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Tre argomenti in un unico post per il Blackberry Storm (anche detto Thunder) che tanta curiosità continua a suscitare, bloccando molti di noi nell’acquisto di un nuovo cellulare a causa dell’attesa della sua uscita.

Partendo proprio dalla data di uscita, la prima informazione che circola in rete è quella del 4 Novembre come periodo designato, anche se non si sa se si tratterà di una uscita mondiale o regionale.

Il secondo punto da trattare è quello mostrato dall’immagine che ci spiega le funzioni dell’hardware e dei vari tasti.

Per concludere questo breve aggiornamento sullo Storm, infine, vi mostriamo una slide “rubata” da Boy Genius che mostra il posizionamento del nuovo cellulare touchscreen all’interno della gamma dei prodotti Blackberry.

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[via blackberrycool]

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Dopo avervi mostrato l’emulatore, arrivano anche le immagini dell’unboxing, direttamente dalla fortunata redazione di tmonews che è riuscita a mettere le mani su un G1.

Come possiamo vedere dalle foto, la confezione include gli accessori standard corredati da una custodia per proteggere il device.

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Tramite PassioneMobile sono venuto a conoscenza di Mobinaute, un sito francese, che mancava alla mia “collezione”, che ha pubblicato una molto dettagliata review in immagini e video del 5800 XpressMusic e in particolare dell’S60 5th edition di cui è dotato. Ecco una buona parte delle foto.

Un altro tipo di schermata principale con aperta la finestra dei profili.

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La funzione “Media bar”.

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La funzione “Contact bar”.

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La barra delle notifiche.

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Il menu.

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Le tastiere (estesa, mini) e il metodo di inserimento manuale.

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Il web browser: opzioni, a tutto schermo, schermo di default, zoom.

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La tastiera telefonica e le opzioni del telefono.

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Inserimento di un nuovo contatto. Aggiunta ai contatti favoriti nella “Contact bar”.

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Il music player e le sue opzioni.

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La galleria.

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L’agenda, i messaggi, Nokia Maps, la calcolatrice, le altre applicazioni.

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La fotocamera, la videocamera e Share on line.

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Tra gli screenshot del post precedente e queste immagini, credo che si è riusciti a coprire un po’ tutto l’S60 5th edition. Per finire il video che tuttavia non è possibile inserire nel post. Cliccate sull’immagine sottostante e verrete riinviati alla pagina di Mobinaute.

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Con Netcat è possibile interagire direttamente con il protocollo HTTP. Questa interazione favorisce operazioni come l’analisi delle intestazioni oppure la contraffazione di campi, come per esempio lo User-Agent. Inoltre è possibile scaricare pagine web come con un browser.

Abbiamo visto in un altro articolo come sia possibile visualizzare gli header HTTP e stabilire il tipo di web server. Nell’articolo citato venivano presentati tre strumenti. L’esempio riferito a Netcat differiva dagli altri. Nella risposta il codice di errore non indicava 200 ma 301. In quell’esempio mancava un campo: Host.

Il campo Host viene utilizzato per specificare a quale host fa riferimento la risorsa richiesta. Può accadere infatti (è molto frequente a dire il vero) che un solo server ospiti diversi siti; in questo caso ad un unico indirizzo IP fanno riferimento diversi domini. Quindi è necessario specificare in modo dettagliato qual’è l’indirizzo preciso. Il campo Host dell’header HTTP serve proprio a questo scopo. Se un web server supporta il virtual hosting e ospita diversi siti, alla richiesta di una risorsa senza il campo Host dichiarato non saprà come rispondere e restituirà un messaggio di errore, nel caso dell’esempio dell’altro articolo codice 301.

Quindi per ottenere gli header (o una pagina) dal web tramite Netcat è necessario inserire sempre il campo Host.

Per semplificare le operazioni di interrogazione è utile crearsi in precedenza un file di testo contenente i codici HTTP, senza doverli scrivere “in diretta” e rischiare di pasticciare.

