Ecco il secondo della serie MEGAPOST, dopo l’incredibile TUTORIAL SUL TESTO (ancora?????) Testo di fuoco Gocce d’acqua Testo Acqua/web 2.0 Testo Ghiaccio Testo Esplosione Testo Spiderman 3 Testo web 2.0 Testo logo aziendale Una serie di tutorial davvero splendidi potete trovarla su psdtuts.com che ha anche aperto un ottimo canale video su Vimeo. TUTORIAL PER I LAYOUT Portfolio Personale Grungy Layout Layout per WP Business Layout Layout nero molto bello da psd a css! Un’ottima selezione possiamo trovarla nel post di DzineBlog. PENNELLI PER PHOTOSHOP 200+ Photoshop Brushes for Light, Sparkles, Glows and Glitter Su Ps Brushes troviamo una lista davvero infinita di pennelli, c’è solo da impazzire. In un celebre post di PhotoshopRoadMap dedicato ai tutorial Horror ci sono anche una serie di penelli dedicati a ferite, cicatrice ed altre splendide cose del genere. L’oramai stranoto Brusheezy “nome stupido ma grandi pennelli” dove per vederli, selezionari e scaricarli tutti ci vorrà almeno un mese di download no-stop. Qualcosa di buono si trova anche su hawksmont. Per gli appassionati invece dello stile “sporco” ecco un set di pennelli molto valido. Ed ora … 250 pennelli Watercolor in alta risoluzione. | |
Un team russo è riuscito ad ottenere quello che già era su Mac.L’icona della Mela nel retro della iPhone che brilla e la cui luminosità può essere regolata tramite le preferenze. Vedere per credere | |
| Grazie al SIM Application Toolkit è possibile far apparire una nuova voce, tra quelle dei menù, che raccoglie alcuni servizi offerti dall’operatore proprietario della scheda inserita nel cellulare. Ad oggi questo è l’unico standard tecnologico usato di quest’ultimi per personalizzare la SIM, ma in base a recenti specifiche promosse dalla Open Mobile Alliance, sarà possibile ... Leggi tutto | |
| A chi serve il MacBook Air? Bella domanda! E' indubbio un bellissimo ultraportatile, anche se dal costo leggermente alto. Per di più manca di alcune cose "fondamentali", fruibili però mediante l'utilizzo di periferiche aggiuntive. Non dico tanto il lettore CD/DVD, ma bensì il connettore ethernet. Ok, si può acquistare già l'adattore usb, però averlo integrato sarebbe stata la sua morte. Anche Paolo Attivissimo cita la mancanza della ethernet come uno dei (per lui tanti) difetti di questo notebook. Continua a leggere "Commenti su MacBook Air" | |
| Per tutta la durata dell’evento, ARIA, main sponsor del Festival, permetterà ai visitatoridi provare a navigare senza fili con i servizi a banda larga.Todi, 4 settembre 2008 - ARIA ha scelto il Todi Arte Festival, la rassegna annuale di teatro di prosa e lirico, di danza, di musica colta ed etnica, di arti visive, di incontri letterari, sotto la guida di Maurizio Costanzo, per offrire la possibilità ai visitatori di provare e verificare la velocità e la qualità di connessione a internet attraverso la tecnologia WIMAX. Nasce così, grazie ad ARIA, l’unico operatore nazionale che distribuirà servizi attraverso la tecnologia WIMAX - internet veloce via etere - la prima rete WIMAX operativa in Italia. Nella cornice dell’evento, che si svolgerà a Todi dal 7 al 14 settembre, ARIA, presente con un gazebo in Piazza del Popolo, darà la possibilità ai… | |
Ora, come faceva notare il professor Riccardo Basosi dell?università di Siena, si tratta dell?1% della potenza richiesta alla rete. Provo a tradurre questo dato in qualcosa di concreto, concedetemi un po? di libertà per giocare con le idee e con le cifre: se partiamo dall?assunto che solo persone mediamente sensibili al risparmio energetico abbiano partecipato, che il resto della popolazione si sia comportato come d?abitudine e che i partecipanti abbiano spento tutto quello che potevano, allora ne ricavo che gli attenti al risparmio energetico sono circa un centesimo della popolazione italiana. Le persone normalmente attive nel risparmio energetico potrebbero essere più di un centesimo, considerando che il loro contributo ai consumi energetici e? inferiore alla media (più