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Loghi NokiaTiscali ha lanciato una nuova offerta chiamata Tiscali ADSL Mini destinata a chi vuole risparmiare senza però dover rinunciare ad una connessione ADSL flat.

ADSL Mini è disponibile nelle aree coperte direttamente dalla rete Tiscali ed offre una velocità di connessione di 512 kbps in download e 256 kbps in upload al prezzo di 10 euro mensili, comprensivi di noleggio del modem-router Wi-Fi.

L’offerta è attivabile anche se l’utente non dispone ancora di una linea telefonica.

Post pubblicato su Speedblog

Adsl a 10 euro al mese con Tiscali Mini

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1.000.000 Visitors from  175 Countries of the World 4.000.000 of Pageviews 900.000 Themes downloaded from PiZero.net over 2.000.000 Themes downloaded counting other sites (I will never know exactly!) THANK YOU!!! SHARETHIS.addEntry({ title: "One Million Visits", url: "http://www.pizero.net/archives/506" });
Alle volte capita di dover inviare alcune righe di fax ma non si ha a disposizione un fax vero e proprio.
Continua a leggere "Inviare fax da sms con Vodafone"

2 ore imperdibili con Jon Voight e Robert Carlyle, in attesa della stagione 7 in onda a gennaio 2009.

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Loghi NokiaDopo Firefox 3, il Mozilla Lab ha in cantiere (sembrerebbe quasi pronto all’uscita) un nuovo prodotto per semplificare ancora di più la vita degli internauti: Snowl. Lo scopo principale di questa estensione di Firefox è quello di migliorare la comunicazione: e-mail, social network, forum, RSS, istant messaging. Da valore al prodotto il fatto che il tutto sarà gestibile da un solo applicativo con un interfaccia comune.
Mozilla labs esprime alcune delle idee a proposito, testualmente:

  1.  It doesn?t matter where messages originate. They?re alike, whether they come from traditional email servers, RSS/Atom feeds, web discussion forums, social networks, or other sources.
  2. Some messages are more important than others, and the best interface for actively reading important messages is different from the best one for casually browsing unimportant ones.
  3. A search-based interface for message retrieval is more powerful and easier to use than one that makes you organize your messages first to find them later.
  4.  Browser functionality for navigating web content, like tabs, bookmarks, and history, also works well for navigating messages.

I prossimi obiettivi del progetto sono ambiziosi: integrare la messagistica di Facebook, AIM, Google Talk; includere un interfaccia per l’invio / ricezione di messaggi per una conversazione bidirezionale; API per permettere ai developers di sviluppare nuove interfacce.

Ad oggi è possibile scaricare una versione sperimentale del software che però risulta ancora funzionare male a causa di parecchi bugs.
Non ci resta che aspettare!

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Giovedi scorso la società americana AT&T ha presentato alla US FCC una petizione per bloccare la fusione tra Clerwire e Sprint Nextel. Sprint Nextel ha annunciato nel mese di Maggio una collaborazione con Clearwire per formare una nuova joint venture che permetterebbe di combinare entrambe le società allo scopo di attivarsi a livello nazionale per creare un network wireless a banda larga WiMAX. L’operazione, che è stata valutata circa 14.5 dollari, è sostenuta da operatori via cavo Comcast e Time Warner, e altre società come Intel e Google. Al momento è in corso presso la FCC la revisione della fusione che dovrà decidere se accettarla. AT&T afferma che la la richiesta di fusione deve essere riesaminata attentamente perchè sarà questo un reale competitor per tutti gli operatori wireless USA, compresa la stessa AT&T. AT&T attualmente è occupata e migliorare la…
Sappiamo bene che le offerte del panorama italiano della telefonia mobile stanno lievitando in maniera esegerata, tanto che molti in questi giorni stanno cercando la vera offerta conveniente per togliersi il fardello delle telefonate troppo care. Molti scelgono di migrare verso gli operatori mobili virtuali, dove tra l’altro si affaccia in questi giorni anche Fastweb, [...]

