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Non bastavano le elezioni di domenica, e lunedì, prossimi a mettermi di cattivo umore. Adesso c'è anche la triste scoperta, grazie a Marco Farco, che il nostro tagliando per lo show di Mark Knopfler a Passariano è nel settore S, quello vicino al mixer. E pensare che non so nemmeno missare: ora che facciamo. Ci portiamo il binocolo, oltre che procurarci un'ottica lunga che ci faccia fare delle foto da 20/30 metri. Che ne so, pensavo a un 400 mm, un 500 mm.: qualcuno ne ha uno? Vabbè va, l'importante è che si senta bene diceva quello. Alla fine 57,5 euro visivamente gettati nel cesso, ma non acusticamente, quello mai.

E nemmeno l'intervento di miss Elena di Folkest, l'angelo dagli occhi azzurri, è valso a qualche cosa: settori tutti con lettera bassissima P, T e compagnia cantante, oppure lateralissimi. La frittata concertistica è fatta: dovremo vedere e sentire quel che c'è con buona pace degli intenti sottopalchistici.

Tornando a bomba alle prossime elezioni credo che avrò delle difficoltà nel voto: non riesco bene a capire i simboli nelle schede, quali sono separati e quali appiccicati: secondo me le schede andavano ristampate, non so se ci ha pensato già anche qualcun'altro. Detto questo penso non voterò per non sbagliarmi, se poi magari per sbaglio voto casini e diventa Presidente del Consiglio per un voto?

Un benvenuto nel mondo della fotografia reflex anche al mitico Danielino che si è dotato della nuovissima Canon EOS 450D con vetro da 18-55 mm. IS. Per uno dei più grandi appassionati di elettronica della storia non sarà un problema interfacciarsi con il nuovo giocattolo di Canon, pronto per restituirci immagini da sogno.

Pubblicato da drmaxx | Commenti


Tags: musica, concerti, reflex, mark knopfler, canon


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2 modi per convertire i prossimi Hotlink verso le tue immagini in Backlink "puliti" (con Anchor text scelto da te).

Come promesso nel precedente post, oggi vi presento la traduzione dell’articolo che ho preparato come contributo per il progetto Link Building Secrets, di cui ho scritto ieri.
Passiamo subito al sodo, che l’articolo è lungo. Buona lettura!

I Contenuti di questo articolo:

Breve introduzione alle ricerche di immagini e all’hotlinking

Miei cari SEO,

Concedetemi qualche minuto per descrivere i punti salienti di una situazione ben nota:

Supponiamo che abbiate un sito con tante belle immagini e fotografie. Da bravi SEO, avete ottimizzato ognuna di queste immagini al meglio, e quando le persone eseguono le loro ricerche nel proprio motore di ricerca di immagini preferito (che in Italia è Google Ricerca Immagini), trovano le vostre immagini ai primissimi posti nelle SERP:

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Voi, o il vostro cliente, siete felici di ricevere così traffico in quantità dai click provenienti dalle ricerche di immagini.

Tuttavia, non è tutto così bello come sembra. Infatti, come sicuramente saprete, molti webmaster e blogger pigri passano il loro tempo a cercare immagini solo per inserirle, tramite un hotlink dal vostro server, nelle loro pagine web.

Quando qualcuno crea un hotlink ad una vostra immagine, fa questo:

  1. Usa la vostra immagine o foto senza chiedervi il permesso (cosa che voi o il vostro cliente potreste anche ritenere accettabile),
  2. Consuma la vostra banda (che ha un costo): più visite riceve il suo sito, più alti saranno i costi di banda per voi
  3. Quasi sempre omette l’attribuzione, e praticamente mai include un link al vostro sito: in questo articolo vi spiegherò proprio come reagire a quest’ultimo punto.

