Molto spesso non si vuole lasciar traccia della propria naviagazione, Chrome offre la possibilità di navigare nella modalità incognito. Nulla della sezione di navigazione verrà salvato in Google Chrome una volta chiusa la finestra! | |
| Scoperta una pesante falla nell’iPhone, anche se uno inserisce il PIN, si potrà accedere in ogni caso alle funzioni dell’iPhone. In quale modo? Basta premere il pulsante che si usa per effettuare le chiamate di emergenze, e subito dopo fare un doppio click sulla Home, così la persona potrà accedere alla pagina dei preferiti dell’iPhone senza inserire [...] | |
Gli impianti di rigassificazione Moltissime metaniere che viaggiano verso l’Italia ,dirette a Panigaglia,provengono dal porto di Skidka in Algeria,dove il gas liquefatto ,viene prodotto dalla compagnia Sonatrack..Le navi metaniere hanno in genere una capacità di carico che va dai 25000 a 65000 metri cubi, e navigano dirette verso speciali impianti che hanno il compito di trasformare il GNL in gas naturale destinato ad essere immesso nella rete di distribuzione.
Attila | |
| Secondo la ricerca della Sophos, ben nota compagnia di sicurezza informatica, i nuovi trojan hanno capito perfettamente che persino l?utente medio, bistrattata categoria responsabile della diffusione di ogni malware sulla faccia della Terra, è in grado di riconoscere ed evitare un email infetta. Infatti, i malware di ultima generazione hanno trovato il modo di apparire [...] | |
A conferma che siamo un paese costantemente in bilico tra l’inerzia di sinistra e la “fascistata” di destra, ecco i militari che presidiano le città, con il fantomatico secchiello di scuse della “sicurezza”. C’è poco da aspettarsi da un governo che fa ministro della difesa nientemeno che Ignazio La Russa, poco più che un colonnello Buttiglione qualsiasi, senza nemmeno il portamento di Aldo Maccione: gente come lui ha il sogno bagnato dei militari in giro per le strade da anni. Il prode ministro dichiara che la misura è apprezzata da tutti, tranne che dai malfattori e dai sessantottini e da quelli che gridavano “polizia fascista”, “ps-ss”, “basco nero il tuo posto è al cimitero” e quelli che pensano che i militari italiani siano golpisti.
ESERCITO ITALIANO: MEGLIO NON PARLARE DI STORIA Il problema dei fascisti è il solito: macchiano di sangue le pagine di storia e finiscono per non leggerle mai, perché purtroppo la storia militare italiana è una collezione lineare di infamie riconosciuta dagli eserciti di tutto il mondo, tanto che i nostri militari storicamente passano per mal preparati, armati ancora peggio, voltagabbana e diretti da personaggi da operetta. E ricordiamo che all’esercito italiano va anche attribuito il merito di aver usato per primo al mondo su larga scala le armi chimiche, durante le sue patetiche guerre coloniali. Poi basta leggersi un qualsiasi libro di storia (questo è semplice, riassuntivo e focalizzato solo su di essi e non prevede una laurea in storia contemporanea per essere compreso) per scoprire che dietro il 100% dei tentativi di golpe italiani ci sono sempre state le alte sfere del mondo militare italiano. PAURA DEL GOLPE? NO! Ora che vedo i militari marciare per le ex libere strade della mia città ho paura del golpe? Ora, in Italia, non serve più. Perché i centri di potere si conquistano tranquillamente con le elezioni, i centri del consenso li possiede e controlla direttamente il Presidente del Consiglio ed è inutile sparare alle voci che si oppongono, quando è più semplice renderle marginali grazie ad una potenza di fuoco mediatica infinitamente superiore. Sparare ai giornalisti avversi? E’ fuori moda. Molto più semplice affondare la loro controinformazione in un mare di propaganda governativa assordante. Un servizio di due minuti su Lucignolo vale mille volte un qualsiasi editoriale su un giornale “contro”. Quindi no, i militari non mi spaventano perché temo un golpe che è già in atto e operativo da anni, cioè da quando in Italia non esiste una legge che impedisca al proprietario unico dei grandi mezzi di comunicazione di candidarsi a governare e partecipare alla vita politica.
