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I servizi rivolti all’iPhone sono in continua espansione, per cercare di sfruttare al meglio le funzionalità del palmare di casa Apple. Appare perciò naturale che anche i gestori telefonici che lo distribuiscono sviluppino soluzioni ad hoc. Vodafone my live! è un applicativo appositamente realizzato per configurare e personalizzare il terminale secondo le proprie esigenze. In pratica ...
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C’è sempre una prima volta.
Nella ridente Riva del Garda, graziata da 15 ore di pioggia continua, capita che fai tardi al dj set di Fabio De Luca in occasione della blogfest e la tua compagna ti precede in hotel di qualche ora, perdendosi tra l’altro le evoluzioni tersicoree di Andrea Beggi, un uomo sorprendentemente a suo agio col quattroquarti quanto con i cavi UTP.

Torni in hotel tutto tranquillo e scopri che la chiave della tua camera non apre la porta. Verifichi che sia quella giusta, che al trentesimo spritz non si sa mai. È giusta ma non apre. Si è chiusa dentro con la sicura.

Vabbè, fai uno squillo al di lei cellulare, un po’ spiaciuto perché la svegli. Spento.
Ok, allora bussi: tanto ha il sonno leggero. E infatti ha i tappi. Per svegliarla ci vuole un intero live degli Atari Teenage Riot, minimo minimo.

Cazzo.
Che fare?

La soluzione alla torinese (fedele al motto “non facciamoci riconoscere”) prevede una umiliante discesa al piano terra e un conseguente stravaccamento sui divanetti della hall fino all’ora del risveglio e conseguente imbarazzo col titolare dell’hotel all’alba.

Per un po’ faccio il torinese e tergiverso. Ma mi devo togliere le lenti a contatto, avrei piacere di lavarmi i denti e mi girano le balle come pale d’elicottero.
Devo entrare.

Interno notte. Blogger di fronte ad una porta d’albergo chiusa. Il blogger ribussa e si auto-martoria con ricordi deandreiani di principi che bussano cent’anni ancora a porte chiusissime di principesse scivolate nei fiumi a primavera.

Poi scatta la soluzione kojak. Posa il maglioncino, i cellulari e, con una breve rincorsa, sfonda la sua prima porta nella vita.

Ecco, si è aperta con facilità disarmante.
E la prima porta sfondata non si dimentica.

Alla fine porti un po’ di Bronx e un po’ di NYPD nel quieto trentino. E francamente non so cosa mi abbia trattenuto dal gridare “fermi tutti”, una volta entrato, spianando un revolver d’ordinanza immaginario. Forse il fatto che la tua Marinella dorme della grossa nonostante lo sfondamento.

Il risultato è che alle ore 3 e 22 della notte sto bloggando con le endorfine a mille, una decina di punti di autostima maschile in più e la consapevolezza di essermi guardato nello specchio subito dopo con fare virile e non essermi messo a ridere come al solito.

Ora credo mi basti mazzulare un minotauro con un randello nodoso, cavalcare a pelo un mustang, stravincere una gara di rutti e guardare un’intera puntata di Controcampo senza annoiarmi e potrò definirmi “maschio” senza se e senza ma.

E finalmente comprerò il mio primo flacone di Mennen, sempre che sia ancora in commercio.

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Come previsto, Apple ha rilasciato ore fa l’atteso, ma da tanti “temuto”, nuovo aggiornamento software per il suo supertelefonino iPhone, Update 1.1.1.
L’aggiornamento introduce numerose novità nel software del dispositivo tra cui il supporto per il nuovo iTunes Wi-Fi Music Store, miglioramenti per il volume di microfono e ricevitore, modifiche alla UI del software, supporto per il TV out e correzione per 10 vulnerabilità di sicurezza.

La cosa da sapere è che i telefoni “sbloccati” che vengono aggiornati con iPhone Update 1.1.1 vengono nuovamente “bloccati” ma non “trasformati in un mattone” aka “bricking”. Ovviamente la community di hacking è in queste ore impegnata nell’analisi del nuovo firmware per verificare le novità introdotte da Apple per contrastare l’”unlocking” del dispositivo. La situazione sta venendo seguita da vicino anche dai due siti specializzati Gizmodo ed Engadget.

Riassumendo quanto finora emerso: L’aggiornamento funziona correttamente con iPhone “non modificati”; l’update funziona come previsto anche con gli iPhone con Installer.app (anche se questa applicazione viene eliminata o nascosta nel telefono); L’update funziona anche con gli iPhone “sbloccati” con anySIM ma restituisce un telefono bloccato sul messaggio di richiesta attivazione (niente bricking ma nessun modo di eseguire l’attivazione ? forse solo con schede AT&T vergini); le applicazioni third-party non funzionano più dopo l’update; iPhone Update 1.1.1 esegue il “relock” del telefono se sbloccato con anySIM; La soluzione di sblocco “commerciale” di iPhoneSimFree non restituisce un telefono “bloccato” dopo l’aggiornamento, ma le SIM di altri provider non funzionano più (si dovrà attendere un aggiornamento del software “jailbreak”). Attualmente il gruppo di hacker iPhone Dev Team, come già anticipato, consiglia agli utenti di iPhone “sbloccati” di non aggiornare al nuovo firmware.

