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Una job board non è altro che una bacheca di annunci professionali dove i clienti postano una richiesta ed i freelance e le aziende propongono il loro lavoro e prezzo. Una delle più famose e forse ben riuscite nel campo del web è sicuramente la job board di freelanceswitch. Proprio questa è basata su Wordpress.

Oggi su BlogPerfume è stato rilasciato un tema ad hoc per creare una job board con WP; il tema è a pagamento, costa 99 dollari, e si chiama JobPress.

Anche se molto semplice davvero carino non mancherò di provarlo per verificare se di semplice “customizzazione”, ma credo di sì Lupetti editore

Nel frattempo se siete in cerca di template date un occhio alla sezione: temi wordpress Lupetti editore

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Ho notato questa idea qualche mese fa, in un piccolo stand della fiera dell'innovazione di Udine (innovactionfair ), certo stonava un po' in mezzo a biotecnologie, nanocomputer e altre cose terribilmente complesse, ma per la sua semplicità e praticità attirava l'interesse di molte persone.

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Se volete saperne di più Stappy è prodotto dalla Wimor di Trento

Si ritorna a parlare del portale turistico Italia.it, il mostro mangiasoldi pubblici.
ARGOMENTO SEMPLICE

Leggi ancora | Pubblicato da strazza | Commenti (46)


Tags: istituzioni, argomenti semplici, portale italia


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Erede della Canon Xl-h1, la Canon XL H1A è una videocamera digitale realizzata pensando soprattutto ai professionisti, in quanto presenta una qualità eccezionale per quanto riguarda la registrazione video ad alta definizione. La videocamera registra, infatti, in alta definizione (HD...
Già perde poco valore in plastica, figuriamoci placcato oro!
Sto parlando del MacBook oro proposto dalla PowerMax.

Tecnicamente è un Apple MacBook Pro 2,4 GHz placcato oro a 24 carati.
E' disponibile in 2 modelli, 15 e 17 pollici. Il modello da 15 costa circa 6.500 dollari e quello da 17 circa 8.000.
Come "optional" si puà richiedere, sul modello da 15, il logo Apple tempestato di diamanti, portando il costo a soli 9.500 dollari circa.

Io gradirei volentieri...

Ponchio's Blog

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L’ultima conferenza della FAO, che si è tenuta in giugno a Roma, ha prospettato per il futuro delle risorse agricole mondiali, uno scenario inquietante. La coltivazione su scala intensiva dei prodotti agricoli, come colza, canna da zucchero, palma,soia, mais,
patate, a scopo energetico, è entrata in forte competizione con le colture tradizionali da sempre alla base dell’alimentazione umana, basti pensare al mais o al riso, prodotti agricoli che costituiscono il fondamento di larghe fasce di popolazione di paesi non industrializzati, già fortemente penalizzati dai mutamenti climatici dovuto all’effetto serra, ai quali vengono sottratti i loro prodotti alimentari, per riempire i serbatoi delle auto dei paesi industrialmente progrediti o in forte crescita industriale come l’India e la Cina. Il risultato è stato un’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, che rischia di affamare il pianeta.

Per contro, ci sono alcuni paesi da sempre in prima linea per lo sfruttamento delle fonti energetiche alternative,derivate dalle biomasse, come il Brasile,che hanno annunciato l’indipendenza energetica, azzerando di fatto l’importazione del petrolio dall’estero.

Il prezzo da pagare è comunque troppo alto, le biomasse ricavate dall’agricoltura, competono con la sopravvivenza del nostro pianeta; ma come conciliare la necessità di prendere le distanze dalla dipendenza energetica del petrolio e altri combustibili fossili senza depauperare l’ambiente circostante a causa della pratica della monocoltura, da sempre responsabile dell’impoverimento del terreno?

La risposta questa volta potrebbe venire dal mare, una fonte potenzialmente inesauribile di biocarburante, che solo marginalmente tocca la produzione agricola

alimentare, in quanto potenzialmente è un tipo di coltura implementabile anche su terreni scarsamente produttivi, fino ad ipotizzare i deserti e le zone paludose.

