Vodafone entra a competere nel mercato della banda larga fissa, con una soluzione nuova e unica. Ma gli slogan nascondono qualche piccola sorpresa contrattuale. Tags: authority, banda larga, argomenti complessi, internet mobile ![]() | |
| Chi possiede un BlackBerry e desideri sperimentare l’utilizzo di temi personalizzati, può provare a sperimentare bPhone. Dal nome si intuisce che si tratti di un tool destinato a rendere il look degli smartphone di casa RIM simile a quello dell’iPhone, seguendo una tra le tendenze più in voga del momento. La compatibilità è segnalata per le serie ... Leggi tutto | |
| Vedere un film al cinema è sicuramente una esperienza più appagante rispetto a vedere la stessa pellicola sullo schermo di un televisore, fosse anche di grosse dimensioni. Ancora di più lo è per chi ha la passione per l'Home Theater, perchè per una volta può permettersi di dimenticare il suo mestire di critico dell'immagine e del suono, e godersi il film così come lo ha voluto il regista. Utilizzare un videoproiettore aiuta moltissimo nel ricreare in casa le stesse emozioni che si proverebbero in una sala di proiezione tradizionale, con un pizzico di soddisfazione in più dovuta al fatto che l'impianto ce lo siamo costruiti da soli. Ma un impianto Home Theater è un sistema complesso, pieno di variabili che hanno una influenza notevole sul risultato finale. Solo tenendo in debito conto il contributo di ogni componente sia esso "attivo" o "passivo", riusciremo ad avere il massimo dal nostro impianto. Qualsiasi videoproiettore non sarà mai in grado di modificare una immagine e renderla migliore di quella che arriva ai suoi ingressi, quindi se adottiamo il principio che ci induce ad utilizzare gli ingressi digitali, in maniera tale che il segnale attraversi meno circuiti elettronici e sia sottoposto a minori elaborazioni, allora dobbiamo "consegnare" al proiettore un segnale video di ottima qualità. In commercio esistono diversi lettori DVD di ottima qualità, ma spesso il loro costo non è così popolare, una validissima alternativa all'utilizzo di un lettore DVD è quella di utilizzare un personal computer specializzato nella funzione di centro di intratteninemto multimediale: un HTPC appunto, infatti un personal computer può racchiudere in sè un lettore DVD, un ricevitore Digitale Satellitare, un ricevitore Digitale Terrestre, un rievitore Analogico Terrestre, un PVR, ed altro ancora. Di HTPC si sente parlare da diversi anni ormai, da quando ci si è accorti che le schede grafiche montate nei PC erano in grado di pilotare in maniera egregia i pannelli dei videoproiettori digitali, impostando la risoluzione di visualizzazione sulla loro stessa risoluzione (in realtà un HTPC è in grado di dare dei risultati strabilianti con i desueti tritubo, tanto vituperati da queste nuove tecnologie digitali, quanto ancora inarivvabili sul piano della qualità di proiezione). Un HTPC deve essere silenzioso e presentabile, perchè probabilmente dovrà fare bella mostra di se nel salone, nonchè avere una potenza di calcolo adeguata al compito che deve svolgere: decodificare il flusso digitale delle immagini e presentrle all'uscita della scheda grafica. Nella prossima "puntata" affronteremo i passi necessari all'assemblaggio di un HTPC che dia ottimi risultati in quanto a riproduzione, con un occhio alla spesa, perchè è vero che questo hobby/passione è costoso, ma è anche vero che spesso si può risparmiare molto senza compromettere il risultato. | |
Con Netcat è possibile interagire direttamente con il protocollo HTTP. Questa interazione favorisce operazioni come l’analisi delle intestazioni oppure la contraffazione di campi, come per esempio lo User-Agent. Inoltre è possibile scaricare pagine web come con un browser. Abbiamo visto in un altro articolo come sia possibile visualizzare gli header HTTP e stabilire il tipo di web server. Nell’articolo citato venivano presentati tre strumenti. L’esempio riferito a Netcat differiva dagli altri. Nella risposta il codice di errore non indicava 200 ma 301. In quell’esempio mancava un campo: Host. Il campo Host viene utilizzato per specificare a quale host fa riferimento la risorsa richiesta. Può accadere infatti (è molto frequente a dire il vero) che un solo server ospiti diversi siti; in questo caso ad un