HO PAURA DELLA LORO PAURA (AKA: PLACANICA? NO GRAZIE) In compenso temo una cosa più banale: la cialtronaggine dei militari italiani che, ricordiamolo, sono tra i peggiori al mondo e sicuramente i peggiori in assoluto tra i paesi occidentali. Come in mezzo mondo, fare il militare è una scelta per disperati, per chi non ha più alternative e deve campare in qualche modo. E la qualità dell’universo militare italiano, la capacità di quel mondo di essere in sintonia con la realtà, la professionalità degli attori che lo animano, la modernità (…) delle strutture e dei metodi insegnati, ecc. credo che siano evidenti a chiunque abbia fatto il servizio militare. Ecco cosa mi spaventa: mi spaventano i tanti potenziali Mario Placanica mandati allo sbaraglio, piazzati in una divisa, armati con i tradizionali fucili a banana (chiunque abbia fatto un salto al poligono durante il militare sa di cosa parlo) e pompati a suon di retorica contro un nemico inesistente e con una sola missione: la caccia al diverso, che può essere il primo zingarello che passa o il primo sfigato che assomiglia ad uno zingaro, ad un fricchettone o a chissà cosa. Pensateci: per fare il poliziotto sono necessari anni di preparazione, di formazione specifica su un territorio che si conosce, di aggiornamenti, ecc. e tuttavia la polizia italiana già non brilla per efficienza ed efficacia. Figuratevi che cosa possono ottenere bande di militari invasati, totalmente impreparati ad azioni di polizia sul territorio e mandati a mitra spianato su un territorio che non conoscono, in una città che non è la loro, senza sapere nulla di quello che succede da quelle parti e, in certi casi, verosimilmente impauriti, inadeguati. Ho paura? Sì, ho paura della loro inadeguatezza. Ho paura del ventenne disperato con un mitra in mano e in delirio da onnipotenza, ho paura degli abusi di potere, del bullismo, della violenza gratuita, del potenziale criminale che un esercito porta sempre con sé, frutto della paura e dell’arroganza.
PIU’ POLIZIOTTI, MENO SOLDATI Il fatto è che la destra che spadroneggia in questo paese strumentalizza il concetto di sicurezza. Ci mette paura coi media che controlla e decide che per noi “happiness is a warm gun”, mentre personalmente il principio numero 1 del mio senso personale di sicurezza è non avere gente armata, impaurita e/o delirante tra i piedi, militari o criminali che siano. La stupidità del provvedimento - che è tutto immagine e niente sostanza e risponde solamente a pure esigenze politiche (cioè far vedere alla ggggente che loro sì che si muovono per la famigerata “sicurezza”), oltre che a saziare qualche desiderio “greco” (nel senso dei colonnelli) dalle parti di Alleanza Nazionale - è evidente. E’ un mostrare i muscoli che non ha significato. Vuoi aumentare la sicurezza in Italia? Assumi più poliziotti, pagali meglio, usali meglio, formali meglio, sceglili meglio e avrai forze di polizia sul *loro* territorio, più preparate, più volenterose, utilizzate in modo più efficace. Invece accade il contrario: le Forze dell’Ordine, umiliate da questo provvedimento, reclamano paghe migliori, lamentano un taglio effettivo di fondi destinati alla sicurezza vera e i tanti bravi poliziotti che ci sono in Italia fanno una vita pessima.
