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La suoneria più lunga del mondo? Secondo i giapponesi di Dwango, è quella che l’azienda nipponica ha realizzato e reso disponibile da alcuni giorni a tutti i propri utenti, nel paese del Sol Levante.

Perchè? Be’, i musicisti di Dwango hanno sviluppato una composizione della durata di ben 61 minuti e 40 secondi, talmente lunga che, con un pizzico di furbizia da marketing, ne hanno richiesto l’iscrizione nel Guinness dei Primati. Dwango era già passata all’onore delle cronache, qualche tempo fa, per aver realizzato una suoneria udibile solamente ai cani.

Io però il Guinness quasi quasi lo darei a chi ha voglia di restare 61 minuti e 40 secondi in attesa… ;)

[Via Asiajin]

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Utenti Buone notizie per gli utenti Vodafone che stanno pensando di acquistare un nuovo telefono cellulare Nokia: Vodafone Italia ha aggiornato il suo elenco di cellulari (valido dal 1 ottobre) e tra le “new entry” fanno il loro debutto il Nokia E71 UMTS HSDPA Silver con auricolare (?399) e il Nokia N96 UMTS HSDPA con auricolare stereo e cavo dati (?649).

Vodafone ha anche comunicato il nuovo prezzo delle schede ricaricabili: 5 Euro con incluso 5 Euro di traffico telefonico.

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Recupero oggi un po’ di notizie sui software. Partiamo da Nokia Chat che ha ricevuto un altro aggiornamento che ha riguardato soprattutto la correzione di diversi bug. In particolare sono stati risolti i problemi con la gestione della memoria e soprattutto quelli con l’auto-riconnesssione una volta disconnessi.

Inoltre è stata realizzata una versione di Nokia Chat per gli Internet Tablet dotati di OS2008 (N800 e N810) che però non è un vero e proprio programma. Infatti alcuni utenti nei commenti del post del blog dei Beta Labs hanno scritto che era già possibile utilizzare Nokia Chat impostandola manualmente. Il software praticamente fornisce solo un icona e una utility per creare l’account.

Potete scaricare il software nella pagina ufficiale. Bisogna installare prima il support file e poi il mobile client specifico per ogni dispositivo. (fonte: BetaLabsBlog)

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Passiamo adesso a Nokia Music, il software per PC che rivaleggerà con iTunes. Dopo l’ultimo corposo update che aveva visto l’integrazione del software di gestione della musica del PC e del cellulare, cioè il PC client, con il Nokia Music Store accessibile tramite la tab dedicata, è giunto il tempo della laurea. Infatti Nokia Music è uscito dalla fase beta ed è adesso disponible nella sua pagina sul sito della Nokia come versione 1.0. Chi non lo aveva scaricato lo può trovare Q U I. Chi già invece lo aveva installato, la prossima settimana riceverà automanticamente l’aggiornamento. (fonte: BetaLabsBlog)

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Esistono utenti che spesso necessitano, per lavoro o per motivi personali, di scrivere caratteri tipici di lingue straniere nelle mail, nei fogli di calcolo o nelle presentazioni, perdendo di solito parecchio tempo ad aggiungere codesti caratteri man mano. Condividi
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Marchio della Finlandese Nokia

Da Nostradamus della domenica, con questo post mi avventuro in qualche facile previsione sull’ evoluzione del mercato dell’ Information Technology.

Prima dello sviluppo della rete e di Google eravamo abbituati a considerare le aziende informatiche ed elettroniche in base ai loro prodotti e ai loro differenti mercati. Ad esempio Microsoft come azienda produttrice di Software, Nokia di Hardware per la telefonia mobile, Apple come produttrice di computer, e Google per i servizi Web.

Questa distinzione è ormai sfumata e nel giro dei prossimi anni questi grandi player del mercato internazionale finiranno inevitabilmente con confondersi e ad entrare sempre più nei mercati una dell’ altra.

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Logo Microsoft

Già adesso con Google la tendenza è evidente, da motore di ricerca si è trasformata in azienda di software per smartphone, mentre Nokia punta sempre di più oltre che ai vari Smartphones anche ai vari servizi offribili alla sua utenza via Web, e ai software come ad esempio i giochi per la piattaforma Engage.

Apple con Iphone è entrata nella telefonia mobile, con una sua soluzione con la quale collegarsi al web e scaricare contenuti anche a pagamento.

