Siamo solo al terzo post dedicato agli effetti di luce in HD e già sono in difficoltà nel trovare i titoli. Per chi non si fosse ancora aggiornato sul nuovo stile di post di questo periodo può guardarsi gli altri due file: Questo terzo ed unico file l’ho definito speculare perchè in realtà è una singola luce ribaltata di 180 gradi e comunque un nome andava trovato. L’animazione è disponibile in quattro colori: rosso, blu, verde e rosa. Qui l’anteprima … Le specifiche sono:
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| Da quando i telefoni cellulari sono diventati una tecnologia disponibile alle masse, la contaminazione che c’è stata con gli ambiti del sociale ha portato all’evoluzione / trasformazione di molti di quest’ultimi. Di seguito una lista di alcune esperienze che ritengo significative, sicuramente non esaustiva e in attesa di integrazioni e commenti da parte vostra. Avevamo già ... Leggi tutto | |
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Josh Silverman, CEO di Skype, pur senza lasciar trapelare alcuna informazione particolare ha lasciato intuire che è in lavorazione una versione di Skype per il telefonino di Apple. Alle domande dell’intervistatore, che chiede quando verrà rilasciata la versione per l’iPhone Silverman risponde per ben due volte con “Stay tuned”, senza aggiungere altro. “Rimanete sintonizzati” putroppo potrebbe voler dire tra una settimana come tra un anno. Però lascia ben sperare sulla possibilità di poter disporre di un client Skype ufficiale per l’oggetto di culto marchiato Apple. [via Macity] Post pubblicato su Speedblog Skype sull’iPhone potrebbe arrivare presto | |
?Volete il nucleare?? A questa richiesta, formulata in tre quesiti, 8 italiani su 10 nel 1987 risposero No. Tra due giorni, giovedì 8 novembre, si celebra il 20° anniversario di una scelta radicale per il nostro Paese: quella fatta con il voto del referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare e reso l?Italia la prima tra le nazioni industrializzate a uscire dall?atomo. Una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. Pensare di tornare indietro sarebbe folle. Se l?Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il ?96 e il ?99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa.Sebbene l?AIEA (Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica) abbia censito nel mondo, a ottobre 2007, ben 439 centrali in attività per una potenza installata di 371.647 MW, il nucleare è oggi una fonte di energia in declino e, dopo la tragedia di Cernobyl del 1986, vede la maggioranza dell?opinione pubblica europea nettamente contraria. E lo è nonostante la ripresa di programmi nucleari in alcuni Paesi, nonostante la nuova ondata di consenso da parte del mondo politico alle prese con l?impennata dei prezzi del petrolio e, più recentemente, anche con la crisi del gas russo, nonostante l?atteggiamento possibilista di chi la considera un?opzione ?pulita? per favorire la riduzione di gas serra e combattere i cambiamenti climatici. Infatti secondo l?AIEA, il contributo dell?atomo al fabbisogno mondiale di energia scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. E a spiegare questo trend negativo ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare. A cui si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi ?veri? necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare. Legambiente li ha analizzati uno per uno in un dossier (in allegato) dal titolo?I problemi irrisolti del nucleare a vent?anni dal referendum?, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.?Quella dei costi è la vera questione: produrre energia nucleare è antieconomico ? ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Un aspetto su cui si continua a fare falsa propaganda, soprattutto in Italia, spacciando l?atomo come una tra le fonti meno care. Infatti negli Stati Uniti, dove i produttori sono tutti privati, non si inaugura un impianto dalla fine degli anni 70 e oggi, in Europa, solo la Finlandia sta costruendo un nuovo reattore, tra mille intoppi e pesanti ritardi dovuti a problemi costruttivi e all?aumento dei costi. Insomma chi ne parla come di una fonte competitiva sotto il profilo economico, mente sapendo di mentire: il costo di un kWh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali per essere considerato reale e competere sul mercato?. Il dossier traccia in primo luogo la mappa del nucleare civile nel mondo. Leader per numero di centrali sul proprio territorio sono gli Stati Uniti con la bellezza di 104 impianti in funzione, seguiti dalla Francia con 59 (che copre così il 78% del fabbisogno elettrico nazionale) e dal Giappone con 55. Nel Vecchio Continente, dove sono attivi 197 reattori, alle spalle della Francia, c?è la Russia con 31 centrali, quindi l?Inghilterra con 19, la Germania con 17 e l?Ucraina con 15. Un problema tutt?altro che secondario è quello legato all?ingresso nell?Unione degli Stati dell?Est Europa. Oggi più che in passato nel mondo occorre garantire nuovi e più elevati standard di sicurezza. Nei nuovi membri UE il controllo sulle centrali e la chiusura di quelle più vecchie richiede un forte impegno soprattutto finanziario. Sebbene negli ultimi anni siano stati ridefiniti anche regolamenti e direttive sulla tempestiva notifica in caso di incidente e sulla gestione dell?emergenza, dobbiamo registrare forti ritardi nella dismissione di alcuni impianti, se non addirittura il prolungamento dell?attività di reattori che non dovrebbero più funzionare. E? il caso della centrale di Ignalina in Lituania, di quella di Bohunice in Slovacchia o di quella di Temelin nella Repubblica Ceca, dove negli scorsi anni si è verificata una serie di piccoli incidenti che hanno messo in allarme la vicina Austria. Nel 2003, nell?impianto di Paks in Ungheria (considerato dall?AIEA tra i 25 più sicuri del mondo) si è verificato un incidente classificato di livello 3 della scala INES (International Nuclear Event Scale). Ma la storia del nucleare, sia civile che militare, è costellata da una lunga lista di incidenti, che Legambiente ha provato a mettere in ordine (si tratta solo degli episodi conosciuti): tra i più gravi vanno ricordati quello di Sellafield in Inghilterra nel 1957, quello di Three Mile Island nel 1979 negli USA, la catastrofe di Cernobyl, Tokaimura in Giappone nel 1999 e Mihama nel 2004, sempre in Giappone.?Alla sicurezza degli impianti va aggiunto il rischio del terrorismo internazionale, visto che il plutonio derivante dal funzionamento delle centrali è una fondamentale materia prima per chi intende costruire armi atomiche ? ha spiegato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. In più resta invariato il problema dello smaltimento definitivo delle scorie che a oggi non è stato risolto da nessun Paese al mondo?. Oggi i rifiuti radioattivi (si calcola che 250mila tonnellate siano in attesa di stoccaggio) devono essere sottoposti a un complesso iter fatto di classificazione e trattamenti. Esistono circa 80 depositi ?provvisori? nel mondo, ma non ancora un sito di stoccaggio definitivo. L?unico prevedibile è quello di Yucca Mountain in Nevada (USA) che, se tutto andrà a buon fine, entrerà in funzione tra il 2010 e il 2015. Neppure l?Italia, con la sua modesta quantità di scorie, ha saputo risolvere il problema, vista la pessima proposta di localizzarli a Scanzano Ionico nel 2003. Eppure è necessario trovare un sito definitivo per le scorie a media e bassa attività nel nostro Paese, mentre per quelle più radioattive (che sono in quantità minore) si dovrà trovare una sistemazione finale in un deposito all?estero dove sono ancora in attività centrali nucleari, come previsto dalla Convenzione AIEA ratificata dall?Italia nel gennaio del 2006. C?è infine il decommissioning, ossia lo smantellamento delle centrali una volta spente. Si tratta di un processo delicato e molto oneroso che comporta rischi altissimi per la sicurezza data la radioattività delle componenti del reattore e di cui non esiste un protocollo unico a livello mondiale. Fonte: LEGAMBIENTE | |