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Se provi a cliccare sull'immagine sopra o qui, potrai visualizzare in una nuova finestra il bellissimo dipinto "Shepherdess" di Paulus Moreelse, e utilizzando la stessa tecnologia utilizzata da Google Maps, potrai "Navigare" e "Zoomare" a piacere il quadro fino al minimo dettaglio, mantenendo contemporaneamente una notevole qualità fotografica, esattamente come se si trattasse di una mappa geografica. Loghi Nokia

L'innovativa tecnica di visualizzazione per Opere d'Arte utilizzata dalla Kremer Collection é il Google Map Immagine Cutter, un'applicazione progettata dal CASA in grado di prendere qualsiasi immagine o foto digitale e scomporla in tanti quadrati di 256x256 pixel (circa 7x7 cm.) che vengono poi visualizzati assemblando automaticamente a seconda dello zoom richiesto, 5 differenti livelli di risoluzione su una Google Maps.

Utilizzando Google Map Immagine Cutter possono essere pubblicate sul Web anche immagini di grande dimensione e risoluzione grafica, in un formato che ti permette di navigare e zoomare facilmente la finestra del browser utilizzando il familiare standard di interfaccia grafica Google Maps.

Qui trovi la lista completa degli Artisti esposti alla Kremer Collection e le relative opere che puoi visualizzare con la Tecnologia Google Maps.

Trovi altri post Taggati "Arte" qui.

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E' da un po' di tempo ormai che ho cominciato ad interessarmi a Wordpress come piattaforma da utilizzare per il mio blog. Quindi mi sono rimboccato le maniche e ho cominciato a lavorarci su. Certo ci sono ancora tante cose da mettere a posto, ma tutto sommato è accettabile. Non sarà il miglior blog del mondo, certo, ma nemmeno il peggiore, spero :)
Sono ovviamente ben accetti consigli e commenti e per questo potete scrivere a aleattino@gmail.com
Ah......quasi mi ero dimenticato di mettere il link del nuovo blog.......


aleattino.wordpress.com

Ciauuuuuuuu

Non so bene come giustificare il fatto che dopo 21 anni ho finalmente cambiato portafoglio. Sì, finora ho vissuto con il mio portafoglio dei 13 anni, una schifezza in acrilico e di taglio sportivo (ma può un portafoglio essere sportivo?), marca Sergio Tacchini e di colore verde zombie.

Il motivo di questo ventennio abbondante di perfetta aderenza tra la mia chiappa sinistra e il suddetto prodotto di Sergio Tacchini? Niente di serio: mi ero un po’ convinto che fosse un oggetto fortunato.
Profezie autoavverantesi, proiezione di positività su oggetti simbolici, pigrizia. Tutto insieme.

Ora l’ho sostituito con uno di quei portafogli miracolosi e ultrasottili, fatti col tessuto degli spinnaker delle barche a vela e quasi non mi sembra di portarlo in giro (e già lo so che rischio di perderlo alla prima occasione), tanto che mi tocco ossessivamente sulla tasca per controllare di averlo. Sembro un po’ un deviante per questo, ma vuoi mettere la leggerezza?

Dentro il vecchio portafoglio, tra l’altro, vent’anni di vita:

- la tessera da obiettore di coscienza con l’anno di scadenza taroccato (così per anni ho viaggiato in tram gratis)

- il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti recuperato da un amico, con i dati cancellati e utile per tutte le operazioni di social engineering (con cui sono entrato nel Duomo mentre bruciava e ho raccontato la disgrazia in diretta radiofonica, salvo farmi arrestare e liberare seduta stante alla seconda ora di trasmissione; ma anche la tessera che mi ha salvato più volte da manganellate certe alle manifestazioni e la stessa con cui entro nell’outlet riservatissimo di Armani, dopo aver convinto le impiegate che noi giornalisti abbiamo una convenzione)

- il congedo illimitato provvisorio, casomai lo Stato mi chiamasse a fare il soldato come in un incubo kafkiano

- il foglio rosa: ho la patente, ma preso dall’ansia porto anche in giro questo, vai a capire perché: insicurezza?