Nota: bloccare l’hotlinking delle immagini (è possibile farlo lato server, vietandone l’accesso se il Referrer HTTP non appartiene al proprio hostname) non è una buona idea a mio parere. Un’alternativa valida consiste nel sostituire l’immagine con una versione contenente un watermark in caso di hotlinking -facendo quindi branding- ma qui abbiamo l’opportunità di guadagnare un backlink: perché sprecarla, dunque?

Le immagini che ricevono traffico dalle ricerche sono un’opportunità per ottenere backlink con poco sforzo

Google Immagini è la risorsa dalla quale ricevo la maggior parte del traffico verso le immagini, ed un mio studio evidenzia quanto segue: quando un utente è interessato a visitare il sito web, di solito lo naviga all’interno del frameset creato da Google (oppure rimuove il frame superiore con l’apposito link); ma quando l’utente è interessato a prendere l’immagine per creare un hotlink, o per scaricarla sul proprio computer, normalmente clicca sulla versione rimpicciolita dell’immagine che si trova nella parte superiore del frameset di Google.

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In quest’ultimo caso, il vostro server invia al client solamente l’immagine (ovvero, il browser richiama il file immagine direttamente) e il campo HTTP REFERER risulta contenere un URL del tipo images.google.com/bla-bla-bla.

Se si controlla quel che accade e che cosa viene servito ai client in seguito ai click di questo tipo, si ha un potente modo (anzi, due!) per far sì che una parte significativa dei webmaster che cercano, trovano e hotlinkano le immagini contestualmente creino backlink al sito con un anchor text a propria scelta.

Quello che succede in seguito ad un click di questo tipo è reso pressapoco così:

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L’utente vede l’immagine, e se desidera creare un hotlink l’unica cosa che deve fare (anzi, l’unica cosa che può fare a questo punto) consiste nel copiare l’URL dalla barra degli indirizzi del suo browser, e copiarla all’interno dell’attributo SRC del suo tag <IMG> nel sorgente HTML (oppure nella porzione del suo CMS che farà questo lavoro per lui, ma è quasi la stessa cosa).

Nel mio articolo illustrerò due tecniche -di cui una inedita- che costituiscono un’opportunità per costruire la vostra link popularity a partire dal traffico che ricevete dalle ricerche di immagini. In entrambi i casi dovrete affrontare un po’ di server side scripting, e in un caso particolare dovrete anche riconfigurare il vostro server web. Siete pronti?

MODO UNO

La Landing Page Fantasma

Questa tecnica è già stata descritta in passato da altri, tuttavia non è ancora molto conosciuta, nè utilizzata.

“Fantasma” è la traduzione di “cloaked” - e, no, anche se leggete "cloaking", non si tratta di una tecnica black hat: non inganna l’utente, ma gli presentera sostanzialmente lo stesso contenuto che si aspetta di visualizzare in seguito al suo click sulla SERP (con l’unica aggiunta di una piccola call-to-action).

Il metodo consiste nel servire, alle richieste che mostrano una SERP di immagini come referrer, una landing page che contiene l’immagine, in luogo della sola immagine in sè.

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La landing può essere anche molto semplice, limitandosi ad aggiungere vicino all’immagine un messaggio del tipo “copia il codice per inserire questa immagine nelle tue pagine web” ed il relativo codice HTML, oppure può essere più complessa - ma l’obiettivo resta uguale: l’utente dovrebbe prelevare l’HTML che genera l’hotlink all’immagine ed il backlink testuale a seguire, invece di limitarsi a copiare l’URL dell’immagine.

Efficacia: da Medio-Bassa a Quasi Nulla (dipende principalmente dalla qualità della landing -e- dall’appeal dell’immagine)

Correttezza: Alta (ci si limita ad aggiungere una call-to-action ed un po’ di codice al contenuto grafico richiesto dall’utente)

Difficoltà: Media oppure Bassa (dipende perlopiù dalla varietà di formati e dalla residenza fisica delle immagini sul server)

COME SI FA

Fondamentalmente, si deve fare in modo, attraverso un rewrite, che le richieste di immagini vengano dirottate su uno script di controllo. Lo script si occuperà di riconoscere la provenienza dell’utente, quindi agirà di conseguenza: mostrerà agli utenti provenienti dalle ricerche immagini una landing page contenente l’immagine trovata, mentre continuerà a servire l’immagine come al solito agli utenti regolari.