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Oggi vi parlo dello SpeedCabling. “Questo è uno sport agonistico in cui i partecipanti gareggiano nel districare una massa di cavi.” Questa disciplina inventata da Steven Schklolne. Questo bizzarro personaggio ha pensato bene di considerare come una sfida il combattere con i grovigli di cavi di alimentazione sul retro dei Pc che penzolano e quant’altro. Le regole: I partecipanti devono combattere con un groviglio di sei cavi di rete di lunghezze differenti. L’obiettivo è quello di separarli più in fretta possibile e di alzare sopra la testa il cavo senza nodi. I cavi alla fine dovranno essere integri e funzionanti. I cavi: Quelli base sono una combinazione di sei cavi di rete, costituiti da due coppie di due metri, e due da quattro metri e due da sette e mezzo. Se volete essere hardcore la lunghezza rimane invariata ma i cavi saranno dodici! Il sito ufficiale lo trovate su questo link: www.speedcabling.org | |
| Il TomTom GO 930 è un innovativo navigatore satellitare dotato della nuova tecnologia proprietaria IQ Routes, grazie alla quale il navigatore è in grado di determinare il percorso in base alle reali velocità media misurate su strada, prendendo in considerazione trucchi, scorciatoie,... | |
| Internet, con lo sviluppo della banda larga, si è evoluto notevolmente nei suoi mezzi di comunicazione. Fra questi occupa un posto di rilievo il mezzo video, che ha trovato la sua fortuna anche grazie allo slancio fornito da Youtube. Anche il panorama nazionale non è rimasto indietro in questa corsa. ICTV è una nuovissima di [...] | |
Oggi voglio parlarvi di un virus nuovo e a mio avviso molto pericoloso. La nuova minaccia si chiama Cyberlover. Questo virus fa parte di una nuova generazione di malware per la Rete questo, come tanti altri, si intrufolana in una qualsiasi chat del web 2.0. Questii virus intelligenti dialogano con gli utenti come fossero avatar allo scopo di carpire informazioni personali. A rilevare i primi esemplari è stata la rivista american Computerworld, edita dalla casa produttrice di antivirus Pc Tools. Questo virus assume personalità differenti che oscillano dall’ “innamorato” al ” “predatore sessuale”. Cyberlover può chattare contemporaneamente con 30 partners. Questo virus mira principalmente a rubare dati sensibili come informazioni personali, numeri di carte di credito…insomma stateci attenti…dietro una Webcamerina ci potrebbe essere Lui!!! | |
Lavorare a progetti SEO per nomi molto noti, potendo contare sul supporto del reparto marketing e PR del marchio stesso, spesso fa sì che i risultati di branding e buzz ottenuti offline si ripercuotano positivamente sul traffico e sui posizionamenti di un sito web. Link spontanei che nascono come funghi presso i siti di blogger e comunità appassionate, visite e conversioni che vanno avanti trainate dalla pubblicità tradizionale, ricerche di tipo “navigational” che si ripetono a migliaia presso i motori di ricerca: sono solo alcuni dei fenomeni che si notano facendo SEO per conto di brand ben conosciuti presso il grande pubblico. In queste condizioni il lavoro è, per molti aspetti, più semplice. Ma cosa fare se non si ha la fortuna di poter beneficiare degli sforzi sostenuti dal brand stesso, perché magari è poco noto o magari perché il sito è nuovo e non può contare su appoggi forti? Come agire quando gli obiettivi di traffico organico e conversioni devono essere raggiunti potendo contare solo sulle proprie forze, magari in un mercato competitivo? C’è una strategia che può aiutare in questi casi: si tratta di una strategia di posizionamento che copre, in due fasi, sia il breve che il lungo periodo, e che adotta un approccio “bottom-up“. Il bottom-up è una strategia che riguarda sia la promozione che