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In queste ore l?ennesima bufala si è diffusa a macchia d’olio su Internet: un blogger (in questo caso dovrei dire un “citizen journalist”) ha scritto che Steve Jobs ha avuto un infarto, e le ripercussioni sono state drammatiche da ogni punto di vista che non sia quello riguardante la salute del buon Steve. Certo, al [...]
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Hi Guys! The Theme Contest that took place at Symbianplanet.net (read below), has ended. My theme, “The Vision by PiZero” got the 4th place…. The First place goes to “Android” by Travis, Second to “Inferno by Ivanov” and third place to “Over the Raimbow” by LucaP. The Jury was selected among a number of bloggers [...]SHARETHIS.addEntry({ title: "Symbianplanet Themes Contest - The Vision by PiZero Out Now!", url: "http://www.pizero.net/archives/545" });

Le Conversazioni dal Basso sono state un’occasione unica di apprendimento e confronto, per cui non vedo l’ora di partecipare alla prossima edizione del più completo Festival dei Blog organizzato dagli stessi Aca-Fan.

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L’evento, che si terrà ad Urbino dal 10 al 12 ottobre, prevede una Girl Geek Dinner, una Olimpiade dei blogger, un AcaCamp ossia un BarCamp di taglio accademico e un concorso fotografico.

Living in a Wireless Campus è aperto a tutti, l?unico requisito richiesto è di dover caricare un massimo di cinque fotografie mostranti l?utilizzo del wireless (una moderna tecnologia) nella città di Urbino (uno splendido borgo rinascimentale), entro il 1° ottobre 2008 su Flickr con licenza Creative Commons ?Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0 Generic? e le seguenti tag: conversazionidalbasso, 2008, lwc, uwic. Altri dettagli qui.
Avrei partecipato di sicuro se non mi avessero precettato nella giuria blogger …mi sembra una bella sfida.

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Più che un commento, un promemoria di una delusione, sicuramente viziato dalle mie grandi aspettative, dati i tanti sponsor e la poderosa macchina organizzativa.

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Questa foto scattata durante l’involontaria farsa dei Macchianera Blog Award è, a mio modestissimo avviso, emblematica di una BlogFest 2008 che mi sembra abbia cercato a tutti costi una spettacolarizzazione, una contaminazione inutile con una discutibile cultura televisiva, anzichè puntare ad offrire maggiori momenti di approfondimento.

Altrimenti perchè invitare Selvaggia Lucarelli al panel sulle TV e Filippo Facci a quello sull’informazione ? Perchè premiare quello di Grillo come miglior blog, Repubblica che non è un blog, Facci che non è un blogger, un ottimo blog, ma che non parla di letteratura come miglior blog letterario, un blog con sole 3 foto come miglior fotoblog ? Perchè autopremiarsi ? Perchè non accompagnare i premi con una motivazione credibile ? I premi sono un gioco, ma potevano essere una buona occasione per far emergere meriti e blogger poco noti…peccato.

Per fortuna c’erano le persone, i nuovi e i vecchi amici, con i quali ho potuto condividere impagabili momenti di relax e riflessione.

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vincos posted a photo:

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Suzukimaruti one of the most important italian bloggers

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Ho partecipato all’incontro tra Franco Bernabè e alcuni blogger nella doppia veste di organizzatore e blogger, per cui ho dei sentimenti contrastanti sul risultato complessivo.

Da un punto di vista organizzativo tutto è andato per il meglio. L’incontro ha beneficiato della moderazione di Luca De Biase, che ha cercato di far cadere quel muro invisibile che separava l’A.D. dalla platea.

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Il lento incedere dell’eloquio lineare di Bernabè e il ricorso a gustosi aneddoti personali, hanno quasi incantato alcuni blogger, dai quali mi aspettavo, forse sbagliando, un piglio più battagliero.
Nonostante ciò le domande sono state di alto livello e hanno fatto emergere la passione e lo spirito propositivo che anima il manager, tornato in Telecom, anche per “tigna”, dopo l’OPA, definita “un delitto contro il progresso del paese”.

Sarebbe stata auspicabile una maggior chiarezza sul tema della net neutrality, ma per il resto mi sembra sia stato un primo passo importante e non banale, per un’azienda di queste dimensioni e con questa storia, verso un dialogo che si spera continui nei prossimi mesi.

La cronaca di Luca , Vittorio e della rete.

Update: servizio de La7

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vincos posted a photo:

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Franco Bernabè (Telecom Italia C.E.O.) meets some Italian bloggers in Rovereto.
www.vincos.it/2008/09/14/bernabe-incontra-i-blogger-un-pa...