unico indirizzo IP fanno riferimento diversi domini. Quindi è necessario specificare in modo dettagliato qual’è l’indirizzo preciso. Il campo Host dell’header HTTP serve proprio a questo scopo. Se un web server supporta il virtual hosting e ospita diversi siti, alla richiesta di una risorsa senza il campo Host dichiarato non saprà come rispondere e restituirà un messaggio di errore, nel caso dell’esempio dell’altro articolo codice 301. Quindi per ottenere gli header (o una pagina) dal web tramite Netcat è necessario inserire sempre il campo Host. Per semplificare le operazioni di interrogazione è utile crearsi in precedenza un file di testo contenente i codici HTTP, senza doverli scrivere “in diretta” e rischiare di pasticciare. Per leggere gli header di risposta di un server facciamo così: 1. Creiamo un file di testo con i comandi HTTP ricordandoci di andare a capo due volte alla fine del testo (dopo Host: www.libero.it). Salviamo il file col nome header.txt 2. Invochiamo Netcat dalla linea di comando: dove naturalmente www.libero.it è l’host che ci interessa, 80 è la porta TCP e il parametro -vv costringe Netcat a dareci informazioni sull’operazione in corso, utile per capire quando e perché qualcosa è andato storto. risultato: HTTP/1.1 200 OK E’ possibile anche travestire Netcat da Firefox (o da Explorer o Opera…). Ho spiegato questa tecnica in un altro articolo che vi può interessare. Per attuarla con Netcat basta inserire il campo User-Agent specificando il tipo di browser che desideriamo impersonare. HEAD / HTTP/1.0 ricordando sempre il doppio a capo (due volte enter) alla fine. Eseguendo di nuovo l’interrogazione libero.it registrerà sui suoi log la visita e la attribuirà ad un browser Firefox. Recuperare pagine web Per recuperare una pagina web con Netcat dobbiamo utilizzare il comando HTTP GET al posto di HEAD e specificare l’URL. Per scaricare la home page di PillolHacking.Net modifichiamo il file header in questo modo: ed eseguiamo: nc www.pillolhacking.net 80 -vv < header.txt > pillolhacking.html da notare la fine della riga: > pillolhacking.html. Questo fa in modo che la pagina venga salvata nel file pillolhacking.html. Naturalmente il file conterrà anche l’header HTTP oltre al codice HTML della pagina. Questo articolo fa parte della serie “Le 7 Vite di Netcat“. Potrai trovare altre informazioni su Netcat nei prossimi articoli:
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Semplicemente da vedere e diffondere. Un’ esempio di come si può protestare (contro la caccia) con la cretività. Davvero ottimo. Nel SITO UFFICIALE dell’ artista trovate altre ottime animazioni. | |
Qualche giorno fa durante un’intervista sul tema dell’esperimento del Cern di Ginevra alla ricerca del Bosone di Higgs, alla celebre astrofisica (non chiamatela astrologa per carità, anche se una somiglianza con Maga Magò è incontrovertibile) Margherita Hack venivano poste due domande:”A cosa serve il Bosone di Higgs? Quale beneficio ne trarrà l’umanità?”. Due domande che poi in realtà è una: “A cosa serve questo esperimento?”. La scienziata tergiversa un po’ e poi cerca di uscire dall’imbarazzo ricordando che anche alle teorie di Einstein vennero mosse le critiche di sostanziale inutilità. In pratica vuol dire che delBosone misterioso non sappiamo ancora cosa farcene. Un giorno forse, tra 50 o 100 anni grazie alle scoperte del Cern avremo dei benefici straordinari. Nell’ultimo secolo l’utilitarismo ha preso decisamente il sopravvento, ma non è sempre stato così. In passato il campo della filosofia e della matematica erano del tutto sovrani rispetto all’utilità pratica del contenuto delle loro speculazioni e delle loro scoperte. Torniamo alle scoperte inutili e pensiamo ai numeri primi. Da millenni i matematici si interessano a questi singolari numeri. Per quale motivo? Perché essi li trovano affascinanti. Euclide come Marsenne, Gauss come Riemann studiavano le proprietà di questi numeri semplicemente per il piacere di farlo, senza interrogarsi minimamente dell’utilità, di come sfruttare praticamente i numeri primi. Oggi i numeri primi sono fondamentali. Sono quasi come le stelle dello spettacolo o i divi del cinema e dello sport: i giornali annunciano la scoperta del nuovo numero primo più grande, con l’enfasi con la quale annuncerebbero