Se il vostro server fa girare Apache con PHP e avete la possibilità di usare il file .htaccess, compilatelo come segue:

RewriteEngine On RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC] RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT]

Questa sintassi dirà al vostro web server che quando riceve richieste di URL che terminano con un punto (.) seguito da “jpg”, “jpeg”, “gif”, “png” o “bmp” -case insensitive-, la risorsa a cui si deve riferire è in realtà il file “/script.php”. A questo script verrà inoltre passato l’intero REQUEST_URI (l’URL richiamato inizialmente) come valore del parametro “imgpath”, nella sua querystring.

A questo punto, all’interno di script.php controllerete i valore HTTP REFERER, e nel caso in cui questo contenga la stringa “images.google.com” (o qualsiasi altro motore di ricerca di immagini vogliate riconoscere) lo script mostrerà la landing. In qualsiasi altro caso, come richieste dirette o richieste provenienti dal vostro stesso sito, l’immagine verrà mostrata come al solito al medesimo indirizzo.

Di seguito, un esempio del codice basilare di script.php (prestate attenzione ai commenti):

<?php // Inserite in questo array qualsiasi sottostringa identifichi un motore di ricerca di immagini: $hr = array("images.google", "immagini/preview.cgi");  // L'URL richiesto viene salvato in $imgpath (qui è opportuno aggiungere qualche controllo di sicurezza) $imgpath = $_GET["imgpath"];  // Ciclo l'array foreach($hr as $imgreferrer) {    $found = strpos($_SERVER["HTTP_REFERER"], $imgreferrer); // Controllo il referrer rilevato    if ($found !== false) {     // Se viene riconosciuto un URL di un motore di ricerca immagini nell'HTTP REFERER, mostro la landing:     header("Content-type: text/html");     ?>      <!-- scrivi qui il codice HTML della tua landing page, oppure inserisci un redirect alla landing: -->     <h1>Codice per inserire l'immagine nella tua pagina web:</h1>     [[Qui va il codice HTML da copiare per creare l'hotlink e il backlink testuale]]     <img src="<?php echo $imgpath; ?>" alt="" />      <?php     die(); // Ferma il loop e lo script a questo punto   } } // Fine del loop  // Se non ci sono stati riconoscimenti, servi l'immagine normalmente: header("Content-type: image/jpeg"); // QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l'immagine echo file_get_contents($imgpath); // QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents()  ?>

Questo script si occuperà da ora in poi di servire l’immagine o la landing page più l’immagine, a seconda dei casi.

È tutto: non vi resta che testare quale versione della landing page funziona meglio. Trovate quella che convince più utenti a prelevare il vostro codice con il backlink già incluso per inserire le immagini nelle loro pagine web (ma non dimenticatevi di tracciare le azioni compiute sulla landing!)

Nota: se le vostre immagini sono fornite attraverso un CMS che magari si appoggia ad un database, probabilmente dovrete apportare delle modifiche al sistema descritto per renderlo compatibile col vostro CMS.

MODO DUE

Immagini con URL “Magici”

Stando alle informazioni in mio possesso, questa tecnica innovativa non è mai stata descritta prima d’ora (anzi, credo che nessuno l’abbia mai usata, ancora). Se avete informazioni che smentiscono questa affermazione, lasciatele nei commenti barcellona

Diciamoci la verità: per quanto possiate esser bravi a costruire la landing page suggerita poc’anzi, la grande maggioranza dei webmaster non vi presterà attenzione: vi “ruberanno” comunque l’immagine con un hotlink, senza darvi in cambio link nè attribuzione, lasciandovi soli a fare i conti con le vostre spese per la banda.

È deprimente, non è così?