Microsoft infine è sempre più attiva con Windows Mobile presente nella maggior parte degli ultimi smartphone, e dispone di servizi online simili a quelli di Google.

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Logo Google

In questa evoluzione delle attività aziendali di questi grandi colossi. è chiara che questa compenetrazione nei rispettivi mercati dovrebbe giovare all’ utente finale, che si troverà ad avere a che fare con smartphones sempre più sofisticati e permanentemente connessi alla rete via Wi Fi, e Wi Max.

E’ possibile poi ipotizzare che questi dispositivi a lungo andare metteranno sempre più in secondo piano i pc tradizionali, ormai sostituiti da NetBook e Smartphones o Palmari.

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Marchio di Apple

E le aziende sopracitate diventeranno sempre di più produttrici di software e contenuti multimediali.

Sarà interessante capire come sfrutteranno l’intelligenza e le capacità di milioni di utenti connessi tra loro, che saranno la nuova fonte di innovazione alla quale Google si rivolge in questi giorni con il suo premio da milioni di dollari per l’idea più rivoluzionaria che circola da qualche parte nel Web. Di questa intelligenza con l’Open Source ne abbiamo già avuto un’ ottimo esempio.

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UtentiI mixtape sono raccolte di canzoni che rievocano lo spirito delle vecchie audiocassette sulle quali si incidevano i brani preferiti per poi ascoltarli in auto o con il walkman. Online ci sono parecchi servizi che consentono di creare playlist dei propri brani preferiti, in modo da poterle ascoltare e condividere con gli amici.

Favtape è un servizio creato appunto per soddisfare questa esigenza. Consente di ascoltare le playlist degli altri utenti di crearne di proprie, ma anche di consultare il vasto catalogo ordinato per genere o per anno di pubblicazione.

E’ importante sottolineare che i brani non sono archiviati sui server di Favtape, ma semplicemente “serviti” in streaming sfruttando le API di SeeqPod.

Le varie playlist possono essere anche inserite all’interno del proprio sito web, segnalate via email o via Twitter agli amici.

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L'embed di una playlist su Favtape

Post pubblicato su Speedblog

Creare mixtape con Favtape

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Come già vi ha annunciato Maria Pina in questo post,  entro la fine dell’anno saranno 4 miliardi gli abbonati ai servizi di telefonia mobile. Oggi a renderlo noto è l’Itu (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni), agenzia che fa capo all’Onu. Il numero di utenti della telefonia mobile, informa l’Itu, è cresciuto al ritmo del 25% annuo negli ultimi [...]
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A

UtentiA partire dal primo ottobre gli utenti di Brescia e Bari potranno sottoscriver le offerte WiMAX di Linkem per la connettività a banda larga.

Le offerte principali sono 3:

  1. Connessione ad Internet da 7 Mbit in download e 1Mbit in upload e traffico illimitato al prezzo di 20 euro al mese.
  2. Come la precedente ma con l’aggiunta del servizio telefonico VoIP con chiamate illimitate verso tutti i numeri fissi italiani al prezzo mensile di 30 euro./li>
  3. Come la precendente ma con tre ore al mese di telefonate verso tutti i telefoni mobili ad un prezzo mensile di 45 euro.


L’abbonamento a Linkem prevede un costo di attivazione una tantum di qualche decina di euro. Per il collegamento verrà utilizzato un router che si dovrà collegare alla presa telefonica di casa.

Chi scegliere anche il servizio telefonico riceverà un numero nuovo e al momento non sarà possibile portare la vecchia numerazione sul nuovo abbonamento.

Davide Rota, amministratore delegato di Linkem, ha dichiarato che entro la fine dell’anno saranno 55 le città coperte dal servizio.

L’aspetto però più significativo dell’offerta Linkem consiste nel fatto che un abbonato potrà sfruttare il proprio collegamento ad Internet anche quando si trova fuori casa, sia che si trovi nella città di residenza sia in altre aree coperte dalla rete Linkem, compresi aeroporti, stazioni di servizio delle autostrade, hotel …etc…

Per sfruttare questa possibilità sarà però necessario abilitare il proprio portatile al servizio WiMAX. Al momento dell’attivazione, con 50 euro aggiuntivi l’utente potrà acquistare una scheda Pcmcia (in futuro è previsto anche un dispositivo USB) per sfruttare il collegamento ad Internet senza fili.