Novità introdotte in iPhone Update 1.1.1: Supporto iTunes WiFi Music store; volume più alto per microfono e ricevitore; ll doppio click sul pulsante Home porta ai preferiti del telefono o ai controlli della riproduzione musicale; Il doppio-tap sulla barra spaziatrice permette di inserire intelligentemente punti e spazi; Gli allegati di posta sono visualizzabili in modalità portrait e landscape; Città e quote azionari in Stocks e Waether possono essere riordinate; Stato della batteria Apple Bluetooth Headset nella Status Bar; Supporto per TV Out; Impostazioni per disattivare EDGE/GPRS quando in roaming internazionale; Nuovi intervalli di blocco Passcode; Volume delle notifiche modificabile. Apple ha reso disponibile anche un video che guida gli utenti attraverso le nuove funzionalità introdotte con questo aggiornamento di Settembre.

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Tecnologicamente Tags: apple, iphone, update 1.1.1, relock Segnala presso:,
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La serie di notebook Asus Lamborghini VX2, erede della serie Asus Lamborghini VX1, è composta da notebook di elevato livello e prestazioni nonché da un’estetica mozzafiato. Il design è inconfondibile, quello ispirato alle famose automobili, mentre il corpo è realizzato in lega di magnesio o in fibra...

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Cube un videogioco open source cross-platform FPS (First Person Shooter), ovvero del tipo sparatutto in prima persona basato su un motore grafico freeware ed open source scritto da Wouter van Oortmerssen e rilasciato sotto licenza zlib. Cube utilizza le OpenGL e le SDL. L’ultimo aggiornamento di Cube è stato rilasciato il 29 agosto 2005. A differenza di videogiochi come Doom e Quake, ottimizzati per ambienti interni, Cube è basato su un motore grafico per esterni, ovvero progettato soprattutto per mappe ambientate all’esterno. Esso utilizza ambientazioni un’ po simili a Doom per quanto riguarda le altezze delle mappe 2D, imponendo alcune limitazioni. Inoltre un’altra caratteristica di questo motore grafico si basa sulla sua filosofia in base alla quale i dati delle mappe vengono interpretati in modo dinamico senza dover essere ricalcolati, in modo tale che le mappe possono modificarsi in tempo reale. Un’altra particolarità importante di questo motore grafico è quello di avere una grande scalabilità che gli consente di essere usato anche su computer un’ po obsoleti. Se ad esempio avremo di questi problemi, ovvero quello di usare un computer poco potente, basterà andare nel menù principale del gioco da dove cliccando su ?Tweaking? potremo modificare alcune impostazioni e migliorare così le prestazioni del gioco. Da Cube, si è sviluppato un altro gioco FPS, chiamato Sauerbraten, conosciuto anche con il nome Cube 2. Infatti esso condivide la maggior parte dei lavori di progettazione e degli obiettivi della filosofia di Cube, ma, usando una nuova visuale ?6-directional heightfield?, offre un campo di visuale migliorato per il gioco.

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Tasti di gioco

  1. I tasti ?W?, ?A?, ?S?, ?D? così come il mouse servono per muoversi nelle varie direzioni.
  2. Il tasto destro del mouse serve per saltare.
  3. Il taso sinistro del mouse serve per sparare.
  4. Il mouse ci serve oltre che per muoverci anche per mirare i mostri.

Modalità di gioco single player

La modalità single-player di Cube è simile ad altri giochi FPS come Doom e Quake. Il rilascio di Cube del 29 agosto 2005 contiene 37 mappe SP (SinglePlayer) e 65 mappe DM (DeathMatch), per un totale di 102 mappe. Nella modalità single player vi sono due tipologie di gioco:

  • La prima ?Start SP Map? dovremo distruggere i mostri che occuperanno un posizione ben precisa in ogni mappa.
  • La seconda ?Start DMSP Map? dovremo distruggere sempre i mostri che però compariranno in maniera casuale.

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Modalità di gioco multiplayer

Nella modalità multiplayer per giocare in rete dovremo iniziare con l’aggiornare la lista dei server selezionando ?Update server list from master server? per poi cliccare su uno di questi server browser ed entrare in una di quelle partite selezionate dall’elenco per iniziare così a giocare. Vi sono diverse tipologie di gioco:

  • Free For All/Default

  • Coop edit

  • Free For All/Duel

  • Teamplay

  • Instagib

  • Instagib team

  • Efficiency

  • Efficiency team

  • Insta arena

  • Insta clan arena

  • Tactics arena

  • Tactics clan arena

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Link utili:

sito ufficiale di Cube

download di Cube da SourceForge.net

 

Alcune schermate di Cube

 

