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Internet Dell’applicazione Fring per iPhone vi abbiamo già parlato la scorsa settimana. Si tratta di una piccola utility che permette di utilizzare il servizio Skype Out sul cellulare, in pratica è possibile effettuare chiamate voce verso tutti i numeri di rete fissa utilizzando internet.

Purtroppo, AT&T, che detiene l’esclusiva dell’iPhone in America, non consente il VoIP via 3G, e quindi Fring è stato sviluppato per essere utilizzato unicamente collegandosi ad un network wireless.

Ora una buona notizia ed una cattiva. La buona: un hacker ha rimosso questa limitazione ed ha rilasciato una versione di Fring che funziona anche con la connessione 3G dell’iPhone pubblicando il link per il download su forum ufficiale di Fring. La cattiva: i moderatori del forum hanno rimosso il link.

Non è escluso, però, che la versione hackerata di Fring presto o tardi faccia la sua comparsa sui canali del P2P.

[AGGIORNAMENTO]: Leo “zizzi” ci segnala un link per scaricare la versione patchata di Fring. Grazie per la segnalazione.

[via Spider-Mac]

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Recupero oggi un po’ di notizie sui software. Partiamo da Nokia Chat che ha ricevuto un altro aggiornamento che ha riguardato soprattutto la correzione di diversi bug. In particolare sono stati risolti i problemi con la gestione della memoria e soprattutto quelli con l’auto-riconnesssione una volta disconnessi.

Inoltre è stata realizzata una versione di Nokia Chat per gli Internet Tablet dotati di OS2008 (N800 e N810) che però non è un vero e proprio programma. Infatti alcuni utenti nei commenti del post del blog dei Beta Labs hanno scritto che era già possibile utilizzare Nokia Chat impostandola manualmente. Il software praticamente fornisce solo un icona e una utility per creare l’account.

Potete scaricare il software nella pagina ufficiale. Bisogna installare prima il support file e poi il mobile client specifico per ogni dispositivo. (fonte: BetaLabsBlog)

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Passiamo adesso a Nokia Music, il software per PC che rivaleggerà con iTunes. Dopo l’ultimo corposo update che aveva visto l’integrazione del software di gestione della musica del PC e del cellulare, cioè il PC client, con il Nokia Music Store accessibile tramite la tab dedicata, è giunto il tempo della laurea. Infatti Nokia Music è uscito dalla fase beta ed è adesso disponible nella sua pagina sul sito della Nokia come versione 1.0. Chi non lo aveva scaricato lo può trovare Q U I. Chi già invece lo aveva installato, la prossima settimana riceverà automanticamente l’aggiornamento. (fonte: BetaLabsBlog)

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La Web trend Map è una rappresentazione grafica dello stato del Web, mediante quelle tipiche mappe che si trovano in tutte le metropolitane. La Web trend Map si ispira alla metropolitana di Tokio, e al posto delle fermate troviamo 300 tra i siti internet più influenti del 2008.

Il Centro della mappa e stazione centrale è Google ed esistono tante altre fermate più o meno grandi a seconda dell’ importanza e dello sviluppo del sito preso in esame. Creata dai Giapponesi della Information Architets, potete visionarla direttamente da QUI, tutti i siti riportati sono cliccabili e quindi è un’ ottima mappa per navigare nei siti web più interessanti.

Nel sito di Information Architect viene inoltre spiegata nel dettaglio. Questa della mappa del Web è un’ ottima e creativa idea per visualizzare la struttura mutevole del Web.

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La Web Trend map 2008

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InternetE’ finalmente disponibile sull’iTunes App Store la versione di Fring per l’iPhone e l’iPod Touch.

Fring è un software che consente di conversare e scambiarsi messaggi con i propri contatti Skype, MSN, GoogleTalk, AIM, Yahoo, Twitter ed ICQ utilizzando il proprio telefonino ed una connessione ad Internet.

Grazie a Fring è poi possibile effettuare chiamate VoIP ogniqualvolta è disponibile una connessione Wi-Fi.