Per leggere gli header di risposta di un server facciamo così:

1. Creiamo un file di testo con i comandi HTTP

HEAD / HTTP/1.0
Host: www.libero.it

ricordandoci di andare a capo due volte alla fine del testo (dopo Host: www.libero.it). Salviamo il file col nome header.txt

2. Invochiamo Netcat dalla linea di comando:

nc www.libero.it 80 -vv < header.txt

dove naturalmente www.libero.it è l’host che ci interessa, 80 è la porta TCP e il parametro -vv costringe Netcat a dareci informazioni sull’operazione in corso, utile per capire quando e perché qualcosa è andato storto.

risultato:

HTTP/1.1 200 OK
Date: Wed, 01 Oct 2008 21:59:22 GMT
Server: Apache
X-Powered-By: PHP/5.1.6
Vary: Accept-Encoding,User-Agent
Connection: close
Content-Type: text/html

E’ possibile anche travestire Netcat da Firefox (o da Explorer o Opera…). Ho spiegato questa tecnica in un altro articolo che vi può interessare. Per attuarla con Netcat basta inserire il campo User-Agent specificando il tipo di browser che desideriamo impersonare.
Modifichiamo il file header.txt in questo modo:

HEAD / HTTP/1.0
Host: www.libero.it
User-Agent: Mozilla/5.0 (Windows; U; Windows NT 5.1; it; rv:1.8.1.17) Gecko/20080829 Firefox/2.0.0.17

ricordando sempre il doppio a capo (due volte enter) alla fine. Eseguendo di nuovo l’interrogazione libero.it registrerà sui suoi log la visita e la attribuirà ad un browser Firefox.

Recuperare pagine web

Per recuperare una pagina web con Netcat dobbiamo utilizzare il comando HTTP GET al posto di HEAD e specificare l’URL. Per scaricare la home page di PillolHacking.Net modifichiamo il file header in questo modo:

GET / HTTP/1.0
Host: www.pillolhacking.net
User-Agent: Mozilla/5.0 (Windows; U; Windows NT 5.1; it; rv:1.8.1.17) Gecko/20080829 Firefox/2.0.0.17

ed eseguiamo:

nc www.pillolhacking.net 80 -vv < header.txt > pillolhacking.html

da notare la fine della riga: > pillolhacking.html. Questo fa in modo che la pagina venga salvata nel file pillolhacking.html. Naturalmente il file conterrà anche l’header HTTP oltre al codice HTML della pagina.

Questo articolo fa parte della serie “Le 7 Vite di Netcat“. Potrai trovare altre informazioni su Netcat nei prossimi articoli:

  • Leggere la posta elettronica con Netcat
  • Inviare email con Netcat
  • Netcat come scanner
  • Trasferire file con Netcat
  • Creare una backdoor con Netcat
  • Back Channel con Netcat

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E’ perfetta per chi ha la necessità di stampare documenti “in movimento”, sia dal proprio notebook che dallo smartphone. La PS910 di PrintStik è infatti una stampante termica ultraportatile dalle dimensioni ridotte (2,5×4,8×27 cm) e dal peso contenuto, appena 513 grammi con cartuccia compresa. Sfruttando la connessione Bluetooth o USB, regala stampe chiare su fogli di [...]

Qualche giorno fa durante un’intervista sul tema dell’esperimento del Cern di Ginevra alla ricerca del Bosone di Higgs, alla celebre astrofisica (non chiamatela astrologa per carità, anche se una somiglianza con Maga Magò è incontrovertibile) Margherita Hack venivano poste due domande:”A cosa serve il Bosone di Higgs? Quale beneficio ne trarrà l’umanità?”. Due domande che poi in realtà è una: “A cosa serve questo esperimento?”.

La scienziata tergiversa un po’ e poi cerca di uscire dall’imbarazzo ricordando che anche alle teorie di Einstein vennero mosse le critiche di sostanziale inutilità. In pratica vuol dire che delBosone misterioso non sappiamo ancora cosa farcene. Un giorno forse, tra 50 o 100 anni grazie alle scoperte del Cern avremo dei benefici straordinari.

