor) open source rilasciato sotto licenza GPL. Il nome “AbiWord” deriva dalla radice della parola spagnola abierto, che significa “aperto“. Esso è un programma multipiattaforma, infatti è supportato da: Linux,
AbiWord nacque come progetto avviato da SourceGear Corporation come il primo dei Caratteristiche Fra le caratteristiche di AbiWord vi è quello di avere il supporto per le tabelle e le note a piè di pagina, così come un correttore ortografico con sottolineatura opzionale ed un avanzato sistema di controllo grammaticale. Inoltre ha un’interfaccia familiare ed intuitiva; un import ed export di documenti in formato Microsoft Word; un ?Annulla Modifica? e un ?Ripeti Modifica? illimitati; un export in formato HTML; possibilità di inserire immagini; elenchi e liste; gestioni degli stili e così via. Interfaccia AbiWord ha un’interfaccia molto simile alla versione classica di Microsoft Word, facilitando in questo modo la migrazione di nuovi utenti. Formati dei files supportati I formati supportati per l’import ed export dei files da AbiWord sono Rich Text Format; HTML;OpenDocument e Microsoft Word. Il formato LaTeX è supportato solo per l’esportazione. Il formato del file nativo di AbiWord, ?.Abw?, utilizza XML. Ecco l’interfaccia principale di Abiword Link utili:
VIDEO DI ABIWORD
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| Con queste due parole le compagnie che forniscono accesso ad internet si giocheranno il loro successo commerciale, e quindi anche il loro futuro. | |
2 modi per convertire i prossimi Hotlink verso le tue immagini in Backlink "puliti" (con Anchor text scelto da te).Come promesso nel precedente post, oggi vi presento la traduzione dell’articolo che ho preparato come contributo per il progetto Link Building Secrets, di cui ho scritto ieri. I Contenuti di questo articolo:
Breve introduzione alle ricerche di immagini e all’hotlinkingMiei cari SEO, Concedetemi qualche minuto per descrivere i punti salienti di una situazione ben nota: Supponiamo che abbiate un sito con tante belle immagini e fotografie. Da bravi SEO, avete ottimizzato ognuna di queste immagini al meglio, e quando le persone eseguono le loro ricerche nel proprio motore di ricerca di immagini preferito (che in Italia è Google Ricerca Immagini), trovano le vostre immagini ai primissimi posti nelle SERP:
Voi, o il vostro cliente, siete felici di ricevere così traffico in quantità dai click provenienti dalle ricerche di immagini. Tuttavia, non è tutto così bello come sembra. Infatti, come sicuramente saprete, molti webmaster e blogger pigri passano il loro tempo a cercare immagini solo per inserirle, tramite un hotlink dal vostro server, nelle loro pagine web. Quando qualcuno crea un hotlink ad una vostra immagine, fa questo:
Nota: bloccare l’hotlinking delle immagini (è possibile farlo lato server, vietandone l’accesso se il Referrer HTTP non appartiene al proprio hostname) non è una buona idea a mio parere. Un’alternativa valida consiste nel sostituire l’immagine con una versione contenente un watermark in caso di hotlinking -facendo quindi branding- ma qui abbiamo l’opportunità di guadagnare un backlink: perché sprecarla, dunque? Le immagini che ricevono traffico dalle ricerche sono un’opportunità per ottenere backlink con poco sforzoGoogle Immagini è la risorsa dalla quale ricevo la maggior parte del traffico verso le immagini, ed un mio studio evidenzia quanto segue: quando un utente è interessato a visitare il sito web, di solito lo naviga all’interno del frameset creato da Google (oppure rimuove il frame superiore con l’apposito link); ma quando l’utente è interessato a prendere l’immagine per creare un hotlink, o per scaricarla sul proprio computer, normalmente clicca sulla versione rimpicciolita dell’immagine che si trova nella parte superiore del frameset di Google.