In questo video potete vedere un’introduzione alla versione di Fring per iPhone e iPod Touch:

Post pubblicato su Speedblog

Skype e chiamate VoIP sull’iPhone grazie a Fring

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In queste ore l?ennesima bufala si è diffusa a macchia d’olio su Internet: un blogger (in questo caso dovrei dire un “citizen journalist”) ha scritto che Steve Jobs ha avuto un infarto, e le ripercussioni sono state drammatiche da ogni punto di vista che non sia quello riguardante la salute del buon Steve. Certo, al [...]
Il motto di Skype è “take a deep breath”. Si riferiranno al waterboarding?   I dissidenti cinesi, finora convinti della sicurezza del protocollo del noto programma di instant messaging e telefonia via-Internet Skype hanno ricevuto una brutta sorpresa in questi giorni. Gran parte del traffico di Skype in Cina passa per i server di Tom, una joint [...]

Oggi le applicazioni web dominano il panorama di Internet. Webmail, multimedia, produttività sono probabilmente le aree più interessate da questo fenomeno. Di conseguenza le applicazioni web diventano centrali nelle strategie d’attacco di hackers ed ethical-hackers.

Ma c’è un aspetto che di solito sfugge. Anche i pannelli di controllo e di amministrazione di dispositivi/sistemi sono web centrici. Probabilmente anche chi legge ha a casa un router comodamente configurabile tramite interfaccia web. E anche questi software sono vulnerabili.

In genere si pensa che i software e i computer nascosti dietro un rassicurante firewall o proxy siano al sicuro e si tende a sottovalutare i pericoli. Ma i pericoli ci sono.

I pericoli ci sono soprattutto se si sottovaluta l’impatto che possono avere certi campi-dati considerati ininfluenti ai fini della sicurezza. O non considerati affatto.

Rafael Dominguez Vega ha identificato alcuni di questi campi, ha studiato come poterli sfruttare, ha verificato la percentuale di applicazioni vulnerabili a questo tipo di attacco, e infine ha pubblicato le sue scoperte in un interessante paper intitolato “Behind enemy lines”.

Questo tipo di attacco funziona perché chi scrive i programmi non pensa che un input non generato dall’interazione di un utente sia dannoso, o meglio non pensa che un input generato automaticamente sia pericoloso (che poi è la stessa cosa però più leggibile), dimenticando quel che dice Alex Mayfield:

“Ogni volta che un ingegnere del software dice ‘nessuno si prenderà la briga di fare quella cosa’, c’è un ragazzino in Finlandia che si prenderà la briga di farla”

L’idea di base è la seguente: un hacker invia un pacchetto dati contraffatto, avvelenando un campo dal contenuto trascurabile o di cui si sottovaluta l’impatto sulla sicurezza, con un codice di attacco e lo lancia contro il bersaglio. Il dato verrà catturato dai log del pannello di controllo e scatterà non appena l’amministratore visualizzerà quelli che dovrebbero essere innocui file di registro. Condizione fondamentale per il funzionamento è che il campo deve essere visualizzato nel pannello della web application vulnerabile.

L’autore di questo studio parla di attacchi tramite SSID e DHCP, ma voglio aggiungere una mia esperienza personale con il campo HTTP referer.

  • HTTP Referer Il campo HTTP referer contiene l’URL di provenienza. Se su PillolHacking.Net c’è un link a un articolo pubblicato su Repubblica.it e l’utente lo clicca, sui log di Repubblica apparirà come referer l’URL di provenienza, ovvero il riferimento a PillolHacking.Net. Creando un header HTTP con un qualche tipo di codice di attacco è possibile avvelenare i log del nemico. Qualche anno fa scoprii un bug in un CMS che permetteva di sfruttare questo bug per lanciare comandi da remoto.
  • SSID Stessa cosa per il SSID. Questo è il campo di un pacchetto dati wireless (frame) che identifica il nome di una LAN wifi. Questo campo si presta ad essere manipolato con l’iniezione di codice che verrà eseguito al momento della visualizzazione nell’interfaccia di amministrazione.
  • DHCP E’ il protocollo che gestisce la configurazione automatica degli host, attribuisce indirizzi IP e altri parametri (DNS, maschere di sottorete) rendendo elementare la configurazione di una LAN. Manipolando un particolare tipo di pacchetto DHCP, ovvero DHCPREQUEST, introducendo codice nel campo Hostname, è possibile ottenere lo stesso risultato dei precedenti attacchi, ovvero l’esecuzione del codice d’attacco al momento della visualizzazione nell’interfaccia web.