E se invece voi aveste un modo per… diciamo… COSTRINGERLI a darvi ugualmente un backlink quando vi hotlinkano, “combattendoli” sul loro stesso campo di battaglia?

Se, per esempio, vi dicessi che c’è un modo per scrivere direttamente nell’URL dell’immagine, che i webmaster copiano dalla barra degli indirizzi, un codice HTML che, incollato in una pagina web, crea il backlink anche se il webmaster di turno voleva solo creare un hotlink all’immagine sul proprio sito?

Guardate lo screenshot (avete già capito?):

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Ebbene, ve lo dico: ESISTE UN MODO PER FARE CIÒ (è difficile, ma funziona molto bene)!

La Logica dell’URL Magico

Ecco il principio di funzionamento delle Immagini con URL Magici:

  1. Un webmaster cerca un’immagine con l’intenzione di creare un hotlink: trova la vostra sul motore di ricerca, e vi clicca
  2. Voi sapete, dal referrer, che arriva da http://images.google.com/bla-bla-bla (o un qualsiasi altro motore tra quelli che avete scelto)
  3. In questo caso, e solo in questo, voi modificate l’URL visualizzato dell’immagine che vede, da così
    http://example.com/image.jpg

    a così (è solo l’URL a cambiare, non il contenuto dell’immagine):

    http://example.com/image.jpg?foo="><a href="http://www.example.com">Anchortext</a>
  4. L’utente copia questo URL e lo incolla nella sua pagina web (lo incollerà all’interno dell’attributo SRC del suo tag <IMG>)
  5. Il suo codice HTML diventa da così
    <img src="http://example.com/image.jpg">

    a così (notate la prima chiusura del tag IMG: sta prima del codice del link):

    <img src="http://example.com/image.jpg?foo="><a href="http://www.example.com">Anchortext</a>">
  6. La pagina web dell’utente presenterà un hotlink funzionante alla vostra immagine, ma anche un link testuale cliccabile appena dopo l’hotlink (e il codice HTML del link si troverà fuori dal tag immagine)!

Efficacia: Alta (La maggior parte degli utenti non noterà la “stranezza” nell’URL dell’immagine, e spesso non farà caso a cosa c’è nella propria pagina), ma dipende dal target di riferimento

Correttezza: Molto bassa a mio parere (Si tratta di agire contro la volontà degli utenti, ingannandoli, e causando oltretutto anche piccoli problemi nel design delle loro pagine web)

Difficoltà: Alta (È necessario mettere le mani in diversi punti nei file del sito ed in quelli di configurazione del server)

Pro

  • Funziona benissimo, il che significa Molti Backlink da fonti nuove e diverse (che si traducono in un vantaggio competitivo per voi)

Contro

  • È necessario creare una pagina intermedia per forzare un redirect in Javascript
  • Per non complicarti ulteriormente la vita dovrai richiamare l’immagine, nella versione con URL Magico, aggiungendo una querystring con un parametro “fuffa” - e sarà questo l’URL al quale verrà hotlinkata l’immagine
  • Funziona solo con Microsoft Internet Explorer (anche la nuova versione 7)
  • Per quel che ne so, non funziona con Apache nelle versioni della serie 2
  • Potresti generare conflitti nel setup del tuo web server (solo in Apache, la possibilità è remota)
  • Potresti dover affrontare potenziali buchi di sicurezza nel tuo web server (di nuovo, solo Apache)
  • Potrai fornire solo un anchor text privo di spazi per il backlink con il tuo URL magico (ancora una volta solo Apache, non si ha questa limitazione con i server Microsoft IIS 5.0)
  • È moralmente scorretto. (ma qui, lo sono anche gli hotlinkers…)

COME SI FA

Pre-requisiti

Come anticipato, questa tecnica necessita di alcune configurazioni specifiche (ma molto comuni) del web server e del client browser per funzionare.

Riguardo al client, qualsiasi versione di Microsoft Internet Explorer (MSIE) dalla 5 to 7 è adatta. Ho testato il tutto in ambiente Windows XP (quindi parliamo dell’ambiente di gran lunga più utilizzato, oggi, in ambito di web surfing).