Non resta che attendere l’avvio del servizio ed i commenti dei primi abbonati.

[via Repubblica]

Post pubblicato su Speedblog

WiMAX: le prime città coperte sono Brescia e Bari

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uTorrent è uno dei più popolari client BitTorrent usati dagli utenti Windows ed è uno di quei software che molti avrebbero voluto fosse disponibile anche per Mac. Finalmente è stata vista in giro una prima versione alpha di uTorrent per Mac. Una copia del programma è stata pubblicata anche su The Pirate Bay.

Questa versione è ancora in fase di sviluppo anche se chi ha avuto modo di provarla l’ha definita relativamente stabile, con un aspetto decisamente Mac-like e persino migliore rispetto alla versione Windows.

Simon Morris, Vice Presidente del Product Management di BitTorrent Inc., ha dichiarato che quella che circola in Rete non è una versione rilasciata ufficialmente dalla società, in quanto destinata esclusivamente ad un uso interno. Sempre Morris raccomanda di non utilizzarla in quanto non ancora sufficientemente stabile e testata.

Ecco alcuni screenshot di uTorrent per Mac:

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uTorrent per Mac

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La finestra di download di uTorrent per Mac

Post pubblicato su Speedblog

uTorrent per Mac

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A sette mesi dalle aste per il WiMAX, Linkem svela i proprio piani per il WiMAX, “Dal primo ottobre gli utenti di Bari e di Brescia potranno andare a fare i conti con l’offerta commerciale di Linkem, che accende le prime due reti realizzate.” «Linkem propone tre sole tipologie di abbonamento spiega l’amministratore delegato Davide Rota per dare un segnale immediato di semplificazione delle offerte: tre tipologie e prezzi arrotondati, senza i centesimi, per facilitare i confronti e non trarre gli utenti in confusione». Ecco i prezzi. Il primo abbonamento è per la sola connessione Internet. Velocità a 7 mega al secondo, come con l’Adsl2+, traffico illimitato e costo di 20 euro al mese. La seconda tipologia: Internet più telefono. Qui il costo è di 30 euro al mese. Comprende traffico Internet illimitato e telefonate illimitate verso tutti i numeri…
Colpisce tra gli altri anche Wind, Fastweb, Tiscali e Sky l’ultimo provvedimento del Garante della Privacy che ha vietato ad alcune società specializzate nella creazione e nella vendita di banche dati (Ammiro Partners, Telextra e Consodata) l’ulteriore trattamento di dati personali di milioni di utenti. Questi dati, che nel caso specifico sono numeri telefonici, erano stati [...]
Alla vigilia del lancio della rete Xohm nella città di Baltimora, Sprint Nextel ha avviato partnership con diverse società per fornire ai propri utenti servizi basati sulla localizzazione. L’idea base è quella di poter offrire agli utenti informazioni specifiche, tramite i loro dispositivi mobili WiMAX, sul luogo in cui si trovano in un determinato momento. Per esempio gli utenti che si trovano in zone a loro sconosciute potranno avere in tempo reale, tramite dispositivo, (cellulare, umpc o altro) accedendo al portale Xohm, informazioni su come trovare ristoranti cinema o eventi nelle vicinanze.Una delle società partner per la fornitura di questi servizi è la uLocate Communications, con sede a Boston, che sarà il partner principale del progetto di localizzazione Xohm. Questa società tramite la propria piattaforma mobile WHERE? e il suo portale di servizi GPS, Buddy Beacon, darà agli agli utenti…

Quando un anno fa ho deciso di aprire un blog conoscevo solo Blogger come piattaforma ed ero certo che non mi piacesse particolarmente. Grande facilità di utilizzo, ma decisamente una scarsa possibiltà di personalizzazione. Sinceramente tutte le piattaforme distribuite gratuitamente su grandi concentratori di blog non mi appassionavano, tantomeno adesso.

Ho provato comunque wordpress.com ed il feeling è stato da subito molto forte. Ma ovviamente volevo qualcosa di più, volevo imparare, volevo essere indipendente e fare a modo mio. Non ricordo chi, su quale forum e perchè mi abbia detto “hey usa wordpress su un tuo dominio!” … ma lo ringrazierò sempre Utenti

Qualche giorno fa durante un paio d’ore di noia assoluta tornato dalla spiaggia (le mie vacanze sono finite domenica) ho provato a buttare giù un mini-spot da pubblicare sul blog e condividere con voi per cercare di aiutare Wordpress a crescere sempre di più. Quasi mi sono sentito in dovere di rendere qualcosa indietro.