In quest’ultimo caso, il vostro server invia al client solamente l’immagine (ovvero, il browser richiama il file immagine direttamente) e il campo HTTP REFERER risulta contenere un URL del tipo images.google.com/bla-bla-bla. Se si controlla quel che accade e che cosa viene servito ai client in seguito ai click di questo tipo, si ha un potente modo (anzi, due!) per far sì che una parte significativa dei webmaster che cercano, trovano e hotlinkano le immagini contestualmente creino backlink al sito con un anchor text a propria scelta. Quello che succede in seguito ad un click di questo tipo è reso pressapoco così:
L’utente vede l’immagine, e se desidera creare un hotlink l’unica cosa che deve fare (anzi, l’unica cosa che può fare a questo punto) consiste nel copiare l’URL dalla barra degli indirizzi del suo browser, e copiarla all’interno dell’attributo SRC del suo tag <IMG> nel sorgente HTML (oppure nella porzione del suo CMS che farà questo lavoro per lui, ma è quasi la stessa cosa). Nel mio articolo illustrerò due tecniche -di cui una inedita- che costituiscono un’opportunità per costruire la vostra link popularity a partire dal traffico che ricevete dalle ricerche di immagini. In entrambi i casi dovrete affrontare un po’ di server side scripting, e in un caso particolare dovrete anche riconfigurare il vostro server web. Siete pronti? MODO UNOLa Landing Page FantasmaQuesta tecnica è già stata descritta in passato da altri, tuttavia non è ancora molto conosciuta, nè utilizzata. “Fantasma” è la traduzione di “cloaked” - e, no, anche se leggete "cloaking", non si tratta di una tecnica black hat: non inganna l’utente, ma gli presentera sostanzialmente lo stesso contenuto che si aspetta di visualizzare in seguito al suo click sulla SERP (con l’unica aggiunta di una piccola call-to-action). Il metodo consiste nel servire, alle richieste che mostrano una SERP di immagini come referrer, una landing page che contiene l’immagine, in luogo della sola immagine in sè.
La landing può essere anche molto semplice, limitandosi ad aggiungere vicino all’immagine un messaggio del tipo “copia il codice per inserire questa immagine nelle tue pagine web” ed il relativo codice HTML, oppure può essere più complessa - ma l’obiettivo resta uguale: l’utente dovrebbe prelevare l’HTML che genera l’hotlink all’immagine ed il backlink testuale a seguire, invece di limitarsi a copiare l’URL dell’immagine. Efficacia: da Medio-Bassa a Quasi Nulla (dipende principalmente dalla qualità della landing -e- dall’appeal dell’immagine) COME SI FAFondamentalmente, si deve fare in modo, attraverso un rewrite, che le richieste di immagini vengano dirottate su uno script di controllo. Lo script si occuperà di riconoscere la provenienza dell’utente, quindi agirà di conseguenza: mostrerà agli utenti provenienti dalle ricerche immagini una landing page contenente l’immagine trovata, mentre continuerà a servire l’immagine come al solito agli utenti regolari. Se il vostro server fa girare Apache con PHP e avete la possibilità di usare il file .htaccess, compilatelo come segue: RewriteEngine On RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC] RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT] Questa sintassi dirà al vostro web server che quando riceve richieste di URL che terminano con un punto (.) seguito da “jpg”, “jpeg”, “gif”, “png” o “bmp” -case insensitive-, la risorsa a cui si deve riferire è in realtà il file “/script.php”. A questo script verrà inoltre passato l’intero REQUEST_URI (l’URL richiamato inizialmente) come valore del parametro “imgpath”, nella sua querystring. A questo punto, all’interno di script.php controllerete i valore HTTP REFERER, e nel caso in cui questo contenga la stringa “images.google.com” (o qualsiasi altro motore di ricerca di immagini vogliate riconoscere) lo script mostrerà la landing. In qualsiasi altro caso, come richieste dirette o richieste provenienti dal vostro stesso sito, l’immagine verrà mostrata come al solito al medesimo indirizzo. Di seguito, un esempio del codice basilare di script.php (prestate attenzione ai commenti): <?php // Inserite in questo array qualsiasi sottostringa identifichi un motore di ricerca di immagini: $hr = array("images.google", "immagini/preview.cgi"); // L’URL richiesto viene salvato in $imgpath (qui è opportuno aggiungere qualche controllo di sicurezza) $imgpath = $_GET["imgpath"]; // Ciclo l’array foreach($hr as $imgreferrer) { $found = strpos($_SERVER["HTTP_REFERER"], $imgreferrer); // Controllo il referrer rilevato if ($found !