Fonte: DelfinsBlog.it | |
Si sapeva che sarebbe arrivata ma non si sapeva quando. E invece la Panasonic ci ha stupito!
| |
Se Digg è in declino, i Social Sites italiani pare stiano pian piano riuscendo ad emergere dall’oscurità. Questo post presenta una panoramica dei siti di Social Bookmarking, Answering e News Rating più utilizzati al momento in Italia, e ne presenta anche alcuni al momento poco usati ma che potenzialmente possono ambire a raggiungere quella massa critica che li rende appetibili -anche- dal punto di vista del SEO/SEM. Ecco un piccolo glossario dei termini usati, ovvero i modelli di funzionamento adottati dai Social:
Dopo il doveroso preambolo, passiamo alla lista dei Social italiani più usati. La lista verrà via via integrata con le vostre segnalazioni, o provvederò io stesso ad espanderla quando troverò nuovi network.Prima di darvi l’elenco, colleghi SEO, vi chiedo un favore: non spammate questi network! Promuovete pure i siti vostri o dei vostri clienti, se le pagine che segnalate hanno un valore per le community che li segue, ma non inviate spam solo perché magari non c’è il tag “nofollow”. Mantenere alta la qualità dei contenuti di questi siti è nel nostro primo interesse: se l’utente ci trova spam difficilmente tornerà ad usarli (e noi avremo perso click, valore del link, potenziali canali di promozione e, in finale, avremo contribuito a rovinare il web italiano - sì, quella cosa che ci dà da mangiare ogni giorno!)Sperando che il mio appello non cada nel vuoto, eccovi la lista: I Social più utilizzati in Italia
Alcuni Social italiani meno conosciuti, ma utilizzati
I Social più giovani e promettenti
Social internazionali usati in percentuali significative da utenti italiani:
Sarebbe interessante capire quali sono i fattori che decretano il successo o meno di un Social: secondo voi dipende dall’usabilità, dal target, dal passaparola? Oppure da altri fattori? BONUS: Un regalo per i miei lettori(Per farmi perdonare un mese senza aggiornamenti al blog, e) per chi ha avuto la pazienza di leggermi fin qui, ho un regalo Si chiama Social Toolbox, e permette di aggiungere su qualsiasi pagina (anche quelle generate dai CMS) i link, corredati da icone, di tutti i social bookmarking che conosco che permettono di inviare/votare una pagina passandola nell’URL di voto. Se ai meno tecnici sembra complicato, sappiate solo che inserendo questo pezzetto di codice nelle vostre pagine visualizzerete automaticamente una serie di link del tipo “Vota questa pagina su [social site]” che porta direttamente alla pagina di invio/voto del social scelto, già compilata con i dati dell’URL di partenza! | |
Finalmente partito il servizio my live! di Vodafone, la suite online studiata appositamente per gli utenti di iPhone del gestore anglo-italiano di cui parlammo in QUESTO. Si tratta sostanzialmente di una serie di informazioni - notizie, meteo, sport e e-mail - che una pagina ottimizzata per il melafonino fornisce. L’applicazione può essere scaricata nel terminale dall’App Store e una volta installata comparirà l’icona my live! In home. Il suo funzionamento avviene a telefono collegato alla rete 3G, anche se più di qualcuno segnala non esserci problema anche utilizzando la connettività Wi-Fi. | |
| Panasonic Lumix DMC-FX12 è dotata di un luminoso obiettivo f/2,8 LEICA DC VARIO-ELMARIT con zoom ottico 3x, inserito in un corpo macchina accattivante e compatto. Questo obiettivo avanzato, costituito da sette elementi in sei gruppi, comprese tre lenti con tre superfici asferiche, risponde agli elev... | |
Il meccanismo malato n°1 che abbiamo, è che anche quando le buone cose ci sono (ad esempio leggi), non vengono applicate. E nei casi fortunati in cui vengono applicate vengono nascoste. Assolutamente da leggere su Il Sentiero Giusto!! | |
| Un istant messenger per Iphone che comprende tutti i più diffusi canali di comunicazione istantanea per il vostro Iphone, e per di più gratuito. Si chiama IM + All in one Mobile Messenger e comprende: AIM, iChat, Live Messenger, Yahoo! Messenger, Icq, Jabber, Google Talk e anche MySpaceIM. L’interfaccia è semplice ed intuitiva, anche se per [...] | |