Nell’ultimo secolo l’utilitarismo ha preso decisamente il sopravvento, ma non è sempre stato così. In passato il campo della filosofia e della matematica erano del tutto sovrani rispetto all’utilità pratica del contenuto delle loro speculazioni e delle loro scoperte.
E’ paradossale che la scienza, che combatte una secolare battaglia laica contro la Chiesa per l’indipendenza della ricerca dai dogmi, oggi rischi di essere imbrigliata dalla necessità di effettuare scoperte utili non da dogmi religiosi ma da una cultura che si pretende laica e liberale.

Torniamo alle scoperte inutili e pensiamo ai numeri primi. Da millenni i matematici si interessano a questi singolari numeri. Per quale motivo? Perché essi li trovano affascinanti. Euclide come Marsenne, Gauss come Riemann studiavano le proprietà di questi numeri semplicemente per il piacere di farlo, senza interrogarsi minimamente dell’utilità, di come sfruttare praticamente i numeri primi.

Oggi i numeri primi sono fondamentali. Sono quasi come le stelle dello spettacolo o i divi del cinema e dello sport: i giornali annunciano la scoperta del nuovo numero primo più grande, con l’enfasi con la quale annuncerebbero l’ultima trovata di Paris Hilton o l’ultimo ricovero di Paul Gascoigne.

Ma oggi i numeri primi non sono solo famosi, sono anche utili, anzi fondamentali. Forse Euclide non avrebbe mai immaginato che un giorno il mondo avrebbe avuto bisogno dei numeri primi. A dire il vero nessuno fino a una ventina di anni fa lo avrebbe immaginato.
Poi arrivò Internet, l’e-commerce e la necessità di un meccanismo crittografico in grado di garantire la sicurezza dei dati e che al tempo stesso mantenesse l’accesso al sistema semplice.

Fu proprio grazie ad una geniale intuizione di Whitfield Diffie e Martin Hellman che i numeri primi divennero primi attori della modernità e della rivoluzione digitale. I due crittografi furono i pionieri di una crittografia nuova, che oggi si trova in tutti i computer del mondo: la crittografia asimmetrica.

Per dire quanto fossero tenuti in considerazione i numeri primi fino all’inizio degli anni settanta basti ricordare che la citata crittografia asimmetrica venne scoperta prima ancora che daDiffie e Hellman dal GCHQ, l’agenzia britannica di spionaggio elettronico (la NSA inglese insomma), ma venne messa da parte perché considerata inutilizzabile. E’ vero che la potenza di calcolo dell’epoca limitava le applicazioni pratiche di questo innovativoapproccio alla crittografia dei dati, ma come minimo gli spioni inglesi non brillarono per lungimiranza.

Per concludere queste considerazioni restiamo in Inghilterra ricordando il caso di Turing e del suo attacco alla macchina Enigma, il caso dove un celebre matematico violò il codice crittografico nazista, probabilmente più per sfida che per ideali.

Quello che spinge gli hacker ad hackerare e i ricercatori a ricercare è il piacere di farlo e il gusto per la sfida, più che un volgare quanto modernissimo fine utilitaristico.

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Il tempo è sempre poco ed il mio povero blog ne risente. A causa di impegni lavorativi e progetti personali sono costretto a chiudere questo mio amato sito. E’ stata un’esperienza molto piacevole anche se durata solo un anno. Ho conosciuto diverse persone e mi sono affezionato a molti lettori con cui ho scambiato idee opinioni e soluzioni.

Come ogni avventura prima o poi doveva finire ed ora il vento della vita mi spinge verso nuovi orizzonti. Sono ancora indeciso se tenere vivo il dominio nel ricordo oppure no. Vi saluto tutti molto affetuosamente e vi ringrazio per il supporto che mi avete dato.

Grazie di cuore da Alessio!

… ehm …

… mmmm …

ca**ata, scherzetto!

Volevo solo evitare di dire che ho poco tempo da dedicare al blog e pensavo che queste frasi avessero rotto un po’ le scatole ai lettori.

