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Forse qualcuno si ricorderà un paio di anni fa, durante i mondiali di calcio la possibilità di vedere le partite in diretta in ascii tramite telnet.

Esperienza singolare da tecno geek malati. Per gli appassionati del genere voglio segnalare l\'esistenza di una versione ascii di Guerre Stellari.

Quindi preparate bibite e pop-corn, lanciate il telnet e che la forza sia con voi!

paris hilton

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Percepisco da un po', anche ragionando assieme ai soci, che si sta profilando di questi tempi una nuova fase dell'imprenditoria ovvero quella CIO Istintiva. Un imprenditoria che agisce sull'impresa, ragionando spesso sulle logiche applicative di processi software, per una migliore sintesi fra prodotto sua distribuzione alla clientela e gestione della stessa.

Il CIO (Chief Information Officer) per altro in piena metamorfosi, divenendo infatti sempre più strategica e logica la sua figura in aziende medie e grandi, è comunque figura già di per sè in perenne evoluzione dovendo interpretare prima le esigenze di business e poi trasferirle su sistemi informatici, a supporto dell'attività, verso una clientela sempre più sofisticata in ambito b2b2c. Sull'attività dei CIO in evoluzione si è già scritto molto, e tutte le testate informatiche hanno dato spazio e risalto in tal senso, ma mi preme evidenziare questo aspetto proprio perchè ci sono certi imprenditori che inconsapevolmente agiscono, di fatto, come dei veri e proprio CIO soprattutto quando a capo di micro o piccole imprese come spesso accade nel mondo del turismo.

CIO Magazine classificava pochi mesi fa i CIO, che qui potremmo benissimo equiparare ai nostri imprenditori, in quattro categorie ovvero: l’Innovation Agent, il Business Leader, il Turnaround Artist e l’Operational Expert: tutti capaci di fantasia creativa, carisma, competenze tecnologiche e capacità di gestione dei progetti doti che, per forza, fanno l'abito anche del nostro imprenditore. Che Internet oggi rappresenti, con il paradigma 2.0, un motivo di aggregazione che non può sfuggire alla logica di mercato è assodato quanto, a mio parere, proprio quella metamorfosi fra imprenditore e CIO o della nuova generazione di imprenditoria quella CIO istintiva.

Alla Youth generation o alla Middle generation, di per sè più trend setter, oppure a quella che io sono solito definire "Now generation" carica di wiki, blog, istant messaging, podcast, widget, Social networking e SL, si contrappone una nuova imprenditoria CIO istintiva adatta quindi proprio a soddisfare queste esigenze con prodotti e soluzioni a portata del business 2.0 includendo SOA (Service Oriented Architecture) che sta per esempio alla base dei widget, ora di gran moda, o SAAS (Software as a Service).

Una recente indagine compiuta da Shiny Srl commentava che il settore turistico è stato uno dei primi a recepire positivamente l'influenza della rete laddove il successo del comparto turismo è dovuto innanzitutto ai prezzi altamente competitivi, ma anche alla capacità di differenziare l'offerta e di proporre servizi nuovi. Mentre è ovvio da un lato che il web si sia affermato come strumento di ricerca e prenotazione turistica con i portali di viaggio dall'altro notiamo che le online travel agency stanno oggi affermandosi sempre più come, allo stesso modo, le informazioni in tempo reale e le offerte scontate di advanced booking previste dagli operatori.

Tra i servizi, Forrester Research, sostiene che nel biennio 2005-06, in ambito turistico, è cresciuto notevolmente la diffusione e l'utilizzo degli RSS ovvero flussi di informazioni relative ai viaggi o alle località che più interessano visualizzati in tempo reale sul proprio desktop (dall'1 al 12%), dei siti di community di viaggiatori (dall'1 al 9%), dei blog di viaggio (dal 2 al 7%) e dei siti di comparazione dei prezzi (dall'8 al 12%). Non ultima la ricerca, condotta da DoubleClick e ROI Research su un pubblico di americani adulti, riguardo i fattori che maggiormente influenzano il pubblico del Web nell'acquisto di un biglietto aereo: i siti Web ottengono la percentuale più alta (33%), seguiti da newsletter (10%) e dal "passaparola" tra clienti (9%); le agenzie di viaggio si attestano all'8%, gli avvisi pubblicitari sul Web al 6%, i motori di ricerca al 4%. Altre fonti per l'acquisto (pubblicità, nelle sue varie forme, annunci televisivi, riviste specialistiche, aeroporti ecc.) sembrano ormai in netto declino, con percentuali comprese tra l'1 e il 2%.