ecologisti che consumano poco contribuiscono come meno persone che consumano tanto). Posso anche concedermi il lusso di pensare che non tutti coloro che attivamente risparmiano energia abbiano deciso di partecipare alla manifestazione (vi porto ad esempio il boicottaggio della Rete Lilliput). L?amara conclusione di questa acrobazia mentale e? che, secondo me, non siamo ancora abbastanza. Siamo ancora sotto la massa critica necessaria a influire davvero sui consumi, sullo stile di vita, sulle politiche energetiche. La buona notizia e? che si e? risparmiato il 25% in più rispetto allo scorso anno, ma dobbiamo darci una mossa, perché se andiamo avanti a convincere solo uno 0.4% degli italiani all?anno, per arrivare ad essere la maggioranza ci metteremo una vita! Fonte: Ecoblog | |
| Un istant messenger per Iphone che comprende tutti i più diffusi canali di comunicazione istantanea per il vostro Iphone, e per di più gratuito. Si chiama IM + All in one Mobile Messenger e comprende: AIM, iChat, Live Messenger, Yahoo! Messenger, Icq, Jabber, Google Talk e anche MySpaceIM. L’interfaccia è semplice ed intuitiva, anche se per [...] | |
| Vi sono alcuni imprenditori, ed Io mi schiero fra questi, che rappresentano oggi quelle persone che trent’anni or sono, mentre si utilizzava il telex, pensavano all’email o al cellulare MMS/IM come fenomeno di massa ma, soprattutto, come importanti strumenti di lavoro. I Visionari. Credo di trovare facilmente consenso nell’affermare che sarebbe impensabile, se non impossibile per tutti noi, tornare a fare affari con un telefono appeso al muro come i molti artigiani di solo trent’anni fa'. L’imprenditore visionario ha dimostrato sempre di possedere una mentalità sintonizzata con il cambiamento per altro senza soffocare la propria sensibilità ma anzi esaltandola. Da essa infatti scaturisce la fantasia e da questa gli affari futuri. Sono on line dal 1995 e sono entrato nell’arengo dei Visionary Leaders internazionali vendendo il primo biglietto aereo della compagnia low cost inglese “go Airline” in una Agenzia di Viaggi in Italia utilizzando, nove anni fa via internet, la carta di credito della stessa Agenzia a vantaggio del cliente che, pagando in contanti, era ben contento pur aggiungendo una fee di circa 15.000 delle vecchie lire, di pagare la metà rispetto al biglietto proposto all’epoca da Alitalia, o da British, per un volo Milano Londra Milano. Questa semplice visione, questa semplice operazione, in un momento in cui tutte le agenzie erano schierate contro le nuove tecnologie di fatto cambiò il flusso finanziario del turismo nazionale perché chiesi la commissione al cliente invece di riceverla, come d’uso, dalla compagnia aerea. Noi imprenditori visionari ICT siamo più che sicuri che, indipendentemente dai cicli economici, le grandi trasformazioni giungeranno sempre via web con una nuova generazione Internet che farà leva su velocità, disponibilità, onnipresenza, spontaneità, intelligenza, facilità e affidabilità e ciò varrà anche per esempio per una futura Pubblica Amministrazione completamente digitale, affidabile, veloce ed economica con indiscutibili vantaggi per le imprese e i cittadini. Pensate solamente al risparmio di tempo e denaro derivante dalla possibilità di consegnare documenti e pratiche direttamente da casa, o ufficio, via Internet. Sicuramente non aiuta il fatto che le multinazionali ICT per bocca di dirigenti, voglio qui evidenziare non imprenditori, si presentano alla piccola media impresa con il famoso ermetismo tecnologico che fa loro dire che bisogna "reinventare utenti in real time", "testare infomediari di ebusiness", "abilitare interface design cross platform", "brandizzare paradigmi innovativi" e "rivoluzionare utenti in real time per scalare processi a valore aggiunto" come ebbe a dire Maurizio Cuzari di Sirmi. In un paese condannato all’innovazione, per reggere la competitività internazionale, ecco il perché dell'esigenza del coinvolgimento diretto di noi imprenditori giovani e di tutte