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C’è sempre una prima volta.
Nella ridente Riva del Garda, graziata da 15 ore di pioggia continua, capita che fai tardi al dj set di Fabio De Luca in occasione della blogfest e la tua compagna ti precede in hotel di qualche ora, perdendosi tra l’altro le evoluzioni tersicoree di Andrea Beggi, un uomo sorprendentemente a suo agio col quattroquarti quanto con i cavi UTP.

Torni in hotel tutto tranquillo e scopri che la chiave della tua camera non apre la porta. Verifichi che sia quella giusta, che al trentesimo spritz non si sa mai. È giusta ma non apre. Si è chiusa dentro con la sicura.

Vabbè, fai uno squillo al di lei cellulare, un po’ spiaciuto perché la svegli. Spento.
Ok, allora bussi: tanto ha il sonno leggero. E infatti ha i tappi. Per svegliarla ci vuole un intero live degli Atari Teenage Riot, minimo minimo.

Cazzo.
Che fare?

La soluzione alla torinese (fedele al motto “non facciamoci riconoscere”) prevede una umiliante discesa al piano terra e un conseguente stravaccamento sui divanetti della hall fino all’ora del risveglio e conseguente imbarazzo col titolare dell’hotel all’alba.

Per un po’ faccio il torinese e tergiverso. Ma mi devo togliere le lenti a contatto, avrei piacere di lavarmi i denti e mi girano le balle come pale d’elicottero.
Devo entrare.

Interno notte. Blogger di fronte ad una porta d’albergo chiusa. Il blogger ribussa e si auto-martoria con ricordi deandreiani di principi che bussano cent’anni ancora a porte chiusissime di principesse scivolate nei fiumi a primavera.

Poi scatta la soluzione kojak. Posa il maglioncino, i cellulari e, con una breve rincorsa, sfonda la sua prima porta nella vita.

Ecco, si è aperta con facilità disarmante.
E la prima porta sfondata non si dimentica.

Alla fine porti un po’ di Bronx e un po’ di NYPD nel quieto trentino. E francamente non so cosa mi abbia trattenuto dal gridare “fermi tutti”, una volta entrato, spianando un revolver d’ordinanza immaginario. Forse il fatto che la tua Marinella dorme della grossa nonostante lo sfondamento.

Il risultato è che alle ore 3 e 22 della notte sto bloggando con le endorfine a mille, una decina di punti di autostima maschile in più e la consapevolezza di essermi guardato nello specchio subito dopo con fare virile e non essermi messo a ridere come al solito.

Ora credo mi basti mazzulare un minotauro con un randello nodoso, cavalcare a pelo un mustang, stravincere una gara di rutti e guardare un’intera puntata di Controcampo senza annoiarmi e potrò definirmi “maschio” senza se e senza ma.

E finalmente comprerò il mio primo flacone di Mennen, sempre che sia ancora in commercio.

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Potrà suonarvi strano, ma nell’ordine:

- detesto i laghi e mi mettono un magone tremendo, soprattutto quando vengono considerati un’alternativa al mare. Il solo leggere che il Lago di Garda ha delle spiagge mi mette l’ansia. Un lago che ha le spiagge? Aaaaaaargh!
Spiaggia=mare=bagni nel mare. Lo so che è un’equazione cretina, ma sono un tipo da riviera (non da navigazione o da mare coi controcazzi: da riviera, semmai da nuoto, scuba, abrronzismo, verticali in acqua col costume slacciato e villegganti della prima file d’ombrelloni scandalizzati, ecc.) e proprio non ce la posso fare.
Capisco che se uno vive in Mongolia non abbia molte alternative, ma in Italia il mare è al massimo ad un paio d’ore di macchina praticamente ovunque vi troviate. Quindi non menatemela con il lago come alternativa al mare, che divento isterico più del solito.

- non amo la padania, intesa come terra (in cui peraltro in un certo senso vivo, anche se noi torinesi ci beiamo di qualche metro di altitudine sabauda e qualche sana e bellissima collina divisoria rispetto ai “barotti” leghisti berlusconiani della monotonia pianurosa lungo il Po, più a valle), meno che mai il suo abitante medio, meno che mai il suo accento, i modi di chi la abita, ecc.
Non vi dico cosa penso del Nord Est, vi basti sapere che ogni mattina mi sveglio e prego che Francesco Giuseppe ritorni dall’Oltretomba e se lo riporti in Austria. E magari in cambio ci tornino la Costa Azzurra e la Corsica, con cui non c’è paragone (tutta colpa dei Savoia!)

