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  Si chiamano MBW-200, e sono i nuovo orologgi prodotti da Sony Ericsson, nel display di questi orologi possiamo vedere chi ci chiama e chi ci manda sms al cellulare. Ogni volta che il cellulare squilla per una chiamata o per un sms, l’orologio inizia a vibrare, inoltre sempre dall’orologio si può rifiutare la chiamata, o attivare la modalità silenziosa, e tramite [...]
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Recupero oggi un po’ di notizie sui software. Partiamo da Nokia Chat che ha ricevuto un altro aggiornamento che ha riguardato soprattutto la correzione di diversi bug. In particolare sono stati risolti i problemi con la gestione della memoria e soprattutto quelli con l’auto-riconnesssione una volta disconnessi.

Inoltre è stata realizzata una versione di Nokia Chat per gli Internet Tablet dotati di OS2008 (N800 e N810) che però non è un vero e proprio programma. Infatti alcuni utenti nei commenti del post del blog dei Beta Labs hanno scritto che era già possibile utilizzare Nokia Chat impostandola manualmente. Il software praticamente fornisce solo un icona e una utility per creare l’account.

Potete scaricare il software nella pagina ufficiale. Bisogna installare prima il support file e poi il mobile client specifico per ogni dispositivo. (fonte: BetaLabsBlog)

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Passiamo adesso a Nokia Music, il software per PC che rivaleggerà con iTunes. Dopo l’ultimo corposo update che aveva visto l’integrazione del software di gestione della musica del PC e del cellulare, cioè il PC client, con il Nokia Music Store accessibile tramite la tab dedicata, è giunto il tempo della laurea. Infatti Nokia Music è uscito dalla fase beta ed è adesso disponible nella sua pagina sul sito della Nokia come versione 1.0. Chi non lo aveva scaricato lo può trovare Q U I. Chi già invece lo aveva installato, la prossima settimana riceverà automanticamente l’aggiornamento. (fonte: BetaLabsBlog)

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EDIT (2): This evening I received an email from Handango. They thank me for “bringing attention” to the copyright violations of the user named “SymbianShow”. They explaied me that Handango is not a big corporation owned by Microsoft, as I wrote previously on my post, but a relatively small company ( I read somewhere 70 Employees). [...]SHARETHIS.addEntry({ title: "Updated (Solved): Honesty exists, yes. But not for everybody.", url: "http://www.pizero.net/archives/513" });
Il post della scorsa settimana, nonostante avesse una ?taglia? rispettabile, era ovviamente uno sguardo microscopico sul gigantesco mondo dei sistemi operativi open source. E proprio a causa dell?argomento ne richiamava un altro simile, dedicato stavolta ad una serie di distro più ostiche, meno tolleranti e probabilmente più soddisfacenti da usare. Sempre che siate già abituati [...]
3 Italia presenta alcune novità per quanto riguarda i piani tariffari: dal 29 settembre, infatti, sono in vigore tre nuovi profili, alcuni dei quali vanno a sostituire altri preesistenti. Zero6 Top: prende il posto di Zero5 e, a fronte di una spesa mensile di 29 euro, offre 400 minuti di chiamate (divisi in 100 minuti alla ...
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E’ partita in questa estate la scommessa informatica firmata dalla Mandarin wimax, la società siciliana, presieduta da Vincenzo Franza, che si è aggiudicata, nella scorsa primavera, le frequenze per trasferire ad alta velocità via radio il traffico di dati della rete internet. «I primi contratti sono già stati stipulati», dicono a MF Sicilia gli amministratori delegati della società, Sergio Filiberto (deleghe nel settore finanza, controllo e organizzazione) e Vincenzo De Caro (che si occupa di commercializzazione e di tematiche tecniche). La nuova società infatti è capace di coprire con la sua rete sei province su nove (mancano Palermo, Agrigento e parte di Trapani) perché poteva contare già su una rete della Mediatel, uno dei soci della Mandarin, capace di trasmettere in modalità «pre wi-max», cioè a una velocità inferiore rispetto a quella garantita dalla nuova infrastruttura. Per cui la Sicilia…
Hi Guys! The Theme Contest that took place at Symbianplanet.net (read below), has ended. My theme, “The Vision by PiZero” got the 4th place…. The First place goes to “Android” by Travis, Second to “Inferno by Ivanov” and third place to “Over the Raimbow” by LucaP. The Jury was selected among a number of bloggers [...]SHARETHIS.addEntry({ title: "Symbianplanet Themes Contest - The Vision by PiZero Out Now!", url: "http://www.pizero.net/archives/545" });
Apple ha annunciato un aggiornamento al "vecchio" sistema operativo Tiger, forse l'ultimo.
La versione quindi dovrebbe essere 10.4.12 e dovrebbe contenere bug fix e aggiornamenti alla sicurezza.
Si mormora anche di una possibile versione 3 di Safari...