Insomma milioni di turisti che visitano e condividono esperienze su web, blog compresi, per finalizzare i loro acquisti sulla rete si confrontano oggi, a mio avviso, anche con migliaia di imprenditori CIO istintivi, e fra questi anche diversi agenti di viaggio, che sanno ben distinguere fra marketing one to one e marketing one to many; gestendo al meglio una clientela acquisita attraverso un sito online con opportune campagne di email marketing e fidelizzata, successivamente, grazie a strumenti di customer satisfaction... Se non sono dei CIO poco ci manca!

paris hiltonAd 1 mese dal suo lancio, Current TV ha invitato alcuni blogger nei suoi studi per una chiacchierata con Amanda Zweerink (VP della Community), Rod Naber (Designer), Tommaso Tessarolo (Responsabile di Current Italia). Devo dire che è stato molto più utile e chiarificatore di quello con Al Gore.

Alcuni dati:

  • 170.000 utenti unici web nelle prime 3 settimane
  • 0,2 % share il 2 giugno e in media 80.000 telespettatori considerando che Current è una “televisione frugale”
  • Pare sia sorprendente il grado di attività degli utenti italiani rispetto agli altri paesi
  • il 30% dei contenuti è prodotto dagli utenti (metà dei quali dagli italiani che ne hanno caricati 100 nel primo week end di lancio)

A differenza di quanto emerso finora, Current punta a diventare non solo la community di riferimento per i video maker (anche dai mezzi poveri, ma che sappiano raccontare una storia per immagini), ma soprattutto il primo sito di social news sul modello Digg.

Per raggiungere quest’obiettivo daranno vita ad una serie di attività di trasformazione di current.com sulle quali hanno chiesto un parere ai blogger presenti. Prima di conoscere questi nuovi servizi, avevo fatto presente l’importanza dei forum di discussione quali collettori di comunità, portando i dati della ricerca di Digital PR e dei meccanismi di funzionamento di comunità tematiche similari (es. Flickr)…poi il tool “groups” ci è stato presentato come ipotesi effettivamente allo studio ;-)

E’ emerso chiaramente il doppio binario su cui si muove Current:

- quello web che punta a stimolare la comunità a produrre video e notizie dal basso

- quello televisivo (canale 130 di Sky) che raccoglie i migliori video dalla rete e li ri-edita (acquisendone i diritti) per renderli coerenti col mezzo di massa

La grande sfida di questo modello ibrido è quella di non accontentarsi dei un pubblico di nicchia, ma di puntare a grandi audience, al fine di sostenere un modello di business fondamentalmente basato sulla pubblicità nelle sue varie declinazioni. In bocca al lupo a Tommaso, Livia, Giovanni e tutto lo staff di Current.

Qualche video di Vanz

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A

Il rilascio ufficiale di Firefox 3 è previsto per il 17 giugno.
ARGOMENTO SEMPLICE (?)
Oltre a...

Leggi ancora | Pubblicato da strazza | Commenti (4)


Tags: browser, mozilla, software libero, argomenti semplici


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WinLibre, non è altro che una selezione di programmi open source per

Windows 98,
Windows Me,
Windows 2000
e Windows XP

simile ad un package management system, ovvero ad un sistema di gestione dei pacchetti, come quelli per Linux, e capace quindi di automatizzare e semplificare l’installazione di questi softwares. Dopo averlo scaricato dal:

sito ufficiale di WinLibre


Download WinLibre

ci basterà cliccare sul file eseguibile

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per avviare la procedura d’installazione. In questa prima schermata dovremo cliccare sulla voce ?Next? per continuare.

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Nella seconda schermata, dopo aver letto ed accettato la licenza d’uso si spunta la voce ?I accept the agreement? e si clicca su ?Next? per continuare.

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Nella terza schermata dovremo selezionare la cartella di destinazione della nostra installazione e cliccare su ?Next?.