Riguardo al server:

  • Ho condotto i miei test con un web server Apache 1.3.33, ma dovrebbe funzionare con qualsiasi Apache della serie 1.3 a partire dalla versione 1.3.27 (dovrebbero andar bene anche versioni precedenti). Per ogni test il protocollo attivo per default era HTTP/1.1 (il più comune).
  • Dovrai editare il tuo file di configurazione httpd.conf (.htaccess da solo non è sufficiente) – e applicando ciò che vado a descrivere, stai probabilmente esponendo il tuo server a buchi di sicurezza a meno che tu non sappia ESATTAMENTE ciò che stai facendo… Presta attenzione, e se non sei sicuro chiedi al tuo reparto IT, prima di applicare modifiche su un server in produzione.
  • Sulle macchine Windows/IIS non dovresti avere questi problemi, e probabilmente non avrai bisogno di apportare modifiche alla tua configurazione (ho eseguito i miei test con server Microsoft IIS versione 5.0).

Cosa c’è dietro la tecnica dell’URL Magico

Questo trucco è possibile dal momento che Internet Explorer non esegue l’escape di alcuni caratteri (inclusi gli spazi) negli URL in determinate circostanze: infatti, IE esegue l’escape degli spazi (li trasforma in “%20“) sia in seguito a redirect server-side e sia in presenza di redirect con Meta Refresh, anche quando gli spazi nell’URL di destinazione sono serviti senza codifica, ma -attenzione- non esegue l’escape degli spazi e di altri caratteri in seguito a redirezioni in Javascript (invece Firefox, per esempio, esegue sempre l’escape).

Questo comportamento verrà sfruttato predisponendo una pagina intermedia con un Javascript che redirigerà ogni immagine che riceve un click da una SERP di immagini (controlleremo questa condizione lato server grazie al solito rewrite) verso lo stesso URL immagine, ma aggiungeremo a quest’ultimo una querystring, priva di escape, con un parametro “fuffa” che contiene il nostro HTML “subdolo” (il quale, se copiato dentro l’attributo SRC di un tag IMG, lo chiuderà ed aggiungerà, dopo la chiusura, il codice del backlink, come descrito sopra).

Il parametro “fuffa” è necessario, perchè è di gran lunga più semplice mantenere invariato il nome del file immagine lasciando l’HTML “magico” all’interno solo della querystring (altrimenti, dovreste modificare ulteriormente il rewrite).

Inoltre, in Apache sarà necessario disabilitare il Controllo dell’Integrità del Protocollo (Protocol Integrity Check). Se lasciassimo attivo questo controllo (che è il comportamento di default in Apache a partire 1.3.27), Apache leggerebbe la parte di URL che segue il carattere “spazio” nella richiesta come se fosse l’indicazione del protocollo HTTP, e questo genererebbe un errore HTTP 400 - Bad Request, in quanto di fatto viene dichiarato un protocollo HTTP non valido.

Quanto descritto è anche la ragione per la quale si può fornire solo un anchor text privo di spazi: si ha a disposizione un solo spazio (quello prima di ciò che viene interpretato come protocollo HTTP da Apache), e lo dovremo utilizzare per separare “a” da “href” nell’URL magico. Ogni ulteriore spazio verrebbe codificato in %20 prima di essere inviato al client (tutto ciò non si applica a Microsoft IIS 5.0)

Il Set-up

Come nell’esempio precedente della “Landing Page Fantasma”, è innanzitutto necessario eseguire un rewrite di tutte le immagini in modo da servirle attraverso uno script di controllo. È possibile utilizzare il file .htaccess come illustrato in precedenza, solo che questa volta è meglio aggiungere un controllo condizionale sull’user agent del browser (che però può trovarsi anche nello script.php, se volete):

RewriteEngine On RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^MSIE.* RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC] RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT] 

A questo punto si può usare lo script.php illustrato in precedenza, con qualche modifica (si veda il codice di esempio più in basso).

