Lavorare a progetti SEO per nomi molto noti, potendo contare sul supporto del reparto marketing e PR del marchio stesso, spesso fa sì che i risultati di branding e buzz ottenuti offline si ripercuotano positivamente sul traffico e sui posizionamenti di un sito web. Link spontanei che nascono come funghi presso i siti di blogger e comunità appassionate, visite e conversioni che vanno avanti trainate dalla pubblicità tradizionale, ricerche di tipo “navigational” che si ripetono a migliaia presso i motori di ricerca: sono solo alcuni dei fenomeni che si notano facendo SEO per conto di brand ben conosciuti presso il grande pubblico. In queste condizioni il lavoro è, per molti aspetti, più semplice. Ma cosa fare se non si ha la fortuna di poter beneficiare degli sforzi sostenuti dal brand stesso, perché magari è poco noto o magari perché il sito è nuovo e non può contare su appoggi forti? Come agire quando gli obiettivi di traffico organico e conversioni devono essere raggiunti potendo contare solo sulle proprie forze, magari in un mercato competitivo? C’è una strategia che può aiutare in questi casi: si tratta di una strategia di posizionamento che copre, in due fasi, sia il breve che il lungo periodo, e che adotta un approccio “bottom-up“. Il bottom-up è una strategia che riguarda sia la promozione che il posizionamento sui motori di ricerca, e che consiste nel dedicarsi, nelle fasi iniziali, soprattutto a quelle strade in grado di portare benefici immediati, anche se non eclatanti. In un secondo momento, si fa leva sui risultati già conseguiti (a basso costo) per raggiungerne di migliori (ad alto ritorno), in grado di sostenere il business e possibilmente corrispondenti proprio con gli obiettivi principali del progetto. Una strategia di questo tipo va applicata in modo oculato su tutto il progetto, dal momento che può, e deve, riguardare gli aspetti più disparati di un intervento SEO: dalla selezione delle parole chiave al link building, dal social media marketing all’utilizzo dei risultati ottenuti in termini di posizionamento, tutte le attività devono seguire scrupolosamente una strategia pre-determinata. Vediamo come affrontare una sfida del genere, per mezzo di esempi pratici. Supponiamo, per esempio, di avere a che fare con due progetti separati: un e-commerce di dischi, dotato di un corporate blog, e un portale turistico che propone pacchetti vacanza in Europa. Come impostare la strategia bottom-up? (nota: le parole chiave, i tassi di conversione e in generale tutti i dati indicati nei prossimi capitoli, sono verosimili ma meramente ipotetici, e non sono confermati da test oggettivi). La keyword selectionUna premessa: in questo capitolo, per “keyword selection” non si intende l’ambito semantico in funzione del quale ottimizzare il copy delle pagine web: il termine è riferito alla scelta delle parole chiave a cui puntare all’inizio nel posizionamento organico. L’intento è quello di individuare quelle parole chiave, in target con la clientela del business da promuovere, magari non trafficatissime ma –anche per questo – relativamente semplici da affrontare in termini di posizionamento. Per dovere di cronaca, è necessario precisare che questo concetto è già stato espresso nel TagliaBlog, in un post intitolato Keyword Sniping (qui il mio commento, vi consiglio di leggere tutto il post per capire meglio di cosa si sta parlando). Vediamo come affrontarlo in pratica con i due progetti del nostro esempio: L’e-commerce di dischi, grazie una campagna Adwords, sa che la chiave “cd musicali” è molto ricercata, e che nel suo negozio ha riscontrato un buon tasso di conversione. Ma si accorge anche che “cd musicali” è una SERP che non si può scalare in tempi brevi e senza sforzo. Decide allora, dopo le opportune ricerche, di concentrarsi sulla chiave “vendita cd musicali“: una SERP decisamente più abbordabile. È