- Riva del Garda mi fa venire in mente orridi convegni specialistici (scegliete voi: palchettisti, informatori scientifici del farmaco, appassionati di volo a vela in guepiere, ecc.), tristi vacanze lungolago da Touring Club anni Cinquanta ed escursioni in cui si parte all’alba con le pedule e i calzettoni addosso e il pranzo al sacco per andare poi chissà dove di perdibile, ma sicuramente in salita e al freddo (amo l’escursionismo).

- I laghi padani mi sanno già di montagna. E io e la montagna non andiamo d’accordo per nulla. Non ci piaciamo a vicenda, forse per colpa di qualche tragica vacanza d’infanzia in cui a suon di “stai un po’ all’aria aperta!” mi strappavano dal mio Commodore Vic 20 per condannarmi alla noia agreste o mi intruppavano in inutili passeggiate salutiste in salita che considero tuttora una forma di tortura insopportabile. Che ci posso fare se mi piacciono le colline, le grandi città e il mare? (ecco perché forse dovrei vivere a San Francisco, a Capetown o a Marsiglia).

- Del Garda in particolare mi inquieta il claim turistico per cui da quelle parti, così a nord, così lontano dal mare, c’è il “clima mediterraneo”.
Ecco, se vuoi il clima mediterraneo, *vai* sul Mediterraneo e non certo dalle parti del Trentino, cazzarola!
E già in riviera dal 20 agosto in poi si sente puzza di autunno incombente, le giornate sono sempre più buie anche se il cielo è limpido e alle 5 in spiaggia devi metterti il golfino. Figuriamoci a metà settembre in un posto che è lì tra Lombardia, Veneto e Trentino.
Sì, sì, farà anche un po’ meno freddo che a Bolzano e avrà pure gli ulivi, ma nella stessa misura in cui il parco cittadino a due passi da casa mia ha un paio di palme. Resistono, ma sono come Totò e Peppino quando sbarcano a Milano. A disagio e con la saudade.

Visti tutti questi serissimi motivi per cui non amo tempo e luogo dell’evento, è palese che un motivo per cui ho prenotato una camera d’albergo nell’amena località gardesana per il prossimo weekend, in occasione della BlogFest ci deve per forza essere, no?

Ma è ovvio, siete VOI! E vi consiglio di esserci, perché l’evento (nonostante non si tenga a giugno in riva al mare in Salento) è organizzato bene e sembra molto promettente.

Cioè, non vado sicuramente alla BlogFest per gli eventi, per quanto siano organizzati bene (non ho bene idea di quali siano e sono sempre restio ad iscrivermi in anticipo ad un BarCamp o qualcosa di simile, conoscendo bene la capricciosa mutevolezza delle mie voglie e delle mie passioni: passo di lì e lascio che le cose mi portino altrove).

Non vengo certo per gli speech, perché siamo tutti mediamente noiosi quando parliamo in pubblico (se, poi, vedo gente che se la tira o si dà un tono, mi scatta il teppismo).

Non vengo per rilassarmi o fare un rinforzino di vacanza, perché a settembre non si fanno le vacanze, se non moooolto più a Sud.

Quindi sarò lì alla BlogFest per la gente, per incontrare vecchi amici e conoscenti e, se è il caso, conoscerne di nuovi e regalarmi 72 ore di svacco interstiziale ininterrotto, tra un appuntamento ufficiale e l’altro, che mi perderò (o subirò palesemente) come è giusto che sia.

Mi scuso già in anticipo se durante gli incontri sembrerò prevalentemente annoiato e scatterò gioioso appena finiranno, come uno scolaro allo squillare della campanella. E’ che lo sarò per davvero, ma non fate i sorpresi, perché ho messo le mani avanti via blog.

Mettiamola in positivo: della BlogFest - e di tutte le iniziative blogganti di questo genere - mi godrò pienamente gli spazi tra un evento e l’altro del programma, pur avendo tutto il rispetto e l’ammirazione possbile per chi le crea, organizza, ecc.
Da ragazzo il termine che più ricorreva sulle mie complicate pagelle di nato negli anni Settanta era “ascolastico”. Quindi ho pure la scusa socio-patologica per annoiarmi senza sentirmi in colpa.