il posizionamento sui motori di ricerca, e che consiste nel dedicarsi, nelle fasi iniziali, soprattutto a quelle strade in grado di portare benefici immediati, anche se non eclatanti. In un secondo momento, si fa leva sui risultati già conseguiti (a basso costo) per raggiungerne di migliori (ad alto ritorno), in grado di sostenere il business e possibilmente corrispondenti proprio con gli obiettivi principali del progetto. Una strategia di questo tipo va applicata in modo oculato su tutto il progetto, dal momento che può, e deve, riguardare gli aspetti più disparati di un intervento SEO: dalla selezione delle parole chiave al link building, dal social media marketing all’utilizzo dei risultati ottenuti in termini di posizionamento, tutte le attività devono seguire scrupolosamente una strategia pre-determinata. Vediamo come affrontare una sfida del genere, per mezzo di esempi pratici. Supponiamo, per esempio, di avere a che fare con due progetti separati: un e-commerce di dischi, dotato di un corporate blog, e un portale turistico che propone pacchetti vacanza in Europa. Come impostare la strategia bottom-up? (nota: le parole chiave, i tassi di conversione e in generale tutti i dati indicati nei prossimi capitoli, sono verosimili ma meramente ipotetici, e non sono confermati da test oggettivi). La keyword selectionUna premessa: in questo capitolo, per “keyword selection” non si intende l’ambito semantico in funzione del quale ottimizzare il copy delle pagine web: il termine è riferito alla scelta delle parole chiave a cui puntare all’inizio nel posizionamento organico. L’intento è quello di individuare quelle parole chiave, in target con la clientela del business da promuovere, magari non trafficatissime ma –anche per questo – relativamente semplici da affrontare in termini di posizionamento. Per dovere di cronaca, è necessario precisare che questo concetto è già stato espresso nel TagliaBlog, in un post intitolato Keyword Sniping (qui il mio commento, vi consiglio di leggere tutto il post per capire meglio di cosa si sta parlando). Vediamo come affrontarlo in pratica con i due progetti del nostro esempio: L’e-commerce di dischi, grazie una campagna Adwords, sa che la chiave “cd musicali” è molto ricercata, e che nel suo negozio ha riscontrato un buon tasso di conversione. Ma si accorge anche che “cd musicali” è una SERP che non si può scalare in tempi brevi e senza sforzo. Decide allora, dopo le opportune ricerche, di concentrarsi sulla chiave “vendita cd musicali“: una SERP decisamente più abbordabile. È molto meno ricercata della prima, tuttavia ha un tasso di conversione grossomodo analogo. Ma soprattutto, si può arrivare nella parte alta della prima pagina in meno di un mese. Il portale turistico sa, da vari report e sondaggi specifici, che quest’anno Parigi è la meta più richiesta in Europa. La SERP dei suoi sogni è “offerte parigi“, ma la competizione è durissima. Opta quindi per “pacchetto parigi“, una chiave concettualmente vicinissima alla prima, ma molto meno inflazionata (e quindi più facile da affrontare). Sia il negozio di musica che l’agenzia di viaggi on-line ripetono il procedimento per ogni pagina/prodotto in catalogo: le pagine e i relativi anchor text interni rimarranno ottimizzati principalmente per le chiavi di ricerca più gettonati, ma piccoli accorgimenti in alcuni punti del copy e nell’internal linking le renderanno capaci di ottenere posizionamenti utili per le chiavi secondarie selezionate. E di vendere alla clientela principale di riferimento. Link BuildingL’attività di Link Building seguirà una strada analoga: non si andranno subito a cercare i link più forti, ovvero – ad esempio – su Rockol o Mtv (per la musica), su Tui o Viaggiare.it (per i viaggi), o sul sempiterno Dmoz, ma ci si accontenterà all’inizio di piazzare quei pochi link utili a sostenere il posizionamento per le chiavi secondarie. Quindi, ben vengano le directory minori, il posting