- 2 fototessera di mia moglie in cui sorride e 2 fototessera mie di secoli fa in cui sembro un anziano e indosso un golfino grigio con la cerniera che metterebbe il magone perfino a Giumbolo

- una utilissima moneta da 10 lire, che rivela una mia segreta per i Cugini di Campagna e che stava nel portafoglio per un motivo preciso che ora non ricordo più

- un foglio a quadretti di un diario, estorto ad una festa, con su l’indirizzo e il telefono fisso di una tipa che mi piaceva a 17 anni e che non ho mai avuto il fegato di chiamare e di cui ora ho scordato il nome (mi pare Stefania, ma forse Noemi: due nomi davvero simili…)

- dei franchi svizzeri (strano, perché non metto MAI soldi nel portafoglio, li tengo sempre sparsi per le tasche) risalenti forse alla mia ultima visita in Elvezia, ma anche in questo caso non mi ricordo

- una pila di biglietti da visita, tra cui quello quasi porno di una fashion designer milanese incontrata ad un aperitivo di Style.it e a cui evidentemente non ho fatto caso o di cui non mi ricordo, varie moo-card tra cui un paio notevoli, varie tessere d’iscrizione a circoli ricreativi fasulli dietro cui si nascondono ristoranti più o meno validi

- vari scontrini scoloriti, tutti di regali fatti a terzi e frutto dell’ormai proverbiale “conservi lo scontrino se per caso il regalo non va bene o non è della taglia giusta”, per cui ogni giorno è il 27 dicembre (il giorno in cui si cambiano i regali) 

- qualcosa scritto di mio pugno su un foglio a quadretti e ormai sbiadito col tempo, che non riesco a capire se è una poesia ermetica di quando avevo 16 anni, la scaletta di un giornalino del liceo o una lista della spesa; avessi uno scanner, allegherei prova fotografica per scatenare il vostro istinto da piccoli Grissom.

- una collezione di card di Mediaworld, Fnac, Saturn che mi ricorda ogni santo giorno che non c’è un numero di flessioni sufficienti a nascondere al mondo il fatto che sono un nerd, sotto sotto

- un mozzicone fossile di post-it con su scritto “Loredana” e un numero fisso col prefisso di Alessandria, vecchio di 15 anni almeno (e non ho proprio idea di chi sia questa Loredana, anche perché dove lavoravo ad Alessandria erano tutti uomini, ma forse è un post-it che ho preso a Riccione: ho ricordi vaghi)

- una carta d’identità in cui sembro un ultras del Toro (con tanto di maglia ad hoc) e una patente ancora in carta-tessuto in cui sembro un b-boy e indosso una felpa molto “street”

- una sottilissima lamina di metallo, grande come una carta di credito con su scritto “Partito Comunista Italiano, oggetto numero 3854D” in argento su rosso comunistissimo e staccata da una cassaforte del PCI torinese dismessa

- un bancomat del Credito Cooperativo, bruttissimo a vedersi, senza nome e malfunzionante, una Visa sempre del Credito Cooperativo, piuttosto usata e in via di sbiadimento (ma tanto scade a breve)

Alla fine il povero rottame verde e ormai plasmato per l’eternità con la forma di parte del mio didietro è una sorta di capsula temporale, cioè quelle scatole ermetiche di metallo che seppelliscono o cementano nei piloni di un ponte, auspicando che i posteri un bel giorno ricordino i tempi che furono.

Dopo 21 anni può andare tranquillamente in pensione (tempo 2 giorni e poi mi passa la nostalgia canaglia e lo butto), tanto il 90% dei pezzi di passato che tira fuori mi fanno produrre dei disastrosi “non ricordo”.  Attaccarsi al passato, soprattutto se remoto, non è così sano, no?

