Tramite PassioneMobile sono venuto a conoscenza di Mobinaute, un sito francese, che mancava alla mia “collezione”, che ha pubblicato una molto dettagliata review in immagini e video del 5800 XpressMusic e in particolare dell’S60 5th edition di cui è dotato. Ecco una buona parte delle foto.
Un altro tipo di schermata principale con aperta la finestra dei profili. La funzione “Media bar”. La funzione “Contact bar”. La barra delle notifiche. Il menu. Le tastiere (estesa, mini) e il metodo di inserimento manuale. Il web browser: opzioni, a tutto schermo, schermo di default, zoom. La tastiera telefonica e le opzioni del telefono. Inserimento di un nuovo contatto. Aggiunta ai contatti favoriti nella “Contact bar”. Il music player e le sue opzioni. La galleria. L’agenda, i messaggi, Nokia Maps, la calcolatrice, le altre applicazioni. La fotocamera, la videocamera e Share on line. Tra gli screenshot del post precedente e queste immagini, credo che si è riusciti a coprire un po’ tutto l’S60 5th edition. Per finire il video che tuttavia non è possibile inserire nel post. Cliccate sull’immagine sottostante e verrete riinviati alla pagina di Mobinaute. | |
Il tempo è sempre poco ed il mio povero blog ne risente. A causa di impegni lavorativi e progetti personali sono costretto a chiudere questo mio amato sito. E’ stata un’esperienza molto piacevole anche se durata solo un anno. Ho conosciuto diverse persone e mi sono affezionato a molti lettori con cui ho scambiato idee opinioni e soluzioni. Come ogni avventura prima o poi doveva finire ed ora il vento della vita mi spinge verso nuovi orizzonti. Sono ancora indeciso se tenere vivo il dominio nel ricordo oppure no. Vi saluto tutti molto affetuosamente e vi ringrazio per il supporto che mi avete dato. Grazie di cuore da Alessio! … … ehm … … … mmmm … ca**ata, scherzetto! Volevo solo evitare di dire che ho poco tempo da dedicare al blog e pensavo che queste frasi avessero rotto un po’ le scatole ai lettori. “Se non hai tempo per scrivere. NON SCRIVERE. Cosa ce lo dici a fare?” … …. …… Va beh passiamo al post minestrone/polpettone. 20 ottimi design in Wordpress
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Ho già presentato in precedenza alcuni MD5 cracker online. Propongo qui velocemente una lista di altri sei siti in grado di craccare MD5. Anzi, non solo MD5 ma anche NTLM, MySql e SHA1. La lista proviene dal blog di raz0r, un hacker russo: per questo motivo alcuni di questi indirizzi portano a risorse in lingua russa (ma c’e’ anche la versione inglese). In assenza della versione inglese si può sempre ricorrere a Google Translate.
Se li provate lasciate un commento per indicare pregi e difetti dei vari servizi. | |
Le Conversazioni dal Basso sono state un’occasione unica di apprendimento e confronto, per cui non vedo l’ora di partecipare alla prossima edizione del più completo Festival dei Blog organizzato dagli stessi Aca-Fan.
L’evento, che si terrà ad Urbino dal 10 al 12 ottobre, prevede una Girl Geek Dinner, una Olimpiade dei blogger, un AcaCamp ossia un BarCamp di taglio accademico e un concorso fotografico. Living in a Wireless Campus è aperto a tutti, l?unico requisito richiesto è di dover caricare un massimo di cinque fotografie mostranti l?utilizzo del wireless (una moderna tecnologia) nella città di Urbino (uno splendido borgo rinascimentale), entro il 1° ottobre 2008 su Flickr con licenza Creative Commons ?Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0 Generic? e le seguenti tag: conversazionidalbasso, 2008, lwc, uwic. Altri dettagli qui. | |
Quando un anno fa ho deciso di aprire un blog conoscevo solo Blogger come piattaforma ed ero certo che non mi piacesse particolarmente. Grande facilità di utilizzo, ma decisamente una scarsa possibiltà di personalizzazione. Sinceramente tutte le piattaforme distribuite gratuitamente su grandi concentratori di blog non mi appassionavano, tantomeno adesso. Ho provato comunque wordpress.com ed il feeling è stato da subito molto forte. Ma ovviamente volevo qualcosa di più, volevo imparare, volevo essere indipendente e fare a modo mio. Non ricordo chi, su quale forum e perchè mi abbia detto “hey usa wordpress su un tuo dominio!” … ma lo ringrazierò sempre Qualche giorno fa durante un paio d’ore di noia assoluta tornato dalla spiaggia (le mie vacanze sono finite domenica) ho provato a buttare giù un mini-spot da pubblicare sul blog e condividere con voi per cercare di aiutare Wordpress a crescere sempre di più. Quasi mi sono sentito in dovere di rendere qualcosa indietro. Dunque con questi piccoli 19 secondi mi piacerebbe diffondere in utenti indecisi la “Wordpress Way of Life” e fare sapere a tutti che la community italiana è bella viva e presente. Nel mini-spot ho pensato di citare i 2 principali siti che si occupano di WP ovvero la community ufficiale italiana, dove ringrazio tutti per il supporto soprattutto nei primi mesi … non ce l’avrei fatta senza di loro In seconda battuta GiorgioTave, tutti gli utenti e moderatori del forum (oggi lo sono anche io) sempre disponibili e che sicuramente danno un forte contributo alla diffusione di Wordpress. Se avrete il piacere di ripubblicare questo semplice video sui vostri blog ne sarò felice ed avremo tutti contribuito in parte allo sviluppo del nostro amato WP. Ho caricato il video su Vimeo, per un discorso di qualità, ma è disponibile anche una versione YouTube.