su forum, blog o siti di article marketing, e qualsiasi altra strategia “sicura” e a breve termine vi venga in mente. Successivamente, si potrà attuare una strategia di Link Building più aggressiva, basata su alcuni link forti (vedi sopra), sul link baiting, sulla distribuzione di widgets, e sul social media marketing (vedi sotto). L’importante è utilizzare prima le risorse più a portata di mano, in grado di garantire un risultato – anche minimo, purché in breve tempo; ed affidarsi solo in un secondo momento a strategie più efficaci ma potenzialmente più rischiose. Rimandare le richieste di link a quando si sarà acquisita almeno un minimo di credibilità, oltretutto, aumenterà le chances di successo delle richieste stesse. Tornando ai progetti di esempio, il negozio di dischi potrà registrarsi nelle directory e postare su qualche forum di appassionati di musica, prima di mettersi a cercare lo “scoop” per il suo blog da far citare in lungo e in largo. L’agenzia di viaggio potrà scrivere qualche guida originale da ridistribuire, e negoziare l’acquisto di qualche link “sotto il radar”, prima di avventurarsi nella progettazione di un widget che permette di cercare le offerte più economiche del momento. Il Social Media MarketingAnche nel Social Media Marketing, raramente paga giocare subito il tutto per tutto: i network in grado di apportare il contributo maggiore alla causa non dovranno essere il luogo delle prime promozioni, a meno che non si disponga di profili utente in vista e molto seguiti su questi network. Ugualmente, i “pezzi” migliori in termini di LinkBait conviene conservarli per un secondo momento, quando si avranno profili utente “forti” ed un traffico consistente di utenti dei vari network sulle pagine del proprio sito. Content SubmissionParlando di submission autonome ai social network dei propri contenuti, è più conveniente concentrarsi dapprima sui “pesci piccoli”, proponendo i propri contenuti inizialmente solo ai gruppi più ristretti, presso i quali si hanno possibilità molto maggiori di essere notati. È bene ricordare che i social network non sono gruppi chiusi in modo ermetico: spesso un utente di un network è anche utente di alcuni altri siti Social. Inoltre, non è raro che utenti di questo tipo siano molto attivi presso le community alle quali sono iscritti, all’interno delle quali sono riconosciuti e seguiti. La strategia di submission in ottica “bottom-up” consiste quindi nell’affidarsi agli utenti delle comunità più piccole: essendo facile essere notati in ambienti più ristretti, gli utenti “cross-social-mediali” potranno a loro volta riproporre i vostri contenuti nei network più grandi, riuscendo con molta facilità a piazzarli sotto i riflettori delle vaste community che frequentano. In termini di Viral Marketing, non c’è nulla di nuovo: i marketer sanno che raggiungere l’interesse dei cosiddetti Early Adopters significa riuscire a diffondere un prodotto presso un pubblico molto più vasto, che da questi sarà influenzato. Nei social network, frequentemente gli Early Adopters sono utenti di varie community di diverse dimensioni: all’interno di quelle più ristrette, è più facile catturare la loro attenzione (con lo scopo di renderli veicolo di promozione all’interno dei social network maggiori). Link Baiting content productionDi pari passo con le submission, anche per la produzione di contenuti ad-hoc per i Social Media, quelli finalizzati ad attirare link spontanei, si potrà seguire una strategia simile. Ben venga dunque preparare qualche pezzo “Killer” (sia esso un articolo, un widget o quant’altro), ma non sparate le vostre cartucce migliori prima del tempo. È meglio darsi da fare con qualche articolo secondario – ma comunque di qualità – nei primi tempi: proporre ai social network i vostri contenuti satellite come prima cosa, vi consentirà di farvi conoscere e di guadagnare qualche “follower”, col vantaggio che anche se qualcuna delle vostre submission