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Panasonic Lumix DMC-FX12 è dotata di un luminoso obiettivo f/2,8 LEICA DC VARIO-ELMARIT con zoom ottico 3x, inserito in un corpo macchina accattivante e compatto. Questo obiettivo avanzato, costituito da sette elementi in sei gruppi, comprese tre lenti con tre superfici asferiche, risponde agli elev...

Non sono un patito dei cellulari, anzi; forse anche per questo non mi sono mai fatto ammaliare dai videotelefoni e sono sempre stato scettico sulla reale utilità della video chiamata.

Anche il mercato ha reagito timidamente a questo strumento, forse a causa di una tecnologia non completamente matura e a costi di utilizzo comunque maggiori rispetto alla classica chiamata.

L?altro giorno però, passeggiando per Udine, ho assistito ad una scena per me insolita che mi ha colpito e che mi ha fatto ricredere sulle potenzialità nascoste e "nobili" del videotelefono:

una ragazza, dall?altra parte della strada, gesticolava velocemente davanti al freddo apparecchio, insieme di componenti elettronici, che in quel momento permettevano al ?primitivo? linguaggio dei segni di svincolarsi dalla prossimità e di raggiungere un destinatario lontano probabilmente anch?egli sordomuto.


La serie di notebook Asus Lamborghini VX2, erede della serie Asus Lamborghini VX1, è composta da notebook di elevato livello e prestazioni nonché da un’estetica mozzafiato. Il design è inconfondibile, quello ispirato alle famose automobili, mentre il corpo è realizzato in lega di magnesio o in fibra...

Sono solito affermare, sicuramente come molti di voi, che "prima di correre bisogna imparare a camminare" quindi pure io prima di promuovere e distribuire alta tecnologia sono conscio che va creata l’infrastruttura ICT adeguata. Purtroppo riscontro assieme ai miei partners che molte volte gli imprenditori italiani, e fra questi anche tanti agenti di viaggio, non sanno nemmeno che tipo di Sistema Operativo vantano sul loro Server ma il peggio è… se esiste, o meno, quel Server in agenzia o in azienda!

L'ICT come componente chiave del sostegno e del ricupero del vantaggio competitivo delle Imprese e del nostro paese, al pari oggi con il Botswana come scrivevo in un mio precedente intervento su questo blog, è un concetto che nessuno oggi mette in dubbio e l'evoluzione delle tecnologie e delle funzioni d'uso dell'ICT sono alla base della sua presenza sempre più diffusa a tutti i livelli dell'Economia e della Società.

"Il web è strategico per valorizzare il turismo italiano e un sistema turistico efficiente non può oggi prescindere dalla tecnologia" ammoniva Lucio Stanca, ex ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, intervenendo ad una Conferenza del Turismo sottolineando a più riprese la necessità di celebrare al più presto il "matrimonio" tra Internet e turismo.

Oggi non possiamo fare a meno di notare ed è evidente a tutti che nell'e-commerce italiano la parte del leone spetta proprio al turismo dove i viaggi online e le prenotazioni conquistano ben il 43% del commercio elettronico!

Questo è ciò che riporta uno studio recente dell'Osservatorio del Politecnico di Milano, secondo il quale il turismo con i biglietti per i trasporti, le prenotazione di viaggi e di alberghi, fa la parte del leone del commercio elettronico italiano.

Seppure l'e-commerce debba ancora essere pienamente scoperto dagli italiani nel settore del turismo infatti il commercio elettronico italiano è saldamente in sintonia con le medie europee infatti ben il 43% degli acquisti online in Italia avviene sul web con i biglietti online e le prenotazione di viaggi e di alberghi piacendo agli utenti di e-commerce l'opportunità di visualizzare in tempo reale disponibilità, offerte e la possibilità di comprare con carta di credito.

Ora una riflessione si impone. Quanti agenti di viaggio hanno la consapevolezza che trasformare la propria agenzia di viaggi in una sorta di Expedia, e mantenerla, costa meno dei soldi che vengono affidati ogni anno ai soliti network e franchising?

Se anche tu vorresti uccidere quel gattaccio di m…a che cantami chiamo virgolaaa sono un gattinoooo…” ora puoi sfogarti liberamente…

Temi Nokia N70Puntando il browser del proprio cellulare su m.google.com/mail è ora possibile scaricare il nuovo applicativo, scritto in Java (è un .jar), per gestire la posta elettronica del proprio account Gmail, e se non lo avete vi consigliamo di crearne uno al più presto, nel proprio terminale mobile.

Con Gmail for mobile 2.0 a carico dell’utente c'è il solo il traffico generato per l’invio e la ricezione delle mail dato che l’applicativo è assolutamente gratuito.

Continua a leggere Gmail for mobile 2.0: la posta mobile di Google si rinnova...