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Iniziano le vacanze anche per me…..finalmente iniziano queste vacanze estive, che saranno moooooolto lunghe! I post saranno sospesi, almeno credo…podarsi che riesco a collegarmi con un telefonino, ma nn penso di postare con la stessa frequenza che ho adesso.

 

 

Io dovrei tornare verso la fine di agosto inizi Settembre….e il giorno che tornerò passerò 24H sù questo blog per un mega aggiornamento! Recupererò tutti i giorni che non ho postato!

 

 

Non mi resta che augurarvi Buone Vacanze a tutti!!

 

Ho notato che gli operatori italiani privilegiano sempre più piani e promozioni che si basano su una tariffazione a tempo per connettersi alla rete Internet, e non a volume, com’era fino a qualche tempo fa. Prendiamo Vodafone, ad esempio: andando sul sito del 190, sezione Privati, Servizi e poi Offerte Internet, capeggiano ormai solamente offerte a ...
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Quando si invia un’email il sistema deve conoscere il server SMTP incaricato di recapitare la posta elettronica di un dato dominio. Questa operazione viene effettuata tramite un’interrogazione al DNS, alla ricerca dei record MX. Ho scritto “dei record” perché i record MX, ovvero le informazioni che il DNS utilizza per identificare i server di posta elettronica, potrebbero essere più di uno.

Possiamo conoscere quale server gestisce la posta interrogando il DNS manualmente. Per farlo è possibile utilizzare nslookup dalla linea di comando.
Apriamo una shell (cmd.exe su Windows) ed entriamo in nslookup digitando il nome del comando:

C:\nslookup

Otterremo l’accesso al prompt di nslookup:

Server predefinito:  resolver1.opendns.com Address:  208.67.222.222 >

Per effettuare l’interrogazione dobbiamo specificare che siamo alla ricerca di record MX:

> set q=mx

dove q sta per query. A questo punto non rimane che digitare il nome del dominio di cui vogliamo ottenere gli indirizzi dei server SMTP:

> set q=mx > pillolhacking.net Server:  resolver1.opendns.com Address:  208.67.222.222  Risposta da un server non di fiducia: pillolhacking.net       MX preference = 10, mail exchanger = m-04b.th.seeweb.it pillolhacking.net       MX preference = 20, mail exchanger = smtp-avas.seeweb.it

La risposta del DNS mostra i due server che gestiscono la posta di pillolhacking.net.

Quando qualcuno scrive un’email a pillolhacking.net, il server incaricato di recapitarla è m-04b.th.seeweb.it.

Da notare i valori MX preference che indicano la priorità di utilizzo del server. Il numero più basso indica la priorità maggiore. Il server con il valore MX preference più basso (in genere 10) viene utilizzato per inviare la posta; gli altri sono utilizzati come backup nel caso in cui il server principale non dovesse esere disponibile.

Per curiosità possiamo guardare a casa di altri più celebri sistemi come Google:

> gmail.com Server:  resolver1.opendns.com Address:  208.67.222.222  Risposta da un server non di fiducia: gmail.com       MX preference = 10, mail exchanger = alt2.gmail-smtp-in.l.google .com gmail.com       MX preference = 50, mail exchanger = gsmtp147.google.com gmail.com       MX preference = 50, mail exchanger = gsmtp183.google.com gmail.com       MX preference = 5, mail exchanger = gmail-smtp-in.l.google.com gmail.com       MX preference = 10, mail exchanger = alt1.gmail-smtp-in.l.google .com >

e perchè non la CIA?

> cia.gov Server:  resolver1.opendns.com Address:  208.67.222.222  Risposta da un server non di fiducia: cia.gov MX preference = 10, mail exchanger = mail2.ucia.gov cia.gov MX preference = 10, mail exchanger = mail1.ucia.gov

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Nel 1998 partecipai a Milano al primo Forum internazionale sulla distribuzione del settore turismo, organizzato dalla Scuola Superiore del Commercio e del Turismo in collaborazione con Fiavet Lombardia. Il Forum fra tanti argomenti interessanti proponeva un'analisi sulla situazione di allora in merito alle possibili soluzioni di mercato e al futuro dell'intermediazione.
 