l’ultima trovata di Paris Hilton o l’ultimo ricovero di Paul Gascoigne. Ma oggi i numeri primi non sono solo famosi, sono anche utili, anzi fondamentali. Forse Euclide non avrebbe mai immaginato che un giorno il mondo avrebbe avuto bisogno dei numeri primi. A dire il vero nessuno fino a una ventina di anni fa lo avrebbe immaginato. Fu proprio grazie ad una geniale intuizione di Whitfield Diffie e Martin Hellman che i numeri primi divennero primi attori della modernità e della rivoluzione digitale. I due crittografi furono i pionieri di una crittografia nuova, che oggi si trova in tutti i computer del mondo: la crittografia asimmetrica. Per dire quanto fossero tenuti in considerazione i numeri primi fino all’inizio degli anni settanta basti ricordare che la citata crittografia asimmetrica venne scoperta prima ancora che daDiffie e Hellman dal GCHQ, l’agenzia britannica di spionaggio elettronico (la NSA inglese insomma), ma venne messa da parte perché considerata inutilizzabile. E’ vero che la potenza di calcolo dell’epoca limitava le applicazioni pratiche di questo innovativoapproccio alla crittografia dei dati, ma come minimo gli spioni inglesi non brillarono per lungimiranza. Per concludere queste considerazioni restiamo in Inghilterra ricordando il caso di Turing e del suo attacco alla macchina Enigma, il caso dove un celebre matematico violò il codice crittografico nazista, probabilmente più per sfida che per ideali. Quello che spinge gli hacker ad hackerare e i ricercatori a ricercare è il piacere di farlo e il gusto per la sfida, più che un volgare quanto modernissimo fine utilitaristico. | |
| Consuma pochissima energia, e così quando lo usi fai anche del bene all’ambiente: il suo nome è LoCO2. Per capirci, il riferimento della sigla di questo computer all-in-one è alla maledetta anidride carbonica (CO2), nemica dei nostri polmoni, emessa da industrie, caldaie, auto, mezzi pubblici. Addirittura, LoCO2 vuole 32 watt per l?LCD e 44 watt per [...] | |
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| SanDisk, ha lanciato sul mercato statunitense, le prime microSD da 16 Gigabyte! Il tutto è avvenuto senzal alcun comunicato stampa, in pratica il prodotto si è diffuso nel commercio senza nessun comunicato ufficiale al riguardo. Le microSD da 16 Gigabyte, hanno un prezzo che varia dagli 80 dollari (circa 55 euro) ai 220 dollari (circa 150 euro), naturalmente [...] | |
Un esempio di come le società telefoniche tentino di trattenere i clienti che richiedono la portabilità del numero di cellulare verso una compagnia concorrente. Tags: telefonia mobile, portabilità, argomenti semplici, retention ![]() | |
L’AiGuru SV1 supporta solo le reti Wi-Fi ed ethernet e non permette la connessione via UMTS o GPRS. Questa mancanza non è particolarmente grave considerando il fatto che questo videofonino non è esattamente la massima espressione della portabilità: pesa infatti circa 1,6 Kg. La durata delle batterie è di circa 20 minuti in conversazione e 30 minuti in stand by. La ricarica completa delle batterie richiede circa 2 ore. L’Asus AiGuru SV1 dovrebbe essere disponibile dagli inizi di ottobre ad un prezzo di circa 250 euro. Post pubblicato su Speedblog Il Videofonino Skype realizzato da Asus | |
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Da diversi giorni è uscita Fedora 8, un'interessante distribuzione di linux che finalmente implementa Compiz di default, si tratta di un noto software che permette di applicare effetti grafici piacevoli e dinamici, ai sistemi sul quale risulta attiva la grafica 3D, tuttavia non è di questo che intendo parlare in questo post, bensì di come talvolta risulta difficoltoso disinstallare programmi a causa delle dipendenze con gli altri software installati su Fedora. Innanzitutto consiglio a chiunque installi programmi su Fedora, di utilizzare i comandi di yum, da shell, oppure di utilizzare l'apposita applicazione con interfaccia grafica "Aggiungi/Rimuovi Software" che si trova solitamente sotto la voce "Applicazioni" del menu sulla barra delle applicazioni di Fedora. Per quanto riguarda la disinstallazione, un ottimo metodo è quello di utilizzare il comando yum remove <nome del pacchetto> | |
Daniele propone dei validi metodi per far durare più a lungo la batteria del Nokia N95.