| I social network proliferano di giorno in giorno, probabilmente ognuno di noi presenti su questo sito è iscritto ad almeno un paio di essi. E’ noto che, molto spesso, gli utenti si iscrivano ad una grande quantità di essi, utilizzandone poi effettivamente al massimo un paio, abbandonando invece quelli che richiedono processi noiosi e lunghi [...] | |
| Vi sono alcuni imprenditori, ed Io mi schiero fra questi, che rappresentano oggi quelle persone che trent’anni or sono, mentre si utilizzava il telex, pensavano all’email o al cellulare MMS/IM come fenomeno di massa ma, soprattutto, come importanti strumenti di lavoro. I Visionari. Credo di trovare facilmente consenso nell’affermare che sarebbe impensabile, se non impossibile per tutti noi, tornare a fare affari con un telefono appeso al muro come i molti artigiani di solo trent’anni fa'. L’imprenditore visionario ha dimostrato sempre di possedere una mentalità sintonizzata con il cambiamento per altro senza soffocare la propria sensibilità ma anzi esaltandola. Da essa infatti scaturisce la fantasia e da questa gli affari futuri. Sono on line dal 1995 e sono entrato nell’arengo dei Visionary Leaders internazionali vendendo il primo biglietto aereo della compagnia low cost inglese “go Airline” in una Agenzia di Viaggi in Italia utilizzando, nove anni fa via internet, la carta di credito della stessa Agenzia a vantaggio del cliente che, pagando in contanti, era ben contento pur aggiungendo una fee di circa 15.000 delle vecchie lire, di pagare la metà rispetto al biglietto proposto all’epoca da Alitalia, o da British, per un volo Milano Londra Milano. Questa semplice visione, questa semplice operazione, in un momento in cui tutte le agenzie erano schierate contro le nuove tecnologie di fatto cambiò il flusso finanziario del turismo nazionale perché chiesi la commissione al cliente invece di riceverla, come d’uso, dalla compagnia aerea. Noi imprenditori visionari ICT siamo più che sicuri che, indipendentemente dai cicli economici, le grandi trasformazioni giungeranno sempre via web con una nuova generazione Internet che farà leva su velocità, disponibilità, onnipresenza, spontaneità, intelligenza, facilità e affidabilità e ciò varrà anche per esempio per una futura Pubblica Amministrazione completamente digitale, affidabile, veloce ed economica con indiscutibili vantaggi per le imprese e i cittadini. Pensate solamente al risparmio di tempo e denaro derivante dalla possibilità di consegnare documenti e pratiche direttamente da casa, o ufficio, via Internet. Sicuramente non aiuta il fatto che le multinazionali ICT per bocca di dirigenti, voglio qui evidenziare non imprenditori, si presentano alla piccola media impresa con il famoso ermetismo tecnologico che fa loro dire che bisogna "reinventare utenti in real time", "testare infomediari di ebusiness", "abilitare interface design cross platform", "brandizzare paradigmi innovativi" e "rivoluzionare utenti in real time per scalare processi a valore aggiunto" come ebbe a dire Maurizio Cuzari di Sirmi. In un paese condannato all’innovazione, per reggere la competitività internazionale, ecco il perché dell'esigenza del coinvolgimento diretto di noi imprenditori giovani e di tutte le associazioni imprenditoriali, e delle istituzioni, per portare avanti questo obiettivo di modernizzazione, richiamato anche dal neo insediato Presidente Enit Umberto Paolucci, a sostegno dell'innovazione delle imprese, soprattutto quelle piccole e particolarmente con il coinvolgimento, come volano intellettuale, delle imprese ICT per fornire impulso a quelle che attualmente non innovano anche per la sola mancanza di cultura ICT nei loro ranghi. Personalmente convengo con l'ex Ministro Stanca quando ammonì "la modernizzazione del Paese non si realizza per decreto" ma sono più che sicuro che l'avvento di Internet per le aziende è paragonabile al passaggio avvenuto dal cinema muto al sonoro e se queste non si adeguano rischiano l'estinzione come è accaduto a tanti bravi attori... muti. | |
