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A fine luglio erano quasi 600.000 e ora sono oltre 1 milione gli italiani iscritti a Facebook (più o meno il 4% di quelli connessi alla rete).

Un balzo enorme che si riflette anche sugli accessi, come dimostra questo confronto con gli altri maggiori social network:

BarCamp

Potrebbe essere il frutto di un passaparola off-line avvenuto proprio durante le vacanze estive? Che ne pensate? Argomento da approfondire all’ AcaCamp.

BarCamp BarCamp BarCamp
BarCamp

Le Conversazioni dal Basso sono state un’occasione unica di apprendimento e confronto, per cui non vedo l’ora di partecipare alla prossima edizione del più completo Festival dei Blog organizzato dagli stessi Aca-Fan.

BarCamp

L’evento, che si terrà ad Urbino dal 10 al 12 ottobre, prevede una Girl Geek Dinner, una Olimpiade dei blogger, un AcaCamp ossia un BarCamp di taglio accademico e un concorso fotografico.

Living in a Wireless Campus è aperto a tutti, l?unico requisito richiesto è di dover caricare un massimo di cinque fotografie mostranti l?utilizzo del wireless (una moderna tecnologia) nella città di Urbino (uno splendido borgo rinascimentale), entro il 1° ottobre 2008 su Flickr con licenza Creative Commons ?Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0 Generic? e le seguenti tag: conversazionidalbasso, 2008, lwc, uwic. Altri dettagli qui.
Avrei partecipato di sicuro se non mi avessero precettato nella giuria BarCamp …mi sembra una bella sfida.

BarCamp BarCamp BarCamp
BarCamp

Potrà suonarvi strano, ma nell’ordine:

- detesto i laghi e mi mettono un magone tremendo, soprattutto quando vengono considerati un’alternativa al mare. Il solo leggere che il Lago di Garda ha delle spiagge mi mette l’ansia. Un lago che ha le spiagge? Aaaaaaargh!
Spiaggia=mare=bagni nel mare. Lo so che è un’equazione cretina, ma sono un tipo da riviera (non da navigazione o da mare coi controcazzi: da riviera, semmai da nuoto, scuba, abrronzismo, verticali in acqua col costume slacciato e villegganti della prima file d’ombrelloni scandalizzati, ecc.) e proprio non ce la posso fare.
Capisco che se uno vive in Mongolia non abbia molte alternative, ma in Italia il mare è al massimo ad un paio d’ore di macchina praticamente ovunque vi troviate. Quindi non menatemela con il lago come alternativa al mare, che divento isterico più del solito.

- non amo la padania, intesa come terra (in cui peraltro in un certo senso vivo, anche se noi torinesi ci beiamo di qualche metro di altitudine sabauda e qualche sana e bellissima collina divisoria rispetto ai “barotti” leghisti berlusconiani della monotonia pianurosa lungo il Po, più a valle), meno che mai il suo abitante medio, meno che mai il suo accento, i modi di chi la abita, ecc.
Non vi dico cosa penso del Nord Est, vi basti sapere che ogni mattina mi sveglio e prego che Francesco Giuseppe ritorni dall’Oltretomba e se lo riporti in Austria. E magari in cambio ci tornino la Costa Azzurra e la Corsica, con cui non c’è paragone (tutta colpa dei Savoia!)

- Riva del Garda mi fa venire in mente orridi convegni specialistici (scegliete voi: palchettisti, informatori scientifici del farmaco, appassionati di volo a vela in guepiere, ecc.), tristi vacanze lungolago da Touring Club anni Cinquanta ed escursioni in cui si parte all’alba con le pedule e i calzettoni addosso e il pranzo al sacco per andare poi chissà dove di perdibile, ma sicuramente in salita e al freddo (amo l’escursionismo).

- I laghi padani mi sanno già di montagna. E io e la montagna non andiamo d’accordo per nulla. Non ci piaciamo a vicenda, forse per colpa di qualche tragica vacanza d’infanzia in cui a suon di “stai un po’ all’aria aperta!” mi strappavano dal mio Commodore Vic 20 per condannarmi alla noia agreste o mi intruppavano in inutili passeggiate salutiste in salita che considero tuttora una forma di tortura insopportabile. Che ci posso fare se mi piacciono le colline, le grandi città e il mare? (ecco perché forse dovrei vivere a San Francisco, a Capetown o a Marsiglia).