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Temi Nokia N70
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L’Istituto GFK Austria ha realizzato un sondaggio su 1.100 viennesi, e grazie a questo sondaggio abbiamo scoperto quando e dove vogliono i divieti per i cellulari. Le persone che sono contrarie ai divieti: -Il 69% del campione rifiuta il divieto del telefonino in autobus e sul tram; -Mentre in metropolitana i contrari sono il 68%. Le persone che sono [...]
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HP è decisa a ritagliarsi una fetta di mercato nel settore dei cellulari, in particolare degli smartphone. In questa prospettiva va visto il lancio di due nuovi smartphone della serie iPAQ. Il primo, Data Messenger, è orientato verso il messaging (come può dedursi dal nome). Data Messenger è uno smartphone curato nel design, dotato di tastiera slide QWERTY ...
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Temi Nokia N70Da diversi giorni è uscita Fedora 8, un'interessante distribuzione di linux che finalmente implementa Compiz di default, si tratta di un noto software che permette di applicare effetti grafici piacevoli e dinamici, ai sistemi sul quale risulta attiva la grafica 3D, tuttavia non è di questo che intendo parlare in questo post, bensì di come talvolta risulta difficoltoso disinstallare programmi a causa delle dipendenze con gli altri software installati su Fedora. Innanzitutto consiglio a chiunque installi programmi su Fedora, di utilizzare i comandi di yum, da shell, oppure di utilizzare l'apposita applicazione con interfaccia grafica "Aggiungi/Rimuovi Software" che si trova solitamente sotto la voce "Applicazioni" del menu sulla barra delle applicazioni di Fedora. Per quanto riguarda la disinstallazione, un ottimo metodo è quello di utilizzare il comando yum remove <nome del pacchetto>, questo vi permetterà di disinstallare il pacchetto desiderato e ovviamente le varie dipendenze nel caso siano presenti oppure, un altro modo, è quello di utilizzare l'interfaccia grafica sopra citata, andando a deselezionare il programma desiderato e cliccando poi su "Applica" dando così conferma verranno disinstallati sia il programma desiderato che le eventuali dipendenze se presenti.

Temi Nokia N70 Autore: BlogAdmin
Temi Nokia N70 Postato: 18 Giugno 2007


In questo post vi dirò brevemente come inserire il proprio Blog in vetrina, cioè agganciarlo ai vari Social Network e renderlo visibile...
Avanti, iniziamo!!!

Temi Nokia N70REGISTRAZIONE NEI MOTORI DI RICERCA
E' noto ormai come Google e gli altri motori di ricerca "spiderizzino" il web ad ogni istante si può dire e come tale sembrerebbe sia impossibile che sfugga loro proprio il vostro sito/blog!
Tuttavia ciò non basta, occorre che siate attivi e non aspettiate che il crawler di google vi trovi!

Iniziamo con i motori di ricerca più famosi:


  • GOOGLE servizio "add url" che vi consente appunto di aggiungere il vostro blog
  • Yahoo! servizio aggiungi sito come sopra...ma occorre avere un account (bastano 2 minuti!)
  • Arianna servizio come quelli precedenti ma specifico per i blog
  • Continuiamo con il servizio di Net-Parade.it il quale consente di registrare su 25 motori di ricerca (alcuni sconosciuti e altri semplicemente google di altre nazioni tipo Canada, Spagna, ecc..).
REGISTRAZIONE NEI NETWORK SOCIALI
Si tratta di tutti quei siti, detti BLOG AGGREGATOR che permettono di inserire il proprio blog, inserire il link di un proprio post, aggregare i posts e condividerli appunto con la società e i membri del netwok.
  • Socialdust ti permette di condividere, scoprire, diffondere, sviluppare, incontrare il tuo mondo ed i tuoi interessi!Uno spazio dove aggregare le proprie idee in un'agorà virtuale. Un luogo dove condividere esperienze e punti di vista. Uno strumento per organizzare i propri interessi e scoprirne di nuovi.(OCCORRE REGISTRARSI)
  • BlogItalia Servizio secondo me importante per un blogger italiano, infatti consente di visualizzare i blog nella cartina dell'Italia e inoltre fornisce una graduatoria per città. (OCCORRE REGISTRARSI)
  • BlogShow E' la vetrina italiana dei blog.
    Serve ad aumentare le visite sul tuo blog, ma anche per partecipare ad una comunità di bloggers che vogliono emergere per la qualità dei loro articoli.
    Il tuo articolo potrebbe apparire direttamente in Home Page ad ogni refresh della pagina!Sarai visibile quando aggiornerai il tuo articolo e per i nuovi iscritti c'è la possibilità di essere subito visibili nel box situato nella Home Page. (OCCORRE REGISTRARSI)
  • Bookcafè inserisci il tuo blog e il sistema ti fornisce pure i blog "affini" tra quelli registrati...
  • Segnalo servizio marchiato Alice; ti registri e poi inserisci il tuo blog. Sarà possibile visionarlo in homepage...
  • KeyPivot come sopra ma potete registrare solo se il vostro blog genera feed RSS/RDF/XML
  • blogarama semplice da utilizzare ed essenziale, ma con più di 50000 blog registrati!
  • Blog.ai.net web Directory per i Blog italiani, chiunque vuole puo fare inserire il proprio Blog nel elenco diviso per categorie
  • ItaliaWeb Blog aggregator di politica, cultura e società. Molto interessante!(OCCORRE REGISTRARSI)
  • BlogsRater servizio tutto in inglese.
  • BlogCloud un servizio impossibile!!Geniale! Tu registri il tuo blog che apparirà in homepage (seguendo l'ordine alfabetico prima i simboli poi le lettere...fate vobis!) che si presenterà ai vostri occhi come una grande nuvola (cloud) di link...
  • BlogCatalog servizio tutto in inglese, ma molto intuitivo.
  • BlogZ oltre 25000 blog registrati...tutto in inglese ma da provare!
  • Blogdigger essenziale e semplice.
  • BlogExplosion come tutti gli altri ma occorre registrarsi...si possono gestire anche i podcast
  • BlogBurst semplice e in inglese.
  • Technorati the last but not the least! Forse il servizio più importante nel web!!! L'ho lasciato per ultimo apposta: solo chi ha la pazienza di leggere tutto avrà dei vantaggi ;-)
Infine vi consiglio vivamente di registrarvi a questo servizio ADDTHIS in cui potete registrare il vostro blog e condividerlo come "preferito" con una comunità immensa di persone...provare per credere!!!!!
Nel prossimo post vedremo di affrontare la difficile tematica della personalizzazione del proprio blog attraverso template, widget e favicon!!