Ascoltando con attenzione le affermazioni sui vantaggi innegabili, proposti alle agenzie di viaggio dai Network di allora, non potei esimermi dall'esprimere la mia opinione e questo mio intervento fu poi ripreso dalla giornalista Anna Audisio che ripropongo qui di seguito:
 
Di fronte alla recente dichiarazione di fallimento per Goinfly-Silverado (sentenza numero 157/06 del 18 dicembre 2006 del Tribunale di Padova con udienza di verifica fissata per il 16 marzo 2007) e prima ancora verso la fine del 2005 con Roberto Gentile, Amministratore Delegato Frigerio Viaggi Network, a comunicare la chiusura di tre agenzie "La maggior parte delle nostre agenzie gode di buona salute, il 2005 è stato un anno di successo, ma verrà ricordato anche per la prima delusione: la chiusura di tre agenzie affiliate (Padova, Verdello e Cassano d’Adda), evento mai verificatosi prima" sono stato alquanto sorpreso dalle motivazioni espresse dal responsabile della Frigerio.
 
Roberto Gentile infatti continua affermando: "Siccome si tratta di casi sporadici, spieghiamo perché è successo. L’agenzia di Padova contava su una buona posizione ed era gestita da un collega con molti anni di esperienza nel turismo: a causa di alcuni investimenti sbagliati e di errate scelte commerciali ha dovuto sospendere l’attività dopo soli due anni. L’agenzia di Verdello (BG) è stata penalizzata da una location che si è rivelata fallimentare: all’interno di un centro commerciale nella provincia bergamasca, ha cominciato a perdere negozi e traffico di clienti; l’affiliata è stata ripetutamente invitata a trasferire la sua agenzia, ma non ha voluto e dopo qualche mese ha chiuso i battenti. L’agenzia di Cassano d’Adda (MI) era stata avviata da un imprenditore proveniente da un altro settore, che voleva diversificare nel turismo: dopo solo un anno si è reso conto che i margini di un’agenzia sono modesti e ha preferito disinvestire e tornare alle sue più remunerative attività".
 
A mio avviso queste motivazioni, soprattutto se espresse dal Network, barcollano puntando l'indice a) su un collega con molti anni di esperienza b) su una location fallimentare c) su un collega alle prime armi.
 
I Network censiti, sono ad oggi, più di sessanta e a questo proposito la brava Marina Firrao ha condotto un'indagine che potete riprendere e rileggere qui di seguito:
http://www.lagenziadiviaggi.it/notizia_standard.php?IDNotizia=131812&IDCategoria=1
http://www.lagenziadiviaggi.it/notizia_standard.php?IDNotizia=131828&IDCategoria=1
 
Ma, ancora oggi, i Network via email si propongono alle agenzie di viaggio con team di "professionisti" a completa disposizione per consulenze e supporto a qualsiasi problematica nel turismo (!), forniture di tutti i CRS a condizioni favorevoli, tutti o i migliori Tour Operator alle migliori condizioni, nonchè siti internet con proposte in tempo reale e quanto altro ancora.

Ho già espresso, nei precedenti interventi, che tutte le agenzie di viaggio sono delle potenziali Expedia e sono più che convinto che è importante investire denaro per l’acquisto e l’impiego di strumenti, oggi più che mai necessari per meglio seguire il nostro cliente, piuttosto che affidare i nostri guadagni ai Network.
 
I tre casi portati alla ribalta da Frigerio Network, qui va dato atto alla sincerità, con l’impiego di CRM, gestionali, strumenti per il marketing e per la geolocalizzazione del potenziale demografico e altro ancora, sicuramente sarebbero stati casi di successo ma soprattutto avrebbero potuto tranquillamente fare a meno di quel Network o di altri.
  
Qui di seguito la visione dell’agenzia odierna che ha più possibilità di emergere e concretizzare le vendite senza trasformare se stessa in una inutile edicola per la distribuzione di carta destinata al macero.
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Come previsto, Apple ha rilasciato ore fa l’atteso, ma da tanti “temuto”, nuovo aggiornamento software per il suo supertelefonino iPhone, Update 1.1.1.
L’aggiornamento introduce numerose novità nel software del dispositivo tra cui il supporto per il nuovo iTunes Wi-Fi Music Store, miglioramenti per il volume di microfono e ricevitore, modifiche alla UI del software, supporto per il TV out e correzione per 10 vulnerabilità di sicurezza.