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Ecco un video di Cube

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rDa diversi giorni è uscita Fedora 8, un'interessante distribuzione di linux che finalmente implementa Compiz di default, si tratta di un noto software che permette di applicare effetti grafici piacevoli e dinamici, ai sistemi sul quale risulta attiva la grafica 3D, tuttavia non è di questo che intendo parlare in questo post, bensì di come talvolta risulta difficoltoso disinstallare programmi a causa delle dipendenze con gli altri software installati su Fedora. Innanzitutto consiglio a chiunque installi programmi su Fedora, di utilizzare i comandi di yum, da shell, oppure di utilizzare l'apposita applicazione con interfaccia grafica "Aggiungi/Rimuovi Software" che si trova solitamente sotto la voce "Applicazioni" del menu sulla barra delle applicazioni di Fedora. Per quanto riguarda la disinstallazione, un ottimo metodo è quello di utilizzare il comando yum remove <nome del pacchetto>, questo vi permetterà di disinstallare il pacchetto desiderato e ovviamente le varie dipendenze nel caso siano presenti oppure, un altro modo, è quello di utilizzare l'interfaccia grafica sopra citata, andando a deselezionare il programma desiderato e cliccando poi su "Applica" dando così conferma verranno disinstallati sia il programma desiderato che le eventuali dipendenze se presenti.
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Super Pollo

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Bollitori

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Apple

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Fame eh?

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Titanic

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Pac Fruit

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Beatles

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Ciao a tutti e ben ritrovati. Il titolo provocatorio introduce il Marketing Virale che è altro non è che la teoria del passaparola applicata al web. Rappresenta quindi tutte quelle azioni on-line e/o off-line che favoriscono la circolazione spontanea, e a catena, di messaggi riguardanti il sito della vostra agenzia.

Virale o viral. Questa parola è stata creata per descrivere l’incredibile successo di Hotmail, fornitore di free mail, che in soli 18 mesi, riuscì ad assicurarsi ben dodici milioni di abbonati, spendendo "solo" cinquecentomila dollari in pubblicità, marketing e promozione. Il termine "virale" viene adottato perché la tecnica di marketing, o la comunicazione messa in atto, contiene in sé qualcosa che spinge chi la riceve a diffonderla a sua volta, proprio come avviene con i virus.

Tre punti fondamentali da tenere a mente perchè il marketing virale ha tantissimi pregi ma soprattutto uno che può piacere a noi agenti di viaggio: costa poco e assicura buoni risultati.

GETTING: significa andare alla ricerca di nuovi utenti. I metodi più diffusi sono: 1) Scambi link, banner, inserimento nei motori di ricerca; 2) segnala il tuo sito nei forum newsgroup; 3) Recensioni stampa. Per dare credibilità al sito è importante far conoscere il proprio sito attraverso riviste specializzate. 4) Newsletter. Ha lo scopo di informare gli abbonati in merito ad eventuali aggiornamenti del sito. 5) Sondaggi. Il sondaggio sfrutta la curiosità dei visitatori interessati all’andamento di un determinato sondaggio. 6) Invia/segnala ad un amico. È un formidabile strumento di viral marketing.

KEEPING: significa fidelizzare il visitatore, cioè farlo tornare nel vostro sito d'agenzia. Strategie di keeping possono essere risorse gratuite aggiornamento continuo, forum, navigabilità e utilità del sito.

SELLING: termine più specifico per siti e-commerce. Selling significa vendere semplificando al massimo le procedure di acquisto e aumentando la fiducia dei possibili consumatori magari mettendo dei numeri verdi a disposizione o dei marchi che indicano l’affidabilità del sito che possono essere quelli riferiti alla vostra associazione di riferimento o all'eventuale network di appartenenza.

La difficoltà del viral marketing consiste nel trovare l’idea giusta e originale. Nel caso di Hotmail il fondatore di Hotmail ebbe la magnifica, idea di allegare ad ogni e-mail inviata tramite Hotmail il messaggio:”PS: Get your free e-mail account at http://www.hotmail.com". Ogni mittente consigliava involontariamente ( quindi non era lui a scrivere il messaggio allegato) al destinatario di ottenere un servizio gratis di email presso Hotmail ed è così che il fondatore si ritrovò con più di 12 milioni di abbonati!

La cosa più importante che desidero evidenziare con questo articolo è che l'applicazione della teoria del passaparola via web è più "produttiva" rispetto al mondo off-line infatti il passaparola via web è: a) Semplice da trasmettere: basta un click per inviare un articolo, un servizio, un’immagine, un’offerta commerciale. Pensate all’invio di una mail a un amico al quale volete fare conoscere un sito, un servizio. Chi la riceve con un solo click è in grado di vedere e leggere. b) Veloce da diffondere; scrivendo un’e-mail in 2 minuti puoi far conoscere un sito a 50,100 persone. c) La comunicazione è chiara. La comunicazione verbale a volte potrebbe essere poco chiara, pensate a quante volte avete capito "fax" per "tax" e quindi a lungo andare gli utenti potrebbero recepire un messaggio diverso da quello dato.

Un bravo agente di viaggio ha bene a mente il processo di getting, keeping, selling e qui si tratta di trovare una semplice idea da distribuire, con un canale alternativo, a quei 3.000/5.000 e più nominativi di clienti che troppo spesso dormono nei gest