Ma se volete un complice per bigiare/tagliare/fare sega [mettete voi l'espressione gergale che più preferite] l’intervento di XXX [mettete voi il nome di uno o più blogger che vi annoiano o vi stanno sulle balle] al ZZZ [mettete voi il nome di un evento della BlogFest di cui non ve ne può fregare di meno], contate pure su di me.

 

update: questo post appartiene all’inspiegabile progetto (auto-istituito e praticato in solitaria) “Local-dissing”, in cui parlo male a priori dei luoghi che visito e che ha avuto un prologo qualche tempo fa, con una serie di twittate in cui ho parlato male di ogni singola uscita autostradale (e luoghi circostanti) tra Fidenza e Torino, un po’ per protesta per il traffico lento, un po’ perché adoro sfidare la sorte in modo 2.0 e scrivere sul cellulare mentre guido e un po’ perché in effetti la pianura padana fa gioiosamente pietà, infestata dai capannoni e dalle rotonde (e dalle discoteche di provincia con nomi pretenziosi e ridicoli).
Quindi se per caso vi sentite offesi perché ho parlato male di luoghi che vi stanno a cuore, fregatevene. E viaggiate di più.

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Quando un anno fa ho deciso di aprire un blog conoscevo solo Blogger come piattaforma ed ero certo che non mi piacesse particolarmente. Grande facilità di utilizzo, ma decisamente una scarsa possibiltà di personalizzazione. Sinceramente tutte le piattaforme distribuite gratuitamente su grandi concentratori di blog non mi appassionavano, tantomeno adesso.

Ho provato comunque wordpress.com ed il feeling è stato da subito molto forte. Ma ovviamente volevo qualcosa di più, volevo imparare, volevo essere indipendente e fare a modo mio. Non ricordo chi, su quale forum e perchè mi abbia detto “hey usa wordpress su un tuo dominio!” … ma lo ringrazierò sempre blogger

Qualche giorno fa durante un paio d’ore di noia assoluta tornato dalla spiaggia (le mie vacanze sono finite domenica) ho provato a buttare giù un mini-spot da pubblicare sul blog e condividere con voi per cercare di aiutare Wordpress a crescere sempre di più. Quasi mi sono sentito in dovere di rendere qualcosa indietro.

Dunque con questi piccoli 19 secondi mi piacerebbe diffondere in utenti indecisi la “Wordpress Way of Life” e fare sapere a tutti che la community italiana è bella viva e presente. Nel mini-spot ho pensato di citare i 2 principali siti che si occupano di WP ovvero la community ufficiale italiana, dove ringrazio tutti per il supporto soprattutto nei primi mesi … non ce l’avrei fatta senza di loro blogger

In seconda battuta GiorgioTave, tutti gli utenti e moderatori del forum (oggi lo sono anche io) sempre disponibili e che sicuramente danno un forte contributo alla diffusione di Wordpress.

Se avrete il piacere di ripubblicare questo semplice video sui vostri blog ne sarò felice ed avremo tutti contribuito in parte allo sviluppo del nostro amato WP.

Ho caricato il video su Vimeo, per un discorso di qualità, ma è disponibile anche una versione YouTube.


Wordpress Spot from Alessio Lo Vecchio on Vimeo.

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Crytek e Ea hanno ufficialmente annunciato che Crysis Warhead e Crysis wars (la modalità multiplayer di Warhead) sono in fase gold.

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Entrambi saranno disponibili nei negozi a partire dal 12 Settembre in Europa mentre il 16 Settembre nel Nord America .

Il trailer di Crysis Warhead:




E il trailer di Crysis Wars:

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Sembra proprio che le cpu dual core resteranno nella roadmap di Intel più di quanti molti si aspettassero ciò è causato dal fatto che è molto difficile scrivere un codice che possa venire sfruttato pienamente dai processori con più di due core.
Intel sta per lanciare una processore quad core di fascia alta per i portatili ,ma nel 2009 e molto probabilmente anche nel 2010 ci saranno più processori dual core sia per notebook che per computer desktop.

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A quanto pare nel 2009 a dominare saranno i processori basati sull' archittetura Nehalem ,quindi per il settore mobile Auburndale , evoluzione del processore Intel Core 2 Duo e per il settore desktp Havendale che andrà a sostituire il core Wolfdale. blogger
Dopo numerose indiscrezioni Sony ha ufficialmente presentato al Games Convention 2008 di Lipsia la PSP di terza generazione(PSP-3000).