molto meno ricercata della prima, tuttavia ha un tasso di conversione grossomodo analogo. Ma soprattutto, si può arrivare nella parte alta della prima pagina in meno di un mese. Il portale turistico sa, da vari report e sondaggi specifici, che quest’anno Parigi è la meta più richiesta in Europa. La SERP dei suoi sogni è “offerte parigi“, ma la competizione è durissima. Opta quindi per “pacchetto parigi“, una chiave concettualmente vicinissima alla prima, ma molto meno inflazionata (e quindi più facile da affrontare). Sia il negozio di musica che l’agenzia di viaggi on-line ripetono il procedimento per ogni pagina/prodotto in catalogo: le pagine e i relativi anchor text interni rimarranno ottimizzati principalmente per le chiavi di ricerca più gettonati, ma piccoli accorgimenti in alcuni punti del copy e nell’internal linking le renderanno capaci di ottenere posizionamenti utili per le chiavi secondarie selezionate. E di vendere alla clientela principale di riferimento. Link BuildingL’attività di Link Building seguirà una strada analoga: non si andranno subito a cercare i link più forti, ovvero – ad esempio – su Rockol o Mtv (per la musica), su Tui o Viaggiare.it (per i viaggi), o sul sempiterno Dmoz, ma ci si accontenterà all’inizio di piazzare quei pochi link utili a sostenere il posizionamento per le chiavi secondarie. Quindi, ben vengano le directory minori, il posting su forum, blog o siti di article marketing, e qualsiasi altra strategia “sicura” e a breve termine vi venga in mente. Successivamente, si potrà attuare una strategia di Link Building più aggressiva, basata su alcuni link forti (vedi sopra), sul link baiting, sulla distribuzione di widgets, e sul social media marketing (vedi sotto). L’importante è utilizzare prima le risorse più a portata di mano, in grado di garantire un risultato – anche minimo, purché in breve tempo; ed affidarsi solo in un secondo momento a strategie più efficaci ma potenzialmente più rischiose. Rimandare le richieste di link a quando si sarà acquisita almeno un minimo di credibilità, oltretutto, aumenterà le chances di successo delle richieste stesse. Tornando ai progetti di esempio, il negozio di dischi potrà registrarsi nelle directory e postare su qualche forum di appassionati di musica, prima di mettersi a cercare lo “scoop” per il suo blog da far citare in lungo e in largo. L’agenzia di viaggio potrà scrivere qualche guida originale da ridistribuire, e negoziare l’acquisto di qualche link “sotto il radar”, prima di avventurarsi nella progettazione di un widget che permette di cercare le offerte più economiche del momento. Il Social Media MarketingAnche nel Social Media Marketing, raramente paga giocare subito il tutto per tutto: i network in grado di apportare il contributo maggiore alla causa non dovranno essere il luogo delle prime promozioni, a meno che non si disponga di profili utente in vista e molto seguiti su questi network. Ugualmente, i “pezzi” migliori in termini di LinkBait conviene conservarli per un secondo momento, quando si avranno profili utente “forti” ed un traffico consistente di utenti dei vari network sulle pagine del proprio sito. Content SubmissionParlando di submission autonome ai social network dei propri contenuti, è più conveniente concentrarsi dapprima sui “pesci piccoli”, proponendo i propri contenuti inizialmente solo ai gruppi più ristretti, presso i quali si hanno possibilità molto maggiori di essere notati. È bene ricordare che i social network non sono gruppi chiusi in modo ermetico: spesso un utente di un network è anche utente di alcuni altri siti Social. Inoltre, non è raro che utenti di questo tipo siano molto attivi presso le community alle quali sono iscritti, all’interno delle quali sono riconosciuti e seguiti. La strategia di submission in ottica “bottom-up” consiste quindi nell’affidarsi agli utenti