non avrà successo, conserverete ancora i pezzi migliori. Dopo qualche mese di attività di submission e commenti, avrete già costruito una piccola rete di amici, sul cui apporto potrete contare quando giungerà il momento di servire i vostri piatti forti (che andranno preparati fin nei minimi dettagli). Ricapitoliamo dunque il piano d’azione bottom-up nel Social Media Marketing, tornando ai progetti esemplificativi. Per il portale turistico potrebbe essere conveniente proporre le proprie offerte su SegnaloItalia.it o simili, aspettando poi che un navigatore-viaggiatore ne usufruisca e ne scriva una recensione su Ciao.it o su TripAdvisor. Nel frattempo, il gestore dell’agenzia potrebbe realizzare una serie di video su località turistiche da inserire in WikiTravel, e aspettare che un utente molto attivo su Youtube li promuovano a dovere nel sito di video-sharing più famoso del mondo. Oppure, potrebbe caricare in autonomia i propri video su Youtube, avendo cura di inserire il proprio video più bello solo quando avrà guadagnato, grazie al lavoro precedente, almeno qualche dozzina di sottoscrittori al proprio canale. L’e-commerce di musica potrebbe iniziare a scrivere recensioni sugli ultimi album in uscita nel proprio blog, e proporli sia in Myspace che sul canale Musica di Oknotizie, in modo da guadagnarsi una base ricettiva di utenti. Quando poi avrà lo “scoop”, sarà più facile sottoporlo all’attenzione di questi network. Nel suo sito poi, potrebbe approntare un test di personalità, in base alle risposte del quale verrà proposto l’album più adatto da acquistare. Qualche segnalazione di questo test, oltre che nel corporate blog, potrebbe essere inserita inizialmente su qualche forum (dato che sono anch’essi Social Network), in attesa che magari un blogger seguito su Wikio lo noti e ne parli. Sfruttare i posizionamenti ottenutiLavorando come descritto, non sarà difficile ottenere in tempi rapidi traffico e posizionamenti utili su molte chiavi secondarie. In questo modo, oltre ai benefici diretti (conversioni), si produrrà un effetto “pioggia sul bagnato”: le vostre pagine riceveranno nuovi link spontanei proprio in virtù del fatto che sono già posizionate – e quindi “trovabili” e “linkabili” da chi ha necessità di farlo. Inoltre, potrete finalmente realizzare quello scambio di link con quel portalone che puntavate da tempo, che porta un sacco di traffico ma che non accetta scambi con pagine munite di Pagerank inferiore a X (che nel frattempo avrete conseguito). È quasi superfluo, infine, menzionare gli effetti di branding derivanti da una strategia di posizionamento siffatta: la conoscenza del vostro brand non sarà forse esplosiva, ma comincerà ad espandersi, pian piano, fin da subito. ConclusioniPersonalmente ho utilizzato strategie di questo tipo in diverse occasioni, ed in tutte ho verificato direttamente che un approccio simile è efficace: consente di produrre a basso costo i primi, modesti ritorni in tempi rapidi, e di far leva su quanto ottenuto per portare la strategia al livello successivo con minor sforzo. E voi? Cosa ne pensate? Avete mai usato tecniche simili? Ed ancora, agli esperti del settore chiedo: nel mondo Pay Per Click, esistono strategie simili che si possono attuare? | |
| Gli sviluppatori di Microsoft stanno alacremente lavorando ad un progetto che dovrebbe portare l?applicazione di ricerca, attivata tramite la voce umana, studiata da Redmond, sul vostro iPhone. Condividi | |
| La versione 8 di iGO per Windows Mobile, software per la navigazione satellitare di cui ci siamo già occupati, si conferma davvero interessante, a giudicare anche dai riscontri positivi di coloro che lo utilizzano sin dalle prime versioni. Ragionando esclusivamente sul piano software, il programma può essere aiutato nel tentativo di permeare il mercato dall’immobilismo di ... Leggi tutto | |
Si sapeva che sarebbe arrivata ma non si sapeva quando. E invece la Panasonic ci ha stupito!