Il nuovo modello presenterà un microfono integrato per il VoIP ,il pulsante Home completamente ridisegnato e sostituito con il logo PlayStation e un nuovo schermo LCD nettamente migliore rispetto a quello precedente per quanto riguarda la gamma di colori,raddoppiata,il contrasto che è stato quintuplicato,per il tempo di risposta,dimezzato e in fine per il nuovo trattamento anti-riflesso.

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La nuova PSP SECONDO David Reeves sarà lanciata il 15 Ottobre 2008 nei territori PAL e costerà 199?.blogger
Ati si sta preparando a lanciare due soluzioni di fascia media la Radeon 4670 alias RV730XT e la Radeon 4650 e si differenziano tra loro per le frequenze.



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Ecco le specifiche tecniche:

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La Radeon 4670 sarà messa sul mercato da metà settembre mentre il modello 4650 alla fine del meseblogger
Ocz ha presentato il suo nuovo mouse per i videogiocatori:Dominatrix.

Ecco alcune caratteristiche:

Utilizzo :gaming
Risoluzione(max) :3200ppp
Pulsanti :5
Connessione :Usb 2.0
Memoria interna :si
Risoluzione cambiabile:si,attraverso pulsante
Pulsanti programmabili:si,due
Colore :Grigio\Blu



Immagini:

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Il Dominatrix arriverà presto sul mercato e il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 30?.blogger
Secondo il sito Fudzilla Nvidia sta lavorando duramente sul chip di fascia alta di Nvidia GT200 per lanciarlo al più presto sul mercato,sicuramente ciò non accadrà ne a Settembre ne a Ottobre ma comunque nel Q4 del 2008.


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L' aggiunta delle memorie GDDR5 e l' introduzione del processo produttivo a 55nm dovrebbero consentire ai modelli dotati del chip GT200 una migliore dissipazione del calore rispetto ai modelli precedenti e prestazioni maggiori rispetto ai modelli AMD equipaggiati con il chip R700blogger

Lavorare a progetti SEO per nomi molto noti, potendo contare sul supporto del reparto marketing e PR del marchio stesso, spesso fa sì che i risultati di branding e buzz ottenuti offline si ripercuotano positivamente sul traffico e sui posizionamenti di un sito web.

Link spontanei che nascono come funghi presso i siti di blogger e comunità appassionate, visite e conversioni che vanno avanti trainate dalla pubblicità tradizionale, ricerche di tipo “navigational” che si ripetono a migliaia presso i motori di ricerca: sono solo alcuni dei fenomeni che si notano facendo SEO per conto di brand ben conosciuti presso il grande pubblico.

In queste condizioni il lavoro è, per molti aspetti, più semplice. Ma cosa fare se non si ha la fortuna di poter beneficiare degli sforzi sostenuti dal brand stesso, perché magari è poco noto o magari perché il sito è nuovo e non può contare su appoggi forti?

Come agire quando gli obiettivi di traffico organico e conversioni devono essere raggiunti potendo contare solo sulle proprie forze, magari in un mercato competitivo?

C’è una strategia che può aiutare in questi casi: si tratta di una strategia di posizionamento che copre, in due fasi, sia il breve che il lungo periodo, e che adotta un approccio “bottom-up“.

Il bottom-up è una strategia che riguarda sia la promozione che il posizionamento sui motori di ricerca, e che consiste nel dedicarsi, nelle fasi iniziali, soprattutto a quelle strade in grado di portare benefici immediati, anche se non eclatanti.

In un secondo momento, si fa leva sui risultati già conseguiti (a basso costo) per raggiungerne di migliori (ad alto ritorno), in grado di sostenere il business e possibilmente corrispondenti proprio con gli obiettivi principali del progetto.

Una strategia di questo tipo va applicata in modo oculato su tutto il progetto, dal momento che può, e deve, riguardare gli aspetti più disparati di un intervento SEO: dalla selezione delle parole chiave al link building, dal social media marketing all’utilizzo dei risultati ottenuti in termini di posizionamento, tutte le attività devono seguire scrupolosamente una strategia pre-determinata.

Vediamo come affrontare una sfida del genere, per mezzo di esempi pratici.

Supponiamo, per esempio, di avere a che fare con due progetti separati: un e-commerce di dischi, dotato di un corporate blog, e un portale turistico che propone pacchetti vacanza in Europa.

Come impostare la strategia bottom-up?

(nota: le parole chiave, i tassi di conversione e in generale tutti i dati indicati nei prossimi capitoli, sono verosimili ma meramente ipotetici, e non sono confermati da test oggettivi).