delle comunità più piccole: essendo facile essere notati in ambienti più ristretti, gli utenti “cross-social-mediali” potranno a loro volta riproporre i vostri contenuti nei network più grandi, riuscendo con molta facilità a piazzarli sotto i riflettori delle vaste community che frequentano. In termini di Viral Marketing, non c’è nulla di nuovo: i marketer sanno che raggiungere l’interesse dei cosiddetti Early Adopters significa riuscire a diffondere un prodotto presso un pubblico molto più vasto, che da questi sarà influenzato. Nei social network, frequentemente gli Early Adopters sono utenti di varie community di diverse dimensioni: all’interno di quelle più ristrette, è più facile catturare la loro attenzione (con lo scopo di renderli veicolo di promozione all’interno dei social network maggiori). Link Baiting content productionDi pari passo con le submission, anche per la produzione di contenuti ad-hoc per i Social Media, quelli finalizzati ad attirare link spontanei, si potrà seguire una strategia simile. Ben venga dunque preparare qualche pezzo “Killer” (sia esso un articolo, un widget o quant’altro), ma non sparate le vostre cartucce migliori prima del tempo. È meglio darsi da fare con qualche articolo secondario – ma comunque di qualità – nei primi tempi: proporre ai social network i vostri contenuti satellite come prima cosa, vi consentirà di farvi conoscere e di guadagnare qualche “follower”, col vantaggio che anche se qualcuna delle vostre submission non avrà successo, conserverete ancora i pezzi migliori. Dopo qualche mese di attività di submission e commenti, avrete già costruito una piccola rete di amici, sul cui apporto potrete contare quando giungerà il momento di servire i vostri piatti forti (che andranno preparati fin nei minimi dettagli). Ricapitoliamo dunque il piano d’azione bottom-up nel Social Media Marketing, tornando ai progetti esemplificativi. Per il portale turistico potrebbe essere conveniente proporre le proprie offerte su SegnaloItalia.it o simili, aspettando poi che un navigatore-viaggiatore ne usufruisca e ne scriva una recensione su Ciao.it o su TripAdvisor. Nel frattempo, il gestore dell’agenzia potrebbe realizzare una serie di video su località turistiche da inserire in WikiTravel, e aspettare che un utente molto attivo su Youtube li promuovano a dovere nel sito di video-sharing più famoso del mondo. Oppure, potrebbe caricare in autonomia i propri video su Youtube, avendo cura di inserire il proprio video più bello solo quando avrà guadagnato, grazie al lavoro precedente, almeno qualche dozzina di sottoscrittori al proprio canale. L’e-commerce di musica potrebbe iniziare a scrivere recensioni sugli ultimi album in uscita nel proprio blog, e proporli sia in Myspace che sul canale Musica di Oknotizie, in modo da guadagnarsi una base ricettiva di utenti. Quando poi avrà lo “scoop”, sarà più facile sottoporlo all’attenzione di questi network. Nel suo sito poi, potrebbe approntare un test di personalità, in base alle risposte del quale verrà proposto l’album più adatto da acquistare. Qualche segnalazione di questo test, oltre che nel corporate blog, potrebbe essere inserita inizialmente su qualche forum (dato che sono anch’essi Social Network), in attesa che magari un blogger seguito su Wikio lo noti e ne parli. Sfruttare i posizionamenti ottenutiLavorando come descritto, non sarà difficile ottenere in tempi rapidi traffico e posizionamenti utili su molte chiavi secondarie. In questo modo, oltre ai benefici diretti (conversioni), si produrrà un effetto “pioggia sul bagnato”: le vostre pagine riceveranno nuovi link spontanei proprio in virtù del fatto che sono già posizionate – e quindi “trovabili” e “linkabili” da chi ha necessità di farlo. Inoltre, potrete finalmente realizzare quello scambio di link con quel portalone che puntavate da tempo, che porta un sacco di