Già dai tempi dell’amministrazione Carter, negli Stati Uniti, il Department of Energy Office of Fuel Development, portò avanti un programma di ricerca per lo sviluppo di energie rinnovabili ricavate dalle alghe, il punto centrale di questo programma conosciuto come ASP (Aquatic Species Program) era la produzione di biodiesel ricavato da alcune specie di alghe, particolarmente ricche in contenuto lipidico e coltivabili in stagni, utilizzatrici per il loro metabolismo di CO2 prodotto dai residui di combustione delle piante.

Nel corso di un ventennio dall’inizio di questo programma la ricerca ha fatto dei passi da gigante per tutto quel che riguarda il loro metabolismo di crescita, merito delle nuove tecniche di manipolazione genetica e dei sistemi di produzione.

Gli studi dell’ASP hanno preso in considerazione tutti gli aspetti dell’algacoltura, dal modo di ottenere la resa maggiore in termini di olii, alle condizioni estreme di temperatura,pH, salinità.Attualmente l’Università delle Hawai dispone di una raccolta di 300 specie di microrganismi acquatici in larga misura alghe verdi e diatomee, a disposizione per la ricerca scientifica.

Le alghe in condizioni di stress ambientale, reagiscono producendo un surplus di sostanze oleose, specialmente in carenza di silice per le diatomee e nitriti per le alghe verdi.

Le alghe sono organismi fotosintetici, che necessitano della luce del sole per il loro metabolismo energetico. La fotosintesi è quindi il processo indispensabile per trasformare l’energia solare in sostanze nutritive, combinando l’acqua con l’anidride carbonica per produrre biomasse. Dopo aver studiato numerose specie acquatiche,l’interesse dei ricercatori ASP, è stato focalizzato sullo studio delle microalghe, la cui prospettiva in termini di resa di olio combustibile è molto più interessante rispetto alle macroalghe e agli organelli emergenti.

Le microalghe sono classificabili in quattro classi distinguibili per la loro pigmentazione, il loro ciclo biologico e la loro struttura cellulare:

  1. Diatomee ( Bacillariophyceae ). Queste alghe sono costituenti del fitoplancton marino, ma vivono anche in acque fresche e salmastre. Contengono nella loro parete cellulare, silice polimerizzata, immagazzinano carbonio sotto forma di olio naturale e polisaccaridi noti come chrysolaminarin;

  2. Alghe verdi (Chlorophycee ). sono abbondantissime nelle acque fresche; sul piano dell’evoluzione, sono considerate le progenitrici delle piante. Si trovano isolate o in colonie, immagazzinano principalmente amidi, ma al verificarsi di determinate condizioni di crescita possono produrre olii.

  3. Alghe azzurre ( Cyanophiceae ). Sono organizzate come le specie batteriche, rivestendo un ruolo centrale nella fissazione dell’azoto atmosferico.

  4. Alghe gialle ( Chrysophyceae ). questo gruppo presenta delle somiglianze con le Diatomee, hanno una pigmentazione tendente al giallo, e hanno come habitat le acque fresche. Immagazzinano oli naturali e carboidrati.

