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?La decisione riguarda in tutta evidenza il difficile procedimento di approvazione come standard del formato di file Ooxml di Microsoft, punteggiato da scandali, polemiche, episodi di corruzione e votazioni ai limiti del regolamento se non oltre.?

- Ibm denuncia la situazione degli standard informaticiIbm

IbmCisco ha comunicato sul proprio sito l’avvio delle operazioni per l?acquisizione di Jabber, la società produttrice delle note soluzioni di instant messaging.

I prodotti di Jabber attualmente sono utilizzati da moltissimi altri soggetti tra i quali Google e Yahoo, tanto per citare i più noti. Ma non dimentichiamo nemmeno Microsoft Office Communications Server e IBM Sametime.

Non si conosce ancora la portata finanziaria dell’operazione, Cisco ha però dichiarato che intende portare a termine l’operazione entrò la prima metà del 2009. I dipendenti Jabber entreranno a far parte del Cisco Collaboration Software Group (CSG).

Post pubblicato su Speedblog

Jabber acquisita da Cisco

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A fine luglio erano quasi 600.000 e ora sono oltre 1 milione gli italiani iscritti a Facebook (più o meno il 4% di quelli connessi alla rete).

Un balzo enorme che si riflette anche sugli accessi, come dimostra questo confronto con gli altri maggiori social network:

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Potrebbe essere il frutto di un passaparola off-line avvenuto proprio durante le vacanze estive? Che ne pensate? Argomento da approfondire all’ AcaCamp.

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Il fenomeno 2.0 nasce, secondo chi ne ha coniato il termine, da un atteggiamento del mercato che esalta l’aspetto consumer to consumer: l’agenzia viaggi più importante nel dispensare consigli diventa Google e non più quella su strada e/o online, qualora esistesse.

Il mercato ha creato il 2.0 con le sue sfacettature fatte di blog, social network, istant messaging mobile, i fornitori si arrovellano -da subito- per meglio servirlo. Lo scrivo pensando alle varie soluzioni di engineering e/o reverse engineering proposte da molte SW House in ambito Enterprise e dalla cascata di meeting e workshop, spesso onerosi, proposti da tante aziende. Un fenomeno lontano dalla realtà agenziale italiana. Mentre da molti mesi negli US si discute di 3.0, (sull’argomento anche un mio contributo, tra i tanti, sul blog del guru O’Reilly Radar) qui da noi con molte aziende siamo all’età della pietra anzi… della carta e dei fax.

Con la creazione del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie senza portafoglio, che ha visto impegnato il Ministro Stanca, già figura di spicco a livello internazionale di IBM, l’INAIL ha dismesso il fax già lo scorso anno affidandosi alla sola posta elettronica. Possibile, mi chiedo – io che sono nato con il Telex, che ho visto nascere e morire il CD, la Polaroid, il Walkman, e pure del Concord -, che alle soglie del 2010 il fax sia ancora così diffuso nelle agenzie? Creando l’assurdo che mentre i turisti scelgono i propri viaggi via facebook, tripwiser, tripadvisor, google, i fax con le offerte di viaggio scoloriscono bruciati dal sole nelle vetrine, e sembrano più che allettanti offerte, tristi necrologi di viaggi invenduti.

La percentuale delle organizzazioni che mandano indiscriminatamente fax – magari con fantastiche occasioni intercontinentali a chi ha paura di prendere l’aereo, e andrebbe più volentieri a Salisburgo in bus - è sicuramente più elevata dove l’IT non è presente. Proprio perché, dove l’IT non è presente, è molto più difficile attuare delle campagne ad hoc e quindi supportare una attività di filiera, costruire cioè un percorso attorno all’identità profilata del cliente, con delle offerte che questi potrà poi valutare via mail, via mms o addirittura via istant messaging e confermare online sul sito dell’organizzazione. Una prerogativa di aziende non visionarie ma, semplicemente, al passo con i tempi. Parliamo di futuro dal 2000 … e siamo già alle soglie del 2010!