Naturalmente c’è in giro un exploit che mostra uno di questi bug in azione; per la precisione un attacco DHCP contro i Sagem Routers F@ST (1200/1240/1400/1400W/1500/1500-WG/2404).

Agli hacker (ethical o non ethical) ricordo quindi di non tralasciare nessun particolare che potrebbe condurre al cuore del sistema da attaccare, dietro le linee nemiche.

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Qualche giorno fa durante un’intervista sul tema dell’esperimento del Cern di Ginevra alla ricerca del Bosone di Higgs, alla celebre astrofisica (non chiamatela astrologa per carità, anche se una somiglianza con Maga Magò è incontrovertibile) Margherita Hack venivano poste due domande:”A cosa serve il Bosone di Higgs? Quale beneficio ne trarrà l’umanità?”. Due domande che poi in realtà è una: “A cosa serve questo esperimento?”.

La scienziata tergiversa un po’ e poi cerca di uscire dall’imbarazzo ricordando che anche alle teorie di Einstein vennero mosse le critiche di sostanziale inutilità. In pratica vuol dire che delBosone misterioso non sappiamo ancora cosa farcene. Un giorno forse, tra 50 o 100 anni grazie alle scoperte del Cern avremo dei benefici straordinari.

Nell’ultimo secolo l’utilitarismo ha preso decisamente il sopravvento, ma non è sempre stato così. In passato il campo della filosofia e della matematica erano del tutto sovrani rispetto all’utilità pratica del contenuto delle loro speculazioni e delle loro scoperte.
E’ paradossale che la scienza, che combatte una secolare battaglia laica contro la Chiesa per l’indipendenza della ricerca dai dogmi, oggi rischi di essere imbrigliata dalla necessità di effettuare scoperte utili non da dogmi religiosi ma da una cultura che si pretende laica e liberale.

Torniamo alle scoperte inutili e pensiamo ai numeri primi. Da millenni i matematici si interessano a questi singolari numeri. Per quale motivo? Perché essi li trovano affascinanti. Euclide come Marsenne, Gauss come Riemann studiavano le proprietà di questi numeri semplicemente per il piacere di farlo, senza interrogarsi minimamente dell’utilità, di come sfruttare praticamente i numeri primi.

Oggi i numeri primi sono fondamentali. Sono quasi come le stelle dello spettacolo o i divi del cinema e dello sport: i giornali annunciano la scoperta del nuovo numero primo più grande, con l’enfasi con la quale annuncerebbero l’ultima trovata di Paris Hilton o l’ultimo ricovero di Paul Gascoigne.

Ma oggi i numeri primi non sono solo famosi, sono anche utili, anzi fondamentali. Forse Euclide non avrebbe mai immaginato che un giorno il mondo avrebbe avuto bisogno dei numeri primi. A dire il vero nessuno fino a una ventina di anni fa lo avrebbe immaginato.
Poi arrivò Internet, l’e-commerce e la necessità di un meccanismo crittografico in grado di garantire la sicurezza dei dati e che al tempo stesso mantenesse l’accesso al sistema semplice.

Fu proprio grazie ad una geniale intuizione di Whitfield Diffie e Martin Hellman che i numeri primi divennero primi attori della modernità e della rivoluzione digitale. I due crittografi furono i pionieri di una crittografia nuova, che oggi si trova in tutti i computer del mondo: la crittografia asimmetrica.