La cosa da sapere è che i telefoni “sbloccati” che vengono aggiornati con iPhone Update 1.1.1 vengono nuovamente “bloccati” ma non “trasformati in un mattone” aka “bricking”. Ovviamente la community di hacking è in queste ore impegnata nell’analisi del nuovo firmware per verificare le novità introdotte da Apple per contrastare l’”unlocking” del dispositivo. La situazione sta venendo seguita da vicino anche dai due siti specializzati Gizmodo ed Engadget.

Riassumendo quanto finora emerso: L’aggiornamento funziona correttamente con iPhone “non modificati”; l’update funziona come previsto anche con gli iPhone con Installer.app (anche se questa applicazione viene eliminata o nascosta nel telefono); L’update funziona anche con gli iPhone “sbloccati” con anySIM ma restituisce un telefono bloccato sul messaggio di richiesta attivazione (niente bricking ma nessun modo di eseguire l’attivazione ? forse solo con schede AT&T vergini); le applicazioni third-party non funzionano più dopo l’update; iPhone Update 1.1.1 esegue il “relock” del telefono se sbloccato con anySIM; La soluzione di sblocco “commerciale” di iPhoneSimFree non restituisce un telefono “bloccato” dopo l’aggiornamento, ma le SIM di altri provider non funzionano più (si dovrà attendere un aggiornamento del software “jailbreak”). Attualmente il gruppo di hacker iPhone Dev Team, come già anticipato, consiglia agli utenti di iPhone “sbloccati” di non aggiornare al nuovo firmware.

Novità introdotte in iPhone Update 1.1.1: Supporto iTunes WiFi Music store; volume più alto per microfono e ricevitore; ll doppio click sul pulsante Home porta ai preferiti del telefono o ai controlli della riproduzione musicale; Il doppio-tap sulla barra spaziatrice permette di inserire intelligentemente punti e spazi; Gli allegati di posta sono visualizzabili in modalità portrait e landscape; Città e quote azionari in Stocks e Waether possono essere riordinate; Stato della batteria Apple Bluetooth Headset nella Status Bar; Supporto per TV Out; Impostazioni per disattivare EDGE/GPRS quando in roaming internazionale; Nuovi intervalli di blocco Passcode; Volume delle notifiche modificabile. Apple ha reso disponibile anche un video che guida gli utenti attraverso le nuove funzionalità introdotte con questo aggiornamento di Settembre.

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Tecnologicamente Tags: apple, iphone, update 1.1.1, relock Segnala presso:,
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Wind ha appena lanciato una nuova opzione tariffaria che va incontro ai numerosi bengalesi che risiedono nel nostro paese: attivando Noi 2 International è infatti possibile chiamare verso un numero Banglalink, in Bangladesh, a soli 5 centesimi al minuto pagando una tariffa fissa di 1 euro al mese. La tariffa prevede, inoltre, un addebito alla risposta ...
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HTC si riaffaccia nuovamente sul mercato della telefonia mobile, nel quale è uno dei leader indiscussi, con un nuovo dispositivo, lo smartphone S740: sulla scia del Touch Diamond e del Touch Pro, il prodotto in questione si contraddistingue per stile ed eleganza. Dotato di doppia tastiera, sia quella classica che quella QWERTY a comparsa, l’HTC S740 ...
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Lo ammetto: usare Google Analytics per tracciare (ed ottimizzare) le performance delle inserzioni di Google Adsense, è la mia croce e la mia delizia.

Croce perché i rapporti di Adsense sono assolutamente inadeguati per svolgere analisi di tipo qualitativo, in quanto forniscono solo informazioni quantitative (seppur ben segmentate, usando i criteri) sul numero di click, sulle impression, sul CTR e sull’eCPM. Idem, per i ricavi.

Incrociare i dati di utilizzo delle pagine del sito (cosa che ben fa Analytics, dal canto suo) con quelli di interazione degli utenti con gli elementi di Adsense, è una delizia, perché permette di capire tante cose utilissime, ed ottimizzare Adsense di conseguenza.