Caro ipotetico fratello minore,

immagino che mentre io me ne sto qui comodo nei miei borghesissimi 100 metri quadri di proprietà, tu avrai abbandonato la tua cameretta in condivisione in qualche brutto bilocale in zona Università e starai occupando qualche aula per protestare contro i tagli all?Istruzione pubblica.

Ti confesso che oggi, vagamente scazzato da una giornata riempita male di cose lavorative, ho fatto un giro dalle parti di quell?Università in cui tu ora e io allora abbiamo più o meno studiato. Ecco, no, Scienze della Comunicazione a Torino - il corso di laurea più facile al mondo, alla portata di chiunque - non giustifica il verbo ?studiare?, che è una cosa seria. Facciamo che tu (forse) ci studi e io ci ho dato gli esami, ok?

No, non era una passeggiata per i portici di Memory Lane. Banalmente volevo capire, dare un?occhiata ad un?occupazione del 2008 e confrontarla con quelle dei primi anni Novanta, quando stavo dalla tua stessa parte della cattedra.

Il fatto è che, contrariamente alle occupazioni dei miei tempi, stavolta avete proprio ragione. Incontestabilmente. Anzi, io vorrei proprio capire, se non fosse che si nascondono, da un elettore di Berlusconi e soci come mai un Governo, indipendentemente dal colore, tagli i fondi all?istruzione.

Cioè, anche in un?ottica di destra, nella più marcia e fetida possibile, la scuola teoricamente dovrebbe essere comunque fondamentale. E se per noi che ancora ci definiamo democratici vale il principio per cui un buon sistema scolastico produce buoni cittadini, credo che per anche il più turpe governo iperdestrorso la scuola sarebbe ugualmente una risorsa, magari pronta a formare buoni guerrieri o buoni camerati o chissà cosa.

Boh, mi è sempre sembrato naturalmente bipartisan il pensare che, se uno ha a cuore le sorti del proprio paese, voglia che le scuole funzionino al meglio, con il massimo delle risorse possibili. Insomma, anche in un?ottica addirittura golpista è meglio avere una scuola che funziona: mal che vada la controlli politicamente e poi, forte della tua superiorità accademico-scientifica, invadi l?Istria e la Dalmazia. Ma perché tagliarle le gambe?

È per questo che non mi spiego come mai il Governo attuale stia smontando pezzo dopo pezzo la scuola pubblica. Qualcuno mi sa spiegare perché? C?è una verità di destra che è difendibile o che mi sfugge? So che qualche elettore di destra spia questa mia missiva. Ha per caso voglia di rispondere?

E dire che mi sono spaccato la testa in mille ragionamenti, dando fondo alle classiche paranoie sinistrorse che ancora mi attanagliano.
Vabbè, tiriamole fuori, sapendo che sono ? appunto ? paranoie.

La prima è che tutto questo smantellamento dell?istruzione pubblica sia funzionale a quella privata. Ma, salvo qualche diplomificio e qualche Università privata di poco conto, non c?è niente di rilevante e non mi sembra che la lobby delle scuole e università private sia così potente da giustificare tutto questo macello.