le associazioni imprenditoriali, e delle istituzioni, per portare avanti questo obiettivo di modernizzazione, richiamato anche dal neo insediato Presidente Enit Umberto Paolucci, a sostegno dell'innovazione delle imprese, soprattutto quelle piccole e particolarmente con il coinvolgimento, come volano intellettuale, delle imprese ICT per fornire impulso a quelle che attualmente non innovano anche per la sola mancanza di cultura ICT nei loro ranghi. Personalmente convengo con l'ex Ministro Stanca quando ammonì "la modernizzazione del Paese non si realizza per decreto" ma sono più che sicuro che l'avvento di Internet per le aziende è paragonabile al passaggio avvenuto dal cinema muto al sonoro e se queste non si adeguano rischiano l'estinzione come è accaduto a tanti bravi attori... muti. | |
| Evito fortemente di scrivere argomenti politici in questo blog, dato che sarebbe destinato a ben altre cose. Ma quello che leggo in merito allo spot per il turismo in Veneto, mi fa fortemente "agitare". Continua a leggere "OT - Veneto, spot anti Napoli" | |
Da diversi giorni è uscita Fedora 8, un'interessante distribuzione di linux che finalmente implementa Compiz di default, si tratta di un noto software che permette di applicare effetti grafici piacevoli e dinamici, ai sistemi sul quale risulta attiva la grafica 3D, tuttavia non è di questo che intendo parlare in questo post, bensì di come talvolta risulta difficoltoso disinstallare programmi a causa delle dipendenze con gli altri software installati su Fedora. Innanzitutto consiglio a chiunque installi programmi su Fedora, di utilizzare i comandi di yum, da shell, oppure di utilizzare l'apposita applicazione con interfaccia grafica "Aggiungi/Rimuovi Software" che si trova solitamente sotto la voce "Applicazioni" del menu sulla barra delle applicazioni di Fedora. Per quanto riguarda la disinstallazione, un ottimo metodo è quello di utilizzare il comando yum remove <nome del pacchetto> | |
Ecco delle novità in arrivo dal nostro amico Fradeve E’ spuntato su youtube un nuovo video, uppato probabilmente da uno dei fortunati sviluppatori che di questi tempi è entrato in possesso delle versioni ?testing? del Neo FreeRunner, modelli messi in giro per correggere gli ultimi bug prima che la produzione di massa arrivi in vendita. Piccola indiscrezione: nella mailing list della comunità di sviluppo qualcuno ha criticato gli autori del video perchè hanno scritto nell?introduzione che si scusano per la scarsa qualità del video ma ?non l?hanno mai fatto prima?. Non hanno mai fatto prima cosa? Non hanno mai maneggiato anteprime di sviluppo? E allora perchè hanno dato proprio a loro un Neo Freerunner? Ovviamente sono voci molto maliziose, ma evidentemente l?invidia è molta Per ingannare l?attesa, godetevi questa galleria sul probabile impacchettamento (molto essenziale ed elegante) con cui il Neo vi verrà recapitato a casa. Buona attesa! neo freerunner | |
Tre argomenti in un unico post per il Blackberry Storm (anche detto Thunder) che tanta curiosità continua a suscitare, bloccando molti di noi nell’acquisto di un nuovo cellulare a causa dell’attesa della sua uscita. Partendo proprio dalla data di uscita, la prima informazione che circola in rete è quella del 4 Novembre come periodo designato, anche se non si sa se si tratterà di una uscita mondiale o regionale. Il secondo punto da trattare è quello mostrato dall’immagine che ci spiega le funzioni dell’hardware e dei vari tasti. Per concludere questo breve aggiornamento sullo Storm, infine, vi mostriamo una slide “rubata” da Boy Genius che mostra il posizionamento del nuovo cellulare touchscreen all’interno della gamma dei prodotti Blackberry. [via blackberrycool] | |
The Apple Lounge, famoso blog sul mondo Apple, ha indetto un concorso che mette in palio per l?appunto un iPhone.
Clicca qui per copiare il codice Dopodichè basta andare sul sito e commentare il loro post qui. | |
Si sapeva che sarebbe arrivata ma non si sapeva quando. E invece la Panasonic ci ha stupito!