 

* non è un errore di battitura: è che davvero non mi è partito l’amarcord, anche perché non mi ricordo una mazza! E il simpatico calembour è parzialmente merito/colpa di Diletta.

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Altro post incredibile di Beppe Grillo sul suo blog! Se solo la metà delle rivelazioni di Padre Benjamin fossero vere, ci sarebbe di che scrivere, e pensare…

Pensare a quanto il mondo dell’informazione possa sconvolgere il mondo, possa raccontare cose non vere, possa manipolare la mente di tutti, anche la mia, facendoci credere che certe cose non succedono…

Tra le varie rivelazioni, quella che più mi ha colpito è la storia sulla tragedia dei Kurdi di Halabj. E’ realmente incredibile che una tragedia incommensurabile, come quella dell’uccisione di 5000 persone, sia successa con una pesante responsabilità degli americani. Faccio fatica a scrivere queste cose, non ho mai demonizzato il comportamento degli americani in Iraq e non riesco a credere che possano essere successe atrocità simili per loro mano. Ma il blog è il posto giusto per discuterne di questo. Se qualcuno ha prove contrarie, per piacere, le scriva.

Oltre a questo sono riportate altre rivelazioni su Tarek Aziz, su Osama Bin Laden. Ripeto, non so se tutte queste storie sono vere ed anche mi pongo la domanda se sia giusto che Beppe le abbia riportate sul suo blog. Però quello che condivido della lettera è lo sprone a camminare dritto, a non mollare… Beppe, te lo auguro anch’io.