Sapere quali sono le pagine, le keyword e i vari segmenti che performano meglio in termini di CTR e Revenue in Adsense, permette di capire dove conviene lavorare per ottimizzare il rendimento degli annunci contestuali nel proprio sito.

Individuare gli utenti ed i comportamenti più remunerativi, le keyword, le pagine ed i referral e  più redditizi significa sapere cosa testare, e dove investire per massimizzare il ROI di Adsense.

Un tracciamento degli Adsense integrato nativamente in Google Analytics?

È probabile che ci sarà. Mi accorgo solo adesso che due anni fa, il team di Analytics chiese un feedback agli utenti iscritti a entrambi i servizi, presumibilmente proprio allo scopo di studiare una possibile integrazione.

Ebbene, i rumor di oggi parlano di quel che potrebbe essere il risultato di questo studio. Non è ancora una funzionalità disponibile al pubblico, ma pare che qualcuno la stia già testando.

Il blog TheGoogleCache ha infatti pubblicato un post dove vengono descritti ed illustrati i vari pannelli di una nuova sezione dedicata a Google Adsense, all’interno della piattaforma di Google Analytics.

Il post è stato rimosso (404), ma poiché il blog offre un feed, il contenuto integrale dello stesso è ancora disponibile (direttamente dai server di Google, con tanto di screenshot! Perfavore, avvisatemi se il link non dovesse funzionare più).

Nell’articolo l’autore mostra le informazioni disponibili riguardo ai click Adsense: li si può segmentare per pagina e per sito di provenienza. È possibile ordinare i dati in base ai consueti parametri Adsense (CTR, eCPM…), e visualizzare un trend delle performance dei contenuti Adsense.

Ecco una schermata che mostra l’apporto dei Referral Sites alle performance ed ai rendimenti di Adsense:
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(immagini tratte da TheGoogleCache.com)

Non vi è traccia tuttavia della ricerca nel sito (ricerca Adsense, intendo): spero che venga integrata anche questa parte di rapporti degli Adsense nell’omonima sezione in Analytics.

Cosa conviene tracciare per ottimizzare i rendimenti Adsense?

L’autore di TheGoogleCache dà un suggerimento che condivido pienamente:

  1. Identifica le pagine che ospitano gli annunci più remunerativi
  2. Scegli tra queste le pagine con i CTR più elevati
  3. Studia il tipo di traffico che ricevono alti tassi di click da SERP organiche
  4. Trova tra queste quelle che potrebbero posizionarsi meglio per la keyword più performante

E voi? Quali dati utilizzereste per ottimizzare le performance di Adsense se questi fossero disponibili, ed in che modo?

Come tracciare oggi l’uso di Adsense (con Analytics)?

Intanto che aspettiamo che questa nuova funzione di Analytics venga resa disponibile (e spero accada presto, perché ho già l’acquolina in bocca), è già possibile tracciare i click di Adsense nel profilo di Google Analytics, in qualche modo.

A tal scopo consiglio (ed utilizzo) questo ottimo script che permette di impostare il Click su un elemento Adsense come Obiettivo in Analytics . Lo script ha i suoi limiti, va detto: il tracciamento è “non ufficiale di Adsense” innanzitutto, e poi essendo un Obiettivo di Analytics non è facile tracciarne il Conversion Rate a livello di pagina (a meno di non smanettare con la simulazione di ecommerce, che devo ancora sperimentare - anyway grazie ancora, Daniela!)

Chi non volesse utilizzare Analytics può optare per una soluzione self-hosted: a tal proposito segnalo AsRep, ma non l’ho mai provato - e voi?

P.s. Vado in vacanza, ci si rilegge a metà settembre!

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immaginate di essere su un treno che viaggia a velocità costante (si dice moto uniformemente accelerato) e lanciaste un a palla verso l’alto questa ricadrà esattamente dove vi aspettate, ovvero sia tra le vostre mani.

Arriviamo quindi ad una principio della relatività “I Fenomeni non cambiano su un luogo fermo o su un corpo in movimento a velocità costatante”

questo perché  <<moto a parabola>>  — <<moto rettilineo a velocità costante>> = <<moto verticale>>

ho fatto questo esempio perché anche la luce segue questa principio. /verrà approfondito in seguito).