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Nella quarta schermata dovremo selezionare i programmi da installare, che sono divisi per categorie:

Office:

  • OpenOffice

  • PDFCreator

Internet:

  • Mozilla Firefox

  • Mozilla ThunderBird

  • NVU

  • FileZilla

  • Gaim

Create:

  • Audacity

  • InkScape

  • Blender

  • Gimp

Multimedia:

  • CDex

  • VLC Media Player

  • WinLame

  • Zinf

Utilities:

  • ClamWin

  • NetTime

  • Notepad2

  • 7-Zip

  • TightVNC

Fatto questo dovremo cliccare su ?Next? per continuare.

 

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Nella quinta finestra ci verranno elencati i programmi che verranno copiati per l’installazione.

 

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Nella sesta finestra ci verrà chiesto se vorremmo o meno selezionare ulteriori opzioni, come aggiungere l’icona sul desktop o lanciare automaticamente il setup d’installazione dei vari programmi. Fatto questo basterà cliccare sulla voce ?Next? per continuare.

 

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Subito dopo comparirà la schermata nella quale dovremo semplicemente cliccare sulla voce ?Install? per iniziare l’installazione.

 

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Al temine della nostra procedura non ci rimarrà che cliccare sulla voce ?Finish? per concludere.

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2 modi per convertire i prossimi Hotlink verso le tue immagini in Backlink "puliti" (con Anchor text scelto da te).

Come promesso nel precedente post, oggi vi presento la traduzione dell’articolo che ho preparato come contributo per il progetto Link Building Secrets, di cui ho scritto ieri.
Passiamo subito al sodo, che l’articolo è lungo. Buona lettura!

I Contenuti di questo articolo:

Breve introduzione alle ricerche di immagini e all’hotlinking

Miei cari SEO,

Concedetemi qualche minuto per descrivere i punti salienti di una situazione ben nota:

Supponiamo che abbiate un sito con tante belle immagini e fotografie. Da bravi SEO, avete ottimizzato ognuna di queste immagini al meglio, e quando le persone eseguono le loro ricerche nel proprio motore di ricerca di immagini preferito (che in Italia è Google Ricerca Immagini), trovano le vostre immagini ai primissimi posti nelle SERP:

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Voi, o il vostro cliente, siete felici di ricevere così traffico in quantità dai click provenienti dalle ricerche di immagini.

Tuttavia, non è tutto così bello come sembra. Infatti, come sicuramente saprete, molti webmaster e blogger pigri passano il loro tempo a cercare immagini solo per inserirle, tramite un hotlink dal vostro server, nelle loro pagine web.

Quando qualcuno crea un hotlink ad una vostra immagine, fa questo:

  1. Usa la vostra immagine o foto senza chiedervi il permesso (cosa che voi o il vostro cliente potreste anche ritenere accettabile),
  2. Consuma la vostra banda (che ha un costo): più visite riceve il suo sito, più alti saranno i costi di banda per voi
  3. Quasi sempre omette l’attribuzione, e praticamente mai include un link al vostro sito: in questo articolo vi spiegherò proprio come reagire a quest’ultimo punto.

Nota: bloccare l’hotlinking delle immagini (è possibile farlo lato server, vietandone l’accesso se il Referrer HTTP non appartiene al proprio hostname) non è una buona idea a mio parere. Un’alternativa valida consiste nel sostituire l’immagine con una versione contenente un watermark in caso di hotlinking -facendo quindi branding- ma qui abbiamo l’opportunità di guadagnare un backlink: perché sprecarla, dunque?

Le immagini che ricevono traffico dalle ricerche sono un’opportunità per ottenere backlink con poco sforzo

Google Immagini è la risorsa dalla quale ricevo la maggior parte del traffico verso le immagini, ed un mio studio evidenzia quanto segue: quando un utente è interessato a visitare il sito web, di solito lo naviga all’interno del frameset creato da Google (oppure rimuove il frame superiore con l’apposito link); ma quando l’utente è interessato a prendere l’immagine per creare un hotlink, o per scaricarla sul proprio computer, normalmente clicca sulla versione rimpicciolita dell’immagine che si trova nella parte superiore del frameset di Google.

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In quest’ultimo caso, il vostro server invia al client solamente l’immagine (ovvero, il browser richiama il file immagine direttamente) e il campo HTTP REFERER risulta contenere un URL del tipo images.google.com/bla-bla-bla.

Se si controlla quel che accade e che cosa viene servito ai client in seguito ai click di questo tipo, si ha un potente modo (anzi, due!) per far sì che una parte significativa dei webmaster che cercano, trovano e hotlinkano le immagini contestualmente creino backlink al sito con un anchor text a propria scelta.