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WP-CUMULUS Questo Plugin è stato “eletto” open-source, quindi il file .fla è reso disponibile e possiamo lavorarci tranquillamente per effettuare modifiche e magari creare animazioni di diverso tipo. TAGNETIC POETRY NOTE SU I MOTORI DI RICERCA I tag cloud sono sicuramente un sistema per dare all’utente un colpo d’occhio immediato sui temi trattati dal Blog, ma con un po’ di malizia in più sono anche una via per dare risalto ad alcune parole chiave in ottica SEO. Flash non aiuta di certo questo aspetto, anche se in una nota dell’autore pare che questi plugin esportino anche una versione non-Flash. Tutto da verificare. | |
Ecco il secondo della serie MEGAPOST, dopo l’incredibile TUTORIAL SUL TESTO (ancora?????) Testo di fuoco Gocce d’acqua Testo Acqua/web 2.0 Testo Ghiaccio Testo Esplosione Testo Spiderman 3 Testo web 2.0 Testo logo aziendale Una serie di tutorial davvero splendidi potete trovarla su psdtuts.com che ha anche aperto un ottimo canale video su Vimeo. TUTORIAL PER I LAYOUT Portfolio Personale Grungy Layout Layout per WP Business Layout Layout nero molto bello da psd a css! Un’ottima selezione possiamo trovarla nel post di DzineBlog. PENNELLI PER PHOTOSHOP 200+ Photoshop Brushes for Light, Sparkles, Glows and Glitter Su Ps Brushes troviamo una lista davvero infinita di pennelli, c’è solo da impazzire. In un celebre post di PhotoshopRoadMap dedicato ai tutorial Horror ci sono anche una serie di penelli dedicati a ferite, cicatrice ed altre splendide cose del genere. L’oramai stranoto Brusheezy “nome stupido ma grandi pennelli” dove per vederli, selezionari e scaricarli tutti ci vorrà almeno un mese di download no-stop. Qualcosa di buono si trova anche su hawksmont. Per gli appassionati invece dello stile “sporco” ecco un set di pennelli molto valido. Ed ora … 250 pennelli Watercolor in alta risoluzione. | |
Lo ammetto: usare Google Analytics per tracciare (ed ottimizzare) le performance delle inserzioni di Google Adsense, è la mia croce e la mia delizia. Croce perché i rapporti di Adsense sono assolutamente inadeguati per svolgere analisi di tipo qualitativo, in quanto forniscono solo informazioni quantitative (seppur ben segmentate, usando i criteri) sul numero di click, sulle impression, sul CTR e sull’eCPM. Idem, per i ricavi. Incrociare i dati di utilizzo delle pagine del sito (cosa che ben fa Analytics, dal canto suo) con quelli di interazione degli utenti con gli elementi di Adsense, è una delizia, perché permette di capire tante cose utilissime, ed ottimizzare Adsense di conseguenza. Sapere quali sono le pagine, le keyword e i vari segmenti che performano meglio in termini di CTR e Revenue in Adsense, permette di capire dove conviene lavorare per ottimizzare il rendimento degli annunci contestuali nel proprio sito. Individuare gli utenti ed i comportamenti più remunerativi, le keyword, le pagine ed i referral e più redditizi significa sapere cosa testare, e dove investire per massimizzare il ROI di Adsense. Un tracciamento degli Adsense integrato nativamente in Google Analytics?È probabile che ci sarà. Mi accorgo solo adesso che due anni fa, il team di Analytics chiese un feedback agli utenti iscritti a entrambi i servizi, presumibilmente proprio allo scopo di studiare una possibile integrazione. Ebbene, i rumor di oggi parlano di quel che potrebbe essere il risultato di questo studio. Non è ancora una funzionalità disponibile al pubblico, ma pare che qualcuno la stia già testando. Il blog TheGoogleCache ha infatti pubblicato un post dove vengono descritti ed illustrati i vari pannelli di una nuova sezione dedicata a Google Adsense, all’interno della piattaforma di Google Analytics. Il post è stato rimosso (404), ma poiché il blog offre un feed, il contenuto integrale dello stesso è ancora disponibile (direttamente dai server di Google, con tanto di screenshot! Perfavore, avvisatemi se il link non dovesse funzionare più). Nell’articolo l’autore mostra le informazioni disponibili riguardo ai click Adsense: li si può segmentare per pagina e per sito di provenienza. È possibile ordinare i dati in base ai consueti parametri Adsense (CTR, eCPM…), e visualizzare un trend delle performance dei contenuti Adsense. Ecco una schermata che mostra l’apporto dei Referral Sites alle performance ed ai rendimenti di Adsense: Non vi è traccia tuttavia della ricerca nel sito (ricerca Adsense, intendo): spero che venga integrata anche questa parte di rapporti degli Adsense nell’omonima sezione in Analytics. Cosa conviene tracciare per ottimizzare i rendimenti Adsense?L’autore di TheGoogleCache dà un suggerimento che condivido pienamente:
E voi? Quali dati utilizzereste per ottimizzare le performance di Adsense se questi fossero disponibili, ed in che modo? Come tracciare oggi l’uso di Adsense (con Analytics)?Intanto che aspettiamo che questa nuova funzione di Analytics venga resa disponibile (e spero accada presto, perché ho già l’acquolina in bocca), è già possibile tracciare i click di Adsense nel profilo di Google Analytics, in qualche modo. A tal scopo consiglio (ed utilizzo) questo ottimo script che permette di impostare il Click su un elemento Adsense come Obiettivo in Analytics . Lo script ha i suoi limiti, va detto: il tracciamento è “non ufficiale di Adsense” innanzitutto, e poi essendo un Obiettivo di Analytics non è facile tracciarne il Conversion Rate a livello di pagina (a meno di non smanettare con la simulazione di ecommerce, che devo ancora sperimentare - anyway grazie ancora, Daniela!) Chi non volesse utilizzare Analytics può optare per una soluzione self-hosted: a tal proposito segnalo AsRep, ma non l’ho mai provato - e voi? P.s. Vado in vacanza, ci si rilegge a metà settembre! | |
Una delle novità di Wordpress 2.5 è il supporto per i dati EXIF (Exchangeable image file format). I dati EXIF sono le informazioni che le moderne fotocamere digitali allegano ad ogni nostro scatto: il modello della fotocamera, l’apertura, la velocità dello scatto, la lunghezza focale, ecc … Un’altra funzionalità importante è l’introduzione della Galleria, ovvero quando carichiamo più immagini in un post con il semplice inserimento del tag Vi ricordo che per una personalizzazione nella presentazione grafica della galleria potere specificare diversi attributi che consentono di disporre le immagini nel modo che preferiamo. Consigliata la lettura di http://codex.wordpress.org/Using_the_gallery_shortcode
Torniamo agli EXIF All’interno del Loop, possibilmente dopo il tag
Praticamente … Sono diverse le informazioni che abbiamo la possibilità di visualizzare una volta estrapolati grazie alla funzione
! NOTA BENE | |
Spesso per fare test oppure mostrare demo ad alcuni clienti mi trovo ad installare diverse volte Wordpress su miei indirizzi provvisori. Dopo un po’ i db cominciano ad essere troppi e non ci si capisce più nulla Poi leggendo un post di Optiniche scopro che la soluzione era proprio dietro l’angolo e nessuno me lo aveva mai fatto notare …. grrrrr !!! Condivido con voi quindi questa ovvia, banale ma utilissima soluzione. E’ necessario installare WP manualmente perchè se utilizziamo servizi come Fantastico non possiamo agire sui file core Molto ma mooooolto semplicemente nel file wp-config.php quello dove solitamente inseriamo i dati del db c’è un riga dedicata al prefisso delle tabelle che WP installerà sul db … bhè … sembrerà ovvio, ma basta modificare il prefisso di default. Scegliamo magari qualcosa che ricordi il blog che andremo a creare ed il gioco è fatto. Che ne dite? | |
| A | |
Lavorare a progetti SEO per nomi molto noti, potendo contare sul supporto del reparto marketing e PR del marchio stesso, spesso fa sì che i risultati di branding e buzz ottenuti offline si ripercuotano positivamente sul traffico e sui posizionamenti di un sito web. Link spontanei che nascono come funghi presso i siti di blogger e comunità appassionate, visite e conversioni che vanno avanti trainate dalla pubblicità tradizionale, ricerche di tipo “navigational” che si ripetono a migliaia presso i motori di ricerca: sono solo alcuni dei fenomeni che si notano facendo SEO per conto di brand ben conosciuti presso il grande pubblico. In queste condizioni il lavoro è, per molti aspetti, più semplice. Ma cosa fare se non si ha la fortuna di poter beneficiare degli sforzi sostenuti dal brand stesso, perché magari è poco noto o magari perché il sito è nuovo e non può contare su appoggi forti? Come agire quando gli obiettivi di traffico