Seconda paranoia: che ci siano di mezzo ? al solito ? i preti?
Ok, è una fissa della destra, in barba al suo preteso liberalismo economico, regalare soldi pubblici ad imprese private (nello specifico le scuole private) per fare un favore alla Chiesa e ai suoi istituti privati. Ma è davvero questo? Non bastava il buono scuola, che è già una porcheria di per sé? Bisogna proprio smontare la scuola pubblica per rendere appetibile la scuola confessionale dei preti?

La terza ipotesi paranoica è vecchia come il cucco: vogliono una classe di dominati e una di dominanti. Insomma, italiani di serie A e di serie B.

Ma anche qui i conti non tornano tanto. Di fatto manca tuttora una scuola che formi i ricchi e i fortunati (cioè, è pieno di scuole private per soli ricchi, ma l?eccellenza in quell?ambito è tutta all?estero e questo vale ancora di più per l?Università) e francamente per dividere l?Italia tra elite ricca e poveri ignoranti è più semplice e perfino accettabile una vecchia soluzione.

Già, basta tornare a come era l?Università una volta, quando le lezioni erano obbligatorie (e addio studenti lavoratori: studiava solo chi aveva la grana di papi) e, soprattutto, c?erano dei sani blocchi all?accesso, per cui se avevi per caso fatto 5 anni di istituto professionale col cavolo che ti iscrivevi a Lettere o a Scienze Politiche.
Insomma, il principio ? in salsa maccheronica ? delle caste, per cui a 13 anni prendi una via e da quella non ti schiodi più. Così addio alla promozione sociale: i figli degli operai fanno, in gran parte, gli operai. E quelli dei professionisti fanno in gran parte i professionisti. Non è così che è funzionata l?Italia democristiana per anni?

Per decenni quel metodo è servito ad evitare la ?miscela tra l?alta e bassa gente?. E costa decisamente meno fatica che smantellare la scuola pubblica (e si prenderebbe pure un bel po? di voti cattolici, perché agli ex democristiani sotto sotto questa cosa della scuola coi blocchi è sempre piaciuta, perfino a gente che sta nel PD)

Vorrei, in verità, caro ipotetico fratello minore occupante, che i motivi che stanno alla base delle scelte del Governo me li spiegassi tu, tanto hai un sacco di tempo da impiegare, mentre occupi.

In compenso beccati un bel po? di avvertimenti paternali, di quelli per cui dovresti fare altre occupazioni per puro esercizio di rabbia generazionale.

Il primo è di non fidarti di quelli della mia età. Aspetta, lo rispiego altrimenti sembra che mi contraddico.
Vedi, oggi sono entrato in quella che era la mia Università e, a capo di tanti ventenni incazzati perché la destra al potere gli toglie la scuola (cioè il futuro) da sotto il naso, ho visto gli stessi che erano in prima fila 15 anni fa, quando facevo lo studente io. Ed erano già vecchierelli all?epoca.

Sì, il problema è proprio quello. Ed è il solito. I capetti.
E? uno dei motivi per cui, dopo anni felici di politica nelle scuole superiori, arrivato all?Università ho preferito passare ad altro. Il fatto è che all?Università c?è sempre qualcuno che è più a sinistra di te (a parole), che grida di più, che fa più rumore. E vince, perché nelle assemblee (luoghi rumorosi, dove la dialettica è un sottoprodotto del wrestling) conta quello.

Ecco perché oggi sono entrato all?Università e ho visto centinaia di ventenni monopolizzati da cariatidi coi capelli bianchi dei centri sociali o dell?estremismo politico.

E? che alla fine un?occupazione si riduce al puro atto di ordine pubblico, mentre dovrebbe avere un valore politico, simbolico e perfino pratico (occupiamo e nel mentre ragioniamo, studiamo il problema, ecc.).

Invece finisce che prende tristemente il sopravvento il valore puramente fisico dell?occupare. E gli estremisti, che hanno un ottimo know-how per quanto concerne gli aspetti ?ginnici? della protesta, monopolizzano il movimento, perché trasudano un antagonismo fenotipico che ? solo in quelle occasioni ? sembra irresistibile.

Ecco, se vuoi un consiglio, gira alla larga da quelle cariatidi. Sì, lo so, è gente che a quarant?anni suonati è ancora legittimamente all?Università e continua a fare lo studente con i soldi che i genitori gli passano direttamente dal loculo. Lo so, perché me li ricordo ai miei tempi: stonavano già allora, vecchi nel look, nei modi, negli slogan. E perennemente portati a tirare il sasso, nascondere la mano e lasciare che la polizia picchi voi, i ventenni lì dietro.

Ecco, le botte. Parliamone. Mamma è preoccupata. Non per te, perché sei uno responsabile. È preoccupata per il clima. Perché le parole di Berlusconi prima e di Kossiga poi (oggi si prende la cara vecchia ?k?, poi se fa il bravo e prende tutte le pastiglie gli restituiamo la ?c?) non sono solo semplici fandonie di due anziani in crisi psichiatrica: sono un preciso segnale politico. E chi doveva intendere ha inteso.