Attualmente la ricerca è orientata verso lo studio delle diatomee e delle alghe verdi.
La loro semplicità strutturale unita al fatto che crescono in sospensione acquosa, permette un facile accesso alla conversione della luce solare, all’acqua, alla CO2 e agli altri fattori di crescita.
Per questa serie di ragioni, le microalghe sono capaci di produrre 30 volte l’equivalente in olio rispetto alla stessa area coltivata con colture convenzionali, tipo mais, soia e quant’altro. In termini di resa energetica basti pensare che le alghe hanno una resa quattro volte superiore alla canna da zucchero e 45 volte superiore all’olio di colza. Altro aspetto non trascurabile è il fatto che viene annullato l’impatto ambientale, perché azzerano le emissioni di CO2, anzi, la catturano dall’ambiente circostante in quanto si tratta di un elemento indispensabile alla loro crescita, per riconvertirla in una sostanza oleosa ad alta densità.
Gli scarti che residuano dopo la spremitura dell’olio vengono usati per la produzione di idrogeno.
Le ? algae farms ? sono costituite da vasche aperte, poco profonde, nelle quali la CO2 proveniente in genere dalle emissioni di industrie vicine alla farm o dalla combustione di residui legnosi e carbone fossile, viene immessa nella vasca sotto forma di bolle che vengono catturate dalle alghe.
Le vasche sono progettate secondo un percorso, nel quale alghe, acqua e nutrienti circolano attorno ad un percorso obbligatorio, un motore elettrico provvede a convogliare il flusso. Le alghe sono sospese in acqua e con regolarità devono subire dei rimontaggi per essere esposte alla luce del sole. Si tratta naturalmente di un sistema operativo a ciclo continuo, la cui superficie tecnicamente è misurata in termini di superficie per la cattura del sole, mentre la resa viene misurata in termini di biomasse prodotte in un giorno per unità di superficie esposta.
Oltre agli oli combustibili e all’idrogeno, altri prodotti possono essere convenientemente ricavati dalle biomasse, i principali sono :
il metano,ottenuto per gassificazione biologica o termica; l’etanolo per via fermentativa.
I dati relativi alla resa energetica, attualmente sono da riferire ad impianti a basso costo, a sviluppo superficiale oppure a bolle di polietilene, ma tutto il mondo si sta attivando per la progettazione su scala industriale di impianti a sviluppo tridimensionale irradiati da sorgenti di luce artificiale. Alcune grandi industrie stanno già investendo nella realizzazione di impianti funzionanti su scala industriale, particolarmente interessata a questa tecnologia è il colosso americano BOEING, sponsor ufficiale del prossimo congresso che si terrà a Seattle, dal quale si spera di avere ragguagli positivi circa questa fonte energetica rinnovabile e pulita che viene dal mare.

Fonte www.demetra.org

Crytek e Ea hanno ufficialmente annunciato che Crysis Warhead e Crysis wars (la modalità multiplayer di Warhead) sono in fase gold.

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Entrambi saranno disponibili nei negozi a partire dal 12 Settembre in Europa mentre il 16 Settembre nel Nord America .

Il trailer di Crysis Warhead:




E il trailer di Crysis Wars:

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Mentre siamo ancora in attesa di una comunicazione ufficiale da parte della Nokia, continuano ad essere pubblicate sul web delle foto del 5800 XpressMedia (Tube), probabilmente sempre dalla stessa fonte cinese delle immagini pubblicate nei giorni scorsi. Anche stavolta è 5pteron sul forum di Mobile-review.com a informarci della presenza di questa nuova foto, che purtroppo non ci regala nessuna nuovo dettaglio sul telefono in questione. Pubblicata solo per dovere di cronaca.

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suzukimaruti posted a photo:

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L'ineffabile Massimo con la sua salopette da camallo (gentile omaggio della sua signora rovista-rumenta) gestisce il coordinamento griglia.

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È da tempo che si parla di pagamento via cellulare, molte sono le iniziative intraprese anche da singoli enti, a Torino la GTT aveva avviato un pagamento dei parcheggi via cellulare mentre poco tempo fa le “Poste Italiane” hanno annunciato la possibilità di pagare i bollettini con il cellulare. Ma da recenti statistiche sembra che i ...
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Ebbene sì, anche Google scende in campo nel meraviglioso mondo del Social Network, e lo fa a suo modo, cercando di portare innovazione. In realtà Google possiede già il suo Social Network, di nome Orkut, ma tale piattaforma è famosa solamente in Brasile ed in India.

Opensocial invece è una vera novità, non ancora pubblicata online, me che troverete disponibile nei prossimi giorni probabilmente a questo indirizzo. Per ora ci trovata la pagina 404-non trovato più famosa del periodo ^-^.

L’obiettivo di Opensocial è di ripensare e reinventare il social network. Il risultato dovrebbe essere un meta-social network, che aggrega dati provenienti da altri siti community, e che presenta le informazioni in un modo che lega l’informazione a chi l’ha presentata e non al sito che la contiene.