“Se non hai tempo per scrivere. NON SCRIVERE. Cosa ce lo dici a fare?”

… …. ……

Va beh passiamo al post minestrone/polpettone.

20 ottimi design in Wordpress
Le evoluzioni fatte in Wordpress sono davvero moltissime ed i designer hanno capito che non c’è molta differenza tra un sito normale in HTML/CSS ed un tema Wordpress. Si sono quindi scatenati ed i risultati sono migliori di settimana in settimana. Possiamo averne una conferma da due post di http://rubiqube.com:

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suzukimaruti posted a photo:

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Sto facendo delle prove. Scordatevela.

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N 91 Ormai tutti ne parlano anche se nessuno ne sa nulla. Un’applicazione Skype pensata per iPhone che si possa scaricare, naturalmente in maniera del tutto gratuita, da App Store. L’indiscrezione sarebbe trapelata da un’intervista che il nuovo CEO dell’azienda controllata da eBay, Josh Silverman, ha rilasciato nei giorni scorsi.

Ho incontrato personalmente Josh ad Atene la settimana passata, nell’ambito dell'annuale meeting riservato a partner, developer e tester del programma e l’argomento è stato da me affrontato. E’ chiaro che Skype sta osservando da molto vicino lo smartphone delle meraviglie anche se non ha ancora ufficializzato alcun movimento che lo concerne.

Continua a leggere Skype per iPhone su App Store? Skype deve essere ovunque...

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vincos posted a photo:

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N 91Cisco ha comunicato sul proprio sito l’avvio delle operazioni per l?acquisizione di Jabber, la società produttrice delle note soluzioni di instant messaging.

I prodotti di Jabber attualmente sono utilizzati da moltissimi altri soggetti tra i quali Google e Yahoo, tanto per citare i più noti. Ma non dimentichiamo nemmeno Microsoft Office Communications Server e IBM Sametime.

Non si conosce ancora la portata finanziaria dell’operazione, Cisco ha però dichiarato che intende portare a termine l’operazione entrò la prima metà del 2009. I dipendenti Jabber entreranno a far parte del Cisco Collaboration Software Group (CSG).

Post pubblicato su Speedblog

Jabber acquisita da Cisco

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Le Conversazioni dal Basso sono state un’occasione unica di apprendimento e confronto, per cui non vedo l’ora di partecipare alla prossima edizione del più completo Festival dei Blog organizzato dagli stessi Aca-Fan.

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L’evento, che si terrà ad Urbino dal 10 al 12 ottobre, prevede una Girl Geek Dinner, una Olimpiade dei blogger, un AcaCamp ossia un BarCamp di taglio accademico e un concorso fotografico.

Living in a Wireless Campus è aperto a tutti, l?unico requisito richiesto è di dover caricare un massimo di cinque fotografie mostranti l?utilizzo del wireless (una moderna tecnologia) nella città di Urbino (uno splendido borgo rinascimentale), entro il 1° ottobre 2008 su Flickr con licenza Creative Commons ?Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0 Generic? e le seguenti tag: conversazionidalbasso, 2008, lwc, uwic. Altri dettagli qui.
Avrei partecipato di sicuro se non mi avessero precettato nella giuria N 91 …mi sembra una bella sfida.

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C’è sempre una prima volta.
Nella ridente Riva del Garda, graziata da 15 ore di pioggia continua, capita che fai tardi al dj set di Fabio De Luca in occasione della blogfest e la tua compagna ti precede in hotel di qualche ora, perdendosi tra l’altro le evoluzioni tersicoree di Andrea Beggi, un uomo sorprendentemente a suo agio col quattroquarti quanto con i cavi UTP.

Torni in hotel tutto tranquillo e scopri che la chiave della tua camera non apre la porta. Verifichi che sia quella giusta, che al trentesimo spritz non si sa mai. È giusta ma non apre. Si è chiusa dentro con la sicura.