RIPRENDIAMO(CI) LE CITTA’ C’è un solo rimedio al dilagare delle bande di militari nelle nostre città: marcarli ad uomo, difendersi, tutelarsi. Facciamo come a New York, dove finalmente i cittadini hanno imparato che la tecnologia a volte giova alla trasparenza e può difendere effettivamente i cittadini: riprendiamoli. Sì, non perdiamoli di vista un secondo: accendiamo le fotocamere, le videocamere, ecc. dei nostri telefonini ogni volta che disgraziatamente incappiamo in una di queste squadre armate. Registriamo tutto, non si sa mai. Mal che vada, una volta giunti a casa, si cancella tutto e ci si prepara alla prossima evenienza. E poi condividiamo, documentiamo ogni abuso di potere, ogni atto di arroganza, ogni fascistata derivata da questa occupazione militare indebita, inutile e assurda. State certi che ne capiteranno molte, purtroppo. E la soluzione sta nel portare all’attenzione dei media (magari quelli non italiani, visto il conformismo imperante entro i patri confini) ogni abuso. Dobbiamo difenderci, tutti. Non è una questione di destra o sinistra. In un qualsiasi paese civile, anzi, sarebbe la destra per prima ad insorgere di fronte ad una simile e inaccettabile ingerenza dello stato nella vita dei cittadini. Documentare il presente, difendersi dall’arroganza del potere, difendere i propri diritti di cittadinanza, di libero arbitrio, ecc.: bastano una telecamera o un telefonino (possibilmente che faccia i video) e un po’ di attenzione e possiamo avere un’arma in più per difenderci, casomai fosse necessario. Diceva una vecchia vignetta dei Peanuts, ormai diventata un piccolo riassunto esistenziale: “parla piano e vai in giro armato”. Di videocamera. | |
Due parole devo spenderle anche io, come tanti altri, sulla vicenda più emozionante dell’anno. Christian era un cucciolo di leone quando fu acquistato da due ragazzi ed allevato in una parrocchia londinese. Dopo un paio di anni inevitabilmente i due ragazzi decisero di separarsi dal loro amicone a quattro zampe e di affidarlo alle cure di una riserva in Kenya. Un anno dopo, contro il parere degli addetti alla sicurezza della riserva, decisero di andare a trovare Christian nel suo habitat. Dopo ore di avvistamento il leone, oramai capobranco, si accorse della loro presenza e …. | |
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Xp gira sui nostri computer da ormai sette anni e l’uscita DISASTROSA di Windows (S)Vista non l’ha surclassato. Xp è considerato il sistema Windows più affidabile e versatile. Si pensava che non sarebbero stati rilasciati più aggiornamenti ma ecco l’SP3 che darà una marcia in più in prestazioni. Questo aggiornamento, diversamente dai precedenti, non cambia radicalmente la gestione del PC. Quindi c’è ma non si “vede”. La versione definitiva arriverà a Giugno. Possiamo scaricare però la versione RC2, una “beta” che è a disposizione di tutti. Se vogliamo prenderla dobbiamo andare sul sito www.microsoft.com effettuando una ricerca con la chiave Windows XP Service Pack 3 Release Candidate. Purtroppo richiede Windows nella versione in lingua inglese. Oltre ad essere fornito attraverso gli aggiornamenti automatici sarà possibile scaricare il SP in un solo pacchetto. Questo aggiornamento oltre a implementare aggiornamenti fondamentali per la sicurezza del PC, migliora moltissimo la velocità del sistema e gli esperti se ne sono accorti infatti il precedente (SP02) rallentava il PC. Buon Windows | |
| Alcuni ricercatori della Princeton University hanno condotto una ricerca supportata dalla Electronic Frontier Foundation finalizzata a valutare le principali modalità di criptazione delle informazioni contenute in un computer. Il risultato ha portato alla scoperta di una falla nei sistemi di sicurezza dei computer. In sostanza, attraverso la memoria RAM è possibile risalire alle chiavi di criptazione utilizzate [...] | |