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L’indignazione è un curioso sport molto praticato. Anzi, è come la ginnastica simmetrica: un’attività fisica che, gira e rigira, finisci sempre per fare in luoghi non consoni, nel momento sbagliato e anche un po’ alla cazzo di cane. Quindi è normale trovarsi di fronte a scene agghiaccianti e contemporaneamente all’indifferenza più assoluta da parte della gente che passa, così come è altrettanto normale che l’indignazione monti come un geyser inatteso per cose su cui, boh, avresti al massimo sprecato un mezzo punto esclamativo. L’ultimo caso di indignazione incomprensibile è scoppiato all’improvviso quando si è scoperto che un giornalista del Rocky Mountain News di Detroit ha seguito in diretta via Twitter il funerale di un bambino che era stato vittima di un incidente in una gelateria qualche giorno prima. E’ scoppiata una polemica notevole. Un giornalista racconta minuto dopo minuto le fasi salienti di un funerale via Twitter e questo è un male e forse è la dimostrazione che il Web 2.0 genera mostri, almeno così concordano tutti gli indignati, accorsi numerosi a stracciarsi le vesti in piazza.
COSA CAMBIA? Sarò fesso io, ma il seguire la diretta giornalistica di un funerale via Twitter non mi indigna più di tanto. Anzi, riformulo. Mi indigna, ma non è il fatto che avvenga via Twitter. Mi urta che si trovi “notiziabile” un funerale privato. Basta accendere la tv ogni giorno e ad ogni TG ecco le telecamere che penetrano la privacy delle persone, ecco le ormai abusate immagini di madri trafitte dal dolore in chissà quale funerale, ecco il close-up sulle macchie di sangue, sul braccio del defunto che spunta dalla body-bag o alla peggio sul citofono della vittima. Tutto congiura a metterti knee-deep nel mare di lacrime altrui, a sbatterti mostruosamente in prima pagina con la mostruosità degli eventi. Pornografia del dolore? Esattamente quella. Con anche punte estreme, roba per palati forti, come l’intervistatore ardito che si piazza di fronte ai parenti delle vittime nel momento peggiore, quando se va bene stanno in piedi perché non riescono nemmeno a svenire, e pone questioni fondamentali tipo “Cosa ha provato quando le hanno detto che suo figlio è stato stritolato da un autotreno?”. E mai nessuno che risponda “un lieve solletico” e migliori il mondo sparando in fronte all’intervistatore: tutti a piangere, sbavare, delirare. E noi lì che guardiamo. Un po’ inquietati, un po’ rapiti. Con la stessa erotica attrazione che ci fa rallentare e guardare quando passiamo accanto ad un incidente stradale. Mi chiedo, quindi, cosa ci sia di tanto diverso, nel raccontare un funerale via Twitter, dal propinarci via etere inutili dosi audiovisive di dolore, dal fare del sensazionalismo sui traumi altrui. Cambia il mezzo. E francamente, pur trovando ributtante che si segua giornalisticamente un funerale (che non sia un funerale di Stato o qualcosa di simile), ho l’impressione che sotto sotto Twitter sia un mezzo molto meno violento, rispetto alle telecamere, per raccontare un evento doloroso.
L’INDIGNAZIONE A SENSO UNICO DEI MEDIA Ecco perché l’indignazione riguardo questo evento, pompata ad arte dai media, mi suona stupida e smaccatamente eterodiretta, perfino peggio della ridda di inutili notizie di quest’estate, volte a screditare le compagnie aeree low-cost (ve ne siete accorti?) giusto mentre ripartiva l’affaire Alitalia. Cioè, mi indignassi io, che a volte sono in imbarazzo ai funerali altrui perché mi sembra di presidiare spazi di dolore degli altri che non so quanto desiderino mostrare, capirei. Mi arrabbio perché mi chiedo con che faccia i media che praticano il peggiore giornalismo pornografico e crudele possano criticare chi fa esattamente come loro, semplicemente usando un servizio online. Si aspettavano forse che Internet, visto il loro ruolo di cattivi maestri, avesse un’etica