Come concetto sembra promettente. Il sito dovrebbe essere messo online oggi, 1 novembre 2007. Vi aggiornerò appena ci saranno novità disponibili, per intanto vi elenco quali sono i siti di social network che saranno integrabili fin dalla comparsa di Opensocial nel Cyberspazio: Orkut, Salesforce, LinkedIn, Ning, Hi5, Plaxo, Friendster, Viadeo and Oracle.

Alla prossima!

La Casio Exilim EX-Z200 è una fotocamera digitale compatta e maneggevole, da inserire tranquillamente in un taschino, come d’altronde il modello precedente, la Casio Exilim EX-Z80. Si tratta della prima fotocamera di questo produttore a presentare un sensore CCD da 10,1 megapixel, c...

Ci fosse qualche altro beduino che come me ha voluto provare la versione demo di Nero8, ma gli si pianta l’installazione con l’irritante dicitura:

“Procedura guidata interrotta prima del completamento dell’installazione di NERO 8. Il sistema in uso non è stato modificato. Per completare l’installazione in un secondo momento, eseguire nuovamente l’installazione.”

…oppure nella versione inglese…

“The wizard war was interrupted before nero 8 could be completely installed. Your system has not been modified. to complete the installation at another time, please run setup again.”

sappia che non serve bestemmiare un pomeriggio intero, ma è sufficente attivare gli aggiornamenti automatici di Windows.

Il perchè non è dato sapere…

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E' uscito un aggiornamento per iTunes, che porta il player alla versione 7.6.1.

Oltre alla risoluzione di bug, è stata migliorata la compatibilità con Apple TV versione 2.

Lupetti editoreLa nuova versione della PC Suite, unico software di Nokia per quasi tutti i suoi terminali che raccoglie al suo interno diversi strumenti utili, è stata aggiornata con la numerazione 7.0.8.2 che migliora la stabilità generale. Ma non solo, aggiunge anche nuove funzionalità: creazione modifica ed invio di messaggi e nuove schede rubrica, aggiunta impegni nel calendario dalla schermata principale, avviso delle chiamate e dei nuovi messaggi.

Il Nokia Maps, invece, arriva alla versione 2.0.3204 compatibile solo con i dispositivi Symbian S60 3rd edition FP1 (ovvero modelli come N95, N76, ecc), è scaricabile dal sito ufficiale e al momento non si conoscono i reali cambiamenti. Stesso discorso per l’applicativo Share Online che arriva alla versione 3.0.08.23, anche per questo non si conoscono maggiori dettagli circa i cambiamenti. Per il download della PC suite e di Share Online, visitare i relativi siti ufficiali.

[via Symbian-Guru]

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SanDisk sta per lanciare le nuove SDHC SanDisk Extreme III 30MB/s Edition line. Queste memorie stabiliscono un nuovo record di velocità, in quanto raggiungono una velocità che può arrivare sino a 30MB/s. Con la fotocamera digital single-lens reflex (DSLR) Nikon D90, riesce a raggiungere le massime prestazioni. Le nuove schede entreranno in commericio a partire da settembre, disponibili nelle versioni [...]
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Che si può dire semplicemente fantastico,
L’ho appena installato e… è una scheggia, ne vale la pena!
UPDATE UPDATE UPDATE!!!

Qualche post fa avevo analizzato l’oculata strategia di comunicazione 2.0 messa in atto dalla AMC per promuovere la serie tv Mad Men, che prevede un blog, pillole video, e un contest per entrare nel cast. Dopo qualche giorno sono spuntati anche degli account di Tumblr e di Twitter, riconducibili ai personaggi della serie.
E’ di oggi la notizia che Twitter ha deciso di sospendere gli account di Don Draper, Peggy Olson, Joan Holloway (tre dei protagonisti del telefilm), non perchè volti a far spamming, ma in quanto contrari alle norme del Digital Millennium Copyright Act (DMCA).