Il settore turistico dovrebbe essere più curioso nei confronti della tecnologia, lo affermavo anche in una recente intervista raccontando ciò che un’analista di Gartner scriveva nei primi anni ’90: “la tecnologia deve essere utilizzata per realizzare processi da informazioni con il fine di regolare e/o avviare fasi gestionali e/o marketing nell’azienda o per l’azienda”. Purtroppo il nostro Paese si colloca al 33 posto su 124 nazioni in competitività turistica (ricerca a cura del World Economic Forum, 2007), forse anche per un’arretratezza IT. Nella Top Five vi sono Svizzera, Austria, Germania, Islanda e Stati Uniti. Speriamo non sia un caso che alla guida dell’Enit oggi c’è il Presidente Microsoft Italia più volte apprezzato da Bill Gates tanto da far parte, a pieno titolo, nel board internazionale.

Nemmeno i costi alti sono più una giustificazione, la crescita del livello di digitalizzazione dei processi ma soprattutto la disponibilità di costi contenuti delle tecnologie ha reso meno onerosa l’attuazione di progetti IT anche per le piccole realtà del settore turismo, penso alle 250.000 organizzazioni turistiche e ai quasi 2 milioni di impiegati e addetti. Come contro altare il metalinguaggio l’XML non è ancora presente presso gli operatori, se non per poche eccezioni; molte aziende utilizzano il vecchio As 400 al quale negli anni hanno aggiunto moduli su moduli ottenendo, alle soglie del 2010, un patchwork da classico “spaghetti integration”.

Ma torniamo al turista da nuovo millennio. Quello che esalta il passa parola, o il passa l’email o l’url per la comparazione di viaggi e voli. E’ comunque anche quello che dopo aver scelto un volo su un sito e l’albergo sull’altro si rivolge all’agenzia di viaggi per la propria luna di miele. Questo è il turista da informare, con gli stessi mezzi che egli usa ovvero a blog, wiki, social network ma soprattutto con il self service/booking, presso le agenzie, o le organizzazioni turistiche online in generale, che devono dotarsi da subito di strumenti quali il CRM, il Geo Marketing, il Mobile Marketing, il Proximity Marketing, il Customer Satisfaction, l’eCommerce e altro ancora.

Concludendo, facendo mio il monito di Jack Welch, Chairman and CEO General Electric dal 1981 al 2001 “Change before you have to!”, il futuro per le organizzazioni che non utilizzano l’IT si chiama Evoluzione e l’evoluzione evita l’uscita dal mercato rafforzando invece gli assetts e il rapporto con la clientela essa stessa in continua evoluzione.

Grazie per essere stato con me fin qui.

Ciao e alla prossima

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Ieri IBM ha annunciato Lotus Symphony, una suite di strumenti gratuita per creazione e condivisione di documenti, fogli di lavoro, e presentazioni. Il software è scaricabile in versione Beta all’indirizzo ibm.com/software/lotus/symphony per Windows e Linux . Secondo quanto riportato nel comunicato stampa ufficiale dell’azienda il software di produttività è di livello aziendale ed include alcuni strumenti già presenti in altri prodotti IBM come Lotus Notes 8. In aggiunta questi strumenti, secondo l’azienda, possono essere utilizzati per estendere senza soluzione di continuità un processo aziendale o una applicazione custom per creare applicazioni composite e dinamiche.

Lotus Symphony include tre componenti chiave: Lotus Symphony Documents, Lotus Symphony Spreadsheets e Lotus Symphony Presentations. Si tratta di applicativi studiati per gestire la maggior parte delle mansioni di produttività, con supporto per formati file multipli inclusi quelli di Microsoft Office e Open Document Format (ODF). Symphony supporta anche l’esportazione in PDF.