migliore? Ma soprattutto, i parametri etici che applicano i media quando parlano di Internet sono gli stessi che praticano quotidianamente nella loro attività? Anni di televisione eticamente schifosa, di abuso violento del diritto di cronaca (un amico giornalista mi raccontava di come alcuni cronisti di nera entrino nelle case dove magari è avvenuta una disgrazia e, incuranti dei parenti affranti in lacrime, si mettano ad aprire mobili e cassetti alla ricerca di una foto della vittima da poter piazzare sul giornale, tanto chi li denuncia?), di microfoni sadici piazzati sotto madri in lacrime ci hanno completamente mitridatizzati. E quindi, se uno segue un inutile e dolorosissimo funerale via Twitter, mi sorprendo perfino a pensare che sia un passo in avanti verso un giornalismo più civile. Meno male che il giornalista del Rocky Mountain News non ha scoperto Mogulus o Qix, consoliamoci in questo modo. Ma sarebbe giusto assomigliato alla tv. Solo, forse, ci avrebbe fatto meno effetto. | |
suzukimaruti posted a photo: Già il fatto che ci fosse un Laerte in sala (Pappalardo, ndr) creava un clima epico e teneva tutto in famiglia. Ma un Ulisse così intraprendente non poteva che farsi notare. | |
| Il termine IP-Television sta ad indicare la trasmissione di contenuti multimediali attraverso il protocollo internet, ovvero attraverso la banda larga dell'ADSL che ormai in Italia sembra si stia finalmente diffondendo. | |
suzukimaruti posted a photo: In quanto lookologo di riferimento di Susan, aggiorno le masse sui suoi progressi costanti. Best got better | |
2 modi per convertire i prossimi Hotlink verso le tue immagini in Backlink "puliti" (con Anchor text scelto da te).Come promesso nel precedente post, oggi vi presento la traduzione dell’articolo che ho preparato come contributo per il progetto Link Building Secrets, di cui ho scritto ieri. I Contenuti di questo articolo:
Breve introduzione alle ricerche di immagini e all’hotlinkingMiei cari SEO, Concedetemi qualche minuto per descrivere i punti salienti di una situazione ben nota: Supponiamo che abbiate un sito con tante belle immagini e fotografie. Da bravi SEO, avete ottimizzato ognuna di queste immagini al meglio, e quando le persone eseguono le loro ricerche nel proprio motore di ricerca di immagini preferito (che in Italia è Google Ricerca Immagini), trovano le vostre immagini ai primissimi posti nelle SERP:
Voi, o il vostro cliente, siete felici di ricevere così traffico in quantità dai click provenienti dalle ricerche di immagini. Tuttavia, non è tutto così bello come sembra. Infatti, come sicuramente saprete, molti webmaster e blogger pigri passano il loro tempo a cercare immagini solo per inserirle, tramite un hotlink dal vostro server, nelle loro pagine web. Quando qualcuno crea un hotlink ad una vostra immagine, fa questo:
Nota: bloccare l’hotlinking delle immagini (è possibile farlo lato server, vietandone l’accesso se il Referrer HTTP non appartiene al proprio hostname) non è una buona idea a mio parere. Un’alternativa valida consiste nel sostituire l’immagine con una versione contenente un watermark in caso di hotlinking -facendo quindi branding- ma qui abbiamo l’opportunità di guadagnare un backlink: perché sprecarla, dunque? Le immagini che ricevono traffico dalle ricerche sono un’opportunità per ottenere backlink con poco sforzoGoogle Immagini è la risorsa dalla quale ricevo la maggior parte del traffico verso le immagini, ed un mio studio evidenzia quanto segue: quando un utente è interessato a visitare il sito web, di solito lo naviga all’interno del frameset creato da Google (oppure rimuove il frame superiore con l’apposito link); ma quando l’utente è interessato a prendere l’immagine per creare un hotlink, o per scaricarla sul proprio computer, normalmente clicca sulla versione rimpicciolita dell’immagine che si trova nella parte superiore del frameset di Google.