Alcuni ricercatori della Princeton University hanno condotto una ricerca supportata dalla Electronic Frontier Foundation finalizzata a valutare le principali modalità di criptazione delle informazioni contenute in un computer. Il risultato ha portato alla scoperta di una falla nei sistemi di sicurezza dei computer. In sostanza, attraverso la memoria RAM è possibile risalire alle chiavi di criptazione utilizzate [...]

Un esempio di come le società telefoniche tentino di trattenere i clienti che richiedono la portabilità del numero di cellulare verso una compagnia concorrente.
ARGOMENTO SEMPLICE

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Tags: telefonia mobile, portabilità, argomenti semplici, retention


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Vi sono alcuni imprenditori, ed Io mi schiero fra questi, che rappresentano oggi quelle persone che trent’anni or sono, mentre si utilizzava il telex, pensavano all’email o al cellulare MMS/IM come fenomeno di massa ma, soprattutto, come importanti strumenti di lavoro. I Visionari. Credo di trovare facilmente consenso nell’affermare che sarebbe impensabile, se non impossibile per tutti noi, tornare a fare affari con un telefono appeso al muro come i molti artigiani di solo trent’anni fa'.

L’imprenditore visionario ha dimostrato sempre di possedere una mentalità sintonizzata con il cambiamento per altro senza soffocare la propria sensibilità ma anzi esaltandola. Da essa infatti scaturisce la fantasia e da questa gli affari futuri.

Sono on line dal 1995 e sono entrato nell’arengo dei Visionary Leaders internazionali vendendo il primo biglietto aereo della compagnia low cost inglese “go Airline” in una Agenzia di Viaggi in Italia utilizzando, nove anni fa via internet, la carta di credito della stessa Agenzia a vantaggio del cliente che, pagando in contanti, era ben contento pur aggiungendo una fee di circa 15.000 delle vecchie lire, di pagare la metà rispetto al biglietto proposto all’epoca da Alitalia, o da British, per un volo Milano Londra Milano. Questa semplice visione, questa semplice operazione, in un momento in cui tutte le agenzie erano schierate contro le nuove tecnologie di fatto cambiò il flusso finanziario del turismo nazionale perché chiesi la commissione al cliente invece di riceverla, come d’uso, dalla compagnia aerea.

Noi imprenditori visionari ICT siamo più che sicuri che, indipendentemente dai cicli economici, le grandi trasformazioni giungeranno sempre via web con una nuova generazione Internet che farà leva su velocità, disponibilità, onnipresenza, spontaneità, intelligenza, facilità e affidabilità e ciò varrà anche per esempio per una futura Pubblica Amministrazione completamente digitale, affidabile, veloce ed economica con indiscutibili vantaggi per le imprese e i cittadini. Pensate solamente al risparmio di tempo e denaro derivante dalla possibilità di consegnare documenti e pratiche direttamente da casa, o ufficio, via Internet.

Sicuramente non aiuta il fatto che le multinazionali ICT per bocca di dirigenti, voglio qui evidenziare non imprenditori, si presentano alla piccola media impresa con il famoso ermetismo tecnologico che fa loro dire che bisogna "reinventare utenti in real time", "testare infomediari di ebusiness", "abilitare interface design cross platform", "brandizzare paradigmi innovativi" e "rivoluzionare utenti in real time per scalare processi a valore aggiunto" come ebbe a dire Maurizio Cuzari di Sirmi. In un paese condannato all’innovazione, per reggere la competitività internazionale, ecco il perché dell'esigenza del coinvolgimento diretto di noi imprenditori giovani e di tutte le associazioni imprenditoriali, e delle istituzioni, per portare avanti questo obiettivo di modernizzazione, richiamato anche dal neo insediato Presidente Enit Umberto Paolucci, a sostegno dell'innovazione delle imprese, soprattutto quelle piccole e particolarmente con il coinvolgimento, come volano intellettuale, delle imprese ICT per fornire impulso a quelle che attualmente non innovano anche per la sola mancanza di cultura ICT nei loro ranghi. Personalmente convengo con l'ex Ministro Stanca quando ammonì "la modernizzazione del Paese non si realizza per decreto" ma sono più che sicuro che l'avvento di Internet per le aziende è paragonabile al passaggio avvenuto dal cinema muto al sonoro e se queste non si adeguano rischiano l'estinzione come è accaduto a tanti bravi attori... muti.

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Xp gira sui nostri computer da ormai sette anni e l’uscita DISASTROSA di Windows (S)Vista non l’ha surclassato. Xp è considerato il sistema Windows più affidabile e versatile. Si pensava che non sarebbero stati rilasciati più aggiornamenti ma ecco l’SP3 che darà una marcia in più in prestazioni.