Vabbè, fai uno squillo al di lei cellulare, un po’ spiaciuto perché la svegli. Spento.
Ok, allora bussi: tanto ha il sonno leggero. E infatti ha i tappi. Per svegliarla ci vuole un intero live degli Atari Teenage Riot, minimo minimo.

Cazzo.
Che fare?

La soluzione alla torinese (fedele al motto “non facciamoci riconoscere”) prevede una umiliante discesa al piano terra e un conseguente stravaccamento sui divanetti della hall fino all’ora del risveglio e conseguente imbarazzo col titolare dell’hotel all’alba.

Per un po’ faccio il torinese e tergiverso. Ma mi devo togliere le lenti a contatto, avrei piacere di lavarmi i denti e mi girano le balle come pale d’elicottero.
Devo entrare.

Interno notte. Blogger di fronte ad una porta d’albergo chiusa. Il blogger ribussa e si auto-martoria con ricordi deandreiani di principi che bussano cent’anni ancora a porte chiusissime di principesse scivolate nei fiumi a primavera.

Poi scatta la soluzione kojak. Posa il maglioncino, i cellulari e, con una breve rincorsa, sfonda la sua prima porta nella vita.

Ecco, si è aperta con facilità disarmante.
E la prima porta sfondata non si dimentica.

Alla fine porti un po’ di Bronx e un po’ di NYPD nel quieto trentino. E francamente non so cosa mi abbia trattenuto dal gridare “fermi tutti”, una volta entrato, spianando un revolver d’ordinanza immaginario. Forse il fatto che la tua Marinella dorme della grossa nonostante lo sfondamento.

Il risultato è che alle ore 3 e 22 della notte sto bloggando con le endorfine a mille, una decina di punti di autostima maschile in più e la consapevolezza di essermi guardato nello specchio subito dopo con fare virile e non essermi messo a ridere come al solito.

Ora credo mi basti mazzulare un minotauro con un randello nodoso, cavalcare a pelo un mustang, stravincere una gara di rutti e guardare un’intera puntata di Controcampo senza annoiarmi e potrò definirmi “maschio” senza se e senza ma.

E finalmente comprerò il mio primo flacone di Mennen, sempre che sia ancora in commercio.

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Cambiare operatore di telefonia mobile può essere conveniente, ma fingere di cambiarlo potrebbe essere un vero affare.

ARGOMENTO SEMPLICE

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Tags: telefonia mobile, portabilità, argomenti semplici, retention


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A distanza di oltre un anno dall’apertura di questo blog, ho deciso di operare un restyling.

Con la seconda parte delle vacanze estive spazzata via da qualche uragano di troppo, ho trovato il tempo di allineare la grafica del blog a quella della home page, e di eseguire varie modifiche che avevo in mente da tempo.

Per farlo, ho dovuto chiudere temporaneamente il sito (in maniera SEO Friendly).

Ecco come appariva il blog prima delle modifiche:
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Il nuovo design

Il design attuale dovrebbe essere (nelle intenzioni) più gradevole, ma soprattutto più fruibile.

Altre modifiche riguardano gli URL e la distribuzione dei link interni, e l’abbandono delle categorie in favore di una classificazione dei post basata solo sui tag. Chi vuole può ricevere i post via e-mail oltre che tramite RSS, e c’è anche una mappa, adesso.

Qual è la tua opinione sul nuovo design? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, specie se navigavi abitualmente questo blog prima dei cambiamenti.
Ovviamente, “segnalate eventuali malfunzionamenti che doveste riscontrare nell’uso del sito”.

Anch’io su Twitter

Già che c’ero, mi è sembrato un buon momento anche per registrarmi su Twitter. Chi mi volesse seguire mi trova qui: Twitter > Maurizio Petrone

Informazioni sulla manutenzione

Chi di voi ha provato a visitare le pagine del blog nelle ore precedenti, si sarà  trovato di fronte questa schermata:
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Nel frattempo, io lavoravo alle modifiche in tutta tranquillità. (La pagina di cortesia può contenere una mappa delle parti funzionanti del sito, un box di ricerca, o qualsiasi altra cosa).