Ecco l’ultima novità per quanto riguarda l’Internet Mobile: dopo la Vodafone Internet key arriva Yahoo, insieme ad H3G (3 Italia), per portare la connettività su Notebook (tramite una chiavetta USB) con la rete HSDPA. La velocità nominale è di 7.2 Kbps in download e di 1.4 in upload. Si potrà scegliere tra piani in abbonamento o ricaricabile. ...
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?Volete il nucleare?? A questa richiesta, formulata in tre quesiti, 8 italiani su 10 nel 1987 risposero No. Tra due giorni, giovedì 8 novembre, si celebra il 20° anniversario di una scelta radicale per il nostro Paese: quella fatta con il voto del referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare e reso l?Italia la prima tra le nazioni industrializzate a uscire dall?atomo. Una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. Pensare di tornare indietro sarebbe folle. Se l?Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il ?96 e il ?99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa.Sebbene l?AIEA (Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica) abbia censito nel mondo, a ottobre 2007, ben 439 centrali in attività per una potenza installata di 371.647 MW, il nucleare è oggi una fonte di energia in declino e, dopo la tragedia di Cernobyl del 1986, vede la maggioranza dell?opinione pubblica europea nettamente contraria. E lo è nonostante la ripresa di programmi nucleari in alcuni Paesi, nonostante la nuova ondata di consenso da parte del mondo politico alle prese con l?impennata dei prezzi del petrolio e, più recentemente, anche con la crisi del gas russo, nonostante l?atteggiamento possibilista di chi la considera un?opzione ?pulita? per favorire la riduzione di gas serra e combattere i cambiamenti climatici. Infatti secondo l?AIEA, il contributo dell?atomo al fabbisogno mondiale di energia scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. E a spiegare questo trend negativo ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare. A cui si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi ?veri? necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare. Legambiente li ha analizzati uno per uno in un dossier (in allegato) dal titolo?I problemi irrisolti del nucleare a vent?anni dal referendum?, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.?Quella dei costi è la vera questione: produrre energia nucleare è antieconomico ? ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Un aspetto su cui si continua a fare falsa propaganda, soprattutto in Italia, spacciando l?atomo come una tra le fonti meno care. Infatti negli Stati Uniti, dove i produttori sono tutti privati, non si inaugura un impianto dalla fine degli anni 70 e oggi, in Europa, solo la Finlandia sta costruendo un nuovo reattore, tra mille intoppi e pesanti ritardi dovuti a problemi costruttivi e all?aumento dei costi. Insomma chi ne parla come di una fonte competitiva sotto il profilo economico, mente sapendo di mentire: il costo di un kWh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali per essere considerato reale e competere sul mercato?. Il dossier traccia in primo luogo la mappa del nucleare civile nel mondo. Leader per numero di centrali sul proprio territorio sono gli Stati Uniti con la bellezza di 104 impianti in funzione, seguiti dalla Francia con 59 (che copre così il 78% del fabbisogno elettrico nazionale) e dal Giappone con 55. Nel Vecchio Continente, dove sono attivi 197 reattori, alle spalle della Francia, c?è la Russia con 31 centrali, quindi l?Inghilterra con 19, la Germania con 17 e l?Ucraina con 15. Un problema tutt?altro che secondario è quello legato all?ingresso nell?Unione degli Stati dell?Est Europa. Oggi più che in passato nel mondo occorre garantire nuovi e più elevati standard di sicurezza. Nei nuovi membri UE il controllo sulle centrali e la chiusura di quelle più vecchie richiede un forte impegno soprattutto finanziario. Sebbene negli ultimi anni siano stati ridefiniti anche regolamenti e direttive sulla tempestiva notifica in caso di incidente e sulla gestione dell?emergenza, dobbiamo registrare forti ritardi nella dismissione di alcuni impianti, se non addirittura il prolungamento dell?attività di reattori che non dovrebbero più funzionare. E? il caso della centrale di Ignalina in Lituania, di quella di Bohunice in Slovacchia o di quella di Temelin nella Repubblica Ceca, dove negli scorsi anni si è verificata una serie di piccoli incidenti che hanno messo in allarme la vicina Austria. Nel 2003, nell?impianto di Paks in Ungheria (considerato dall?AIEA tra i 25 più sicuri del mondo) si è verificato un incidente classificato di livello 3 della scala INES (International Nuclear Event Scale). Ma la storia del nucleare, sia civile che militare, è costellata da una lunga lista di incidenti, che Legambiente ha provato a mettere in ordine (si tratta solo degli episodi conosciuti): tra i più gravi vanno ricordati quello di Sellafield in Inghilterra nel 1957, quello di Three Mile Island nel 1979 negli USA, la catastrofe di Cernobyl, Tokaimura in Giappone nel 1999 e Mihama nel 2004, sempre in Giappone.?Alla sicurezza degli impianti va aggiunto il rischio del terrorismo internazionale, visto che il plutonio derivante dal funzionamento delle centrali è una fondamentale materia prima per chi intende costruire armi atomiche ? ha spiegato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. In più resta invariato il problema dello smaltimento definitivo delle scorie che a oggi non è stato risolto da nessun Paese al mondo?.

Oggi i rifiuti radioattivi (si calcola che 250mila tonnellate siano in attesa di stoccaggio) devono essere sottoposti a un complesso iter fatto di classificazione e trattamenti. Esistono circa 80 depositi ?provvisori? nel mondo, ma non ancora un sito di stoccaggio definitivo. L?unico prevedibile è quello di Yucca Mountain in Nevada (USA) che, se tutto andrà a buon fine, entrerà in funzione tra il 2010 e il 2015. Neppure l?Italia, con la sua modesta quantità di scorie, ha saputo risolvere il problema, vista la pessima proposta di localizzarli a Scanzano Ionico nel 2003. Eppure è necessario trovare un sito definitivo per le scorie a media e bassa attività nel nostro Paese, mentre per quelle più radioattive (che sono in quantità minore) si dovrà trovare una sistemazione finale in un deposito all?estero dove sono ancora in attività centrali nucleari, come previsto dalla Convenzione AIEA ratificata dall?Italia nel gennaio del 2006. C?è infine il decommissioning, ossia lo smantellamento delle centrali una volta spente. Si tratta di un processo delicato e molto oneroso che comporta rischi altissimi per la sicurezza data la radioattività delle componenti del reattore e di cui non esiste un protocollo unico a livello mondiale.