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Mi sembra un caso emblematico dello scontro tra mainstream media e grassroot media descritto dal prof. Jenkins. Se è vero che è stata una leggerezza indurre i follower a credere che quegli account fossero opera degli sceneggiatori della serie, è altrettanto innegabile che fossero pura e meravigliosa fan fiction 2.0, raccontavano la vita di personaggi ai quali siamo affezionati, estendendone la vita al di là dello schermo televisivo. Avrebbero potuto pensarci gli stessi autori della serie tv, ma non l’hanno fatto e allora perchè non dare questa possibilità ai fan ?
Intanto Peggy Olson ha creato un altro account dal quale twittare il suo sconforto:

I worked hard. I did my job. But the boys at Twitter are just as churlish as the boys at Sterling Cooper. Such a pity that they’re so petty

Continuo a pensare che gli autori dei media tradizionali dovrebbero prevedere l’uso dei media sociali come complemento naturale della vita dei personaggi creati.

Update: pare che la Deep Focus, agenzia di web marketing della AMC, abbia convinto il proprio cliente a far ristabilire gli account fake dei personaggi

Update 2: e arriva anche il blog dell’agenzia Sterling Cooper

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A

Lupetti editoreSpesso può risultare utile cambiare la password di amministrazione di Joomla! o perchè l’abbiamo dimenticata o perchè vogliamo sostituirla. Questa operazione non viene eseguita dal pannello amministrativo del CMS, bensì direttamente sul database. In questo tutorial presupponiamo che il database utilizzato sia MySql, quindi il sistema migliore per interfacciarsi è PhpMyAdmin.
La nuova password non può essere aggiornata così com’è, ma prima dobbiamo convertirla in esadecimale mediante l’algoritmo MD5. Infatti Joomla! utilizza questo sistema di “criptaggio”della password in quanto una parola puo sempre essere converità tramite l’algoritmo MD5, ma non esiste l’algoritmo inverso.
Per convertire la password è possibile utilizzare il comando echo md5(”lamiapassword”); oppure avvalersi di uno dei tanti convertitori on line.
Una volta convertita la password lanciate da phpMyAdmin sul vostro db il seguente comando:
UPDATE jos_users SET password='ada4df9284cc4f510c827c0c0d41a266' WHERE name='Administrator';
..e la nuova password sarà subito funzionante!

sembra funzioni meglio da quando ci partecipano anche i cittadini. I Consiglieri fanno proposte, sono sempre presenti, ma tutti dicono che non è merito di Beppe Grillo. E DI CHI E’ IL MERITO ALLORA???

Il sindaco Chiamparino insinua che questo stia avvenendo solo perchè interessa conoscere con che meccanismi dovranno scontrarsi le liste civiche. E CHE MALE C’E’ IN QUESTO!!!

Credo sia bello che cittadini comuni comincino ad occuparsi di politica, pensando che un giorno quei posti di solito vuoti potranno essere occupati da loro!

I qualunquisti sono quelli che affermano che tanto, anche se entreranno altre persone, l’andazzo rimarrà quello. E qui vi sbagliate! Se il cittadino comincia a partecipare alla vita pubblica e vede che le cose migliorano, continuerà a partecipare. E’ finita l’epoca del “Lei sa chi sono io”. Andate a lavorare!

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Mercoledì scorso il Parlamento europeo ha proposto che le pubblicità delle automobili siano accompagnate da messaggi di avvertimento come quelli sulle sigarette e i tabacchi: messaggi che avvertano dell?impatto ambientale del proprio acquisto.

Secondo la proposta, il 20% dello spazio pubblicitario o della durata di uno spot dovrebbe essere riservato ad informazioni sui consumi dell?auto e sulle emissioni di CO2, di cui dovrebbe essere anche messo in evidenza il collegamento col riscaldamento globale.

Insomma, come dice l?International Herald Tribune, sembra proprio che il green-washing delle case automobilistiche - che mostrano le proprie auto sfrecciare nella natura più incontaminata o addirittura sotto enormi pale eoliche - stia per tornare indietro come un boomerang.