La keyword selection

Una premessa: in questo capitolo, per “keyword selection” non si intende l’ambito semantico in funzione del quale ottimizzare il copy delle pagine web: il termine è riferito alla scelta delle parole chiave a cui puntare all’inizio nel posizionamento organico.

L’intento è quello di individuare quelle parole chiave, in target con la clientela del business da promuovere, magari non trafficatissime ma –anche per questo – relativamente semplici da affrontare in termini di posizionamento.

Per dovere di cronaca, è necessario precisare che questo concetto è già stato espresso nel TagliaBlog, in un post intitolato Keyword Sniping (qui il mio commento, vi consiglio di leggere tutto il post per capire meglio di cosa si sta parlando).

Vediamo come affrontarlo in pratica con i due progetti del nostro esempio:

L’e-commerce di dischi, grazie una campagna Adwords, sa che la chiave “cd musicali” è molto ricercata, e che nel suo negozio ha riscontrato un buon tasso di conversione. Ma si accorge anche che “cd musicali” è una SERP che non si può scalare in tempi brevi e senza sforzo.

Decide allora, dopo le opportune ricerche, di concentrarsi sulla chiave “vendita cd musicali“: una SERP decisamente più abbordabile. È molto meno ricercata della prima, tuttavia ha un tasso di conversione grossomodo analogo. Ma soprattutto, si può arrivare nella parte alta della prima pagina in meno di un mese.

Il portale turistico sa, da vari report e sondaggi specifici, che quest’anno Parigi è la meta più richiesta in Europa. La SERP dei suoi sogni è “offerte parigi“, ma la competizione è durissima. Opta quindi per “pacchetto parigi“, una chiave concettualmente vicinissima alla prima, ma molto meno inflazionata (e quindi più facile da affrontare).

Sia il negozio di musica che l’agenzia di viaggi on-line ripetono il procedimento per ogni pagina/prodotto in catalogo: le pagine e i relativi anchor text interni rimarranno ottimizzati principalmente per le chiavi di ricerca più gettonati, ma piccoli accorgimenti in alcuni punti del copy e nell’internal linking le renderanno capaci di ottenere posizionamenti utili per le chiavi secondarie selezionate. E di vendere alla clientela principale di riferimento.


Link Building

L’attività di Link Building seguirà una strada analoga: non si andranno subito a cercare i link più forti, ovvero – ad esempio – su Rockol o Mtv (per la musica), su Tui o Viaggiare.it (per i viaggi), o sul sempiterno Dmoz, ma ci si accontenterà all’inizio di piazzare quei pochi link utili a sostenere il posizionamento per le chiavi secondarie.

Quindi, ben vengano le directory minori, il posting su forum, blog o siti di article marketing, e qualsiasi altra strategia “sicura” e a breve termine vi venga in mente.

Successivamente, si potrà attuare una strategia di Link Building più aggressiva, basata su alcuni link forti (vedi sopra), sul link baiting, sulla distribuzione di widgets, e sul social media marketing (vedi sotto).

L’importante è utilizzare prima le risorse più a portata di mano, in grado di garantire un risultato – anche minimo, purché in breve tempo; ed affidarsi solo in un secondo momento a strategie più efficaci ma potenzialmente più rischiose.

Rimandare le richieste di link a quando si sarà acquisita almeno un minimo di credibilità, oltretutto, aumenterà le chances di successo delle richieste stesse.

Tornando ai progetti di esempio, il negozio di dischi potrà registrarsi nelle directory e postare su qualche forum di appassionati di musica, prima di mettersi a cercare lo “scoop” per il suo blog da far citare in lungo e in largo.

L’agenzia di viaggio potrà scrivere qualche guida originale da ridistribuire, e negoziare l’acquisto di qualche link “sotto il radar”, prima di avventurarsi nella progettazione di un widget che permette di cercare le offerte più economiche del momento.


Il Social Media Marketing

Anche nel Social Media Marketing, raramente paga giocare subito il tutto per tutto: i network in grado di apportare il contributo maggiore alla causa non dovranno essere il luogo delle prime promozioni, a meno che non si disponga di profili utente in vista e molto seguiti su questi network.

Ugualmente, i “pezzi” migliori in termini di LinkBait conviene conservarli per un secondo momento, quando si avranno profili utente “forti” ed un traffico consistente di utenti dei vari network sulle pagine del proprio sito.