== false) { // Se viene riconosciuto un URL di un motore di ricerca immagini nell’HTTP REFERER, mostro la landing: header("Content-type: text/html"); ?> <!– scrivi qui il codice HTML della tua landing page, oppure inserisci un redirect alla landing: –> <h1>Codice per inserire l’immagine nella tua pagina web:</h1> [[Qui va il codice HTML da copiare per creare l'hotlink e il backlink testuale]] <img src="<?php echo $imgpath; ?>" alt="" /> <?php die(); // Ferma il loop e lo script a questo punto } } // Fine del loop // Se non ci sono stati riconoscimenti, servi l’immagine normalmente: header("Content-type: image/jpeg"); // QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l’immagine echo file_get_contents($imgpath); // QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents() ?> Questo script si occuperà da ora in poi di servire l’immagine o la landing page più l’immagine, a seconda dei casi. È tutto: non vi resta che testare quale versione della landing page funziona meglio. Trovate quella che convince più utenti a prelevare il vostro codice con il backlink già incluso per inserire le immagini nelle loro pagine web (ma non dimenticatevi di tracciare le azioni compiute sulla landing!) Nota: se le vostre immagini sono fornite attraverso un CMS che magari si appoggia ad un database, probabilmente dovrete apportare delle modifiche al sistema descritto per renderlo compatibile col vostro CMS. MODO DUEImmagini con URL “Magici”Stando alle informazioni in mio possesso, questa tecnica innovativa non è mai stata descritta prima d’ora (anzi, credo che nessuno l’abbia mai usata, ancora). Se avete informazioni che smentiscono questa affermazione, lasciatele nei commenti Diciamoci la verità: per quanto possiate esser bravi a costruire la landing page suggerita poc’anzi, la grande maggioranza dei webmaster non vi presterà attenzione: vi “ruberanno” comunque l’immagine con un hotlink, senza darvi in cambio link nè attribuzione, lasciandovi soli a fare i conti con le vostre spese per la banda. È deprimente, non è così? E se invece voi aveste un modo per… diciamo… COSTRINGERLI a darvi ugualmente un backlink quando vi hotlinkano, “combattendoli” sul loro stesso campo di battaglia? Se, per esempio, vi dicessi che c’è un modo per scrivere direttamente nell’URL dell’immagine, che i webmaster copiano dalla barra degli indirizzi, un codice HTML che, incollato in una pagina web, crea il backlink anche se il webmaster di turno voleva solo creare un hotlink all’immagine sul proprio sito? Guardate lo screenshot (avete già capito?):
Ebbene, ve lo dico: ESISTE UN MODO PER FARE CIÒ (è difficile, ma funziona molto bene)! La Logica dell’URL MagicoEcco il principio di funzionamento delle Immagini con URL Magici:
Efficacia: Alta (La maggior parte degli utenti non noterà la “stranezza” nell’URL dell’immagine, e spesso non farà caso a cosa c’è nella propria pagina), ma dipende dal target di riferimento Correttezza: Molto bassa a mio parere (Si tratta di agire contro la volontà degli utenti, ingannandoli, e causando oltretutto anche piccoli problemi nel design delle loro pagine web) Pro
Contro
COME SI FAPre-requisitiCome anticipato, questa tecnica necessita di alcune configurazioni specifiche (ma molto comuni) del web server e del client browser per funzionare. Riguardo al client, qualsiasi versione di Microsoft Internet Explorer (MSIE) dalla 5 to 7 è adatta. Ho testato il tutto in ambiente Windows XP (quindi parliamo dell’ambiente di gran lunga più utilizzato, oggi, in ambito di web surfing). Riguardo al server:
Cosa c’è dietro la tecnica dell’URL MagicoQuesto trucco è possibile dal momento che Internet Explorer non esegue l’escape di alcuni caratteri (inclusi gli spazi) negli URL in determinate circostanze: infatti, IE esegue l’escape degli spazi (li trasforma in “%20“) sia in seguito a redirect server-side e sia in presenza di redirect con Meta Refresh, anche quando gli spazi nell’URL di destinazione sono serviti senza codifica, ma -attenzione- non esegue l’escape degli spazi e di altri caratteri in seguito a redirezioni in Javascript (invece Firefox, per esempio, esegue sempre l’escape). Questo comportamento verrà sfruttato predisponendo una pagina intermedia con un Javascript che redirigerà ogni immagine che riceve un click da una SERP di immagini (controlleremo questa condizione lato server grazie al solito rewrite) verso lo stesso URL immagine, ma aggiungeremo a