| Windows Update non basta. Bisogna andare oltre. L\'aggiornamento del PC è un\'operazione fondamentale per mantenere il sistema in buona salute. Microsoft fornisce mensilmente aggiornamenti importanti, alcuni sono critici e devono assolutamente essere installati. Questi aggiornamenti di sicurezza sono fondamentali e sono la prima linea di difesa in qualsiasi strategia di computer security. Ma non basta. Chi pensa a tutte quelle applicazioni che non ricadono sotto la responsabilità Microsoft? Chi si occupa di aggiornare sistematicamente tutti i tools e le utilities che quotidianamente installiamo? Nessuno. O meglio, ci dobbiamo pensare noi. Ci sono diversi strumenti per controllare la presenza di versioni aggiornate dei software installati sul nostro PC. Qui ne presento due; ne esistono altri ma questi sono quelli che ho trovato più completi e funzionali. Il primo è Update Checker. Update Checker è un software fornito dal sito di download www.filehippo.com. Una volta scaricato e avviato Update Checker analizza i file installati sul nostro PC e ne confronta la versione con quella presente sul sito (sempre aggiornatissimo). Alla fine dell\'analisi Update Checker apre una pagina html nel default browser del nostro sistema mostrando l\'eventuale presenza sul PC di versioni obsolete, fornendo il link per il download della versione più recente disponibile. Update Star si comporta in modo simile, è un po\' più completo e po\' più invasivo. Infatti una volta avviato rimane residente in memoria \"parcheggiandosi\" iconizzato nella tray area. Puo\' essere configurato per avviarsi al boot di Windows. Stabilire quale dei due sia migliore dipende dalle esigenze e dalle aspettative personali. Io li uso entrambi perché insieme si completano. Infatti i software che non vengono monitorati dall\'uno possono trovarsi nella lista dell\'altro. Consiglio di affiancare a Windows Update altri strumenti per l\'aggiornamento dei software di terze parti. Pianificando una serie di attività di manutenzione una volta alla settimana (o una volta al mese) e controllando i programmi installati sul PC (togliendo magari quelli non più utilizzati) utilizzando Update Checker e/o Update Star, contribuisce sicuramente a mantenere il sistema più in forma e più sicuro. | |
| Apple ha annunciato un aggiornamento al "vecchio" sistema operativo Tiger, forse l'ultimo. La versione quindi dovrebbe essere 10.4.12 e dovrebbe contenere bug fix e aggiornamenti alla sicurezza. Si mormora anche di una possibile versione 3 di Safari... | |
2 modi per convertire i prossimi Hotlink verso le tue immagini in Backlink "puliti" (con Anchor text scelto da te).Come promesso nel precedente post, oggi vi presento la traduzione dell’articolo che ho preparato come contributo per il progetto Link Building Secrets, di cui ho scritto ieri. I Contenuti di questo articolo:
Breve introduzione alle ricerche di immagini e all’hotlinkingMiei cari SEO, Concedetemi qualche minuto per descrivere i punti salienti di una situazione ben nota: Supponiamo che abbiate un sito con tante belle immagini e fotografie. Da bravi SEO, avete ottimizzato ognuna di queste immagini al meglio, e quando le persone eseguono le loro ricerche nel proprio motore di ricerca di immagini preferito (che in Italia è Google Ricerca Immagini), trovano le vostre immagini ai primissimi posti nelle SERP:
Voi, o il vostro cliente, siete felici di ricevere così traffico in quantità dai click provenienti dalle ricerche di immagini. Tuttavia, non è tutto così bello come sembra. Infatti, come sicuramente saprete, molti webmaster e blogger pigri passano il loro tempo a cercare immagini solo per inserirle, tramite un hotlink dal vostro server, nelle loro pagine web. Quando qualcuno crea un hotlink ad una vostra immagine, fa questo:
Nota: bloccare l’hotlinking delle immagini (è possibile farlo lato server, vietandone l’accesso se il Referrer HTTP non appartiene al proprio hostname) non è una buona idea a mio parere. Un’alternativa valida consiste nel sostituire l’immagine con una versione contenente un watermark in caso di hotlinking -facendo quindi branding- ma qui abbiamo l’opportunità di guadagnare un backlink: perché sprecarla, dunque? Le immagini che ricevono traffico dalle ricerche sono un’opportunità per ottenere backlink con poco sforzoGoogle Immagini è la risorsa dalla quale ricevo la maggior parte del traffico verso le immagini, ed un mio studio evidenzia quanto segue: quando un utente è interessato a visitare il sito web, di solito lo naviga all’interno del frameset creato da Google (oppure rimuove il frame superiore con l’apposito link); ma quando l’utente è interessato a prendere l’immagine per creare un hotlink, o per scaricarla sul proprio computer, normalmente clicca sulla versione rimpicciolita dell’immagine che si trova nella parte superiore del frameset di Google.