Dunque con questi piccoli 19 secondi mi piacerebbe diffondere in utenti indecisi la “Wordpress Way of Life” e fare sapere a tutti che la community italiana è bella viva e presente. Nel mini-spot ho pensato di citare i 2 principali siti che si occupano di WP ovvero la community ufficiale italiana, dove ringrazio tutti per il supporto soprattutto nei primi mesi … non ce l’avrei fatta senza di loro Utenti

In seconda battuta GiorgioTave, tutti gli utenti e moderatori del forum (oggi lo sono anche io) sempre disponibili e che sicuramente danno un forte contributo alla diffusione di Wordpress.

Se avrete il piacere di ripubblicare questo semplice video sui vostri blog ne sarò felice ed avremo tutti contribuito in parte allo sviluppo del nostro amato WP.

Ho caricato il video su Vimeo, per un discorso di qualità, ma è disponibile anche una versione YouTube.


Wordpress Spot from Alessio Lo Vecchio on Vimeo.

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Lo ammetto: usare Google Analytics per tracciare (ed ottimizzare) le performance delle inserzioni di Google Adsense, è la mia croce e la mia delizia.

Croce perché i rapporti di Adsense sono assolutamente inadeguati per svolgere analisi di tipo qualitativo, in quanto forniscono solo informazioni quantitative (seppur ben segmentate, usando i criteri) sul numero di click, sulle impression, sul CTR e sull’eCPM. Idem, per i ricavi.

Incrociare i dati di utilizzo delle pagine del sito (cosa che ben fa Analytics, dal canto suo) con quelli di interazione degli utenti con gli elementi di Adsense, è una delizia, perché permette di capire tante cose utilissime, ed ottimizzare Adsense di conseguenza.

Sapere quali sono le pagine, le keyword e i vari segmenti che performano meglio in termini di CTR e Revenue in Adsense, permette di capire dove conviene lavorare per ottimizzare il rendimento degli annunci contestuali nel proprio sito.

Individuare gli utenti ed i comportamenti più remunerativi, le keyword, le pagine ed i referral e  più redditizi significa sapere cosa testare, e dove investire per massimizzare il ROI di Adsense.

Un tracciamento degli Adsense integrato nativamente in Google Analytics?

È probabile che ci sarà. Mi accorgo solo adesso che due anni fa, il team di Analytics chiese un feedback agli utenti iscritti a entrambi i servizi, presumibilmente proprio allo scopo di studiare una possibile integrazione.

Ebbene, i rumor di oggi parlano di quel che potrebbe essere il risultato di questo studio. Non è ancora una funzionalità disponibile al pubblico, ma pare che qualcuno la stia già testando.

Il blog TheGoogleCache ha infatti pubblicato un post dove vengono descritti ed illustrati i vari pannelli di una nuova sezione dedicata a Google Adsense, all’interno della piattaforma di Google Analytics.

Il post è stato rimosso (404), ma poiché il blog offre un feed, il contenuto integrale dello stesso è ancora disponibile (direttamente dai server di Google, con tanto di screenshot! Perfavore, avvisatemi se il link non dovesse funzionare più).

Nell’articolo l’autore mostra le informazioni disponibili riguardo ai click Adsense: li si può segmentare per pagina e per sito di provenienza. È possibile ordinare i dati in base ai consueti parametri Adsense (CTR, eCPM…), e visualizzare un trend delle performance dei contenuti Adsense.

Ecco una schermata che mostra l’apporto dei Referral Sites alle performance ed ai rendimenti di Adsense:
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(immagini tratte da TheGoogleCache.com)

Non vi è traccia tuttavia della ricerca nel sito (ricerca Adsense, intendo): spero che venga integrata anche questa parte di rapporti degli Adsense nell’omonima sezione in Analytics.

Cosa conviene tracciare per ottimizzare i rendimenti Adsense?

L’autore di TheGoogleCache dà un suggerimento che condivido pienamente:

  1. Identifica le pagine che ospitano gli annunci più remunerativi
  2. Scegli tra queste le pagine con i CTR più elevati
  3. Studia il tipo di traffico che ricevono alti tassi di click da SERP organiche
  4. Trova tra queste quelle che potrebbero posizionarsi meglio per la keyword più performante

E voi? Quali dati utilizzereste per ottimizzare le performance di Adsense se questi fossero disponibili, ed in che modo?