Quello che succede in seguito ad un click di questo tipo è reso pressapoco così:

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L’utente vede l’immagine, e se desidera creare un hotlink l’unica cosa che deve fare (anzi, l’unica cosa che può fare a questo punto) consiste nel copiare l’URL dalla barra degli indirizzi del suo browser, e copiarla all’interno dell’attributo SRC del suo tag <IMG> nel sorgente HTML (oppure nella porzione del suo CMS che farà questo lavoro per lui, ma è quasi la stessa cosa).

Nel mio articolo illustrerò due tecniche -di cui una inedita- che costituiscono un’opportunità per costruire la vostra link popularity a partire dal traffico che ricevete dalle ricerche di immagini. In entrambi i casi dovrete affrontare un po’ di server side scripting, e in un caso particolare dovrete anche riconfigurare il vostro server web. Siete pronti?

MODO UNO

La Landing Page Fantasma

Questa tecnica è già stata descritta in passato da altri, tuttavia non è ancora molto conosciuta, nè utilizzata.

“Fantasma” è la traduzione di “cloaked” - e, no, anche se leggete "cloaking", non si tratta di una tecnica black hat: non inganna l’utente, ma gli presentera sostanzialmente lo stesso contenuto che si aspetta di visualizzare in seguito al suo click sulla SERP (con l’unica aggiunta di una piccola call-to-action).

Il metodo consiste nel servire, alle richieste che mostrano una SERP di immagini come referrer, una landing page che contiene l’immagine, in luogo della sola immagine in sè.

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La landing può essere anche molto semplice, limitandosi ad aggiungere vicino all’immagine un messaggio del tipo “copia il codice per inserire questa immagine nelle tue pagine web” ed il relativo codice HTML, oppure può essere più complessa - ma l’obiettivo resta uguale: l’utente dovrebbe prelevare l’HTML che genera l’hotlink all’immagine ed il backlink testuale a seguire, invece di limitarsi a copiare l’URL dell’immagine.

Efficacia: da Medio-Bassa a Quasi Nulla (dipende principalmente dalla qualità della landing -e- dall’appeal dell’immagine)

Correttezza: Alta (ci si limita ad aggiungere una call-to-action ed un po’ di codice al contenuto grafico richiesto dall’utente)

Difficoltà: Media oppure Bassa (dipende perlopiù dalla varietà di formati e dalla residenza fisica delle immagini sul server)

COME SI FA

Fondamentalmente, si deve fare in modo, attraverso un rewrite, che le richieste di immagini vengano dirottate su uno script di controllo. Lo script si occuperà di riconoscere la provenienza dell’utente, quindi agirà di conseguenza: mostrerà agli utenti provenienti dalle ricerche immagini una landing page contenente l’immagine trovata, mentre continuerà a servire l’immagine come al solito agli utenti regolari.

Se il vostro server fa girare Apache con PHP e avete la possibilità di usare il file .htaccess, compilatelo come segue:

RewriteEngine On RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC] RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT]

Questa sintassi dirà al vostro web server che quando riceve richieste di URL che terminano con un punto (.) seguito da “jpg”, “jpeg”, “gif”, “png” o “bmp” -case insensitive-, la risorsa a cui si deve riferire è in realtà il file “/script.php”. A questo script verrà inoltre passato l’intero REQUEST_URI (l’URL richiamato inizialmente) come valore del parametro “imgpath”, nella sua querystring.

A questo punto, all’interno di script.php controllerete i valore HTTP REFERER, e nel caso in cui questo contenga la stringa “images.google.com” (o qualsiasi altro motore di ricerca di immagini vogliate riconoscere) lo script mostrerà la landing. In qualsiasi altro caso, come richieste dirette o richieste provenienti dal vostro stesso sito, l’immagine verrà mostrata come al solito al medesimo indirizzo.