traffico ma che non accetta scambi con pagine munite di Pagerank inferiore a X (che nel frattempo avrete conseguito). È quasi superfluo, infine, menzionare gli effetti di branding derivanti da una strategia di posizionamento siffatta: la conoscenza del vostro brand non sarà forse esplosiva, ma comincerà ad espandersi, pian piano, fin da subito. ConclusioniPersonalmente ho utilizzato strategie di questo tipo in diverse occasioni, ed in tutte ho verificato direttamente che un approccio simile è efficace: consente di produrre a basso costo i primi, modesti ritorni in tempi rapidi, e di far leva su quanto ottenuto per portare la strategia al livello successivo con minor sforzo. E voi? Cosa ne pensate? Avete mai usato tecniche simili? Ed ancora, agli esperti del settore chiedo: nel mondo Pay Per Click, esistono strategie simili che si possono attuare? | |
Tempo fa ho creato un tema per IGoogle ispirato all’attuale grafica di Antferr.com. | |
Ansiosi di essere per un giorno degli iPaparazzi?Ebbene oggi testiamo lo zoom ottico iphone dell’azienda mobile brando zoom ottico iphone 3g. Ne avevamo gia’ parlato in un procedente articolo zoom ottico iphone
Questa volta facciamo un test con delle foto aeree scattate da un aeroplano. (more…) | |
Oggi voglio parlarvi di un virus nuovo e a mio avviso molto pericoloso. La nuova minaccia si chiama Cyberlover. Questo virus fa parte di una nuova generazione di malware per la Rete questo, come tanti altri, si intrufolana in una qualsiasi chat del web 2.0. Questii virus intelligenti dialogano con gli utenti come fossero avatar allo scopo di carpire informazioni personali. A rilevare i primi esemplari è stata la rivista american Computerworld, edita dalla casa produttrice di antivirus Pc Tools. Questo virus assume personalità differenti che oscillano dall’ “innamorato” al ” “predatore sessuale”. Cyberlover può chattare contemporaneamente con 30 partners. Questo virus mira principalmente a rubare dati sensibili come informazioni personali, numeri di carte di credito…insomma stateci attenti…dietro una Webcamerina ci potrebbe essere Lui!!! | |
| Grazie alle nuove tecnologie e alla televisione digitale, presto potremo usare il nostro cellulare bluetooth come un normale telecomando per fare zapping in TV. L’idea nasce da alcuni programmatori della miller per il sito streamit.it, di proprietà della New Deal Production, che attualmente propone alcuni programmi gratis per i propri utenti. Wand, questo il nome del software, ... Leggi tutto | |
| Dopo il grande successo ottenuto su questo blog dal DG689, che in questi ultimi mesi ha catturato l’attenzione di molti nostri lettori, sembrava quantomeno doveroso presentare su queste stesse pagine il suo successore, Black Angel, distribuito anch’esso da NGM. Così come il DG689, anche Black Angel è un dispositivo Dual SIM, in grado, cioè, di ospitare ... Leggi tutto | |
| 2KGames ha confermato che la versione di BioShock per PS3 sarà disponibile nel Nord America il 21 Ottobre,mentre l' Europa dovrà aspettare il 24 Ottobre. Inoltre per la versione per PlayStation 3 saranno disponibili un nuovo livello di difficoltà maggiore ,il supporto ai trofei e la modalità challenge rooms. Ecco il trailer: | |
C’è sempre una prima volta. Torni in hotel tutto tranquillo e scopri che la chiave della tua camera non apre la porta. Verifichi che sia quella giusta, che al trentesimo spritz non si sa mai. È giusta ma non apre. Si è chiusa dentro con la sicura. Vabbè, fai uno squillo al di lei cellulare, un po’ spiaciuto perché la svegli. Spento. Cazzo. La soluzione alla torinese (fedele al motto “non facciamoci riconoscere”) prevede una umiliante discesa al piano terra e un conseguente stravaccamento sui divanetti della hall fino all’ora del risveglio e conseguente imbarazzo col titolare dell’hotel all’alba. Per un po’ faccio il torinese e tergiverso. Ma