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[clicca qui per ingrandire] Vuoi visualizzare e seguire in tempo reale sullo schermo del tuo PC l'esatta posizione GPS di oltre 4000 Navi nel mondo, sia in navigazione che ormeggiate nei porti o ancorate in rada, e conoscere molte altre interessanti informazioni come il nome della nave, tipo di carico ( passeggeri, cargo, petroliera, etc. ), velocità in nodi, rotta bussola, destinazione, bandiera, dimensioni, foto e molto altro ancora ? Impensabile fino a poco tempo fa, il progetto MarineTraffic realizzato in Grecia dall'Università del Mar Egeo, è un vero esempio innovativo di collaborazione aperta per fornire gratuitamente a tutti informazioni in tempo reale sui movimenti delle navi nel mondo. Integrando la raccolta dei dati provenienti dal Sistema di Identificazione Automatica AIS delle navi, la cartografia digitale di Google Maps e una serie di banche dati marittime, é stata creata una efficiente interfaccia grafica che ti permette di selezionare facilmente una determinata Area marina, Porto o Nave, e di filtrare, classificare e visualizzare molte informazioni in tempo reale e altre attinte da banche dati marittime, tra queste anche una completa Galleria Fotografica di tutte le navi registrate. Le informazioni sulle posizioni delle navi fornite da MarineTraffic sono anche disponibili qui in formato .KMZ per la visualizzazione su Google Earth. Se ti interessa conoscere in dettaglio come funziona MarineTraffic e come vengono raccolti e integrati i dati in tempo reale emessi via radio dai trasponder AIS automatici delle navi, leggi la FAQ. Trovi altri post Taggati "Mare" qui. Vedi anche: | |
L'editoria sociale del portale Virgilio. Tags: media, editoria, argomenti semplici, web duepuntozero ![]() | |
| Primo aggiornamento per l’applicazione N-Gage. E’ infatti disponibile al download la nuova versione 1.10. In questa nuova versione sono presenti diverse correzioni della precedente. Una di queste ha abilitato il superamento di quota 10000 del totale dei punti N-Gage. Un’altra ha risolto i problemi che insorgevano quando la lista dei nomi dei giocatori si avvicinava a cinquanta. Infine è stato aggiunto l’N85 nella lista di compatibilità.
Manca solo l’N79 - non ancora uscito ma che avrà già N-Gage preinstallato - e l’N78 - la cui versione specifica dell’applicazione N-Gage credo sia alle porte. Degli altri dispositivi (N73, N93i, N93) non si sa nulla al momento. Per quanto riguarda il download, è possibile verificare la presenza dell’aggiornamento direttamente dall’applicazione sul cellulare. Nel caso non risultasse disponibile, potete scaricare la nuova versione nella pagina ufficiale. (fonte: N-GageBlog) | |
Ho notato questa idea qualche mese fa, in un piccolo stand della fiera dell'innovazione di Udine (innovactionfair ), certo stonava un po' in mezzo a biotecnologie, nanocomputer e altre cose terribilmente complesse, ma per la sua semplicità e praticità attirava l'interesse di molte persone.![]() ![]() Se volete saperne di più Stappy è prodotto dalla Wimor di Trento | |
iHeard, è un nuovo motore di ricerca in fase beta, dedicato alle stazioni radio online. Si può effettuare la ricerca per parole chiave, categoria, genere, paese, lingua etc. I risultati della ricerca , inoltre, mostrano una breve descrizione della radio cercata, e la possibilità, mediante un pulsante play, di ascoltarla al volo. Technorati Tags: iheard, search engine, radio online, motore di ricerca | |
| Tecnologicamente Tags: iheard, search engine, radio online, motore di ricerca Segnala presso:, | |
Datacase sopperisce a una delle mancanze native dell’iPhone: la possibilita di trasferire falcilmente file dal pc al dispositivo mobile. Datacase consente la connessione con il Wifi sfruttando i protocolli AFP e FTP.Basta avviare l’applicazione sul proprio computer dove apparira’ una dropbox nella quale copiare i file da inviare all’iPhone.Una volta trasferiti i file sara’ possibile leggerli molti formati tra i quali PDF, DOC e Office. (more…) | |
| Vi siete talvolta trovati nella condizione di dover catturare un?azione in video e avete cercato affannosamente un?applicazione gratuita che vi aiutasse in questa piccola ma talvolta necessaria impresa? Forse una delle soluzioni più pratiche e comode è quella di sfruttare la piattaforma offerta dal vostro browser di fiducia, sempre se risponde al nome di ?Mozilla [...] | |
Una rassegna di siti che suggeriscono |

