Di seguito, un esempio del codice basilare di script.php (prestate attenzione ai commenti):

<?php // Inserite in questo array qualsiasi sottostringa identifichi un motore di ricerca di immagini: $hr = array("images.google", "immagini/preview.cgi");  // L’URL richiesto viene salvato in $imgpath (qui è opportuno aggiungere qualche controllo di sicurezza) $imgpath = $_GET["imgpath"];  // Ciclo l’array foreach($hr as $imgreferrer) {    $found = strpos($_SERVER["HTTP_REFERER"], $imgreferrer); // Controllo il referrer rilevato    if ($found !== false) {     // Se viene riconosciuto un URL di un motore di ricerca immagini nell’HTTP REFERER, mostro la landing:     header("Content-type: text/html");     ?>      <!– scrivi qui il codice HTML della tua landing page, oppure inserisci un redirect alla landing: –>     <h1>Codice per inserire l’immagine nella tua pagina web:</h1>     [[Qui va il codice HTML da copiare per creare l’hotlink e il backlink testuale]]     <img src="<?php echo $imgpath; ?>" alt="" />      <?php     die(); // Ferma il loop e lo script a questo punto   } } // Fine del loop  // Se non ci sono stati riconoscimenti, servi l’immagine normalmente: header("Content-type: image/jpeg"); // QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l’immagine echo file_get_contents($imgpath); // QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents()  ?>

Questo script si occuperà da ora in poi di servire l’immagine o la landing page più l’immagine, a seconda dei casi.

È tutto: non vi resta che testare quale versione della landing page funziona meglio. Trovate quella che convince più utenti a prelevare il vostro codice con il backlink già incluso per inserire le immagini nelle loro pagine web (ma non dimenticatevi di tracciare le azioni compiute sulla landing!)

Nota: se le vostre immagini sono fornite attraverso un CMS che magari si appoggia ad un database, probabilmente dovrete apportare delle modifiche al sistema descritto per renderlo compatibile col vostro CMS.

MODO DUE

Immagini con URL “Magici”

Stando alle informazioni in mio possesso, questa tecnica innovativa non è mai stata descritta prima d’ora (anzi, credo che nessuno l’abbia mai usata, ancora). Se avete informazioni che smentiscono questa affermazione, lasciatele nei commenti paris hilton

Diciamoci la verità: per quanto possiate esser bravi a costruire la landing page suggerita poc’anzi, la grande maggioranza dei webmaster non vi presterà attenzione: vi “ruberanno” comunque l’immagine con un hotlink, senza darvi in cambio link nè attribuzione, lasciandovi soli a fare i conti con le vostre spese per la banda.

È deprimente, non è così?

E se invece voi aveste un modo per… diciamo… COSTRINGERLI a darvi ugualmente un backlink quando vi hotlinkano, “combattendoli” sul loro stesso campo di battaglia?

Se, per esempio, vi dicessi che c’è un modo per scrivere direttamente nell’URL dell’immagine, che i webmaster copiano dalla barra degli indirizzi, un codice HTML che, incollato in una pagina web, crea il backlink anche se il webmaster di turno voleva solo creare un hotlink all’immagine sul proprio sito?

Guardate lo screenshot (avete già capito?):

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Ebbene, ve lo dico: ESISTE UN MODO PER FARE CIÒ (è difficile, ma funziona molto bene)!

La Logica dell’URL Magico

Ecco il principio di funzionamento delle Immagini con URL Magici:

  1. Un webmaster cerca un’immagine con l’intenzione di creare un hotlink: trova la vostra sul motore di ricerca, e vi clicca
  2. Voi sapete, dal referrer, che arriva da http://images.google.com/bla-bla-bla (o un qualsiasi altro motore tra quelli che avete scelto)
  3. In questo caso, e solo in questo, voi modificate l’URL visualizzato dell’immagine che vede, da così
    http://example.com/image.jpg

    a così (è solo l’URL a cambiare, non il contenuto dell’immagine):

    http://example.com/image.jpg?foo="><a href="http://www.example.com">Anchortext</a>
  4. L’utente copia questo URL e lo incolla nella sua pagina web (lo incollerà all’interno dell’attributo SRC del suo tag <IMG>)
  5. Il suo codice HTML diventa da così
    <img src="http://example.com/image.jpg">

    a così (notate la prima chiusura del tag IMG: sta prima del codice del link):

    <img src="http://example.com/image.jpg?foo="><a href="http://www.example.com">Anchortext</a>">
  6. La pagina web dell’utente presenterà un hotlink funzionante alla vostra immagine, ma anche un link testuale cliccabile appena dopo l’hotlink (e il codice HTML del link si troverà fuori dal tag immagine)!