Questa volta però, invece di mostrare la landing page, eseguiremo un redirect verso un altro script chiamato magic.php: questo script leggerà il percorso dell’immagine richiesta dal parametro “imgpath”, nella propria querystring.

Tale file magic.php, all’evento Body Onload, richiamerà una funzione javascript, la quale redirigerà il client verso l’immagine inizialmente richiesta, che gli verrà passata come parametro (”imgpath”), ma appenderà all’URL di tale immagine un parametro “fuffa” che contiene il codice per generare il backlink. L’URL di destinazione verrà fornito e mantenuto unescaped.

Ecco il codice di magic.php (dove va cambiato l’anchor text e l’URL di destinazione desiderati):

<?php // Aggiungi i tuoi controlli di sicurezza qui! $imgpath = $_GET["imgpath"]; ?>  <head> <script> function imglink () {   // HTML Entities for blank spaces are:   &nbsp;   &#160;   \xa0   location.href="<?php echo $imgpath ?>?foo=\"><a\xa0href=\"http://www.example.com\">Anchortext</a>"; } </script> </head> <body onload="imglink()"> </body>

E adesso andiamo a modificare il file script.php in modo che esegua correttamente la redirezione verso magic.php senza generare un loop infinito (ho commentato solo le parti modificate e quelle più importanti ):

 <?php $hr = array("images.google", "immagini/preview.cgi");  // Qui vanno aggiunti dei controlli di sicurezza! $imgpath = $_GET["imgpath"];  $browser = strpos($_SERVER["HTTP_USER_AGENT"], "MSIE"); // Un altro browser check if ($browser !== false) { // Se ho riconosciuto Internet Explorer...    foreach($hr as $imgreferrer) {      $found = strpos($_SERVER["HTTP_REFERER"], $imgreferrer);      if ($found !== false) {          // Se viene riconosciuta una SERP Immagini nel valore di HTTP REFERER, redireziona verso magic.php:         if(!isset($_GET["foo"])) {             header("Location:/magic.php?imgpath=".$imgpath);          } else { // Se la redirezione verso magic.php ha già avuto luogo, mostra l'immagine:             header("Content-type: image/jpeg"); // QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l'immagine            echo file_get_contents($imgpath); // QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents()          }        die();       }    } } // Fine dell'IF del browser check  header("Content-type: image/jpeg"); // QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l'immagine echo file_get_contents($imgpath); // QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents() ?> 

A questo punto, se il tuo server gira con Microsoft IIS 5.0 (avevo solo questa versione a disposizione per il test, dovrai provare tu se funziona su altre versioni di IIS), non c’è altro da fare.

Se invece il server è Apache, dovrai aprire il file di configurazione httpd.conf e aggiungere questa riga:

ProtocolReqCheck off

Questo flag è disponibile a partire dalla versione 1.3.27 di Apache e funziona su tutte le versioni successive, fino alla nuova versione 2, ESCLUSA. Per maggiori dettagli al riguardo, vedi questo thread su Webmasterworld e la documentazione di Apache).

Considerazioni conclusive

Se si hanno immagini ben posizionate e che ricevono traffico dalle SERP, si può usare il primo metodo descritto (La Landing Page Fantasma) oppure sfruttare il secondo (Le immagini con URL Magico) per ottenere rapidamente backlink verso i propri siti web ed aumentare così la propria Link Popularity – oppure si può usare una combinazione delle due tecniche.

Quale sia la tecnica migliore va stabilito personalmente in base alla propria abilità nel creare landing page, e al proprio senso della morale: fino a che punto è giusto sfruttare l’ignoranza degli utenti che creano hotlink per perseguire i propri scopi?

…Ad ogni modo, se volete, fatemi sapere se pensate di impiegare queste tecniche, e quanto le avete trovate efficaci.

