L'editoria sociale del portale Virgilio. Tags: media, editoria, argomenti semplici, web duepuntozero ![]() | |
Gli e-book sul telefonino Apple. Tags: editoria, apple, e-book, argomenti complessi ![]() | |
Il tempo è sempre poco ed il mio povero blog ne risente. A causa di impegni lavorativi e progetti personali sono costretto a chiudere questo mio amato sito. E’ stata un’esperienza molto piacevole anche se durata solo un anno. Ho conosciuto diverse persone e mi sono affezionato a molti lettori con cui ho scambiato idee opinioni e soluzioni. Come ogni avventura prima o poi doveva finire ed ora il vento della vita mi spinge verso nuovi orizzonti. Sono ancora indeciso se tenere vivo il dominio nel ricordo oppure no. Vi saluto tutti molto affetuosamente e vi ringrazio per il supporto che mi avete dato. Grazie di cuore da Alessio! … … ehm … … … mmmm … ca**ata, scherzetto! Volevo solo evitare di dire che ho poco tempo da dedicare al blog e pensavo che queste frasi avessero rotto un po’ le scatole ai lettori. “Se non hai tempo per scrivere. NON SCRIVERE. Cosa ce lo dici a fare?” … …. …… Va beh passiamo al post minestrone/polpettone. 20 ottimi design in Wordpress
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Un esempio di come le società telefoniche tentino di trattenere i clienti che richiedono la portabilità del numero di cellulare verso una compagnia concorrente. Tags: telefonia mobile, portabilità, argomenti semplici, retention ![]() | |
Riprende l'attività scolastica per i nonni degli Internet Saloon di Milano, Sondrio e Pavia. Tags: corsi, anziani, argomenti semplici, abc computer ![]() | |
Cambiare operatore di telefonia mobile può essere conveniente, ma fingere di cambiarlo potrebbe essere un vero affare. Tags: telefonia mobile, portabilità, argomenti semplici, retention ![]() | |
...in rassegna a Berlino. Tags: eventi, tv , argomenti complessi ![]() | |
Vodafone entra a competere nel mercato della banda larga fissa, con una soluzione nuova e unica. Ma gli slogan nascondono qualche piccola sorpresa contrattuale. Tags: authority, banda larga, argomenti complessi, internet mobile ![]() | |
Non un semplice convegno ma un punto di incontro tra scienza e impresa. Una mostra convegno dedicata alle biotecnologia, nata nel 2004 con l?ambizioso programma di rendere sempre più innovative le applicazioni frutto della ricerca scientifica. Si analizzeranno gli sviluppi delle applicazioni delle biotecnologie, dei nuovi farmaci ad azione target, dei biocarburanti e comunque quanto c?è di nuovo nel panorama biotecnologico. Fonte: CiVado! | |
Riparte il campionato di Serie A sulle piattaforme pay-per-view. Rivoluzionate le trasmissioni sul digitale terrestre di Mediaset Premium: nuovi canali, formule, prezzi e qualche... Leggi ancora | Pubblicato da strazza | Commenti (1)Tags: calcio, digitale terrestre, sky , argomenti semplici ![]() | |
| Dalla Games Convention di Lipsia 2008 arrivano due nuovi video di Call of Duty: World at War,uno degli sparatutto più attesi per i prossimi mesi in corso di sviluppo da Treyarch,già conosciuta per Call of duty 2 :Big Red One e Call of duty 3. Call of Duty :World at War inoltre avrà il duro compito di cercare di ripetere il successo di Call of Duty4 che invece era stato sviluppato da Infinity Ward .....le premesse ci sono tutte bisogna vedere se verranno mantenute. Ecco i due video: | |
Una rassegna di siti che suggeriscono idee, vecchie e nuove, per spendere il meno possibile. Tags: gratis, risparmiare, argomenti semplici ![]() | |
Uno squallido risvolto di una tragedia familiare. Tags: media, copyright, argomenti semplici ![]() | |
KDE 4 è il nuovo ambiente desktop KDE che ha sostituito il vecchio KDE 3, con risultati davvero molto positivi, sotto vari punti di vista. Dal punto di vista innovativo oltre ad avere una nuova interfaccia grafica offre diverse novità :
Video di KDE 4 con Plasma
Video di KDE 4 con gli effetti di KWin Immagini di KDE 4
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?Volete il nucleare?? A questa richiesta, formulata in tre quesiti, 8 italiani su 10 nel 1987 risposero No. Tra due giorni, giovedì 8 novembre, si celebra il 20° anniversario di una scelta radicale per il nostro Paese: quella fatta con il voto del referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare e reso l?Italia la prima tra le nazioni industrializzate a uscire dall?atomo. Una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. Pensare di tornare indietro sarebbe folle. Se l?Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il ?96 e il ?99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa.Sebbene l?AIEA (Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica) abbia censito nel mondo, a ottobre 2007, ben 439 centrali in attività per una potenza installata di 371.647 MW, il nucleare è oggi una fonte di energia in declino e, dopo la tragedia di Cernobyl del 1986, vede la maggioranza dell?opinione pubblica europea nettamente contraria. E lo è nonostante la ripresa di programmi nucleari in alcuni Paesi, nonostante la nuova ondata di consenso da parte del mondo politico alle prese con l?impennata dei prezzi del petrolio e, più recentemente, anche con la crisi del gas russo, nonostante l?atteggiamento possibilista di chi la considera un?opzione ?pulita? per favorire la riduzione di gas serra e combattere i cambiamenti climatici. Infatti secondo l?AIEA, il contributo dell?atomo al fabbisogno mondiale di energia scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. E a spiegare questo trend negativo ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare. A cui si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi ?veri? necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare. Legambiente li ha analizzati uno per uno in un dossier (in allegato) dal titolo?I problemi irrisolti del nucleare a vent?anni dal referendum?, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.?Quella dei costi è la vera questione: produrre energia nucleare è antieconomico ? ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Un aspetto su cui si continua a fare falsa propaganda, soprattutto in Italia, spacciando l?atomo come una tra le fonti meno care. Infatti negli Stati Uniti, dove i produttori sono tutti privati, non si inaugura un impianto dalla fine degli anni 70 e oggi, in Europa, solo la Finlandia sta costruendo un nuovo reattore, tra mille intoppi e pesanti ritardi dovuti a problemi costruttivi e all?aumento dei costi. Insomma chi ne parla come di una fonte competitiva sotto il profilo economico, mente sapendo di mentire: il costo di un kWh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali per essere considerato reale e competere sul mercato?. Il dossier traccia in primo luogo la mappa del nucleare civile nel mondo. Leader per numero di centrali sul proprio territorio sono gli Stati Uniti con la bellezza di 104 impianti in funzione, seguiti dalla Francia con 59 (che copre così il 78% del fabbisogno elettrico nazionale) e dal Giappone con 55. Nel Vecchio Continente, dove sono attivi 197 reattori, alle spalle della Francia, c?è la Russia con 31 centrali, quindi l?Inghilterra con 19, la Germania con 17 e l?Ucraina con 15. Un problema tutt?altro che secondario è quello legato all?ingresso nell?Unione degli Stati dell?Est Europa. Oggi più che in passato nel mondo occorre garantire nuovi e più elevati standard di sicurezza. Nei nuovi membri UE il controllo sulle centrali e la chiusura di quelle più vecchie richiede un forte impegno soprattutto finanziario. Sebbene negli ultimi anni siano stati ridefiniti anche regolamenti e direttive sulla tempestiva notifica in caso di incidente e sulla gestione dell?emergenza, dobbiamo registrare forti ritardi nella dismissione di alcuni impianti, se non addirittura il prolungamento dell?attività di reattori che non dovrebbero più funzionare. E? il caso della centrale di Ignalina in Lituania, di quella di Bohunice in Slovacchia o di quella di Temelin nella Repubblica Ceca, dove negli scorsi anni si è verificata una serie di piccoli incidenti che hanno messo in allarme la vicina Austria. Nel 2003, nell?impianto di Paks in Ungheria (considerato dall?AIEA tra i 25 più sicuri del mondo) si è verificato un incidente classificato di livello 3 della scala INES (International Nuclear Event Scale). Ma la storia del nucleare, sia civile che militare, è costellata da una lunga lista di incidenti, che Legambiente ha provato a mettere in ordine (si tratta solo degli episodi conosciuti): tra i più gravi vanno ricordati quello di Sellafield in Inghilterra nel 1957, quello di Three Mile Island nel 1979 negli USA, la catastrofe di Cernobyl, Tokaimura in Giappone nel 1999 e Mihama nel 2004, sempre in Giappone.?Alla sicurezza degli impianti va aggiunto il rischio del terrorismo internazionale, visto che il plutonio derivante dal funzionamento delle centrali è una fondamentale materia prima per chi intende costruire armi atomiche ? ha spiegato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. In più resta invariato il problema dello smaltimento definitivo delle scorie che a oggi non è stato risolto da nessun Paese al mondo?. Oggi i rifiuti radioattivi (si calcola che 250mila tonnellate siano in attesa di stoccaggio) devono essere sottoposti a un complesso iter fatto di classificazione e trattamenti. Esistono circa 80 depositi ?provvisori? nel mondo, ma non ancora un sito di stoccaggio definitivo. L?unico prevedibile è quello di Yucca Mountain in Nevada (USA) che, se tutto andrà a buon fine, entrerà in funzione tra il 2010 e il 2015. Neppure l?Italia, con la sua modesta quantità di scorie, ha saputo risolvere il problema, vista la pessima proposta di localizzarli a Scanzano Ionico nel 2003. Eppure è necessario trovare un sito definitivo per le scorie a media e bassa attività nel nostro Paese, mentre per quelle più radioattive (che sono in quantità minore) si dovrà trovare una sistemazione finale in un deposito all?estero dove sono ancora in attività centrali nucleari, come previsto dalla Convenzione AIEA ratificata dall?Italia nel gennaio del 2006. C?è infine il decommissioning, ossia lo smantellamento delle centrali una volta spente. Si tratta di un processo delicato e molto oneroso che comporta rischi altissimi per la sicurezza data la radioattività delle componenti del reattore e di cui non esiste un protocollo unico a livello mondiale. Fonte: LEGAMBIENTE | |
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