Efficacia: Alta (La maggior parte degli utenti non noterà la “stranezza” nell’URL dell’immagine, e spesso non farà caso a cosa c’è nella propria pagina), ma dipende dal target di riferimento

Correttezza: Molto bassa a mio parere (Si tratta di agire contro la volontà degli utenti, ingannandoli, e causando oltretutto anche piccoli problemi nel design delle loro pagine web)

Difficoltà: Alta (È necessario mettere le mani in diversi punti nei file del sito ed in quelli di configurazione del server)

Pro

  • Funziona benissimo, il che significa Molti Backlink da fonti nuove e diverse (che si traducono in un vantaggio competitivo per voi)

Contro

  • È necessario creare una pagina intermedia per forzare un redirect in Javascript
  • Per non complicarti ulteriormente la vita dovrai richiamare l’immagine, nella versione con URL Magico, aggiungendo una querystring con un parametro “fuffa” - e sarà questo l’URL al quale verrà hotlinkata l’immagine
  • Funziona solo con Microsoft Internet Explorer (anche la nuova versione 7)
  • Per quel che ne so, non funziona con Apache nelle versioni della serie 2
  • Potresti generare conflitti nel setup del tuo web server (solo in Apache, la possibilità è remota)
  • Potresti dover affrontare potenziali buchi di sicurezza nel tuo web server (di nuovo, solo Apache)
  • Potrai fornire solo un anchor text privo di spazi per il backlink con il tuo URL magico (ancora una volta solo Apache, non si ha questa limitazione con i server Microsoft IIS 5.0)
  • È moralmente scorretto. (ma qui, lo sono anche gli hotlinkers…)

COME SI FA

Pre-requisiti

Come anticipato, questa tecnica necessita di alcune configurazioni specifiche (ma molto comuni) del web server e del client browser per funzionare.

Riguardo al client, qualsiasi versione di Microsoft Internet Explorer (MSIE) dalla 5 to 7 è adatta. Ho testato il tutto in ambiente Windows XP (quindi parliamo dell’ambiente di gran lunga più utilizzato, oggi, in ambito di web surfing).

Riguardo al server:

  • Ho condotto i miei test con un web server Apache 1.3.33, ma dovrebbe funzionare con qualsiasi Apache della serie 1.3 a partire dalla versione 1.3.27 (dovrebbero andar bene anche versioni precedenti). Per ogni test il protocollo attivo per default era HTTP/1.1 (il più comune).
  • Dovrai editare il tuo file di configurazione httpd.conf (.htaccess da solo non è sufficiente) – e applicando ciò che vado a descrivere, stai probabilmente esponendo il tuo server a buchi di sicurezza a meno che tu non sappia ESATTAMENTE ciò che stai facendo… Presta attenzione, e se non sei sicuro chiedi al tuo reparto IT, prima di applicare modifiche su un server in produzione.
  • Sulle macchine Windows/IIS non dovresti avere questi problemi, e probabilmente non avrai bisogno di apportare modifiche alla tua configurazione (ho eseguito i miei test con server Microsoft IIS versione 5.0).

Cosa c’è dietro la tecnica dell’URL Magico

Questo trucco è possibile dal momento che Internet Explorer non esegue l’escape di alcuni caratteri (inclusi gli spazi) negli URL in determinate circostanze: infatti, IE esegue l’escape degli spazi (li trasforma in “%20“) sia in seguito a redirect server-side e sia in presenza di redirect con Meta Refresh, anche quando gli spazi nell’URL di destinazione sono serviti senza codifica, ma -attenzione- non esegue l’escape degli spazi e di altri caratteri in seguito a redirezioni in Javascript (invece Firefox, per esempio, esegue sempre l’escape).

Questo comportamento verrà sfruttato predisponendo una pagina intermedia con un Javascript che redirigerà ogni immagine che riceve un click da una SERP di immagini (controlleremo questa condizione lato server grazie al solito rewrite) verso lo stesso URL immagine, ma aggiungeremo a quest’ultimo una querystring, priva di escape, con un parametro “fuffa” che contiene il nostro HTML “subdolo” (il quale, se copiato dentro l’attributo SRC di un tag IMG, lo chiuderà ed aggiungerà, dopo la chiusura, il codice del backlink, come descrito sopra).

Il parametro “fuffa” è necessario, perchè è di gran lunga più semplice mantenere invariato il nome del file immagine lasciando l’HTML “magico” all’interno solo della querystring (altrimenti, dovreste modificare ulteriormente il rewrite).