Pillola SEO: per eseguire la manutenzione di un sito online, non c’è niente di meglio e di più SEO-Friendly dell’uso condizionale dello Status HTTP 503.

Ecco una tecnica semplice in Apache/PHP per mostrare le pagine in lavorazione solo all’ip dello sviluppatore, e un messaggio “Torneremo presto online” rivolto sia ai visitatori che ai bot:

# .HTACCESS - Sostituire 127\.0\.0\.1 con il proprio IP RewriteCond %{REMOTE_HOST} !^127\.0\.0\.1 RewriteCond %{REQUEST_URI} !^/errors/503/index\.php [NC] RewriteRule .* /errors/503/index.php

Nella pagina di cortesia in PHP indicata, includere questi header:

<?php header('HTTP/1.1 503 Service Temporarily Unavailable'); header('Retry-After: 3600'); ?>

Il bot capirà. Non indicizzerà  le pagine su cui stai lavorando, ma le terrà  in sospeso e riproverà dopo il numero di secondi indicato in Retry-After, finché non gli darai uno Status HTTP 200/OK.

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N 91Wow! Si..è proprio il caso di dirlo: WOW! La notizia dell’uscita del browser powered by Google ha letteralmente invaso la rete oscurando tutto il resto. Dopo un primo utilizzo di Chrome, credo che sia davvero fantastico e continuo a chiedermi: “Ma come si fa ad usare ancora Internet Explorer?”, ma lasciamo perdere..questo è un altro argomento!
La filosofia che ha portato alla creazione di Chrome è stata innovativa, così come il web è in continua innovazione. I browsers di oggi non stanno al passo col web. Il più delle volte la nostra navigazione si imbatte in applicazioni e non in semplici pagine web e pertanto il browser (secondo Google) deve tenere atto di ciò.
Devo dire che Chrome mi è sembrato molto veloce, la sua interfaccia è in perfetto stile minimalista Google. Non c’è nessuna funzionalità da invidiare a qualche altro browser, sembra davvero completo.
Tanto per cominciare c’è un unica barra, sia per digitare urls che fare ricerche. La barra suggerisce i siti più visitati, le ricerche più frequenti e le pagine già visitate che contengono quel testo (vedi Firefox 3).

Ogni volta che apri una nuova scheda, viene visualizzata un’anteprima dei siti più visitati, dei motori di ricerca più utilizzati e le pagine aggiunte ai Preferiti o chiuse di recente. Il concetto di web application trova la sua massima espressione nelle”scorciatoie applicazione” e nella nuova logica delle schede. Le scorciatorie applicazione sono per l’appunto delle scorciatoie che ci permettono di accedere ad un servizio web (ad esempio GMail) cliccando su un’icona creata sul desktop o dove volete, quindi le pagine web saranno trattate come vere e proprie applicazioni. Inoltre ogni scheda non puo comunicare con l’altra in quanto è un processo indipendente, questo offre numerosi vantaggi: se una scheda va in crash le restanti continuano a funzionare; la velocità di una scheda non influisce sulle altre; è possibile trascinare una scheda al di fuori del browser per creare una nuova finestra. E’ inoltre disponibile un task manager per gestire le varie schede ;).

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Molto spesso non si vuole lasciar traccia della propria naviagazione, Chrome offre la possibilità di navigare nella modalità incognito. Nulla della sezione di navigazione verrà salvato in Google Chrome una volta chiusa la finestra!
Google Chrome ti avvisa quando stai per aprire un sito web ritenuto non sicuro, che potrebbe diffondere malware o praticare il phishing, quindi anche la sicurezza viene salvaguardata. Anche i downloads sono semplificati: non è previsto nessuno gestore di downloads in giro per lo schermo e il tutto viene gestito con una piccola icona che appare nel browser per segnalare lo stato di avanzamento e permettere di gestire il file una volta scaricato.
Vi consiglio di gueardare questo video sulla storia di Google Chrome
Lo so che mi appassiono facilmente ai browser di nuova generazione, ma stavolta Chrome mi ha davverò colpito!

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