Fonte: LEGAMBIENTE

La serie di notebook Asus Lamborghini VX2, erede della serie Asus Lamborghini VX1, è composta da notebook di elevato livello e prestazioni nonché da un’estetica mozzafiato. Il design è inconfondibile, quello ispirato alle famose automobili, mentre il corpo è realizzato in lega di magnesio o in fibra...

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Il portatile segue il nomade digitale ovunque e Ok.

LapWorks ha creato anche un supporto portatile per portatile!

Laptop Desk Futura costa 29,95 dollari e, nonostante la leggerezza e la robustezza, è estremamente versatile, capace com?è di sostenere il computer mentre lo teniamo in grembo (e naturalmente dissipare il calore in eccesso) oppure di diventare un supporto da tavolo con cinque inclinazioni diverse.

Questo è supporto anche nel senso dell?attenzione alle nostre esigenze. Loghi Nokia

Link: http://laptopdesk.net/laptopde…

Fonte: Poc.it

 

A sette mesi dalle aste per il WiMAX, Linkem svela i proprio piani per il WiMAX, “Dal primo ottobre gli utenti di Bari e di Brescia potranno andare a fare i conti con l’offerta commerciale di Linkem, che accende le prime due reti realizzate.” «Linkem propone tre sole tipologie di abbonamento spiega l’amministratore delegato Davide Rota per dare un segnale immediato di semplificazione delle offerte: tre tipologie e prezzi arrotondati, senza i centesimi, per facilitare i confronti e non trarre gli utenti in confusione». Ecco i prezzi. Il primo abbonamento è per la sola connessione Internet. Velocità a 7 mega al secondo, come con l’Adsl2+, traffico illimitato e costo di 20 euro al mese. La seconda tipologia: Internet più telefono. Qui il costo è di 30 euro al mese. Comprende traffico Internet illimitato e telefonate illimitate verso tutti i numeri…

Lo ammetto: usare Google Analytics per tracciare (ed ottimizzare) le performance delle inserzioni di Google Adsense, è la mia croce e la mia delizia.

Croce perché i rapporti di Adsense sono assolutamente inadeguati per svolgere analisi di tipo qualitativo, in quanto forniscono solo informazioni quantitative (seppur ben segmentate, usando i criteri) sul numero di click, sulle impression, sul CTR e sull’eCPM. Idem, per i ricavi.

Incrociare i dati di utilizzo delle pagine del sito (cosa che ben fa Analytics, dal canto suo) con quelli di interazione degli utenti con gli elementi di Adsense, è una delizia, perché permette di capire tante cose utilissime, ed ottimizzare Adsense di conseguenza.

Sapere quali sono le pagine, le keyword e i vari segmenti che performano meglio in termini di CTR e Revenue in Adsense, permette di capire dove conviene lavorare per ottimizzare il rendimento degli annunci contestuali nel proprio sito.

Individuare gli utenti ed i comportamenti più remunerativi, le keyword, le pagine ed i referral e  più redditizi significa sapere cosa testare, e dove investire per massimizzare il ROI di Adsense.

Un tracciamento degli Adsense integrato nativamente in Google Analytics?

È probabile che ci sarà. Mi accorgo solo adesso che due anni fa, il team di Analytics chiese un feedback agli utenti iscritti a entrambi i servizi, presumibilmente proprio allo scopo di studiare una possibile integrazione.

Ebbene, i rumor di oggi parlano di quel che potrebbe essere il risultato di questo studio. Non è ancora una funzionalità disponibile al pubblico, ma pare che qualcuno la stia già testando.

Il blog TheGoogleCache ha infatti pubblicato un post dove vengono descritti ed illustrati i vari pannelli di una nuova sezione dedicata a Google Adsense, all’interno della piattaforma di Google Analytics.

Il post è stato rimosso (404), ma poiché il blog offre un feed, il contenuto integrale dello stesso è ancora disponibile (direttamente dai server di Google, con tanto di screenshot! Perfavore, avvisatemi se il link non dovesse funzionare più).