quest’ultimo una querystring, priva di escape, con un parametro “fuffa” che contiene il nostro HTML “subdolo” (il quale, se copiato dentro l’attributo SRC di un tag IMG, lo chiuderà ed aggiungerà, dopo la chiusura, il codice del backlink, come descrito sopra). Il parametro “fuffa” è necessario, perchè è di gran lunga più semplice mantenere invariato il nome del file immagine lasciando l’HTML “magico” all’interno solo della querystring (altrimenti, dovreste modificare ulteriormente il rewrite). Inoltre, in Apache sarà necessario disabilitare il Controllo dell’Integrità del Protocollo (Protocol Integrity Check). Se lasciassimo attivo questo controllo (che è il comportamento di default in Apache a partire 1.3.27), Apache leggerebbe la parte di URL che segue il carattere “spazio” nella richiesta come se fosse l’indicazione del protocollo HTTP, e questo genererebbe un errore HTTP 400 - Bad Request, in quanto di fatto viene dichiarato un protocollo HTTP non valido. Quanto descritto è anche la ragione per la quale si può fornire solo un anchor text privo di spazi: si ha a disposizione un solo spazio (quello prima di ciò che viene interpretato come protocollo HTTP da Apache), e lo dovremo utilizzare per separare “a” da “href” nell’URL magico. Ogni ulteriore spazio verrebbe codificato in %20 prima di essere inviato al client (tutto ciò non si applica a Microsoft IIS 5.0) Il Set-upCome nell’esempio precedente della “Landing Page Fantasma”, è innanzitutto necessario eseguire un rewrite di tutte le immagini in modo da servirle attraverso uno script di controllo. È possibile utilizzare il file .htaccess come illustrato in precedenza, solo che questa volta è meglio aggiungere un controllo condizionale sull’user agent del browser (che però può trovarsi anche nello script.php, se volete): RewriteEngine On RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^MSIE.* RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC] RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT] A questo punto si può usare lo script.php illustrato in precedenza, con qualche modifica (si veda il codice di esempio più in basso). Questa volta però, invece di mostrare la landing page, eseguiremo un redirect verso un altro script chiamato magic.php: questo script leggerà il percorso dell’immagine richiesta dal parametro “imgpath”, nella propria querystring. Tale file magic.php, all’evento Body Onload, richiamerà una funzione javascript, la quale redirigerà il client verso l’immagine inizialmente richiesta, che gli verrà passata come parametro (”imgpath”), ma appenderà all’URL di tale immagine un parametro “fuffa” che contiene il codice per generare il backlink. L’URL di destinazione verrà fornito e mantenuto unescaped. Ecco il codice di magic.php (dove va cambiato l’anchor text e l’URL di destinazione desiderati): <?php // Aggiungi i tuoi controlli di sicurezza qui! $imgpath = $_GET["imgpath"]; ?> <head> <script> function imglink () { // HTML Entities for blank spaces are:   \xa0 location.href="<?php echo $imgpath ?>?foo=\"><a\xa0href=\"http://www.example.com\">Anchortext</a>"; } </script> </head> <body onload="imglink()"> </body> E adesso andiamo a modificare il file script.php in modo che esegua correttamente la redirezione verso magic.php senza generare un loop infinito (ho commentato solo le parti modificate e quelle più importanti ): <?php $hr = array("images.google", "immagini/preview.cgi"); // Qui vanno aggiunti dei controlli di sicurezza! $imgpath = $_GET["imgpath"]; $browser = strpos($_SERVER["HTTP_USER_AGENT"], "MSIE"); // Un altro browser check if ($browser !== false) { // Se ho riconosciuto Internet Explorer… foreach($hr as $imgreferrer) { $found = strpos($_SERVER["HTTP_REFERER"], $imgreferrer); if ($found !== false) { // Se viene riconosciuta una SERP Immagini nel valore di HTTP REFERER, redireziona verso magic.php: if(!isset($_GET["foo"])) { header("Location:/magic.php?imgpath=".$imgpath); } else { // Se la redirezione verso magic.php ha già avuto luogo, mostra l’immagine: header("Content-type: image/jpeg"); // QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l’immagine echo file_get_contents($imgpath); // QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents() } die(); } } } // Fine dell’IF del browser check header("Content-type: image/jpeg"); // QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l’immagine echo file_get_contents($imgpath); // QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents() ?