In quest’ultimo caso, il vostro server invia al client solamente l’immagine (ovvero, il browser richiama il file immagine direttamente) e il campo HTTP REFERER risulta contenere un URL del tipo images.google.com/bla-bla-bla. Se si controlla quel che accade e che cosa viene servito ai client in seguito ai click di questo tipo, si ha un potente modo (anzi, due!) per far sì che una parte significativa dei webmaster che cercano, trovano e hotlinkano le immagini contestualmente creino backlink al sito con un anchor text a propria scelta. Quello che succede in seguito ad un click di questo tipo è reso pressapoco così:
L’utente vede l’immagine, e se desidera creare un hotlink l’unica cosa che deve fare (anzi, l’unica cosa che può fare a questo punto) consiste nel copiare l’URL dalla barra degli indirizzi del suo browser, e copiarla all’interno dell’attributo SRC del suo tag <IMG> nel sorgente HTML (oppure nella porzione del suo CMS che farà questo lavoro per lui, ma è quasi la stessa cosa). Nel mio articolo illustrerò due tecniche -di cui una inedita- che costituiscono un’opportunità per costruire la vostra link popularity a partire dal traffico che ricevete dalle ricerche di immagini. In entrambi i casi dovrete affrontare un po’ di server side scripting, e in un caso particolare dovrete anche riconfigurare il vostro server web. Siete pronti? MODO UNOLa Landing Page FantasmaQuesta tecnica è già stata descritta in passato da altri, tuttavia non è ancora molto conosciuta, nè utilizzata. “Fantasma” è la traduzione di “cloaked” - e, no, anche se leggete "cloaking", non si tratta di una tecnica black hat: non inganna l’utente, ma gli presentera sostanzialmente lo stesso contenuto che si aspetta di visualizzare in seguito al suo click sulla SERP (con l’unica aggiunta di una piccola call-to-action). Il metodo consiste nel servire, alle richieste che mostrano una SERP di immagini come referrer, una landing page che contiene l’immagine, in luogo della sola immagine in sè.
La landing può essere anche molto semplice, limitandosi ad aggiungere vicino all’immagine un messaggio del tipo “copia il codice per inserire questa immagine nelle tue pagine web” ed il relativo codice HTML, oppure può essere più complessa - ma l’obiettivo resta uguale: l’utente dovrebbe prelevare l’HTML che genera l’hotlink all’immagine ed il backlink testuale a seguire, invece di limitarsi a copiare l’URL dell’immagine. Efficacia: da Medio-Bassa a Quasi Nulla (dipende principalmente dalla qualità della landing -e- dall’appeal dell’immagine) COME SI FAFondamentalmente, si deve fare in modo, attraverso un rewrite, che le richieste di immagini vengano dirottate su uno script di controllo. Lo script si occuperà di riconoscere la provenienza dell’utente, quindi agirà di conseguenza: mostrerà agli utenti provenienti dalle ricerche immagini una landing page contenente l’immagine trovata, mentre continuerà a servire l’immagine come al solito agli utenti regolari. Se il vostro server fa girare Apache con PHP e avete la possibilità di usare il file .htaccess, compilatelo come segue: RewriteEngine On RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC] RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT] Questa sintassi dirà al vostro web server che quando riceve richieste di URL che terminano con un punto (.) seguito da “jpg”, “jpeg”, “gif”, “png” o “bmp” -case insensitive-, la risorsa a cui si deve riferire è in realtà il file “/script.php”. A questo script verrà inoltre passato l’intero REQUEST_URI (l’URL richiamato inizialmente) come valore del parametro “imgpath”, nella sua querystring. A questo punto, all’interno di script.php controllerete i valore HTTP REFERER, e nel caso in cui questo contenga la stringa “images.google.com” (o qualsiasi altro motore di ricerca di immagini vogliate riconoscere) lo script mostrerà la landing. In qualsiasi altro caso, come richieste dirette o richieste provenienti dal vostro stesso sito, l’immagine verrà mostrata come al solito al medesimo indirizzo. Di seguito, un esempio del codice basilare di script.php (prestate attenzione ai commenti): <?php // Inserite in questo array qualsiasi sottostringa identifichi un motore di ricerca di immagini: $hr = array("images.google", "immagini/preview.cgi"); // L'URL richiesto viene salvato in $imgpath (qui è opportuno aggiungere qualche controllo di sicurezza) $imgpath = $_GET["imgpath"]; // Ciclo l'array foreach($hr |






















Terna ha diffuso i risultati dello spegnimento delle luci dello scorso 15 febbraio. Il comunicato ufficiale recita testualmente: ?Nel pomeriggio di oggi, alle ore 18.00 in concomitanza con l?avvio dell?iniziativa ?M?illumino di meno? del programma Radio Rai Caterpillar, TERNA, la società responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell?energia elettrica a livello nazionale, ha rilevato una riduzione istantanea del fabbisogno di energia elettrica dell?ordine di 400 Megawatt equivalente al consumo di circa 7 milioni di lampadine. Il valore è superiore di 100 Megawatt rispetto al risparmio energetico registrato nell?edizione del 2007.?



