Ecco, questi hanno paura. E hanno paura perché in questo caso hanno torto marcio, non hanno una singola giustificazione. E hanno capito che l?unica minaccia alla loro solida presa del potere in Italia, legittimata da milioni di voti scriteriati, è questo movimento qui, che può dilagare e in effetti ha misure sorprendenti.

Insomma, non hanno certo paura del PD, che ormai aggiunto moderazione all?espressione ?acqua di rose?. Hanno paura di voi.
E hanno paura delle madri e dei padri, in gran parte loro elettori, che con la scuola dell?obbligo a ramengo si troveranno seriamente nei guai per gestire i figli (senza il tempo pieno dove li si mette?).
E hanno paura dei genitori preoccupati perché loro figlio studia in università pessime, con insegnanti svogliati e non aggiornati e ? una volta sul mercato del lavoro ? finisce a servire Big Mac nella migliore delle ipotesi., oppure gli pesa sul groppone fino alla soglia dei quaranta.

Insomma, questa protesta qui ? ben oltre lo stretto merito che la ispira ? è potenzialmente dannosa per questa destra. E loro lo sanno.

E hanno solo un modo per fermarvi, che è criminalizzarvi, farvi passare tutti per sfascia vetrine, casseur e chissà cos?altro. E poi riempirvi di botte. Il segnale ai picchiatori di stato è già stato inviato.

E tristemente ci riusciranno, complici (non ho mai capito quanto volontari) i rappresentanti di quell?antagonismo politico di cui ti dicevo sopra. Sì, quelli che giocano a fare gli spartani ma poi hanno il fiatone da uomo di mezza età alla prima carica della celere.
Saranno loro ad imporvi di radicalizzare il movimento, ad iniziare ad alzare il tono del dibattito e poi dello scontro, a tirare fuori i barotti e i sampietrini e poi a lasciarvi lì, mentre la polizia carica.

Diffida di quella gente lì, prova a fare qualcosa che esuli dal ripetere tristi riti che dal 1977 ad oggi non sono cambiati.
Perché io oggi ho visto una sorta di filmato di repertorio: un?ostentazione di kefieh (e dio solo sa quanto significhi per me ? da sempre filopalestinese militante ? quel simbolo), di parole d?ordine vetuste (sono dovuto uscire dall?assemblea per reale disagio fisico di fronte al ripetersi di tic verbali), di cartelloni teletrasportati dai tempi della Pantera (però coi fumetti più manga-like, giusto una piccola discontinuità da parte dell?ala creativa del movimento).

Sembra quasi che, nel 2008, protestare contro i tagli all?istruzione sia una sorta di interpretazione teatrale in cui si fa a gara a chi imita meglio il settantasettino medio. Let?s do the timewarp again.

In verità mi ero già preoccupato, perché l?altra sera ho dato un?occhiata a Matrix (per errore: volevo guardare le donne nude delle pubblicità degli 166 su una rete privata, cosa sicuramente di cui vergognarsi meno) e ho visto un po? di presunti capetti del movimento, ospitati ad arte in studio a scioccare i borghesi.

Erano tremendi, sembravano figuranti e stavano alla Sinistra così come il look dei travestiti sta alla femminilità. Cioè, solo un redattore di Libero particolarmente stupido avrebbe potuto immaginarli così temibili, stereotipati e caricaturali: brutti, sloganistici, inutilmente aggressivi, capaci di parlare solo per formule e, ovviamente, antagonisti oltre ogni limite, roba da record del mondo.

Renditi conto che dopo 2 minuti che ho sentito parlare uno di loro (anzi, era una ma ci ho messo un po? a capirlo) mi è cresciuta una sana voglia di manganellare il prossimo, che ho faticosamente domato con un sorso di grappa di Arneis. E io sono un nonviolento di sinistra, quindi figurati gli altri.

Prova, caro fratello minore ipotetico, a liberarti da quella gente lì, catapultata da qualcuna di quelle sigle ridicole (Socialismo Rivoluzionario, Movimento Comunista Internazionalista, Marxisti Nudisti Albini, ecc.) che compaiono solo ai cortei e alle occupazioni, ma che poi nel mondo reale non esistono, come le camicie Dino Erre Collofit.

Anche perché siete così in tanti, là dentro, che è palese che questa protesta qui è vostra e non va monopolizzata dai soliti capetti.
E sai che lì, tra tutti voi, c?è gente che non è di sinistra, ma è semplicemente interessata ad avere una scuola che funziona, che ha dei fondi e che crea gente competitiva dal punto di vista intellettuale, curiosa, profonda, capace di dire la sua in Italia e nel mondo.
E non è necessario essere i più comunisti del mondo per volere quello. Basta essere intelligenti, cosa molto più auspicabile che essere comunisti, se vogliamo proprio dircela tutta.