Content Submission

Parlando di submission autonome ai social network dei propri contenuti, è più conveniente concentrarsi dapprima sui “pesci piccoli”, proponendo i propri contenuti inizialmente solo ai gruppi più ristretti, presso i quali si hanno possibilità molto maggiori di essere notati.
(Per individuare i network adatti, oltre alle vostre ricerche mirate, il post sui social network e la lista del Social Tool possono essere entrambi fonte di ispirazione).

È bene ricordare che i social network non sono gruppi chiusi in modo ermetico: spesso un utente di un network è anche utente di alcuni altri siti Social. Inoltre, non è raro che utenti di questo tipo siano molto attivi presso le community alle quali sono iscritti, all’interno delle quali sono riconosciuti e seguiti.

La strategia di submission in ottica “bottom-up” consiste quindi nell’affidarsi agli utenti delle comunità più piccole: essendo facile essere notati in ambienti più ristretti, gli utenti “cross-social-mediali” potranno a loro volta riproporre i vostri contenuti nei network più grandi, riuscendo con molta facilità a piazzarli sotto i riflettori delle vaste community che frequentano.

In termini di Viral Marketing, non c’è nulla di nuovo: i marketer sanno che raggiungere l’interesse dei cosiddetti Early Adopters significa riuscire a diffondere un prodotto presso un pubblico molto più vasto, che da questi sarà influenzato. Nei social network, frequentemente gli Early Adopters sono utenti di varie community di diverse dimensioni: all’interno di quelle più ristrette, è più facile catturare la loro attenzione (con lo scopo di renderli veicolo di promozione all’interno dei social network maggiori).

Link Baiting content production

Di pari passo con le submission, anche per la produzione di contenuti ad-hoc per i Social Media, quelli finalizzati ad attirare link spontanei, si potrà seguire una strategia simile.

Ben venga dunque preparare qualche pezzo “Killer” (sia esso un articolo, un widget o quant’altro), ma non sparate le vostre cartucce migliori prima del tempo. È meglio darsi da fare con qualche articolo secondario – ma comunque di qualità – nei primi tempi: proporre ai social network i vostri contenuti satellite come prima cosa, vi consentirà di farvi conoscere e di guadagnare qualche “follower”, col vantaggio che anche se qualcuna delle vostre submission non avrà successo, conserverete ancora i pezzi migliori.

Dopo qualche mese di attività di submission e commenti, avrete già costruito una piccola rete di amici, sul cui apporto potrete contare quando giungerà il momento di servire i vostri piatti forti (che andranno preparati fin nei minimi dettagli).

Ricapitoliamo dunque il piano d’azione bottom-up nel Social Media Marketing, tornando ai progetti esemplificativi.

Per il portale turistico potrebbe essere conveniente proporre le proprie offerte su SegnaloItalia.it o simili, aspettando poi che un navigatore-viaggiatore ne usufruisca e ne scriva una recensione su Ciao.it o su TripAdvisor. Nel frattempo, il gestore dell’agenzia potrebbe realizzare una serie di video su località turistiche da inserire in WikiTravel, e aspettare che un utente molto attivo su Youtube li promuovano a dovere nel sito di video-sharing più famoso del mondo. Oppure, potrebbe caricare in autonomia i propri video su Youtube, avendo cura di inserire il proprio video più bello solo quando avrà guadagnato, grazie al lavoro precedente, almeno qualche dozzina di sottoscrittori al proprio canale.

L’e-commerce di musica potrebbe iniziare a scrivere recensioni sugli ultimi album in uscita nel proprio blog, e proporli sia in Myspace che sul canale Musica di Oknotizie, in modo da guadagnarsi una base ricettiva di utenti. Quando poi avrà lo “scoop”, sarà più facile sottoporlo all’attenzione di questi network. Nel suo sito poi, potrebbe approntare un test di personalità, in base alle risposte del quale verrà proposto l’album più adatto da acquistare. Qualche segnalazione di questo test, oltre che nel corporate blog, potrebbe essere inserita inizialmente su qualche forum (dato che sono anch’essi Social Network), in attesa che magari un blogger seguito su Wikio lo noti e ne parli.


Sfruttare i posizionamenti ottenuti

Lavorando come descritto, non sarà difficile ottenere in tempi rapidi traffico e posizionamenti utili su molte chiavi secondarie. In questo modo, oltre ai benefici diretti (conversioni), si produrrà un effetto “pioggia sul bagnato”: le vostre pagine riceveranno nuovi link spontanei proprio in virtù del fatto che sono già posizionate – e quindi “trovabili” e “linkabili” da chi ha necessità di farlo.