Per dire quanto fossero tenuti in considerazione i numeri primi fino all’inizio degli anni settanta basti ricordare che la citata crittografia asimmetrica venne scoperta prima ancora che daDiffie e Hellman dal GCHQ, l’agenzia britannica di spionaggio elettronico (la NSA inglese insomma), ma venne messa da parte perché considerata inutilizzabile. E’ vero che la potenza di calcolo dell’epoca limitava le applicazioni pratiche di questo innovativoapproccio alla crittografia dei dati, ma come minimo gli spioni inglesi non brillarono per lungimiranza.

Per concludere queste considerazioni restiamo in Inghilterra ricordando il caso di Turing e del suo attacco alla macchina Enigma, il caso dove un celebre matematico violò il codice crittografico nazista, probabilmente più per sfida che per ideali.

Quello che spinge gli hacker ad hackerare e i ricercatori a ricercare è il piacere di farlo e il gusto per la sfida, più che un volgare quanto modernissimo fine utilitaristico.

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Ecco l’ultima novità per quanto riguarda l’Internet Mobile: dopo la Vodafone Internet key arriva Yahoo, insieme ad H3G (3 Italia), per portare la connettività su Notebook (tramite una chiavetta USB) con la rete HSDPA. La velocità nominale è di 7.2 Kbps in download e di 1.4 in upload. Si potrà scegliere tra piani in abbonamento o ricaricabile. ...
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Questo articolo è il primo di una serie dedicata a Netcat, il coltellino svizzero degli hacker, strumento multi uso e varsatile, utile per diversi motivi.

Di Netcat ho già parlato a proposito degli header HTTP. Qui approfondirò l’argomento con una serie di esempi pratici.

Ricordo che Netcat è disponibile praticamente per tutte le piattaforme. Su Linux spesso è installato di default, per invocarlo basta scrivere nc dalla linea di comando. Esiste una versione per Windows installabile a parte.

In questa serie coprirò i seguenti argomenti:

  • Leggere la posta elettronica con Netcat
    Accedere alla casella postale tramite protocollo POP3. Utile e comodo, per esempio per cancellare lo spam prima di scaricare la posta con il client.
  • Inviare email con Netcat
    Antico cavallo di battaglia degli hacker anni ‘90. inviare email da linea di comando!
  • Netcat come scanner
    Certo non è il suo lavoro e non può competere con Nmap, ma può fare anche questo
  • Trasferire file con Netcat
    Altra chicca di Netcat: trasferire file tra computer tramite rete, basta due Netcat, uno di quà e uno di là
  • Creare una backdoor con Netcat
    Andiamo sull’hackeresco: attacchiamo una shell ad una porta tcp e accediamo da remoto
  • Back Channel con Netcat
    Se la montagna non và da Maometto, Maometto và alla montagna. Se il firewall non ci permette di collegarci alla backdoor, facciamo che sia la backdoor a collegarsi a noi!

Chi ha voglia di dirvertirsi un po’ col vecchio arnese tuttofare rimanga sintonizzato su PillolHacking.Net nei prossimi giorni per scoprire le sette vite di Netcat Internet

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InternetA partire dal primo ottobre gli utenti di Brescia e Bari potranno sottoscriver le offerte WiMAX di Linkem per la connettività a banda larga.

Le offerte principali sono 3:

  1. Connessione ad Internet da 7 Mbit in download e 1Mbit in upload e traffico illimitato al prezzo di 20 euro al mese.
  2. Come la precedente ma con l’aggiunta del servizio telefonico VoIP con chiamate illimitate verso tutti i numeri fissi italiani al prezzo mensile di 30 euro./li>
  3. Come la precendente ma con tre ore al mese di telefonate verso tutti i telefoni mobili ad un prezzo mensile di 45 euro.


L’abbonamento a Linkem prevede un costo di attivazione una tantum di qualche decina di euro. Per il collegamento verrà utilizzato un router che si dovrà collegare alla presa telefonica di casa.

Chi scegliere anche il servizio telefonico riceverà un numero nuovo e al momento non sarà possibile portare la vecchia numerazione sul nuovo abbonamento.

Davide Rota, amministratore delegato di Linkem, ha dichiarato che entro la fine dell’anno saranno 55 le città coperte dal servizio.