Inoltre, in Apache sarà necessario disabilitare il Controllo dell’Integrità del Protocollo (Protocol Integrity Check). Se lasciassimo attivo questo controllo (che è il comportamento di default in Apache a partire 1.3.27), Apache leggerebbe la parte di URL che segue il carattere “spazio” nella richiesta come se fosse l’indicazione del protocollo HTTP, e questo genererebbe un errore HTTP 400 - Bad Request, in quanto di fatto viene dichiarato un protocollo HTTP non valido.

Quanto descritto è anche la ragione per la quale si può fornire solo un anchor text privo di spazi: si ha a disposizione un solo spazio (quello prima di ciò che viene interpretato come protocollo HTTP da Apache), e lo dovremo utilizzare per separare “a” da “href” nell’URL magico. Ogni ulteriore spazio verrebbe codificato in %20 prima di essere inviato al client (tutto ciò non si applica a Microsoft IIS 5.0)

Il Set-up

Come nell’esempio precedente della “Landing Page Fantasma”, è innanzitutto necessario eseguire un rewrite di tutte le immagini in modo da servirle attraverso uno script di controllo. È possibile utilizzare il file .htaccess come illustrato in precedenza, solo che questa volta è meglio aggiungere un controllo condizionale sull’user agent del browser (che però può trovarsi anche nello script.php, se volete):

RewriteEngine On RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^MSIE.* RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC] RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT] 

A questo punto si può usare lo script.php illustrato in precedenza, con qualche modifica (si veda il codice di esempio più in basso).

Questa volta però, invece di mostrare la landing page, eseguiremo un redirect verso un altro script chiamato magic.php: questo script leggerà il percorso dell’immagine richiesta dal parametro “imgpath”, nella propria querystring.

Tale file magic.php, all’evento Body Onload, richiamerà una funzione javascript, la quale redirigerà il client verso l’immagine inizialmente richiesta, che gli verrà passata come parametro (”imgpath”), ma appenderà all’URL di tale immagine un parametro “fuffa” che contiene il codice per generare il backlink. L’URL di destinazione verrà fornito e mantenuto unescaped.

Ecco il codice di magic.php (dove va cambiato l’anchor text e l’URL di destinazione desiderati):

<?php // Aggiungi i tuoi controlli di sicurezza qui! $imgpath = $_GET["imgpath"]; ?>  <head> <script> function imglink () {   // HTML Entities for blank spaces are:   &nbsp;   &#160;   \xa0   location.href="<?php echo $imgpath ?>?foo=\"><a\xa0href=\"http://www.example.com\">Anchortext</a>"; } </script> </head> <body onload="imglink()"> </body>

E adesso andiamo a modificare il file script.php in modo che esegua correttamente la redirezione verso magic.php senza generare un loop infinito (ho commentato solo le parti modificate e quelle più importanti ):

 <?php $hr = array("images.google", "immagini/preview.cgi");  // Qui vanno aggiunti dei controlli di sicurezza! $imgpath = $_GET["imgpath"];  $browser = strpos($_SERVER["HTTP_USER_AGENT"], "MSIE"); // Un altro browser check if ($browser !== false) { // Se ho riconosciuto Internet Explorer…    foreach($hr as $imgreferrer) {      $found = strpos($_SERVER["HTTP_REFERER"], $imgreferrer);      if ($found !== false) {          // Se viene riconosciuta una SERP Immagini nel valore di HTTP REFERER, redireziona verso magic.php:         if(!isset($_GET["foo"])) {             header("Location:/magic.php?imgpath=".$imgpath);          } else { // Se la redirezione verso magic.php ha già avuto luogo, mostra l’immagine:             header("Content-type: image/jpeg"); // QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l’immagine            echo file_get_contents($imgpath); // QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents()          }        die();       }    } } // Fine dell’IF del browser check  header("Content-type: image/jpeg"); // QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l’immagine echo file_get_contents($imgpath); // QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents() ?> 

A questo punto, se il tuo server gira con Microsoft IIS 5.0 (avevo solo questa versione a disposizione per il test, dovrai provare tu se funziona su altre versioni di IIS), non c’è altro da fare.

Se invece il server è Apache, dovrai aprire il file di configurazione httpd.conf e aggiungere questa riga:

ProtocolReqCheck off

Questo flag è disponibile a partire dalla versione 1.3.27 di Apache e funziona su tutte le versioni successive, fino alla nuova versione 2, ESCLUSA. Per maggiori dettagli al riguardo, vedi questo thread su Webmasterworld e la documentazione di Apache).