Questo aggiornamento, diversamente dai precedenti, non cambia radicalmente la gestione del PC. Quindi c’è ma non si “vede”. La versione definitiva arriverà a Giugno.

Possiamo scaricare però la versione RC2, una “beta” che è a disposizione di tutti. Se vogliamo prenderla dobbiamo andare sul sito www.microsoft.com effettuando una ricerca con la chiave Windows XP Service Pack 3 Release Candidate. Purtroppo richiede Windows nella versione in lingua inglese. Oltre ad essere fornito attraverso gli aggiornamenti automatici sarà possibile scaricare il SP in un solo pacchetto.

Questo aggiornamento oltre a implementare aggiornamenti fondamentali per la sicurezza del PC, migliora moltissimo la velocità del sistema e gli esperti se ne sono accorti infatti il precedente (SP02) rallentava il PC.

Buon Windows

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L’ultima conferenza della FAO, che si è tenuta in giugno a Roma, ha prospettato per il futuro delle risorse agricole mondiali, uno scenario inquietante. La coltivazione su scala intensiva dei prodotti agricoli, come colza, canna da zucchero, palma,soia, mais,
patate, a scopo energetico, è entrata in forte competizione con le colture tradizionali da sempre alla base dell’alimentazione umana, basti pensare al mais o al riso, prodotti agricoli che costituiscono il fondamento di larghe fasce di popolazione di paesi non industrializzati, già fortemente penalizzati dai mutamenti climatici dovuto all’effetto serra, ai quali vengono sottratti i loro prodotti alimentari, per riempire i serbatoi delle auto dei paesi industrialmente progrediti o in forte crescita industriale come l’India e la Cina. Il risultato è stato un’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, che rischia di affamare il pianeta.

Per contro, ci sono alcuni paesi da sempre in prima linea per lo sfruttamento delle fonti energetiche alternative,derivate dalle biomasse, come il Brasile,che hanno annunciato l’indipendenza energetica, azzerando di fatto l’importazione del petrolio dall’estero.

Il prezzo da pagare è comunque troppo alto, le biomasse ricavate dall’agricoltura, competono con la sopravvivenza del nostro pianeta; ma come conciliare la necessità di prendere le distanze dalla dipendenza energetica del petrolio e altri combustibili fossili senza depauperare l’ambiente circostante a causa della pratica della monocoltura, da sempre responsabile dell’impoverimento del terreno?

La risposta questa volta potrebbe venire dal mare, una fonte potenzialmente inesauribile di biocarburante, che solo marginalmente tocca la produzione agricola

alimentare, in quanto potenzialmente è un tipo di coltura implementabile anche su terreni scarsamente produttivi, fino ad ipotizzare i deserti e le zone paludose.

Già dai tempi dell’amministrazione Carter, negli Stati Uniti, il Department of Energy Office of Fuel Development, portò avanti un programma di ricerca per lo sviluppo di energie rinnovabili ricavate dalle alghe, il punto centrale di questo programma conosciuto come ASP (Aquatic Species Program) era la produzione di biodiesel ricavato da alcune specie di alghe, particolarmente ricche in contenuto lipidico e coltivabili in stagni, utilizzatrici per il loro metabolismo di CO2 prodotto dai residui di combustione delle piante.

Nel corso di un ventennio dall’inizio di questo programma la ricerca ha fatto dei passi da gigante per tutto quel che riguarda il loro metabolismo di crescita, merito delle nuove tecniche di manipolazione genetica e dei sistemi di produzione.

Gli studi dell’ASP hanno preso in considerazione tutti gli aspetti dell’algacoltura, dal modo di ottenere la resa maggiore in termini di olii, alle condizioni estreme di temperatura,pH, salinità.Attualmente l’Università delle Hawai dispone di una raccolta di 300 specie di microrganismi acquatici in larga misura alghe verdi e diatomee, a disposizione per la ricerca scientifica.

Le alghe in condizioni di stress ambientale, reagiscono producendo un surplus di sostanze oleose, specialmente in carenza di silice per le diatomee e nitriti per le alghe verdi.