Sai, insomma, cosa rischi. Ma sai anche che hai l?opportunità di fare un?esperienza politica positiva.
Perché la battaglia che combatti, se non ti si piazza di fronte un quarantenne sfigato col suo simboletto politico insignificante, è giusta ed è una battaglia per tutti, inclusi quelli che si iscriveranno dopo che tu ti sarai laureato. Perfino per i figli di quelli che comprano Libero ogni mattina in edicola senza provare vergogna.

Quindi tieni dritte le antenne, non fare cavolate (se devi darci sotto col sesso, droga & rock?n?roll, fai pure, ma non mi pare che questo sia il ?68: i costumi nella nostra società sono tali per cui puoi darti alla pazza gioia dei sensi anche senza occupare l?Università, no? O ti senti, da quel punto di vista, represso? E poi, fidati di me, al di fuori di qualche film di Bertolucci, durante le occupazioni non si batte chiodo, si dorme scomodi, ci si lava necessariamente come si può e ci si fa solo un mazzo tanto) e diffida di chi viene a parlarti di rivoluzione, quando tu vuoi solo (si fa per dire) che il tuo futuro non sia messo a repentaglio da un governo di improvvisatori.
Ma non smettere di lottare per nemmeno un secondo.

Stammi bene.
Un abbraccio militante,

Suz

P.S. Mamma dice di coprirti, che le aule universitarie di sera non sono riscaldate. Ho provato a spiegarle che il concetto di “golfino” è di destra, ma non mi sembra convinta. Temo insisterà.

P.P.S. Ne abbiamo già parlato: no, non ti addo su MSN perché non lo uso. Passati i 25, sicuramente userai anche tu degli IM da adulto, tipo Gtalk o Skype. Nel mentre, usiamo la cara vecchia e-mail, che è intergenerazionale.

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La Guardia di Finanza di Cuneo ha condotto un’operazione contro la pirateria online che ha portato alla denucia di una persona accusata di aver violato la normativa sul diritto d’autore per aver condiviso illegalemente musica, film e videogiochi protetti da copyright. Le fiamme gialle hanno sequestrato oltre 2 terabyte di materiale, un pc, 8 hard disk e numerosi cd e dvd.

La legislazione italiana per questa tipologia di reato prevede una multa fino a 2.000 euro e una sanzione aggiuntiva di 103 euro per ogni file illegale. Se la pirateria avviene con scopo di lucro è prevista anche una pena detentiva fino a tre anni di carcere e una multa fino a 15.000 euro.

Post pubblicato su Speedblog

Pirateria online: operazione della GdF a Cuneo

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Motion Apps ha rilasciato una versione di mVoice per i terminali BlackBerry, sinora disponibile per Windows Mobile e Palm OS. Il programma ha lo scopo di trasformare il device in una sorta di dittafono digitale. Si tratta di una soluzione che può risultare utile in situazioni particolari, come quando si sta camminando, per poter prendere note ...
Leggi tutto

Ciao a tutti
Dopo un lungo perodo di mancanza sono tornato. Questa mancanza è dovuta a tantissimi fattori che mi hanno ridotto la disponibilita di tempo libero a 0 i piu importanti sono:
ragazza
amici
lavoro
scuola
tennis
etc…etc…
Adesso pero voglio tornare a dedicare un po di tempo al blog perche non ho nessuna intenzione di chiuderlo!
Grazie a tutti quelli che hanno continuato a tenerlo in vita nonostanze la mia mancanza!
Ho gia fatto pulizia di tutti i commenti spammosi e cambiato la skin(che mi aveva rotto un po) spero questa vi piccia…
A tra poco Temi Nokia N70
Ciao

Simone AKA Sora101

A

Temi Nokia N70Tutti parlano di Firefox 3 e del DownloadDay 2008 che ha superato gli 8 milioni di download in solo 24 ore..fantastico! Tra quegli 8 milioni ovviamente ci sono anche io e credo anche buona parte di voi se state leggendo questo articolo. Tante le novità nel nuovo browser, ma quella che per prima balza agli occhi e la barra degli indirizzi intelligente. Da ora se avete visitato http://it.wikipedia.org/wiki/Mozilla_Firefox , per ritrovarlo nella barra non sarà più necessario ricordarsi tutto l’url ma bastarà anche scrivere una parte di esso..ad esempio “Mozilla”! Fatto ciò ho installato qualche plugin e aggiornato qualcuno di quelli che già c’erano…e ho fatto delle belle scoperte. Ne parlerò nei prossimi post. Ah dimenticavo…”this website is not optimized for internet explorer”. Temi Nokia N70


Temi Nokia N70

Come ormai avrete notato, negli ultimi mesi non ho potuto aggiornare spesso il Blog dedicato alla nostra saponetta quanto avrei voluto.