mi devo togliere le lenti a contatto, avrei piacere di lavarmi i denti e mi girano le balle come pale d’elicottero. Interno notte. Blogger di fronte ad una porta d’albergo chiusa. Il blogger ribussa e si auto-martoria con ricordi deandreiani di principi che bussano cent’anni ancora a porte chiusissime di principesse scivolate nei fiumi a primavera. Poi scatta la soluzione kojak. Posa il maglioncino, i cellulari e, con una breve rincorsa, sfonda la sua prima porta nella vita. Ecco, si è aperta con facilità disarmante. Alla fine porti un po’ di Bronx e un po’ di NYPD nel quieto trentino. E francamente non so cosa mi abbia trattenuto dal gridare “fermi tutti”, una volta entrato, spianando un revolver d’ordinanza immaginario. Forse il fatto che la tua Marinella dorme della grossa nonostante lo sfondamento. Il risultato è che alle ore 3 e 22 della notte sto bloggando con le endorfine a mille, una decina di punti di autostima maschile in più e la consapevolezza di essermi guardato nello specchio subito dopo con fare virile e non essermi messo a ridere come al solito. Ora credo mi basti mazzulare un minotauro con un randello nodoso, cavalcare a pelo un mustang, stravincere una gara di rutti e guardare un’intera puntata di Controcampo senza annoiarmi e potrò definirmi “maschio” senza se e senza ma. E finalmente comprerò il mio primo flacone di Mennen, sempre che sia ancora in commercio. | |
| Dopo i recenti flop della TV mobile sul cellulare (dovuti in parte ai costi e ai vari formati in campo) forse la tendenza potrebbe cambiare. Il mercato della TV mobile varrebbe 1,5 miliardi di euro nel 2013 in cinque paesi europei: Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Italia. È quanto emerge da una ricerca condotta da e-Media ... Leggi tutto | |
| Nikon è lieta di presentare la Nikon COOLPIX L15, fotocamera dotata di sensore da 8.0 Megapixel e di VR, ovvero di Vibration Reduction, caratteristica che previene l'effetto "mosso" nelle immagini. Ma oltre a questo sistema, la L15 è dotata anche di Stabilizzatore ottico d'immagine ... | |
| TIM 1 Cent New è un’opzione tariffaria rivolta al segmento business e consente di personalizzare le linee dei contratti in base alle esigenze specifiche di ciascun aderente. Consente di parlare a 1 cent al minuto e di scegliere tra 7 diversi profili: 1 Cent New Scatto Zero Intercom; 1 Cent H24 New; 1 Cent Caffè; Tutto Compreso Professional 45, 70, ... Leggi tutto | |
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Reda Lapaite è una ragazza solare e dalle misure perfette di 85-60-90. | |
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| Come nell’anno 3000: vedi il cinema semplicemente indossando un paio di occhiali. Possibile? Con i Cinemizer della Carl Zeiss sì. Ehi, se ci si mette un’azienda così importante a produrli vuol dire che funzionano davvero. Pesanti 115 grammi, simulano un display da 39? posto a 2 metri di distanza. Insomma un megaschermo. O almeno così sostiene [...] | |
suzukimaruti posted a photo: In quanto lookologo di riferimento di Susan, aggiorno le masse sui suoi progressi costanti. Best got better | |
Se vuoi partecipare alla consegna delle firme per la legge di iniziativa popolare il 14 dicembre a Roma, al seguito (virtuale) di Beppe Grillo, e hai modo di esserci fisicamente, clicca qua http://easyhosting360.com/bici | |
sembra funzioni meglio da quando ci partecipano anche i cittadini. I Consiglieri fanno proposte, sono sempre presenti, ma tutti dicono che non è merito di Beppe Grillo. E DI CHI E’ IL MERITO ALLORA??? Il sindaco Chiamparino insinua che questo stia avvenendo solo perchè interessa conoscere con che meccanismi dovranno scontrarsi le liste civiche. E CHE MALE C’E’ IN QUESTO!!! Credo sia bello che cittadini comuni comincino ad occuparsi di politica, pensando che un giorno quei posti di solito vuoti potranno essere occupati da loro! I qualunquisti sono quelli che affermano che tanto, anche se entreranno altre persone, l’andazzo rimarrà quello. E qui vi sbagliate! Se il cittadino comincia a partecipare alla vita pubblica e vede che le cose migliorano, continuerà a partecipare. E’ finita l’epoca del “Lei sa chi sono io”. Andate a lavorare! | |