?Volete il nucleare?? A questa richiesta, formulata in tre quesiti, 8 italiani su 10 nel 1987 risposero No. Tra due giorni, giovedì 8 novembre, si celebra il 20° anniversario di una scelta radicale per il nostro Paese: quella fatta con il voto del referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare e reso l?Italia la prima tra le nazioni industrializzate a uscire dall?atomo. Una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. Pensare di tornare indietro sarebbe folle. Se l?Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il ?96 e il ?99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa.Sebbene l?AIEA (Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica) abbia censito nel mondo, a ottobre 2007, ben 439 centrali in attività per una potenza installata di 371.647 MW, il nucleare è oggi una fonte di energia in declino e, dopo la tragedia di Cernobyl del 1986, vede la maggioranza dell?opinione pubblica europea nettamente contraria. E lo è nonostante la ripresa di programmi nucleari in alcuni Paesi, nonostante la nuova ondata di consenso da parte del mondo politico alle prese con l?impennata dei prezzi del petrolio e, più recentemente, anche con la crisi del gas russo, nonostante l?atteggiamento possibilista di chi la considera un?opzione ?pulita? per favorire la riduzione di gas serra e combattere i cambiamenti climatici. Infatti secondo l?AIEA, il contributo dell?atomo al fabbisogno mondiale di energia scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. E a spiegare questo trend negativo ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare. A cui si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi ?veri? necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare. Legambiente li ha analizzati uno per uno in un dossier (in allegato) dal titolo?I problemi irrisolti del nucleare a vent?anni dal referendum?, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.?Quella dei costi è la vera questione: produrre energia nucleare è antieconomico ? ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Un aspetto su cui si continua a fare falsa propaganda, soprattutto in Italia, spacciando l?atomo come una tra le fonti meno care. Infatti negli Stati Uniti, dove i produttori sono tutti privati, non si inaugura un impianto dalla fine degli anni 70 e oggi, in Europa, solo la Finlandia sta costruendo un nuovo reattore, tra mille intoppi e pesanti ritardi dovuti a problemi costruttivi e all?aumento dei costi. Insomma chi ne parla come di una fonte competitiva sotto il profilo economico, mente sapendo di mentire: il costo di un kWh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali per essere considerato reale e competere sul mercato?. Il dossier traccia in primo luogo la mappa del nucleare civile nel mondo. Leader per numero di centrali sul proprio territorio sono gli Stati Uniti con la bellezza di 104 impianti in funzione, seguiti dalla Francia con 59 (che copre così il 78% del fabbisogno elettrico nazionale) e dal Giappone con 55. Nel Vecchio Continente, dove sono attivi 197 reattori, alle spalle della Francia, c?è la Russia con 31 centrali, quindi l?Inghilterra con 19, la Germania con 17 e l?Ucraina con 15. Un problema tutt?altro che secondario è quello legato all?ingresso nell?Unione degli Stati dell?Est Europa. Oggi più che in passato nel mondo occorre garantire nuovi e più elevati standard di sicurezza. Nei nuovi membri UE il controllo sulle centrali e la chiusura di quelle più vecchie richiede un forte impegno soprattutto finanziario. Sebbene negli ultimi anni siano stati ridefiniti anche regolamenti e direttive sulla tempestiva notifica in caso di incidente e sulla gestione dell?emergenza, dobbiamo registrare forti ritardi nella dismissione di alcuni impianti, se non addirittura il prolungamento dell?attività di reattori che non dovrebbero più funzionare. E? il caso della centrale di Ignalina in Lituania, di quella di Bohunice in Slovacchia o di quella di Temelin nella Repubblica Ceca, dove negli scorsi anni si è verificata una serie di piccoli incidenti che hanno messo in allarme la vicina Austria. Nel 2003, nell?impianto di Paks in Ungheria (considerato dall?AIEA tra i 25 più sicuri del mondo) si è verificato un incidente classificato di livello 3 della scala INES (International Nuclear Event Scale). Ma la storia del nucleare, sia civile che militare, è costellata da una lunga lista di incidenti, che Legambiente ha provato a mettere in ordine (si tratta solo degli episodi conosciuti): tra i più gravi vanno ricordati quello di Sellafield in Inghilterra nel 1957, quello di Three Mile Island nel 1979 negli USA, la catastrofe di Cernobyl, Tokaimura in Giappone nel 1999 e Mihama nel 2004, sempre in Giappone.?Alla sicurezza degli impianti va aggiunto il rischio del terrorismo internazionale, visto che il plutonio derivante dal funzionamento delle centrali è una fondamentale materia prima per chi intende costruire armi atomiche ? ha spiegato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. In più resta invariato il problema dello smaltimento definitivo delle scorie che a oggi non è stato risolto da nessun Paese al mondo?. Oggi i rifiuti radioattivi (si calcola che 250mila tonnellate siano in attesa di stoccaggio) devono essere sottoposti a un complesso iter fatto di classificazione e trattamenti. Esistono circa 80 depositi ?provvisori? nel mondo, ma non ancora un sito di stoccaggio definitivo. L?unico prevedibile è quello di Yucca Mountain in Nevada (USA) che, se tutto andrà a buon fine, entrerà in funzione tra il 2010 e il 2015. Neppure l?Italia, con la sua modesta quantità di scorie, ha saputo risolvere il problema, vista la pessima proposta di localizzarli a Scanzano Ionico nel 2003. Eppure è necessario trovare un sito definitivo per le scorie a media e bassa attività nel nostro Paese, mentre per quelle più radioattive (che sono in quantità minore) si dovrà trovare una sistemazione finale in un deposito all?estero dove sono ancora in attività centrali nucleari, come previsto dalla Convenzione AIEA ratificata dall?Italia nel gennaio del 2006. C?è infine il decommissioning, ossia lo smantellamento delle centrali una volta spente. Si tratta di un processo delicato e molto oneroso che comporta rischi altissimi per la sicurezza data la radioattività delle componenti del reattore e di cui non esiste un protocollo unico a livello mondiale. Fonte: LEGAMBIENTE | |
| Nokia, dopo la recente acquisizione di Navteq, il colosso della cartografia GPS, avrebbe confermato l’intenzione di distribuire il suo nuovo software Nokia Maps 2.0, attraverso il proprio portale Ovi. La nuova versione permetterà, tra le altre cose, di ricevere informazioni in tempo reale sul traffico. Secondo Nokia, il nuovo software di navigazione satellitare rappresenterà “un ponte ... Leggi tutto | |
| Siete sempre alla ricerca delle reti WiFi a cui collegarvi con il vostro dispositivo portatile? Bene oggi vi presentiamo PeekPocket, giunto alla versione 1.6, che permette di effettuare una ricerca delle reti WiFi su dispositivi come Pocket PC dotati di sistema operativo Windows Mobile. Il software è completamente gratuito ed è distribuito con licenza open source, ... Leggi tutto | |
vincos posted a photo: | |
| Se il vostro sito utilizza immagini in miniatura (le cosiddette thumbnails), ma per poter consentire la visione ingrandita della pagina avete predisposto l’apertura su una nuova pagina, vi potrebbe interessare questa applicazione: FancyZoom. Questo controllo è una applicazione Javascript utilizzata da Cabel Sasser sul suo sito personale, per zoomare immagini direttamente in linea. Condividi | |
| |
Si narra che proprio oggi sia stato firmato l’accordo fta tim e apple, | |
| Il collegamento digitale delle periferiche di visualizzazione garantisce un trasferimento ottimale del segnale video, poichè consente di trasferire le informazioni che compongono l'immagine bypassando i circuiti di conversione Digitale Analogico ed Analogico Digitale. I vantaggi che ne derivano sono chiari, ovvero il segnale non essendo sottoposto alle conversioni di cui sopra, viene trasmesso così come è generato, minimizzando i rumori e le distorsioni introdotte dai circuiti elettronici che dovrebbe attraversare altrimenti. Lo standard DVI è stato soppiantato da quello HDMI, che prevede un connettore più piccolo e trasmette il segnale video digitale e l'audio multicanale, il DVI prevede tra le sue varianti il trasporto contemporaneo del segnale analogico e digitale, ma mai il segnale audio multicanale. La lunghezza della linea di trasporto è un grande limite di questa tecnologia, infatti lo standard DVI non garantisce il trasferimento