Motivi personali, impegni lavorativi, le solite questioni che tengono lontane le persone dalle prioprie passioni.

Per questo motivo lancio questo annuncio: se ci fosse qualuno interessato a scrivere qualche post, mantenendosi aggiornato con le news per continuare quest’avventura lo prego di mettersi in contatto con il sottoscritto scrivendo a info@neo1973.it

Dai ragazzi, insieme possiamo continuare Temi Nokia N70

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Finalmente trovo un attimo per riportare qualche impressione sul mio periodo di prova dell’N95.

Dall’inizio dell’era della telefonia cellulare, a prescindere dalla proliferazione di modelli e marchi, negli anni si sono susseguiti tanti “i telefonini” e pochi “il telefonino”. Intendo dire che esistono periodi in cui c’è un telefonino che tutti vogliono e che rappresenta il giusto rapporto tra le funzioni offerte, il tempo in cui esce e il prezzo. Se dico Microtac, Startac, T28, 8210, 7650, Razr, N70 credo di rendere meglio l’idea.

Ecco: per un certo pubblico che fa un uso avanzato del telefono cellulare, naviga, invia posta elettronica, gestisce gli appuntamenti, viaggia, lavora, l’N95 è “il telefonino” del momento. Design, materiali raffinati, robustezza, display, fotocamera e sicurezza (è uno dei telefonini con emissioni più basse) mi hanno convinto. Le uniche note dolenti stanno nel navigatore satellitare (non aggancia quasi mai i satelliti) e nel Wi-Fi (che funziona bene se ci si riesce a loggare, ma ha qualche problema con reti protette se non si inserisce il gateway…).

In definitiva il voto è alto, direi 8,5.

Quello che segue è un post ombelicale, per di più della peggior specie perché parla di blog, di ragioni del bloggare e di altre inutilità autoriferite che credo battano il record nazionale di noiosità e raccapriccio e si avvicinino, come accoglienza da parte del pubblico, alla poesia Vogon o alla discografia dei Doors dopo la morte di Jim Morrison.

Quindi valutate voi se è il caso, se avete il tempo e soprattutto la voglia di leggere oltre. Peraltro, per i miei parametri almeno, la lunghezza non è drammatica.

Uno dei rilievi più diffusi da parte di chi legge questo blog è “fai i post troppo lunghi”. Anzi, c’è perfino chi si mette lì e conta i caratteri e poi me lo fa notare.

Non intendo minimamente nascondere il fatto che so benissimo che i post su questo mio blog sono lunghi, se comparati all’andazzo generale della blogosfera italiana.
E’ che del rilievo non mi tornano tre cose. Non che mi danni (anzi, dopo 5 anni di blogging affronto la cosa solo ora), ma già che c’ero mi sembrava carino parlarne.

La prima è il “troppo”. In che senso sono “troppo” lunghi?

Insomma, non trattandosi di un atto obbligatorio, ma anzi di un atto volontario compiuto (si spera) da persone adulte e nel pieno delle proprie facoltà mentali, non esiste un “troppo lungo”. Anzi, non esistono affatto dei “troppo”.

Se uno trova troppo lungo ciò che c’è scritto su questo blog, ha piena libertà di fermarsi, cliccare altrove e perfino non tornare più, perché i post sono troppo lunghi per i suoi gusti.

Ora, lo capisco che normalmente i post che si leggono altrove sono più stringati. Ma non vedo perché uno debba conformarsi alla media.
Mi sembra, insomma, una critica vana tipo i vari “hey, ma questo è un blog fazioso: dovresti essere più obiettivo” che trovo nei commenti. A entrambi la naturale risposta che mi viene è “col cavolo!”. E’ un blog, una cosa mia, ci metto la faccia e non me la tiro da periodico o da pubblicazione neutra e distaccata, con dei doveri editoriali o dei parametri di qualità che rispondono ad esigenze di terzi.

Qualche scienziato della comunicazione potrebbe dirmi, a ragione, che certe lunghezze mal si adattano al Web e alle basse soglie dell’attenzione di chi legge online. Lo so benissimo.

Ma il fine di un blog (o almeno del mio) non è raggiungere il numero massimo di lettori.
Per quanto mi riguarda bloggo per poter esprimere quel che sento/vedo/penso/provo e non per farmi leggere dal maggior numero di persone possibili. Altrimenti avrei fatto tanti post brevi quotidiani di segnalazione news vagamente geek e duepuntozzero, una pennellatina di iPhone ogni tanto, un po’ di gnocca e un po’ di polemica. Il successo - numerico - con questa ricetta è assicurato.