organico e conversioni devono essere raggiunti potendo contare solo sulle proprie forze, magari in un mercato competitivo? C’è una strategia che può aiutare in questi casi: si tratta di una strategia di posizionamento che copre, in due fasi, sia il breve che il lungo periodo, e che adotta un approccio “bottom-up“. Il bottom-up è una strategia che riguarda sia la promozione che il posizionamento sui motori di ricerca, e che consiste nel dedicarsi, nelle fasi iniziali, soprattutto a quelle strade in grado di portare benefici immediati, anche se non eclatanti. In un secondo momento, si fa leva sui risultati già conseguiti (a basso costo) per raggiungerne di migliori (ad alto ritorno), in grado di sostenere il business e possibilmente corrispondenti proprio con gli obiettivi principali del progetto. Una strategia di questo tipo va applicata in modo oculato su tutto il progetto, dal momento che può, e deve, riguardare gli aspetti più disparati di un intervento SEO: dalla selezione delle parole chiave al link building, dal social media marketing all’utilizzo dei risultati ottenuti in termini di posizionamento, tutte le attività devono seguire scrupolosamente una strategia pre-determinata. Vediamo come affrontare una sfida del genere, per mezzo di esempi pratici. Supponiamo, per esempio, di avere a che fare con due progetti separati: un e-commerce di dischi, dotato di un corporate blog, e un portale turistico che propone pacchetti vacanza in Europa. Come impostare la strategia bottom-up? (nota: le parole chiave, i tassi di conversione e in generale tutti i dati indicati nei prossimi capitoli, sono verosimili ma meramente ipotetici, e non sono confermati da test oggettivi). La keyword selectionUna premessa: in questo capitolo, per “keyword selection” non si intende l’ambito semantico in funzione del quale ottimizzare il copy delle pagine web: il termine è riferito alla scelta delle parole chiave a cui puntare all’inizio nel posizionamento organico. L’intento è quello di individuare quelle parole chiave, in target con la clientela del business da promuovere, magari non trafficatissime ma –anche per questo – relativamente semplici da affrontare in termini di posizionamento. Per dovere di cronaca, è necessario precisare che questo concetto è già stato espresso nel TagliaBlog, in un post intitolato Keyword Sniping (qui il mio commento, vi consiglio di leggere tutto il post per capire meglio di cosa si sta parlando). Vediamo come affrontarlo in pratica con i due progetti del nostro esempio: L’e-commerce di dischi, grazie una campagna Adwords, sa che la chiave “cd musicali” è molto ricercata, e che nel suo negozio ha riscontrato un buon tasso di conversione. Ma si accorge anche che “cd musicali” è una SERP che non si può scalare in tempi brevi e senza sforzo. Decide allora, dopo le opportune ricerche, di concentrarsi sulla chiave “vendita cd musicali“: una SERP decisamente più abbordabile. È molto meno ricercata della prima, tuttavia ha un tasso di conversione grossomodo analogo. Ma soprattutto, si può arrivare nella parte alta della prima pagina in meno di un mese. Il portale turistico sa, da vari report e sondaggi specifici, che quest’anno Parigi è la meta più richiesta in Europa. La SERP dei suoi sogni è “offerte parigi“, ma la competizione è durissima. Opta quindi per “pacchetto parigi“, una chiave concettualmente vicinissima alla prima, ma molto meno inflazionata (e quindi più facile da affrontare). Sia il negozio di musica che l’agenzia di viaggi on-line ripetono il procedimento per ogni pagina/prodotto in catalogo: le pagine e i relativi anchor text interni rimarranno ottimizzati principalmente per le chiavi di ricerca più gettonati, ma piccoli accorgimenti in alcuni punti del copy e nell’internal linking le renderanno capaci di ottenere posizionamenti utili per le chiavi secondarie selezionate. E di vendere alla clientela principale di riferimento. Link BuildingL’attività di Link Building seguirà una strada analoga: non si andranno subito a cercare i link più forti, ovvero – ad esempio – su Rockol o Mtv (per la musica), su Tui o Viaggiare.it (per i viaggi), o sul sempiterno Dmoz, ma ci si accontenterà all |












































