L’aspetto però più significativo dell’offerta Linkem consiste nel fatto che un abbonato potrà sfruttare il proprio collegamento ad Internet anche quando si trova fuori casa, sia che si trovi nella città di residenza sia in altre aree coperte dalla rete Linkem, compresi aeroporti, stazioni di servizio delle autostrade, hotel …etc…

Per sfruttare questa possibilità sarà però necessario abilitare il proprio portatile al servizio WiMAX. Al momento dell’attivazione, con 50 euro aggiuntivi l’utente potrà acquistare una scheda Pcmcia (in futuro è previsto anche un dispositivo USB) per sfruttare il collegamento ad Internet senza fili.

Non resta che attendere l’avvio del servizio ed i commenti dei primi abbonati.

[via Repubblica]

Post pubblicato su Speedblog

WiMAX: le prime città coperte sono Brescia e Bari

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A sette mesi dalle aste per il WiMAX, Linkem svela i proprio piani per il WiMAX, “Dal primo ottobre gli utenti di Bari e di Brescia potranno andare a fare i conti con l’offerta commerciale di Linkem, che accende le prime due reti realizzate.” «Linkem propone tre sole tipologie di abbonamento spiega l’amministratore delegato Davide Rota per dare un segnale immediato di semplificazione delle offerte: tre tipologie e prezzi arrotondati, senza i centesimi, per facilitare i confronti e non trarre gli utenti in confusione». Ecco i prezzi. Il primo abbonamento è per la sola connessione Internet. Velocità a 7 mega al secondo, come con l’Adsl2+, traffico illimitato e costo di 20 euro al mese. La seconda tipologia: Internet più telefono. Qui il costo è di 30 euro al mese. Comprende traffico Internet illimitato e telefonate illimitate verso tutti i numeri…
Nemmeno il tempo di ordinare il modello appena uscito che su Internet si affacciano già le indiscrezioni e le caratteristiche del modello successivo. In casa HTC il ciclo produttivo non si ferma mai, le caratteristiche e le immagini del nuovo modello HTC Touch HD sono già visibili in rete, non si parla solo di rumor ma ...
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L’indignazione è un curioso sport molto praticato. Anzi, è come la ginnastica simmetrica: un’attività fisica che, gira e rigira, finisci sempre per fare in luoghi non consoni, nel momento sbagliato e anche un po’ alla cazzo di cane.

Quindi è normale trovarsi di fronte a scene agghiaccianti e contemporaneamente all’indifferenza più assoluta da parte della gente che passa, così come è altrettanto normale che l’indignazione monti come un geyser inatteso per cose su cui, boh, avresti al massimo sprecato un mezzo punto esclamativo.

L’ultimo caso di indignazione incomprensibile è scoppiato all’improvviso quando si è scoperto che un giornalista del Rocky Mountain News di Detroit ha seguito in diretta via Twitter il funerale di un bambino che era stato vittima di un incidente in una gelateria qualche giorno prima.

E’ scoppiata una polemica notevole. Un giornalista racconta minuto dopo minuto le fasi salienti di un funerale via Twitter e questo è un male e forse è la dimostrazione che il Web 2.0 genera mostri, almeno così concordano tutti gli indignati, accorsi numerosi a stracciarsi le vesti in piazza.

 

COSA CAMBIA?

Sarò fesso io, ma il seguire la diretta giornalistica di un funerale via Twitter non mi indigna più di tanto. Anzi, riformulo. Mi indigna, ma non è il fatto che avvenga via Twitter. Mi urta che si trovi “notiziabile” un funerale privato.

Basta accendere la tv ogni giorno e ad ogni TG ecco le telecamere che penetrano la privacy delle persone, ecco le ormai abusate immagini di madri trafitte dal dolore in chissà quale funerale, ecco il close-up sulle macchie di sangue, sul braccio del defunto che spunta dalla body-bag o alla peggio sul citofono della vittima. Tutto congiura a metterti knee-deep nel mare di lacrime altrui, a sbatterti mostruosamente in prima pagina con la mostruosità degli eventi. 