Nell’articolo l’autore mostra le informazioni disponibili riguardo ai click Adsense: li si può segmentare per pagina e per sito di provenienza. È possibile ordinare i dati in base ai consueti parametri Adsense (CTR, eCPM…), e visualizzare un trend delle performance dei contenuti Adsense.

Ecco una schermata che mostra l’apporto dei Referral Sites alle performance ed ai rendimenti di Adsense:
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(immagini tratte da TheGoogleCache.com)

Non vi è traccia tuttavia della ricerca nel sito (ricerca Adsense, intendo): spero che venga integrata anche questa parte di rapporti degli Adsense nell’omonima sezione in Analytics.

Cosa conviene tracciare per ottimizzare i rendimenti Adsense?

L’autore di TheGoogleCache dà un suggerimento che condivido pienamente:

  1. Identifica le pagine che ospitano gli annunci più remunerativi
  2. Scegli tra queste le pagine con i CTR più elevati
  3. Studia il tipo di traffico che ricevono alti tassi di click da SERP organiche
  4. Trova tra queste quelle che potrebbero posizionarsi meglio per la keyword più performante

E voi? Quali dati utilizzereste per ottimizzare le performance di Adsense se questi fossero disponibili, ed in che modo?

Come tracciare oggi l’uso di Adsense (con Analytics)?

Intanto che aspettiamo che questa nuova funzione di Analytics venga resa disponibile (e spero accada presto, perché ho già l’acquolina in bocca), è già possibile tracciare i click di Adsense nel profilo di Google Analytics, in qualche modo.

A tal scopo consiglio (ed utilizzo) questo ottimo script che permette di impostare il Click su un elemento Adsense come Obiettivo in Analytics . Lo script ha i suoi limiti, va detto: il tracciamento è “non ufficiale di Adsense” innanzitutto, e poi essendo un Obiettivo di Analytics non è facile tracciarne il Conversion Rate a livello di pagina (a meno di non smanettare con la simulazione di ecommerce, che devo ancora sperimentare - anyway grazie ancora, Daniela!)

Chi non volesse utilizzare Analytics può optare per una soluzione self-hosted: a tal proposito segnalo AsRep, ma non l’ho mai provato - e voi?

P.s. Vado in vacanza, ci si rilegge a metà settembre!

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Microsoft consolida la partnership con Nikon nel campo della fotografia digitale. L?accordo prevede il libero accesso per le due aziende alle rispettive tecnologie proprietarie per lo sviluppo di nuovi prodotti.
La maggior parte del lavoro sarà rivolto allo sviluppo delle fotocamere digitali wireless e alle varie implementazioni del formato RAW. Microsoft metterà poi a disposizione di [...]

Negli ultimi anni la tecnologia dedicata ai ricevitori satellitari ha compiuto passi da gigante, sia in termini di sensibilità che di integrazione su larga scala dei chipset, rendendo sempre più affidabili i relativi software. u-blox, un’azienda che ha il quartier generale in Svizzera, è da anni impegnata nella progettazione e produzione di soluzioni legate alla navigazione ...
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Il Condor torna in carcere, ma solo per poche ore. Il volatile di cui parlo naturalmente non è un volatile ma Kevin Mitnick detto il Condor, ovvero colui che viene considerato l’hacker più famoso del mondo.

Nulla di grave, solo una seccatura per Mitnick. E’ stato fermato alla dogana statunitense mentre tornava da un viaggio in Colombia. Gli agenti di frontiera hanno esaminato con attenzione la corposa attrezzatura del malcapitato. Pare che gli agenti non fossero interessati ai computer e agli altri gingilli vari, ma temevano che dentro le apparecchiature ci fosse nascosta della droga.

Tutto è bene quel che finisce bene: dopo qualche ora il Condor è tornato ancora una volta libero.
Mitnick era già stato in carcere per cinque anni; arrestato nel 1995 rimase in carcere fino al 2000: ma questa è tutta un’altra storia.