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Tecnologicamente Tags: Ibm, lotus symphony suite office, gratis, free, word, pdf, odf Segnala presso:,

oSe i rumors sono fondati (e pare che lo siano) Microsoft Outlook e IBM Lotus Notes vedranno probabilmente ridursi le proprie quote di mercato nel mondo dei client di posta elettronica.

Gmail è attualmente il servizio di email online gratuito più popolare del mondo. Tre anni fa rivoluzionò il mondo dell’online mailing con un servizio di gran lunga superiore ai concorrenti, offrendo features e possibilità (quasi 3 giga di storage a costo zero) fino ad allora sconosciute agli utenti web, che ben accolsero la novità.
Ogni tentativo da parte di Google di sconfinare dall’universo della ricerca online è andato a buon fine, se fanno una cosa la fanno bene quelli di Google, possibilmente meglio degli altri.
(more…)

46 milioni di batterie prodotte dal fornitore giapponese Matsushita, potenzialmente a rischio di “incidenti di surriscaldamento”, scuotono il colosso mondiale dei telefonini Nokia. A partire dal titolo in Borsa, che all’annuncio ha risentito di una flessione intorno all’1%. 100 i casi accertati, in tutto il mondo. Pochissimi a fronte di oltre 300 milioni di batterie dello stesso modello prodotte, ed ai 46 milioni di pezzi dei lotti potenzialmente a rischio, ma abbastanza da spingere Nokia ad informare i clienti (”potrebbero potenzialmente surriscaldarsi a causa di un corto circuito innescato durante la carica, causando una fuoriuscita della batteria dalla propria sede”) ed a offrire la sostituzione gratuita di tutte le batterie potenzialmente difettose. I 100 episodi rilevati non hanno causato, “significativi danni a persone o cose”. Il caso riguarda batterie prodotte tra dicembre 2005 e novembre 2006: considerando i tempi di stoccaggio e distribuzione dell’azienda finlandese (che sono rapidissimi), probabilmente sono state tutte inserite in telefonini già venduti da tempo, e quindi se difettose, e se usate regolarmente per mesi, avrebbero già dovuto manifestare eventuali difetti.

Resta comunque una esigenza di cautela che ha portato Nokia ad invitare i suoi milioni di clienti, in tutto il mondo, a controllare le batterie del telefonino per chiederne eventualmente la sostituzione. Sotto accusa alcuni lotti del modello BL-5C. E’ uno dei 14 diversi modelli di batteria utilizzati nei prodotti Nokia: non tutte le “Bl-5C” sono prodotte dallo stesso fornitore, e non tutte quelle prodotte dall’azienda giapponese Matsushita sono oggetto del richiamo. Quelle che potrebbero essere difettose, e di cui è possibile chiedere la sostituzione, - ha indicato Nokia - sono riconoscibili controllando il codice di 26 cifre che si può leggere sul retro delle batterie: Nokia ha predisposto una procedura semplice e automatica su internet (all’indirizzo www.nokia.com/batteryreplacement, basta digitare il codice e attendere la risposta), ma è possibile anche chiedere una verifica al call center (al numero 848.690.691). Arja Suominen, portavoce della Nokia, interpellato dall’agenzia Bloomberg ha sottolineato che il fornitore, la giapponese Matsushita Battery, “é responsabile della qualità dei prodotti venduti”. Offrire la sostituzione di 46 milioni di batterie avrà ovviamente un forte impatto economico.

Per l’amministratore delegato, Rick Simonson, “é troppo presto per quantificare il costo della sostituzione delle batterie”, che secondo prime stime di un analista finanziario potrebbe costare alla Matsushita almeno 117 milioni di dollari. Il caso delle batterie Matsushita fornite a Nokia spicca per il numero record di pezzi “richiamati”, 46 milioni. Segue altri casi simili, come quello che ha scosso Sony, con una campagna di richiamo per circa 10 milioni di batterie nel 2006, ed altre 5.500 nel 2007, utilizzate per i computer portatili di produttori mondiali come Apple, Lenovo, Dell e Ibm.