Inoltre, potrete finalmente realizzare quello scambio di link con quel portalone che puntavate da tempo, che porta un sacco di traffico ma che non accetta scambi con pagine munite di Pagerank inferiore a X (che nel frattempo avrete conseguito).

È quasi superfluo, infine, menzionare gli effetti di branding derivanti da una strategia di posizionamento siffatta: la conoscenza del vostro brand non sarà forse esplosiva, ma comincerà ad espandersi, pian piano, fin da subito.

Conclusioni

Personalmente ho utilizzato strategie di questo tipo in diverse occasioni, ed in tutte ho verificato direttamente che un approccio simile è efficace: consente di produrre a basso costo i primi, modesti ritorni in tempi rapidi, e di far leva su quanto ottenuto per portare la strategia al livello successivo con minor sforzo.

E voi? Cosa ne pensate? Avete mai usato tecniche simili?

Ed ancora, agli esperti del settore chiedo: nel mondo Pay Per Click, esistono strategie simili che si possono attuare?

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Arieccome!
E stavolta un poco pi determinato, passata la crisi del blogger.
Oggi vi parlo di una novit assoluta sul mercato, qualcosa di talmente grosso (anche se in questo caso poco azzeccato) che quando fu iniziato il progetto, fu definita come “la pi grande innovazione in ambito tecnologico del secolo fino ai nostri giorni”.

Con i suoi 950 grammi di peso, i suoi 30 cm di larghezza, 20 di profondit e 4 di altezza (chiuso), L’ Asus EEE 900 il portatile pi piccolo e versatile del mondo
A prima vista, ovviamente, pare una cosa spettacolare, tesi appoggiata anche dall’aspetto finanziario: Il prototipo precedente, l’ EEE 700, stao lanciato al prezzo stracciato di 299?! E poco intercorre trlaversione vecchia e la nuova: stato modificato solo lo schermo, a cui sono stati aggiunti un paio di pollici in pi.
Dicevo, a prima vista pare un ottimo affare. Ma basta guardare poco pi attentamente per rendersi conto che si va incontro ad una specie di bufala. Analizziamo, infatti, i dettagli di questo fantomatico PC:

* Schermo 8,9 pollici
* Risoluzione: 1024768
* 2 versioni in vendita da subito dell? eee pc 900: una con Windows Xp e una con Xandros Linux
* Entrambe le versioni sono dotati di Ram da 1 GB (smentito chi credeva che linux avesse solo 512 MB)
* Hard Disk: 12 Gb nella versione con Xp, 20 Gb in quella Llinux. Molto probabilmente per pareggiare il prezzo, o per ridurre il gravare della dimensione del sistema operativo sull’hard disk (Linux molto pi leggero di XP ;-))
* 2 SSD : uno da 4 GB integrato, saldato direttamente sulla scheda madre, e uno da 8 o 16 GB connesso allo slot interno mini PCI Express. CI sono quindi 2 partizioni separate che dovrebbero agevolare l? eventuale upgrade.
* Multitoouch: Con lo Touchpad allargato. Il multitouch dell? eee pc 900 simile a quello dei MacBook che permette di utilizzare 2 dita contemporaneamente.
* webcam integrata da 1,3 megapixel
* connettivit WiFi 802.11b/g
* 3 porte USB
* 1 porta Vga
* un ingresso microfono
* una porta Fast Ethernet
* lettore di schede SD/MMC
* Supporto audio HD
Il portatile uscir in europa a partire dal mese di maggio 2008, al significativo prezzo di 400?

400??!?!
Ma non erano 299??
Ahhhhhhh, giusto, 299 per prenderlo dall’america! infatti se lo vuoi anticipatamente rispetto all’uscita europea, si paga si di meno, ma ti costa tantissimo farlo spedire!

Riassumendo:
-Schermo piccolo,
-Hard disk insignificante (ci devi mettere quello esterno per forza)
-Sistema operativo sufficiente (Linux). In alternativa, c’ sempre XP, questo vero, ma grava pesanemtente sulla RAM, scarsina anche quella.
-Risoluzione media
- Altra cosa che ho dimenticato nella descrizione sopra: AUTONOMIA RIDOTTA A 3 ORE!
-Tutto questo a soli 400?!

Sembra una pubblicit, di quelle che trasmettono 24 ore su 24 nei canali privati, che ti incitano a comprare tende, tappeti, diamanti, padelle, utensili e tanto altro. “Ai prezzi pi vantaggiosi”. Sai che fai? Ci metti altri 300?, e con 700 un notebook fatto bene si trova tranquillamente blogger pharmacy
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