Pornografia del dolore? Esattamente quella. Con anche punte estreme, roba per palati forti, come l’intervistatore ardito che si piazza di fronte ai parenti delle vittime nel momento peggiore, quando se va bene stanno in piedi perché non riescono nemmeno a svenire, e pone questioni fondamentali tipo “Cosa ha provato quando le hanno detto che suo figlio è stato stritolato da un autotreno?”. E mai nessuno che risponda “un lieve solletico” e migliori il mondo sparando in fronte all’intervistatore: tutti a piangere, sbavare, delirare. E noi lì che guardiamo. Un po’ inquietati, un po’ rapiti. Con la stessa erotica attrazione che ci fa rallentare e guardare quando passiamo accanto ad un incidente stradale.

Mi chiedo, quindi, cosa ci sia di tanto diverso, nel raccontare un funerale via Twitter, dal propinarci via etere inutili dosi audiovisive di dolore, dal fare del sensazionalismo sui traumi altrui.
Cosa cambia?

Cambia il mezzo. E francamente, pur trovando ributtante che si segua giornalisticamente un funerale (che non sia un funerale di Stato o qualcosa di simile), ho l’impressione che sotto sotto Twitter sia un mezzo molto meno violento, rispetto alle telecamere, per raccontare un evento doloroso.

 

L’INDIGNAZIONE A SENSO UNICO DEI MEDIA

Ecco perché l’indignazione riguardo questo evento, pompata ad arte dai media, mi suona stupida e smaccatamente eterodiretta, perfino peggio della ridda di inutili notizie di quest’estate, volte a screditare le compagnie aeree low-cost (ve ne siete accorti?) giusto mentre ripartiva l’affaire Alitalia.

Cioè, mi indignassi io, che a volte sono in imbarazzo ai funerali altrui perché mi sembra di presidiare spazi di dolore degli altri che non so quanto desiderino mostrare, capirei.
Ma se si indigna Repubblica o il TG5 (ho fatto due nomi a caso) finisce che mi incazzo.

Mi arrabbio perché mi chiedo con che faccia i media che praticano il peggiore giornalismo pornografico e crudele possano criticare chi fa esattamente come loro, semplicemente usando un servizio online.

Si aspettavano forse che Internet, visto il loro ruolo di cattivi maestri, avesse un’etica migliore? Ma soprattutto, i parametri etici che applicano i media quando parlano di Internet sono gli stessi che praticano quotidianamente nella loro attività?

Anni di televisione eticamente schifosa, di abuso violento del diritto di cronaca (un amico giornalista mi raccontava di come alcuni cronisti di nera entrino nelle case dove magari è avvenuta una disgrazia e, incuranti dei parenti affranti in lacrime, si mettano ad aprire mobili e cassetti alla ricerca di una foto della vittima da poter piazzare sul giornale, tanto chi li denuncia?), di microfoni sadici piazzati sotto madri in lacrime ci hanno completamente mitridatizzati.

E quindi, se uno segue un inutile e dolorosissimo funerale via Twitter, mi sorprendo perfino a pensare che sia un passo in avanti verso un giornalismo più civile.
Poi ci ripenso e mi rendo conto che no, non è così.

Meno male che il giornalista del Rocky Mountain News non ha scoperto Mogulus o Qix, consoliamoci in questo modo. Ma sarebbe giusto assomigliato alla tv. Solo, forse, ci avrebbe fatto meno effetto.

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Parte dal 15 Settembre la promozione di Vodafone per chi naviga spesso con il cellulare: Mobile Internet Data Pack permette, a fronte di una spesa di 3 euro a settimana, di usufruire dei seguenti vantaggi: Navigazione Internet illimitata; Pieno controllo della casella email e invio e ricezione di messaggi; 1000 messaggi da utilizzare con Vodafone Messenger. Per utilizzare Vodafone ...
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Riprende l'attività scolastica per i nonni degli Internet Saloon di Milano, Sondrio e Pavia.

ARGOMENTO SEMPLICE

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E’ partita in questa estate la scommessa informatica firmata