ottimale del segnale se il cavo di collegamento supera i 7,5 m. I videoproiettori digitali (LCD, DLP, D-ILA), ormai sono equiaggiati del connettore HDMI, ma per quelli che hanno il solo connettore DVI (questa è la mia esperienza) vale la pena spendere due parole sull'autocostruzione di un cavo con materiali comuni che hanno un costo irrisorio. Esistono in commercio dei cavi non terminati che contengono al loro interno tuti i conduttori che servono a realizzare un cavo DVI Dual Link, o single Link. Questi cavi non hanno propriamente un costo basso, e se si deve realizzare un cavo di una certa lunghezza la spesa arriva e supera facilmente le centinaia di euro. Per cercare di risolvere il problema di collegare il Computer al Videoproiettore senza spendere una cifra considerevole, mi sono armato di santa pazienza ed ho cercato di capire cosa prevedesse lo standard DVI riguardo al trasporto del segnale. Tralasciando tutta la fase di studio che ho dovuto effettuare documentandomi sulla rete, sono arrivato alla conclusione che era possibile costruire un cavo single link utilizzando del normale cavo di rete Cat 5E schermato. In realtà tutto è stato molto semplice, tranne le saldature che sono tante e vanno fatte bene. Avevo a disposizione un cavetto DVI di 1,5 m ed ho cannibalizzato i connettori, tagliando il cavetto una decina di centimetri prima e spellando tutti i connettori. Il cavo vero e proprio è costituito da due cavi Cat 5E schermati della stessa lunghezza. Due cavi perchè le coppie di conduttori presenti all'interno di ciascun cavo sono 4, ed il DVI prevede 5 segnali, i tre colori e due segnali di clock più il cavetto che gestisce il plug & play. Per adesso tralascio i particolari, che saranno oggetto di un'altro post, posso dire che ho utilizzato un cavo per il trasporto dei segnali relativi ai tre colori RGB, e l'altro cavo per i rimanenti segnali, che non sono critici come i primi. Il risultato che ho ottenuto alla risoluzione di 1024x768 60Hz (la risoluzione nativa della matrice del mio Videoproiettore DLP) con un cavo di 10 m così costruito è stato una sorpresa. Non c'è la minima traccia di disturbi sulla immagine, nessun drop-out, nessuna doppia immagine ed i colori sono così come devono essere, insomma il risultato è pefetto, lo stesso che avevo con il cavo da 1,5 m e la cosa che più mi ha dato soddisfazione è stata la spesa, meno di 10 euro!!! | |
| Dopo l’emulatore per rendere l’iPhone un GameBoy Advance, è giunto il momento di ScummVM, l’emulatore per iPhone e iPod... | |
| A | |
Così come WinLibre, MacLibre, non è altro che una selezione di programmi open source per Mac OS X simile ad un package management system, ovvero ad un sistema di gestione dei pacchetti, come quelli per Linux, e capace quindi di automatizzare e semplificare l’installazione di questi softwares. Link utili: Ecco la lista dei programmi divisi per categorieOffice:
Internet:
Create:
Multimedia:
Utilities:
Ecco un video su MacLibre | |
Recentemente sono sorti in rete molti siti che permettono la visione direttamente online, di film anche da poco usciti nelle sale cinematografiche. Questi siti propongono i link a Film ospitati in portali simili a You Tube. Chiaramente questi film vengono inseriti infrangendo il diritto d’autore, e vengono rimossi dagli stessi portali dopo poco tempo, molti siti che li hanno proposti poi fanno questa fine: Ci troviamo quindi di fronte ad iniziative palesemente illegali, dalla vita sempre breve e incerta. Al contrario il Gruppo Edizioni Master propone un sito dove poter visionare Film nella più totale e completa legalità, avendone gli autori del sito acquisiti i diritti per la diffusione e la riproduzione via internet.
Film-gratis.it sorto da poco, offre titoli che magari non saranno famosissimi o usciti da poco, ma che sono comunque interessanti e visibili finalmente senza troppi problemi. Un’ elogio quindi alla Edizioni Master (quelli della rivista Win Magazine) che hanno deciso di effettuare un’ operazione di utilità concreta contro la pirateria, insegnando ai giovani utenti che è possibile usufruire di film gratuiti in rete senza infrangere il diritto d’autore. E quindi buona legale visione. |
