| Con queste due parole le compagnie che forniscono accesso ad internet si giocheranno il loro successo commerciale, e quindi anche il loro futuro. | |
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| Apple ha annunciato un aggiornamento al "vecchio" sistema operativo Tiger, forse l'ultimo. La versione quindi dovrebbe essere 10.4.12 e dovrebbe contenere bug fix e aggiornamenti alla sicurezza. Si mormora anche di una possibile versione 3 di Safari... | |
Riparte il campionato di Serie A sulle piattaforme pay-per-view. Rivoluzionate le trasmissioni sul digitale terrestre di Mediaset Premium: nuovi canali, formule, prezzi e qualche... Leggi ancora | Pubblicato da strazza | Commenti (1)Tags: calcio, digitale terrestre, sky , argomenti semplici ![]() | |
![]() L’ultima conferenza della FAO, che si è tenuta in giugno a Roma, ha prospettato per il futuro delle risorse agricole mondiali, uno scenario inquietante. La coltivazione su scala intensiva dei prodotti agricoli, come colza, canna da zucchero, palma,soia, mais, patate, a scopo energetico, è entrata in forte competizione con le colture tradizionali da sempre alla base dell’alimentazione umana, basti pensare al mais o al riso, prodotti agricoli che costituiscono il fondamento di larghe fasce di popolazione di paesi non industrializzati, già fortemente penalizzati dai mutamenti climatici dovuto all’effetto serra, ai quali vengono sottratti i loro prodotti alimentari, per riempire i serbatoi delle auto dei paesi industrialmente progrediti o in forte crescita industriale come l’India e la Cina. Il risultato è stato un’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, che rischia di affamare il pianeta. Per contro, ci sono alcuni paesi da sempre in prima linea per lo sfruttamento delle fonti energetiche alternative,derivate dalle biomasse, come il Brasile,che hanno annunciato l’indipendenza energetica, azzerando di fatto l’importazione del petrolio dall’estero. Il prezzo da pagare è comunque troppo alto, le biomasse ricavate dall’agricoltura, competono con la sopravvivenza del nostro pianeta; ma come conciliare la necessità di prendere le distanze dalla dipendenza energetica del petrolio e altri combustibili fossili senza depauperare l’ambiente circostante a causa della pratica della monocoltura, da sempre responsabile dell’impoverimento del terreno? La risposta questa volta potrebbe venire dal mare, una fonte potenzialmente inesauribile di biocarburante, che solo marginalmente tocca la produzione agricola alimentare, in quanto potenzialmente è un tipo di coltura implementabile anche su terreni scarsamente produttivi, fino ad ipotizzare i deserti e le zone paludose. Già dai tempi dell’amministrazione Carter, negli Stati Uniti, il Department of Energy Office of Fuel Development, portò avanti un programma di ricerca per lo sviluppo di energie rinnovabili ricavate dalle alghe, il punto centrale di questo programma conosciuto come ASP (Aquatic Species Program) era la produzione di biodiesel ricavato da alcune specie di alghe, particolarmente ricche in contenuto lipidico e coltivabili in stagni, utilizzatrici per il loro metabolismo di CO2 prodotto dai residui di combustione delle piante. Nel corso di un ventennio dall’inizio di questo programma la ricerca ha fatto dei passi da gigante per tutto quel che riguarda il loro metabolismo di crescita, merito delle nuove tecniche di manipolazione genetica e dei sistemi di produzione. Gli studi dell’ASP hanno preso in considerazione tutti gli aspetti dell’algacoltura, dal modo di ottenere