> A questo punto, se il tuo server gira con Microsoft IIS 5.0 (avevo solo questa versione a disposizione per il test, dovrai provare tu se funziona su altre versioni di IIS), non c’è altro da fare. Se invece il server è Apache, dovrai aprire il file di configurazione httpd.conf e aggiungere questa riga: ProtocolReqCheck off Questo flag è disponibile a partire dalla versione 1.3.27 di Apache e funziona su tutte le versioni successive, fino alla nuova versione 2, ESCLUSA. Per maggiori dettagli al riguardo, vedi questo thread su Webmasterworld e la documentazione di Apache). Considerazioni conclusiveSe si hanno immagini ben posizionate e che ricevono traffico dalle SERP, si può usare il primo metodo descritto (La Landing Page Fantasma) oppure sfruttare il secondo (Le immagini con URL Magico) per ottenere rapidamente backlink verso i propri siti web ed aumentare così la propria Link Popularity – oppure si può usare una combinazione delle due tecniche. Quale sia la tecnica migliore va stabilito personalmente in base alla propria abilità nel creare landing page, e al proprio senso della morale: fino a che punto è giusto sfruttare l’ignoranza degli utenti che creano hotlink per perseguire i propri scopi? …Ad ogni modo, se volete, fatemi sapere se pensate di impiegare queste tecniche, e quanto le avete trovate efficaci. Post ScriptumSe controllate attentamente i backlink che riceve il vostro sito con Yahoo Site Explorer, vi accorgerete che nella scheda degli InLinks figurano anche pagine che contengono solamente hotlink delle vostre immagini (non è necessario che includano alcun backlink testuale). Post-Post ScriptumDomanda: a quanti di voi piacerebbe capire meglio le tecniche che ho illustrato, osservando una Demo online funzionante e accompagnata dai dati sull’efficacia misurati in un caso reale? | |
Ecco come sarà il Nokia 8900, opera del designer austriaco Tobias Hornof ed erede al trono del telefonino di lusso Nokia 8800 Scirocco Edition. | |
Flipswap è un servizio che consente ai possessori del vecchio iPhone di venderlo e di ricevere denaro. Basta iscriversi ed inviare l’iPhone all’azienda che paga pure le spese di spedizione.
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Questa nuova versione implementa delle nuove funzionalità: presentazione delle immagini con effetti transitori e musica selezionabile, lettura dati GPS (geotaggin) delle foto con integrazione su Google Maps o Nokia Maps, miglior gestione dei dati EXIF presenti nelle foto. Tra le altre funzioni di base, è possibile personalizzare la visualizzazione delle immagini scegliendo la disposizione e dimensione delle anteprime, zoomare, ritagliare ed applicare effetti semplici alle proprie foto. È possibile scaricare una versione di prova per 14 giorni, il prezzo dell’applicazione è di $14.95 (circa 10?), per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale. | |
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| Solo pochi mesi fa uscivano i primi notebook con lettori ottici in grado di leggere supporti ad alta definizione, e all'inizio la curiosità era conoscere chi avrebbe scelto la tecnologia Blue-ray e chi invece avrebbe puntato sul HD DVD; oggi possiamo trarre alcune conclusioni ma soprattutto porci un'altra domanda, ossia: chi sarà il primo produttore a vendere notebook con un lettore ottico che supporti entrambe le tecnologie? Sicuramente bisognerà aspettare qualche mese, infatti prima usciranno lettori per pc "da tavolo" e solo in un secondo momento verranno implementati nei notebook, tuttavia nel frattempo ho pensato di mettere a confronto i migliori prodotti delle varie aziende che producono computer portatili così da poter chiarire un po' quale sia la scelta migliore a seconda delle proprie necessità. Unico svantaggio: il prezzo, infatti di listino è pari a € 2799 e al momento non è facile trovarlo in vendita a prezzi più bassi. Maggiori informazioni e specifiche complete: Sony VGN-AR61ZU Toshiba: che non è certo da meno, propone un ottimo prodotto, destinato a concorrere fino a ulteriori innovazioni, con il modello citato precedentemente. Con il suo G40-12K della serie Qosmio, Toshiba offre un prodotto di alta qualità e dal design davvero sorprendente ed innovativo. Esso possiede un processore Intel Core 2 Duo, T7700 con una velocità di 2,4Ghz, memoria RAM di sistema pari a 4GB, di tipo SDRAM DDR2, suddivisa in 2 moduli da 2GB ciascuno, unità ottica che permette lettura e scrittura su supporti HD DVD-R +-R e anche a doppio