Mitnick ha scritto due libri interessanti: “L’Arte dell’inganno” dove l’hacker americano presenta dettagliatamente una delle sue tecniche preferite cioè il social-engineering. Per chi fosse curioso segnalo la disponibilità presso Bismark.it del primo capitolo liberamente consultabile.

Nel secondo libro “L’Arte dell’intrusione” vengono presentati alcuni hack clamorosi.

Il primo l’ho letto alcuni anni fa e l’ho trovato un po’ noioso. Il secondo lo sto leggendo in questi giorni: lo trovo molto più scorrevole ed intrigante. Seguirà recensione prossimamente.

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Ecco il secondo della serie MEGAPOST, dopo l’incredibile Loghi Nokia successo di MEGAPOST: Risorse per Wordpress è arrivato il momento di mangiarsi un bel minestrone a base del nostro amatissimo Photoshop. Vi ricordo che sono chiamati “megapost” perchè riprendono un po’ quello stile rimpastone-polpettone-avanzidellaseraprima-americano che va per la maggiore su diversi blog. Insomma si fa un post con un bel po’ di link a risorse esterne, si butta via un sacco di PR, si perde qualche ora alla ricerca di risorse più o meno interessanti e poi si pubblica … vediamo come viene questo.

TUTORIAL SUL TESTO (ancora?????)
I nostri testi realizzati in Photoshop cominciano a mancare di cura, ispirazione e fantasia? E’ sicuramente l’ora di rispolverare un po’ di vecchi e validi tutorial per creare effetti speciali sul testo.
piccolo consiglio: cerchiamo di rimanere sempre puliti nella realizzazione.

Testo di fuoco
il risulltato è davvero eccellente razie all’utilizzo di wind+warp
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Gocce d’acqua
Un utilizzo degli stili che può sicuramente tornare utile per un sacco di altre cose Loghi Nokia
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Testo Acqua/web 2.0
Un classico sicuramente da rispolverare per l’utilizzo di stili, maschere e riflessi davvero molto curato e di sicura ispirazione.
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Testo Ghiaccio
l’idea è buona anche se sarebbe da migliorare la cura di diversi apsetti comunque un buon inizio.
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Testo Esplosione
Sicuramente non lo utilizzeremo tutti i giorni e sarebbe più che altro interessante provarlo in After Effects animandolo (lo farò promesso).
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Testo Spiderman 3
Io amo tutta la saga è uno dei pochi film sui supereroi che mi piace, quindi un tutorial ci casca a pennello.
Sbaglio o la Playstation 3 ha copiato spudoratamente il carattere? Oppure il film è della Sony?! … mah
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Testo web 2.0
Poteva mancare in un minestrone del genere? Direi di no!
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Testo logo aziendale
giusto per dare un’idea e giusto per scrivere qualcosa Loghi Nokia
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Oh my Gold
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Una serie di tutorial davvero splendidi potete trovarla su psdtuts.com che ha anche aperto un ottimo canale video su Vimeo.
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TUTORIAL PER I LAYOUT
Una piccola serire per trovare ispirazione da diversi layout, ma il bello viene quando dobbiamo trasformarli in CSS.

Portfolio Personale
niente di speciale ma carina la disposizione degli elementi, forse da curare un momentino l’interfaccia.
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Grungy Layout
E’ un periodo che vanno parecchio di moda i design basati sulla scrivania incasinata dei designer, difficilmente applicabile ad un cliente ma di sicuro interesse per la cura nei particolari e per l’utilizzo di texture reali.
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Layout per WP
Un esempio pulito di tema concepito per Wordpress, in realtà applicabile a qualsivoglia piattaforma … è in psd
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Business Layout
classicissimo e forse un po’ passato di moda, ma i colori sono sempre validissimi.
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Portfolio Personale, parte 2
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Business Style, parte 2
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Layout nero molto bello da psd a css!
Questi sono due tutorial per un progetto completo. Infatti su