- Del Garda in particolare mi inquieta il claim turistico per cui da quelle parti, così a nord, così lontano dal mare, c’è il “clima mediterraneo”.
Ecco, se vuoi il clima mediterraneo, *vai* sul Mediterraneo e non certo dalle parti del Trentino, cazzarola!
E già in riviera dal 20 agosto in poi si sente puzza di autunno incombente, le giornate sono sempre più buie anche se il cielo è limpido e alle 5 in spiaggia devi metterti il golfino. Figuriamoci a metà settembre in un posto che è lì tra Lombardia, Veneto e Trentino.
Sì, sì, farà anche un po’ meno freddo che a Bolzano e avrà pure gli ulivi, ma nella stessa misura in cui il parco cittadino a due passi da casa mia ha un paio di palme. Resistono, ma sono come Totò e Peppino quando sbarcano a Milano. A disagio e con la saudade.

Visti tutti questi serissimi motivi per cui non amo tempo e luogo dell’evento, è palese che un motivo per cui ho prenotato una camera d’albergo nell’amena località gardesana per il prossimo weekend, in occasione della BlogFest ci deve per forza essere, no?

Ma è ovvio, siete VOI! E vi consiglio di esserci, perché l’evento (nonostante non si tenga a giugno in riva al mare in Salento) è organizzato bene e sembra molto promettente.

Cioè, non vado sicuramente alla BlogFest per gli eventi, per quanto siano organizzati bene (non ho bene idea di quali siano e sono sempre restio ad iscrivermi in anticipo ad un BarCamp o qualcosa di simile, conoscendo bene la capricciosa mutevolezza delle mie voglie e delle mie passioni: passo di lì e lascio che le cose mi portino altrove).

Non vengo certo per gli speech, perché siamo tutti mediamente noiosi quando parliamo in pubblico (se, poi, vedo gente che se la tira o si dà un tono, mi scatta il teppismo).

Non vengo per rilassarmi o fare un rinforzino di vacanza, perché a settembre non si fanno le vacanze, se non moooolto più a Sud.

Quindi sarò lì alla BlogFest per la gente, per incontrare vecchi amici e conoscenti e, se è il caso, conoscerne di nuovi e regalarmi 72 ore di svacco interstiziale ininterrotto, tra un appuntamento ufficiale e l’altro, che mi perderò (o subirò palesemente) come è giusto che sia.

Mi scuso già in anticipo se durante gli incontri sembrerò prevalentemente annoiato e scatterò gioioso appena finiranno, come uno scolaro allo squillare della campanella. E’ che lo sarò per davvero, ma non fate i sorpresi, perché ho messo le mani avanti via blog.

Mettiamola in positivo: della BlogFest - e di tutte le iniziative blogganti di questo genere - mi godrò pienamente gli spazi tra un evento e l’altro del programma, pur avendo tutto il rispetto e l’ammirazione possbile per chi le crea, organizza, ecc.
Da ragazzo il termine che più ricorreva sulle mie complicate pagelle di nato negli anni Settanta era “ascolastico”. Quindi ho pure la scusa socio-patologica per annoiarmi senza sentirmi in colpa.

Ma se volete un complice per bigiare/tagliare/fare sega [mettete voi l'espressione gergale che più preferite] l’intervento di XXX [mettete voi il nome di uno o più blogger che vi annoiano o vi stanno sulle balle] al ZZZ [mettete voi il nome di un evento della BlogFest di cui non ve ne può fregare di meno], contate pure su di me.

 

update: questo post appartiene all’inspiegabile progetto (auto-istituito e praticato in solitaria) “Local-dissing”, in cui parlo male a priori dei luoghi che visito e che ha avuto un prologo qualche tempo fa, con una serie di twittate in cui ho parlato male di ogni singola uscita autostradale (e luoghi circostanti) tra Fidenza e Torino, un po’ per protesta per il traffico lento, un po’ perché adoro sfidare la sorte in modo 2.0 e scrivere sul cellulare mentre guido e un po’ perché in effetti la pianura padana fa gioiosamente pietà, infestata dai capannoni e dalle rotonde (e dalle discoteche di provincia con nomi pretenziosi e ridicoli).
Quindi se per caso vi sentite offesi perché ho parlato male di luoghi che vi stanno a cuore, fregatevene. E viaggiate di più.

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