L’altra cosa che mi contraria è leggere “non hai il dono della sintesi”.
Il fatto che io scriva post lunghi non significa che non sappia scriverne di brevi o, più in generale, non sappia limitarmi quando scrivo.
Mi spiego meglio: possiedo e faccio largo uso del dono della sintesi, tanto che dal 1992 ne ho fatto un mestiere con cui campo tuttora (di fatto, essendomi formato come copy, scrivere, produrre contenuti, ecc. è un grande esercizio di contenimento della verbosità entro limiti predefiniti). Semplicemente sul blog non mi va di esercitarlo. Anzi, non mi interessa per un motivo specifico.

E qui veniamo al punto critico numero tre. ”Sei verboso” (o l’equivalente di persona “sei logorroico”).

Partiamo da “verboso”. L’accezione negativa di “verboso” sta a significare, sebbene un po’ impropriamente, una persona che impiega tante parole per esprimere concetti semplici e riassumibili in modo molto più stringato.

Ecco, non mi sembra il mio caso. O, almeno, ho un’impressione e soprattutto un’intenzione diversa.
Non avendo spazi ristretti, limiti di caratteri, necessità editoriali, ecc. il blog per me è un ambito in cui posso finalmente dire la mia senza dovermi preoccupare troppo della limitata pazienza ed attenzione di chi legge.

Il blog non deve vendere niente, non deve avere tanti lettori per forza. Serve a me: mi permette di affrontare i temi, i problemi, ecc. in modo approfondito, “dicendola tutta”, senza dover per forza tagliare i concetti a metà o raccontare solo una parte.

E’ uno spazio di libertà, insomma, in cui mi metto in condizione di dire quello che mi va con le misure che più mi aggradano. E trovo positivo poter approfondire, divagare, svaccare, ecc. Tanto non c’è un editore che si lamenta o un pubblico pagante, ma giusto un manipolo di bazzicatori che, se interessati, arrivano fino in fondo. Oppure si fermano prima, come più gli aggrada.

Non nascondo nemmeno il fatto che, nello scrivere tanto, ci sia quello che considero un sano e - per quanto mi riguarda - provvidenziale piacere di scrivere.
A me scrivere piace tantissimo, forse ancora più di leggere (affermazione che farà rivoltare decine di semiologi nella tomba, al grido di “semia diretta e semia sostitutiva, asino!”), quindi mi guardo bene dal moderarmi e, come tutti quelli che scrivono, condisco il tutto anche con un po’ di vanità, un po’ di autocompiacimento e un po’ di cazzi miei.
Il risultato, magari, è una porcheria. Però mi diverto, nel mezzo.

Anche la definizione di “logorroico” male si attaglia.
Il fatto è che è una parola usata impropriamente per esprimere il concetto iperonimo di “persona che parla tanto”. La definizione di “logorroico”, invece, implica un tratto patologico. Ovvero, il logorroico è colui che riempie i vuoti con la sua chiacchiera, che è completamente vuota, nervosa e priva di significato, spesso come risposta a problemi quali l’inadeguatezza, l’insicurezza, ecc.

So bene di essere loquace e financo estroverso, se preso bene e in modalità “social” (cosa, peraltro, naturale: ci manca pure che uno va ai BarCamp e poi sta in disparte, zitto, morettianamente), versione in cui spesso molti compari della blogosfera mi vedono. Ma logorroico, direi, proprio no.

Almeno, l’intenzione e l’impressione - mi ripeto - è quella di dire cose compiute e, nei limiti del tasso-stronzate quotidiano, sensate. Magari tante, ci mancherebbe, ma non credo siano sproloqui da psicotico.
E parlo a ragion veduta, avendo avuto anni fa un’amica che era logorroica davvero (causa traumi familiari) e posso assicurare che il volume di parole era inversamente proporzionale al senso e alla profondità delle cose che diceva.

Il rapporto tra chi scrive e chi legge è di fatto un accordo tacito, proposto da colui che scrive. In sostanza le premesse sono qualcosa del tipo “il mio stile, la mia modalità di comunicare, i miei toni, ecc. sono questi. Se ci stai, prosegui, altrimenti passa altrove”. E se il lettore ci sta, bene.

La mia scelta, per questo spazio strettamente personale e senza nessuna pretesa, è scrivere senza pormi limiti.
Non prendetela per una tronfia e pomposa dichiarazione di stile, perché lo stile non c’è: è una pura e semplice constatazione, peraltro non sempre valida (essendo senza pretese, mi prendo il lusso di essere erratico e umorale, in quanto a coerenza bloggante), ma fondamentalmente indicatrice di cosa penso significhi, per me questo blog. Vogliamo chiamarlo cazzeggio? Non amo il termine, per quella pennellata di autocompiacimento tardoadolescenziale che si porta dietro, ma il senso è più o meno quello.
Mettiamola così: piacere, mio, nello scrivere, nell’argomentare e nel confrontarmi con il prossimo dopo essermi (auspicabilmente) fatto capire per bene e in ogni aspetto.

Insomma, considerate la lunghezza dei post come una caratteristica strutturale di questo blog, esattamente come lo