In quest’ultimo caso, il vostro server invia al client solamente l’immagine (ovvero, il browser richiama il file immagine direttamente) e il campo HTTP REFERER risulta contenere un URL del tipo images.google.com/bla-bla-bla. Se si controlla quel che accade e che cosa viene servito ai client in seguito ai click di questo tipo, si ha un potente modo (anzi, due!) per far sì che una parte significativa dei webmaster che cercano, trovano e hotlinkano le immagini contestualmente creino backlink al sito con un anchor text a propria scelta. Quello che succede in seguito ad un click di questo tipo è reso pressapoco così:
L’utente vede l’immagine, e se desidera creare un hotlink l’unica cosa che deve fare (anzi, l’unica cosa che può fare a questo punto) consiste nel copiare l’URL dalla barra degli indirizzi del suo browser, e copiarla all’interno dell’attributo SRC del suo tag <IMG> nel sorgente HTML (oppure nella porzione del suo CMS che farà questo lavoro per lui, ma è quasi la stessa cosa). Nel mio articolo illustrerò due tecniche -di cui una inedita- che costituiscono un’opportunità per costruire la vostra link popularity a partire dal traffico che ricevete dalle ricerche di immagini. In entrambi i casi dovrete affrontare un po’ di server side scripting, e in un caso particolare dovrete anche riconfigurare il vostro server web. Siete pronti? MODO UNOLa Landing Page FantasmaQuesta tecnica è già stata descritta in passato da altri, tuttavia non è ancora molto conosciuta, nè utilizzata. “Fantasma” è la traduzione di “cloaked” - e, no, anche se leggete "cloaking", non si tratta di una tecnica black hat: non inganna l’utente, ma gli presentera sostanzialmente lo stesso contenuto che si aspetta di visualizzare in seguito al suo click sulla SERP (con l’unica aggiunta di una piccola call-to-action). Il metodo consiste nel servire, alle richieste che mostrano una SERP di immagini come referrer, una landing page che contiene l’immagine, in luogo della sola immagine in sè.
La landing può essere anche molto semplice, limitandosi ad aggiungere vicino all’immagine un messaggio del tipo “copia il codice per inserire questa immagine nelle tue pagine web” ed il relativo codice HTML, oppure può essere più complessa - ma l’obiettivo resta uguale: l’utente dovrebbe prelevare l’HTML che genera l’hotlink all’immagine ed il backlink testuale a seguire, invece di limitarsi a copiare l’URL dell’immagine. Efficacia: da Medio-Bassa a Quasi Nulla (dipende principalmente dalla qualità della landing -e- dall’appeal dell’immagine) COME SI FAFondamentalmente, si deve fare in modo, attraverso un rewrite, che le richieste di immagini vengano dirottate su uno script di controllo. Lo script si occuperà di riconoscere la provenienza dell’utente, quindi agirà di conseguenza: mostrerà agli utenti provenienti dalle ricerche immagini una landing page contenente l’immagine trovata, mentre continuerà a servire l’immagine come al solito agli utenti regolari. Se il vostro server fa girare Apache con PHP e avete la possibilità di usare il file .htaccess, compilatelo come segue: RewriteEngine On RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC] RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT] Questa sintassi dirà al vostro web server che quando riceve richieste di URL che terminano con un punto (.) seguito da “jpg”, “jpeg”, “gif”, “png” o “bmp” -case insensitive-, la risorsa a cui si deve riferire è in realtà il file “/script.php”. A questo script verrà inoltre passato l’intero REQUEST_URI (l’URL richiamato inizialmente) come valore del parametro “imgpath”, nella sua querystring. A questo punto, all’interno di script.php controllerete i valore HTTP REFERER, e nel caso in cui questo contenga la stringa “images.google.com” (o qualsiasi altro motore di ricerca di immagini vogliate riconoscere) lo script mostrerà la landing. In qualsiasi altro caso, come richieste dirette o richieste provenienti dal vostro stesso sito, l’immagine verrà mostrata come al solito al medesimo indirizzo. Di seguito, un esempio del codice basilare di script.php (prestate attenzione ai commenti): <?php // Inserite in questo array qualsiasi sottostringa identifichi un motore di ricerca di immagini: $hr = array("images.google", "immagini/preview.cgi"); // L’URL richiesto viene salvato in $imgpath (qui è opportuno aggiungere qualche controllo di sicurezza) $imgpath = $_GET["imgpath"]; // Ciclo l’array foreach($hr as $imgreferrer) { $found = strpos($_SERVER["HTTP_REFERER"], $imgreferrer); // Controllo il referrer rilevato if ($found !