Come tracciare oggi l’uso di Adsense (con Analytics)?

Intanto che aspettiamo che questa nuova funzione di Analytics venga resa disponibile (e spero accada presto, perché ho già l’acquolina in bocca), è già possibile tracciare i click di Adsense nel profilo di Google Analytics, in qualche modo.

A tal scopo consiglio (ed utilizzo) questo ottimo script che permette di impostare il Click su un elemento Adsense come Obiettivo in Analytics . Lo script ha i suoi limiti, va detto: il tracciamento è “non ufficiale di Adsense” innanzitutto, e poi essendo un Obiettivo di Analytics non è facile tracciarne il Conversion Rate a livello di pagina (a meno di non smanettare con la simulazione di ecommerce, che devo ancora sperimentare - anyway grazie ancora, Daniela!)

Chi non volesse utilizzare Analytics può optare per una soluzione self-hosted: a tal proposito segnalo AsRep, ma non l’ho mai provato - e voi?

P.s. Vado in vacanza, ci si rilegge a metà settembre!

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Lavorare a progetti SEO per nomi molto noti, potendo contare sul supporto del reparto marketing e PR del marchio stesso, spesso fa sì che i risultati di branding e buzz ottenuti offline si ripercuotano positivamente sul traffico e sui posizionamenti di un sito web.

Link spontanei che nascono come funghi presso i siti di blogger e comunità appassionate, visite e conversioni che vanno avanti trainate dalla pubblicità tradizionale, ricerche di tipo “navigational” che si ripetono a migliaia presso i motori di ricerca: sono solo alcuni dei fenomeni che si notano facendo SEO per conto di brand ben conosciuti presso il grande pubblico.

In queste condizioni il lavoro è, per molti aspetti, più semplice. Ma cosa fare se non si ha la fortuna di poter beneficiare degli sforzi sostenuti dal brand stesso, perché magari è poco noto o magari perché il sito è nuovo e non può contare su appoggi forti?

Come agire quando gli obiettivi di traffico organico e conversioni devono essere raggiunti potendo contare solo sulle proprie forze, magari in un mercato competitivo?

C’è una strategia che può aiutare in questi casi: si tratta di una strategia di posizionamento che copre, in due fasi, sia il breve che il lungo periodo, e che adotta un approccio “bottom-up“.

Il bottom-up è una strategia che riguarda sia la promozione che il posizionamento sui motori di ricerca, e che consiste nel dedicarsi, nelle fasi iniziali, soprattutto a quelle strade in grado di portare benefici immediati, anche se non eclatanti.

In un secondo momento, si fa leva sui risultati già conseguiti (a basso costo) per raggiungerne di migliori (ad alto ritorno), in grado di sostenere il business e possibilmente corrispondenti proprio con gli obiettivi principali del progetto.

Una strategia di questo tipo va applicata in modo oculato su tutto il progetto, dal momento che può, e deve, riguardare gli aspetti più disparati di un intervento SEO: dalla selezione delle parole chiave al link building, dal social media marketing all’utilizzo dei risultati ottenuti in termini di posizionamento, tutte le attività devono seguire scrupolosamente una strategia pre-determinata.

Vediamo come affrontare una sfida del genere, per mezzo di esempi pratici.

Supponiamo, per esempio, di avere a che fare con due progetti separati: un e-commerce di dischi, dotato di un corporate blog, e un portale turistico che propone pacchetti vacanza in Europa.

Come impostare la strategia bottom-up?

(nota: le parole chiave, i tassi di conversione e in generale tutti i dati indicati nei prossimi capitoli, sono verosimili ma meramente ipotetici, e non sono confermati da test oggettivi).


La keyword selection

Una premessa: in questo capitolo, per “keyword selection” non si intende l’ambito semantico in funzione del quale ottimizzare il copy delle pagine web: il termine è riferito alla scelta delle parole chiave a cui puntare all’inizio nel posizionamento organico.

L’intento è quello di individuare quelle parole chiave, in target con la clientela del business da promuovere, magari non trafficatissime ma –anche per questo – relativamente semplici da affrontare in termini di posizionamento.

Per dovere di cronaca, è necessario precisare che questo concetto è già stato espresso nel T