Le alghe sono organismi fotosintetici, che necessitano della luce del sole per il loro metabolismo energetico. La fotosintesi è quindi il processo indispensabile per trasformare l’energia solare in sostanze nutritive, combinando l’acqua con l’anidride carbonica per produrre biomasse. Dopo aver studiato numerose specie acquatiche,l’interesse dei ricercatori ASP, è stato focalizzato sullo studio delle microalghe, la cui prospettiva in termini di resa di olio combustibile è molto più interessante rispetto alle macroalghe e agli organelli emergenti.

Le microalghe sono classificabili in quattro classi distinguibili per la loro pigmentazione, il loro ciclo biologico e la loro struttura cellulare:

  1. Diatomee ( Bacillariophyceae ). Queste alghe sono costituenti del fitoplancton marino, ma vivono anche in acque fresche e salmastre. Contengono nella loro parete cellulare, silice polimerizzata, immagazzinano carbonio sotto forma di olio naturale e polisaccaridi noti come chrysolaminarin;

  2. Alghe verdi (Chlorophycee ). sono abbondantissime nelle acque fresche; sul piano dell’evoluzione, sono considerate le progenitrici delle piante. Si trovano isolate o in colonie, immagazzinano principalmente amidi, ma al verificarsi di determinate condizioni di crescita possono produrre olii.

  3. Alghe azzurre ( Cyanophiceae ). Sono organizzate come le specie batteriche, rivestendo un ruolo centrale nella fissazione dell’azoto atmosferico.

  4. Alghe gialle ( Chrysophyceae ). questo gruppo presenta delle somiglianze con le Diatomee, hanno una pigmentazione tendente al giallo, e hanno come habitat le acque fresche. Immagazzinano oli naturali e carboidrati.

Attualmente la ricerca è orientata verso lo studio delle diatomee e delle alghe verdi.
La loro semplicità strutturale unita al fatto che crescono in sospensione acquosa, permette un facile accesso alla conversione della luce solare, all’acqua, alla CO2 e agli altri fattori di crescita.
Per questa serie di ragioni, le microalghe sono capaci di produrre 30 volte l’equivalente in olio rispetto alla stessa area coltivata con colture convenzionali, tipo mais, soia e quant’altro. In termini di resa energetica basti pensare che le alghe hanno una resa quattro volte superiore alla canna da zucchero e 45 volte superiore all’olio di colza. Altro aspetto non trascurabile è il fatto che viene annullato l’impatto ambientale, perché azzerano le emissioni di CO2, anzi, la catturano dall’ambiente circostante in quanto si tratta di un elemento indispensabile alla loro crescita, per riconvertirla in una sostanza oleosa ad alta densità.
Gli scarti che residuano dopo la spremitura dell’olio vengono usati per la produzione di idrogeno.
Le ? algae farms ? sono costituite da vasche aperte, poco profonde, nelle quali la CO2 proveniente in genere dalle emissioni di industrie vicine alla farm o dalla combustione di residui legnosi e carbone fossile, viene immessa nella vasca sotto forma di bolle che vengono catturate dalle alghe.
Le vasche sono progettate secondo un percorso, nel quale alghe, acqua e nutrienti circolano attorno ad un percorso obbligatorio, un motore elettrico provvede a convogliare il flusso. Le alghe sono sospese in acqua e con regolarità devono subire dei rimontaggi per essere esposte alla luce del sole. Si tratta naturalmente di un sistema operativo a ciclo continuo, la cui superficie tecnicamente è misurata in termini di superficie per la cattura del sole, mentre la resa viene misurata in termini di biomasse prodotte in un giorno per unità di superficie esposta.
Oltre agli oli combustibili e all’idrogeno, altri prodotti possono essere convenientemente ricavati dalle biomasse, i principali sono :
il metano,ottenuto per gassificazione biologica o termica; l’etanolo per via fermentativa.
I dati relativi alla resa energetica, attualmente sono da riferire ad impianti a basso costo, a sviluppo superficiale oppure a bolle di polietilene, ma tutto il mondo si sta attivando per la progettazione su scala industriale di impianti a sviluppo tridimensionale irradiati da sorgenti di luce artificiale. Alcune grandi industrie stanno già investendo nella realizzazione di impianti funzionanti su scala industriale, particolarmente interessata a questa tecnologia è il colosso americano BOEING, sponsor ufficiale del prossimo congresso che si terrà a Seattle, dal quale si spera di avere ragguagli positivi circa questa fonte energetica rinnovabile e pulita che viene dal mare.

Fonte www.demetra.org