Post Scriptum

Se controllate attentamente i backlink che riceve il vostro sito con Yahoo Site Explorer, vi accorgerete che nella scheda degli InLinks figurano anche pagine che contengono solamente hotlink delle vostre immagini (non è necessario che includano alcun backlink testuale).
Chissà perché? barcellona

Post-Post Scriptum

Domanda: a quanti di voi piacerebbe capire meglio le tecniche che ho illustrato, osservando una Demo online funzionante e accompagnata dai dati sull’efficacia misurati in un caso reale?
Gli interessati possono “prenotarsi” nei commenti!

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pensateci, il suono si propaga con l’aria, le onde del mare con l’acqua e la luce???

all’epoca , gli scienziati pensavano che la luce si propagasse tramite l’etere, che però non è mai stato rilevato e quindi si è scartata

l’idea dell’etere dopo alcuni esperimenti

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tra poco mi trasferirò su http://www.my10gb.com
offre gratuitamente 10 gb di spazio web con supporto a wordpress e ad altre applicazioni.
10 database mysql
10 utenti mysql

un po lento nell’upload sul server, ma sono 10 gb

non mi trasferisco più perchè il server accetta solo file di dimensione =< a mezzo mega

ciao.

Altro post incredibile di Beppe Grillo sul suo blog! Se solo la metà delle rivelazioni di Padre Benjamin fossero vere, ci sarebbe di che scrivere, e pensare…

Pensare a quanto il mondo dell’informazione possa sconvolgere il mondo, possa raccontare cose non vere, possa manipolare la mente di tutti, anche la mia, facendoci credere che certe cose non succedono…

Tra le varie rivelazioni, quella che più mi ha colpito è la storia sulla tragedia dei Kurdi di Halabj. E’ realmente incredibile che una tragedia incommensurabile, come quella dell’uccisione di 5000 persone, sia successa con una pesante responsabilità degli americani. Faccio fatica a scrivere queste cose, non ho mai demonizzato il comportamento degli americani in Iraq e non riesco a credere che possano essere successe atrocità simili per loro mano. Ma il blog è il posto giusto per discuterne di questo. Se qualcuno ha prove contrarie, per piacere, le scriva.

Oltre a questo sono riportate altre rivelazioni su Tarek Aziz, su Osama Bin Laden. Ripeto, non so se tutte queste storie sono vere ed anche mi pongo la domanda se sia giusto che Beppe le abbia riportate sul suo blog. Però quello che condivido della lettera è lo sprone a camminare dritto, a non mollare… Beppe, te lo auguro anch’io.

Sembrerà impossibile….
ma da qui si possono spedire sms a gratis!
e ben tutti e 160 caratteri!

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T-Mobile ha da poco lanciato il sito del G1, il primo cellulare con Android (il sistema operativo di Google) che uscirà sul mercato. All’interno del sito, oltre ad informazioni e ad una 360 view che ci permette di studiare il G1 da ogni punto di vista, possiamo trovare un emulatore software in grado di mostrarci le funzioni principali di questo nuovo cellulare.

Basterà puntare questo link e interagire con il mouse su pulsanti e schermo del dispositivo.

[via intomobile]

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Da circa una settimana gli utenti della rete eDonkey ed del popolare software P2P “eMule” stanno affrontando un problema legato alla disponibilità di server per il collegamento e la condivisione di file. In particolare i popolari server chiamati “DonkeyServer” hanno infatti smesso di indicizzare i file condivisi dagli utenti connessi e risultano offline per i nuovi collegamenti. Finora non erano emerse ancora notizie chiare ed ufficiali sulla “chiusura” di questi server di riferimento per la community eDonkey/eMule.

Ieri è l’IFPI (International Federation of Music Phonographic Industry) è finalmente uscita allo scoperto annunciando in un comunicato stampa la chiusura di sette server eDonkey a seguito di ingiunzioni da parte di una corte di giustizia tedesca. Si tratta quindi di un nuovo giro di vite contro la pirateria e contro i server di scambio P2P che collegano tra loro milioni di “file-sharer”. Le nuove azioni fanno seguito a simili chiusure imposte tempo fa in Olanda e Francia. Secondo IFPI, si tratta di un duro colpo inferto ad una delle tre principali reti di file-sharing.