== false) { // Se viene riconosciuto un URL di un motore di ricerca immagini nell’HTTP REFERER, mostro la landing: header("Content-type: text/html"); ?> <!– scrivi qui il codice HTML della tua landing page, oppure inserisci un redirect alla landing: –> <h1>Codice per inserire l’immagine nella tua pagina web:</h1> [[Qui va il codice HTML da copiare per creare l'hotlink e il backlink testuale]] <img src="<?php echo $imgpath; ?>" alt="" /> <?php die(); // Ferma il loop e lo script a questo punto } } // Fine del loop // Se non ci sono stati riconoscimenti, servi l’immagine normalmente: header("Content-type: image/jpeg"); // QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l’immagine echo file_get_contents($imgpath); // QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents() ?> Questo script si occuperà da ora in poi di servire l’immagine o la landing page più l’immagine, a seconda dei casi. È tutto: non vi resta che testare quale versione della landing page funziona meglio. Trovate quella che convince più utenti a prelevare il vostro codice con il backlink già incluso per inserire le immagini nelle loro pagine web (ma non dimenticatevi di tracciare le azioni compiute sulla landing!) Nota: se le vostre immagini sono fornite attraverso un CMS che magari si appoggia ad un database, probabilmente dovrete apportare delle modifiche al sistema descritto per renderlo compatibile col vostro CMS. MODO DUEImmagini con URL “Magici”Stando alle informazioni in mio possesso, questa tecnica innovativa non è mai stata descritta prima d’ora (anzi, credo che nessuno l’abbia mai usata, ancora). Se avete informazioni che smentiscono questa affermazione, lasciatele nei commenti Diciamoci la verità: per quanto possiate esser bravi a costruire la landing page suggerita poc’anzi, la grande maggioranza dei webmaster non vi presterà attenzione: vi “ruberanno” comunque l’immagine con un hotlink, senza darvi in cambio link nè attribuzione, lasciandovi soli a fare i conti con le vostre spese per la banda. È deprimente, non è così? E se invece voi aveste un modo per… diciamo… COSTRINGERLI a darvi ugualmente un backlink quando vi hotlinkano, “combattendoli” sul loro stesso campo di battaglia? Se, per esempio, vi dicessi che c’è un modo per scrivere direttamente nell’URL dell’immagine, che i webmaster copiano dalla barra degli indirizzi, un codice HTML che, incollato in una pagina web, crea il backlink anche se il webmaster di turno voleva solo creare un hotlink all’immagine sul proprio sito? Guardate lo screenshot (avete già capito?):
Ebbene, ve lo dico: ESISTE UN MODO PER FARE CIÒ (è difficile, ma funziona molto bene)! La Logica dell’URL MagicoEcco il principio di funzionamento delle Immagini con URL Magici:
Efficacia: Alta (La maggior parte degli utenti non noterà la “stranezza” nell’URL dell’immagine, e spesso non farà caso a cosa c’è nella propria pagina), ma dipende dal target di riferimento Correttezza: Molto bassa a mio parere (Si tratta di agire contro la volontà degli utenti, ingannandoli, e causando oltretutto anche piccoli problemi nel design delle loro pagine web) Pro
Contro
COME SI FAPre-requisitiCome anticipato, questa tecnica necessita di alcune configurazioni specifiche (ma molto comuni) del web server e del client browser per funzionare. Riguardo al client, qualsiasi versione di Microsoft Internet Explorer (MSIE) dalla 5 to 7 è adatta. Ho testato il tutto in ambiente Windows XP (quindi parliamo dell’ambiente di gran lunga più utilizzato, oggi, in ambito di web surfing). Riguardo al server:
Cosa c’è dietro la tecnica dell’URL MagicoQuesto trucco è possibile dal momento che Internet Explorer non esegue l’escape di alcuni caratteri (inclusi gli spazi) negli URL in determinate circostanze: infatti, IE esegue l’escape degli spazi (li trasforma in “%20“) sia in seguito a redirect server-side e sia in presenza di redirect con Meta Refresh, anche quando gli spazi nell’URL di destinazione sono serviti senza codifica, ma -attenzione- non esegue l’escape degli spazi e di altri caratteri in seguito a redirezioni in Javascript (invece Firefox, per esempio, esegue sempre l’escape). Questo comportamento verrà sfruttato predisponendo una pagina intermedia con un Javascript che redirigerà ogni immagine che riceve un click da una SERP di immagini (controlleremo questa condizione lato server grazie al solito rewrite) verso lo stesso URL immagine, ma aggiungeremo a quest’ultimo una querystring, priva di escape, con un parametro “fuffa” che contiene il nostro HTML “subdolo” (il quale, se copiato dentro l’attributo SRC di un tag IMG, lo chiuderà ed aggiungerà, dopo la chiusura, il codice del backlink, come descrito sopra). Il parametro “fuffa” è necessario, perchè è di gran lunga più semplice mantenere invariato il nome del file immagine lasciando l’HTML “magico” all’interno solo della querystring (altrimenti, dovreste modificare ulteriormente il rewrite). Inoltre, in Apache sarà necessario disabilitare il Controllo dell’Integrità del Protocollo (Protocol Integrity Check). Se lasciassimo attivo questo controllo (che è il comportamento di default in Apache a partire 1.3.27), Apache leggerebbe la parte di URL che segue il carattere “spazio” nella richiesta come se fosse l’indicazione del protocollo HTTP, e questo genererebbe un errore HTTP 400 - Bad Request, in quanto di fatto viene dichiarato un protocollo HTTP non valido. Quanto descritto è anche la ragione per la quale si può fornire solo un anchor text privo di spazi: si ha a disposizione un solo spazio (quello prima di ciò che viene interpretato come protocollo HTTP da Apache), e lo dovremo utilizzare per separare “a” da “href” nell’URL magico. Ogni ulteriore spazio verrebbe codificato in %20 prima di essere inviato al client (tutto ciò non si applica a Microsoft IIS 5.0) Il Set-upCome nell’esempio precedente della “Landing Page Fantasma”, è innanzitutto necessario eseguire un rewrite di tutte le immagini in modo da servirle attraverso uno script di controllo. È possibile utilizzare il file .htaccess come illustrato in precedenza, solo che questa volta è meglio aggiungere un controllo condizionale sull’user agent del browser (che però può trovarsi anche nello script.php, se volete): RewriteEngine On RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^MSIE.* RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC] RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT] A questo punto si può usare lo script.php illustrato in precedenza, con qualche modifica (si veda il codice di esempio più in basso). Questa volta però, invece di mostrare la landing page, eseguiremo un redirect verso un altro script chiamato magic.php: questo script leggerà il percorso dell’immagine richiesta dal parametro “imgpath”, nella propria querystring. Tale file magic.php, all’evento Body Onload, richiamerà una funzione javascript, la quale redirigerà il client verso l’immagine inizialmente richiesta, che gli verrà passata come parametro (”imgpath”), ma appenderà all’URL di tale immagine un parametro “fuffa” che contiene il codice per generare il backlink. L’URL di destinazione verrà fornito e mantenuto unescaped. Ecco il codice di magic.php (dove va cambiato l’anchor text e l’URL di destinazione desiderati): <?php // Aggiungi i tuoi controlli di sicurezza qui! $imgpath = $_GET["imgpath"]; ?> <head> <script> function imglink () { // HTML Entities for blank spaces are:   \xa0 location.href="<?php echo $imgpath ?>?foo=\"><a\xa0href=\"http://www.example.com\">Anchortext</a>"; } </script> </head> <body onload="imglink()"> </body> E adesso andiamo a modificare il file script.php in modo che esegua correttamente la redirezione verso magic.php senza generare un loop infinito (ho commentato solo le parti modificate e quelle più importanti ): <?php $hr = array("images.google", "immagini/preview.cgi"); // Qui vanno aggiunti dei controlli di sicurezza! $imgpath = $_GET["imgpath"]; $browser = strpos($_SERVER["HTTP_USER_AGENT"], "MSIE"); // Un altro browser check if ($browser !== false) { // Se ho riconosciuto Internet Explorer… foreach($hr as $imgreferrer) { $found = strpos($_SERVER["HTTP_REFERER"], $imgreferrer); if ( |

