In realtà però siamo molto lontani da una proposta legislativa: al momento stiamo parlando di una semplice risoluzione parlamentare, mentre nell?Unione europea il monopolio dell?iniziativa legislativa è riservato alla Commissione (l?esecutivo). Il Parlamento con questa proposta cerca quindi di influenzare l?esecutivo europeo. Abbiamo però visto come in tempi recenti in seno alla Commissione ci sia stato un vero e proprio braccio di ferro sulle nuove norme riguardanti le emissioni delle auto: proprio per questo, solitamente le posizioni della Commissione risultano più morbide e mediate.

L?industria è comunque molto preoccupata di questa proposta e non solo quella automobilistica. Ogni anno infatti in Europa le case automobilistiche spendono ?6 miliardi in pubblicità: soldi che avvantaggiano anche l?industria della pubblicità e i media. Se le auto facessero la fine delle sigarette, questo business potrebbe uscirne azzoppato. Ma verrebbero premiate le case che producono auto ecologiche. Un?opinione che però non è condivisa da Peta Buscombe, presidente della Advertising Association britannica, l?associazione dei pubblicitari: secondo la Buscombe una mossa come quella proposta dal Parlamento europeo non avrebbe molti effetti sulla domanda dei consumatori. I pubblicitari si sentono presi come capro espiatorio, in seguito al fatto che ? come dicevamo prima ? la Commissione non è riuscita ad essere coraggiosa in materia di riduzione delle emissioni di CO2 delle auto.

Chris Davies, europarlamentare del gruppo ADLE che è stato il relatore della proposta, è invece convinto che il ?nuoce gravemente alla salute? sulle auto avrebbe un grosso impatto, perché oggi le pubblicità cercano di convincere a comprare macchine sempre più potenti, grosse e veloci. Tutte caratteristiche che portano con sé, aggiungo io, maggiori consumi. L?obiettivo della normativa ? spiega Davies ? sarebbe quello di portare le case automobilistiche a competere sull?informazione ambientale e non solo sui cavalli o sul design.

La lobby pubblicitaria comunque ha detto che concentrerà la propria azione di convincimento sulla Commissione, che infatti come si diceva è l?unica che può proporre misure concrete e che proprio l?anno prossimo dovrà proporre al Parlamento europeo ed al Consiglio una nuova normativa sulle emissioni automobilistiche.

Come finirà? Secondo me prevarrà una soluzione di compromesso. Barbara Helfferich, portavoce del Commissario all?Ambiente Stavros Dimas, non si è sbilanciata, ma ha cripticamente dichiarato: ?Sulle auto dovrebbe essere chiaramente indicato se rispettano gli standard europei?. Ora, considerando che attualmente le norme europee obbligano ad informare sulle emissioni e sui consumi, ma che questa informazione in molti paesi è fornita a caratteri microscopici, c?è da scommettere che qualcosa cambierà in questo senso.

La contromossa dell?industria automobilistica invece è quella di adottare un codice di autoregolamentazione sulla pubblicità, sperando così di evitare norme obbligatorie.

Speriamo che anche le lobby ambientaliste, a partire da Greenpeace, si facciano sentire e appoggino di fronte alla Commissione la proposta del Parlamento europeo.

Fonte: EcoBlog

Post brevissimo, guardando questo prototipo di webcam wireless di Philips creato da Flynn Product Design (sembra un po un grosso ragno da scrivania) ho notato una certa somiglianza con un’ altro oggetto di culto del design moderno.

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Mi sembra che il design di questa bella e futuristica cam si rifaccia infatti allo spremiagrumi di Philippe Starkla Juicy Salif, capolavoro di design (realizzato per l’italiana Alessi)  assolutamente inusabile come spremiagrumi.

Probabilmente sono solo somiglianze, ma credo che nel design sia giusto rifarsi a chi prima di noi ha dimostrato che gli oggetti industriali possono avere anche un disegno accattivante e futuristico, sempre però con un’ occhio all’ usabilità degli stessi.