A questo integro anche il mio commento:
Thanks to Daniele Salamina. | |
| Ci sono post, come questo qui, che inevitabilmente spingono a riflettere, soprattutto se si fa parte di quell’esigua cerchia di sviluppatori che si cimentano nel mondo del mobile Web. Riassumendo, si parla di come Facebook, grazie alla possibilità di essere esteso mediante lo sviluppo di applicazioni, potrebbe diventare una nuova piattaforma standard di riferimento per ... Leggi tutto | |
| Nella nuovissima release di Skype, la 3.5.0.158 il software si presenta con una bella e curiosa feature: adesso gli utenti possono condividere video tra di loro. Infatti nella finestra della chat ora appare un pulsante (accanto a quello degli emoticon) che avvia una finestra in cui appaiono dei video casuali scelti da Metacafè, uno dei [...] | |
Qualche giorno fa, navigando per la rete, mi imbatto in un forum di fan smodati di Linux. Il topic, aperto da un windowsaro, parlava della difficoltà d'uso delle varie distro. Dopo qualche minuto un linuxaro risponde al windowsaro dicendo che Linux non è per gli utenti non esperti, ma solo per gli esperti. Ma a questo punto mi è sorta spontanea la domanda: "Ma quale cavolo è l'obiettivo di Linux?". Me lo domando perchè prima i Linuxari e Linus Torvalds stesso affermano di volere espandere il loro os, in modo tale che tutti possano usarlo liberamente. Ma poi nel momento in cui qualcuno si lamenta della difficoltà nell'utilizzare Linux, sostengono l'esatto contrario: cioè che Linux è solo per utenti esperti. Scusate, ma secondo voi nel mondo, quanti sono gli utenti veramente esperti? Io non dico di non volere che Linux si espanda, e nemmeno che diventi il sistema operativo degli utenti esperti. Dico solo ai linuxari di mettersi d'accordo. Solo questo. In fondo ci vorrebbe solo un po' più di chiarezza. | |
| Nuovissimi screenshot avuti da alcuni beta tester interni della Microsoft sui nuovi servizi Windows Live Wave 3 sono stati mostrati di recente sul sito LiveSino . Infatti collegandoci a questa pagina possiamo notare che il team Microsoft sta già lavorando sui nuovi servizi Windows Live Wave 3, poichè la prossima settimana ... | |
| Nuovissima skin per Messenger Plus! Live, dal nome ?Crystal Lab 1.0?, la skin è compatibile con Windows Live Messenger 8.5 e Messenger Plus! Live 4.70 o superiore, ed è stata creata da ZOiD. Ecco lo screenshot della skin: Per l?installazione della skin, scaricatela qui sotto, fate doppio click su di essa, importatela ... | |
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Qualche giorno fa, navigando per la rete, mi imbatto in un forum di fan smodati di Linux. Il topic, aperto da un windowsaro, parlava della difficoltà d'uso delle varie distro. Dopo qualche minuto un linuxaro risponde al windowsaro dicendo che Linux non è per gli utenti non esperti, ma solo per gli esperti. Ma a questo punto mi è sorta spontanea la domanda: "Ma quale cavolo è l'obiettivo di Linux?". Me lo domando perchè prima i Linuxari e Linus Torvalds stesso affermano di volere espandere il loro os, in modo tale che tutti possano usarlo liberamente. Ma poi nel momento in cui qualcuno si lamenta della difficoltà nell'utilizzare Linux, sostengono l'esatto contrario: cioè che Linux è solo per utenti esperti. Scusate, ma secondo voi nel mondo, quanti sono gli utenti veramente esperti? Io non dico di non volere che Linux si espanda, e nemmeno che diventi il sistema operativo degli utenti esperti. Dico solo ai linuxari di mettersi d'accordo. Solo questo. In fondo ci vorrebbe solo un po' più di chiarezza. 