Per tutti gli utenti della rete eDonkey/eMule che si trovano in difficoltà segnalo un post sul sito di riferimento italiano per il file-sharing “P2P Forum Italia“, che riassume la vicenda (non ancora aggiornato con le ultime notizie ufficiali) offrendo consigli e assistenza per il collegamento al network. Per il momento il consiglio più valido è quello di sfruttare la rete Kad, che viene usata da eMule in modo automatico per trovare le fonti dei download, ed eseguire ricerche di file. Da P2P Forum Italia: “La rete Kad è serverless, cioè priva di server all’interno della sua struttura. Per questo è solida e poco vulnerabile. Mentre la rete eD2k può avere difficoltà a causa di malfunzionamenti dei server, per far morire la rete kad bisognerebbe spegnere tutti gli eMule attivi nel mondo… impossibile“.

Le problematiche di connessione alla rete eDonkey ed eventuali sviluppi (apertura nuovi server, e liste server “sicure”) stanno venendo anche discussi ampiamente sul forum ufficiale del progetto eMule.

Fonte| Tweakness 

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I clienti business di AT&T possono ora scegliere tra 3 differenti tipologie di contratto per l'uso di iPhone.


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Da un pò di tempo se ne sente parlare e non si può fare a meno di notarlo. Il web è cambiato radicalmente nell’aspetto e nelle sue funzioni; da semplice raccolta di siti web static, la rete sta presentando ogni giorno piattaforme software sempre più sofisticate all’utente finale tali da rendere superfluo l’utilizzo dei software installati [...]

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Dopo avervi mostrato l’emulatore, arrivano anche le immagini dell’unboxing, direttamente dalla fortunata redazione di tmonews che è riuscita a mettere le mani su un G1.

Come possiamo vedere dalle foto, la confezione include gli accessori standard corredati da una custodia per proteggere il device.

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i-mate Ultimate 8150è uno smartphone con scocca standard basato sul sistema operativo Windows Mobile 6.0, con supporto alle reti UMTS/GSM e connettività HSDPA, EDGE e GPRS. Il display del cellulare ha una risoluzione di 640x480 pixel a 262.144 colori TFT. E' presente una fotocamera ...

s Dell’applicazione Fring per iPhone vi abbiamo già parlato la scorsa settimana. Si tratta di una piccola utility che permette di utilizzare il servizio Skype Out sul cellulare, in pratica è possibile effettuare chiamate voce verso tutti i numeri di rete fissa utilizzando internet.

Purtroppo, AT&T, che detiene l’esclusiva dell’iPhone in America, non consente il VoIP via 3G, e quindi Fring è stato sviluppato per essere utilizzato unicamente collegandosi ad un network wireless.

Ora una buona notizia ed una cattiva. La buona: un hacker ha rimosso questa limitazione ed ha rilasciato una versione di Fring che funziona anche con la connessione 3G dell’iPhone pubblicando il link per il download su forum ufficiale di Fring. La cattiva: i moderatori del forum hanno rimosso il link.

Non è escluso, però, che la versione hackerata di Fring presto o tardi faccia la sua comparsa sui canali del P2P.

[AGGIORNAMENTO]: Leo “zizzi” ci segnala un link per scaricare la versione patchata di Fring. Grazie per la segnalazione.

[via Spider-Mac]

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La spagnola Galactic Suite ha intenzione di costruire e mettere in orbita attorno alla terra un hotel spaziale. L’ultimazione del progetto è prevista per il 2012, anche se la data dipenderà molto dai fondi disponibili, che al momento conterebbero principalmente su donazioni private.

Un fine settimana nello spazio (tre giorni) costerà circa 4 milioni di dollari. Benefit del soggiorno? Quantomeno 18 albe al giorno!

In effetti, an