strato (DL), 400GB di memoria su disco fisso, suddivisa in 2 hard disk di tipo SATA da 2GB ciascuno, e anche qui ciligina sulla torta, è il display 17" Toshiba TruBrite con tecnologia FULL HD, 1920x1200 pixels di risoluzione massima (WUXGA). La scheda grafica è anche qui la Nvidia GeForce 8600M GT, devo proprio dire che Toshiba, come Sony, ha buon gusto, con 512MB di memoria dedicati, e fino a 2303MB con TurboMemory. Tra le tante uscite spicca sempre l'HDMI che permette ciò già descritto sopra e pure questo modello ha tra le sue caratteristiche, il sintonizzatore per i canali TV e per il digitale terrestre, con telecomando e antenna estraibile. Non poteva mancare la webcam posizionata sul margine alto del display, che qui arriva ad una risoluzione massima di ben 2 Megapixels. Il sistema operativo installato è anche qui niente meno che Windows Vista Ultimate. Per non essere da meno non mancano anche i pacchetti di software insieme al notebook.Ultima cosa rilevante, in comune con Sony è il prezzo di listino: € 2655, molto simile a sopra. Maggiori informazioni e specifiche complete: Toshiba Qosmio G40-12K Asus: nonostante i modello proposti da Asus siano meno di quelli offerti dalle aziende citate in precedenza, anche Asus ne propone alcuni molto interessanti. In particolare con il G2S può essere un buon concorrente degli altri produttori; questo modello, sebbene con alcune caratteristiche differenti rispetto ai notebook descritti prima, ha un ottimo design ed è particolarmente consigliato ai videogiocatori, è molto stiloso con alcuni tasti di utilizzo comune nei videogames, messi in evidenza in rosso oltre che altoparlanti integrati e dello stesso colore, davvero ammirevoli. È in vendita con diverse configurazioni, tra i processori offerti, quello maggiore è l'Intel Core 2 Duo, T7700 a 2,4GHz di velocità; memoria RAM espandibile fino a 4GB dello stesso tipo dei precedenti e, unità ottica DVD Super-Multi DL Light Scribe. Il display di 17", implementa la risoluzione massima di tipo WXGA+, e la tecnologia Asus Splendid Video Intelligent Technology, Color Shine LCD. La scheda grafica è la Nvidia GeForce 8600M GT, ma con memoria pari a 256MB. Uscita HDMI presente anche su Asus e lettore di schede di memoria MMC, SD, MS e MS-Pro. Webcam presente come sempre nella parte alta del display e di risoluzione max 1,3 Megapixels, il sistema operativo installato è WINDOWS VISTA HOME PREMIUM mentre sono venduti con il notebook accessori quali Optical Gaming Mouse e Gaming Backpack, per restare in tema videogiocatori.Prezzo: € 1470 circa (non di listino, prezzo più basso in rete alla data del post). Maggiori informazioni e specifiche complete: Asus G2S Altri prodotti interessanti sono offerti da Acer, in particolare il notebook Ferrari 5000 di colore nero con finiture spiccatamente rosse dato il marchio Ferrari. Questo modello permette la scelta di diverse configurazioni con la possibilità di scegliere Windows Vista Ultimate come sistema operativo, RAM massima 4GB, display 15.4" con tecnologia Acer CrystalBrite e risoluzione max 1680x1050 pixels (WSXGA+), lettore ottico HD DVD ROM. Prezzo: di poco oltre i 2000 € (non di listino, in rete alla data del post e comprensivo delle caratteristiche della configurazione 5005WLHi, quindi più completo). Un cenno va fatto anche per i notebook HP che, nonostante abbiano un discreto numero di vendita, e prodotti discreti, trovo ancora qualche passo indietro rispetto a quelli proposti da altri produttori, anche il design risulta essere a parere personale, meno attraente in confronto ai modelli già elencati e ad altri. Consiglio a tutti gli utenti di dare uno sguardo a link delle informazioni complete per i modelli descritti, in quanto scoprirete altre caratteristiche che possono risultare interessanti come quelle elencate, oltre a diverse immagini che danno un'idea di ogni notebook. | |
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Martedì in un comunicato ufficiale Microsoft ha annunciato che la prima beta della Service Pack 1 per Windows Vista verrà rilasciata sul finire di Luglio, mentre la relase finale e stabile si avrà a Novembre. Così dicendo si rimangia quanto affermato in precedenza, in un altro comunicato che annunciava un ritardo consistente, che avrebbe fatto slittare la SP 1 dal 2007 a metà 2008.Stando a quanto richiedono gli esperti e gli utenti la Service Pack 1 dovrebbe rivedere:
Fonte: SWZ | via: |











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