Considerazioni conclusive

Se si hanno immagini ben posizionate e che ricevono traffico dalle SERP, si può usare il primo metodo descritto (La Landing Page Fantasma) oppure sfruttare il secondo (Le immagini con URL Magico) per ottenere rapidamente backlink verso i propri siti web ed aumentare così la propria Link Popularity – oppure si può usare una combinazione delle due tecniche.

Quale sia la tecnica migliore va stabilito personalmente in base alla propria abilità nel creare landing page, e al proprio senso della morale: fino a che punto è giusto sfruttare l’ignoranza degli utenti che creano hotlink per perseguire i propri scopi?

…Ad ogni modo, se volete, fatemi sapere se pensate di impiegare queste tecniche, e quanto le avete trovate efficaci.

Post Scriptum

Se controllate attentamente i backlink che riceve il vostro sito con Yahoo Site Explorer, vi accorgerete che nella scheda degli InLinks figurano anche pagine che contengono solamente hotlink delle vostre immagini (non è necessario che includano alcun backlink testuale).
Chissà perché? paris hilton

Post-Post Scriptum

Domanda: a quanti di voi piacerebbe capire meglio le tecniche che ho illustrato, osservando una Demo online funzionante e accompagnata dai dati sull’efficacia misurati in un caso reale?
Gli interessati possono “prenotarsi” nei commenti!

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Alcuni ricercatori della Princeton University hanno condotto una ricerca supportata dalla Electronic Frontier Foundation finalizzata a valutare le principali modalità di criptazione delle informazioni contenute in un computer. Il risultato ha portato alla scoperta di una falla nei sistemi di sicurezza dei computer. In sostanza, attraverso la memoria RAM è possibile risalire alle chiavi di criptazione utilizzate [...]

ColorWave 600 è il nome della nuova stampante di Océ basata sulla innovativa tecnologia di stampa CrystalPoin presentata recentemente proprio da Océ.
Si tratta di una tecnologia all?avanguardia in grado di fondere con sinergia e naturalezza, le caratteristiche di una stampa a getto d?inchiostro con quelle tipiche di una stampa tramite toner. Questa fusione consente un ...Leggi tutto

Su oneApple abbiamo già pubblicato il post con le tariffe ufficiali arrivate da Vodafone, e lo stesso è stato per Webnews. Questa la tabella con tutti i prezzi degli abbonamenti per privati (sito ufficiale): In aggiunta Vodafone ha anche inserito il Vodafone Pack per iPhone (sito ufficiale): Infine ecco la tariffa per utenti business (sito ufficiale): Tags: iPhone ...
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Si sapeva che sarebbe arrivata ma non si sapeva quando. E invece la Panasonic ci ha stupito!
La nuova scheda di memoria targata Panasonic, uscirà in Europa a novembre, la campienza sarà di 16Gb, il doppio rispetto all’attuale 8Gb, il prezzo si aggira intorno ai 260.00 Euro!

 

Mandare un sms in Italia costa il doppio rispetto al resto dei Paesi dell’Europa, e addirittura spendiamo cinque volte di più rispetto alla Danimarca. La media del costo per un sms in Italia è di circa 13 centesimi, la media europea è di circa 7,5 centesimi. Ma vediamo chi paga meno.. -I Danesi 3 centesimi -I Greci 4 centesimi -I [...]
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Indicato specialmente per le coppiette gelose del proprio amorino…avete paura che lui/lei vi tradisca? Avete conquistato la fiducia di un suo amico/a? Sfruttate il tutto…mixate e… Usate Linked Chat e saprete la verità!
Per prima cosa dovete avere Msn Plus. Da scaricare gratuitamente da QUI
In seguito scaricare lo script “Linked Chat” (senza installazione è questo il bello paris hilton )
Fate installare al vostro amico Linked Chat o usatelo voi per altri “loschi fini” Passando alle istruzioni:

Io chatto con il fidanzato/a e voglio mandare tutto quello che ci scriviamo al “mandante” quindi
* Clicco su “link this chat” tramite questo bottoncino paris hilton (naturalmente nella chat del fidanzato/a)
* Seleziono chi voglio che segua la mia conversazione

Buona spiata! P.S. Chi lo userà contro di me…è meglio che non lo usa paris hilton