la resa maggiore in termini di olii, alle condizioni estreme di temperatura,pH, salinità.Attualmente l’Università delle Hawai dispone di una raccolta di 300 specie di microrganismi acquatici in larga misura alghe verdi e diatomee, a disposizione per la ricerca scientifica. Le alghe in condizioni di stress ambientale, reagiscono producendo un surplus di sostanze oleose, specialmente in carenza di silice per le diatomee e nitriti per le alghe verdi. Le alghe sono organismi fotosintetici, che necessitano della luce del sole per il loro metabolismo energetico. La fotosintesi è quindi il processo indispensabile per trasformare l’energia solare in sostanze nutritive, combinando l’acqua con l’anidride carbonica per produrre biomasse. Dopo aver studiato numerose specie acquatiche,l’interesse dei ricercatori ASP, è stato focalizzato sullo studio delle microalghe, la cui prospettiva in termini di resa di olio combustibile è molto più interessante rispetto alle macroalghe e agli organelli emergenti. Le microalghe sono classificabili in quattro classi distinguibili per la loro pigmentazione, il loro ciclo biologico e la loro struttura cellulare:
Attualmente la ricerca è orientata verso lo studio delle diatomee e delle alghe verdi. Fonte www.demetra.org | |
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Da diversi giorni è uscita Fedora 8, un'interessante distribuzione di linux che finalmente implementa Compiz di default, si tratta di un noto software che permette di applicare effetti grafici piacevoli e dinamici, ai sistemi sul quale risulta attiva la grafica 3D, tuttavia non è di questo che intendo parlare in questo post, bensì di come talvolta risulta difficoltoso disinstallare programmi a causa delle dipendenze con gli altri software installati su Fedora. Innanzitutto consiglio a chiunque installi programmi su Fedora, di utilizzare i comandi di yum, da shell, oppure di utilizzare l'apposita applicazione con interfaccia grafica "Aggiungi/Rimuovi Software" che si trova solitamente sotto la voce "Applicazioni" del menu sulla barra delle applicazioni di Fedora. Per quanto riguarda la disinstallazione, un ottimo metodo è quello di utilizzare il comando yum remove <nome del pacchetto> | |
Su alcuni forum e blog vedo sempre più spesso gente che scrive frasi del tipo "Vista fa ridere" oppure "Vista? La stronzata del secolo". Talvolta anche chi non capisce una mazza di informatica dice "Windows? Ma scherzi? E' meglio Mac (o Linux, a scelta)". Sapete che penso? Che ormai dire "Windows fa schifo" sia diventata una moda, un po' come l'iPod o YouTube. Ormai chi sostiene di preferire a Windows un altro sistema operativo è come quegli idioti che si mollegiano per le strade, che portano occhiali grandi quanto quelli di Sandra Mondaini e che si vestono come la gente delle antiche tribù africane: un fighetto (o fighetta, se donna). Poi su un forum mi è capitato di imbattermi in un tipo simpatico che, rispondendo ad una affermazione di Bill Gates ("Non credo che chi usa Windows, il 92 per cento della popolazione mondiale, si ritenga idiota") dicendo:"Chi usa Windows non è idiota. Gli idioti sono coloro i quali sono contenti di Windows". | |




















Reda Lapaite, bellezza lituana, posa per il calendario Maxim 2008.











Su alcuni forum e blog vedo sempre più spesso gente che scrive frasi del tipo "Vista fa ridere" oppure "Vista? La stronzata del secolo". Talvolta anche chi non capisce una mazza di informatica dice "Windows? Ma scherzi? E' meglio Mac (o Linux, a scelta)". Sapete che penso? Che ormai dire "Windows fa schifo" sia diventata una moda, un po' come l'iPod o YouTube. Ormai chi sostiene di preferire a Windows un altro sistema operativo è come quegli idioti che si mollegiano per le strade, che portano occhiali grandi quanto quelli di Sandra Mondaini e che si vestono come la gente delle antiche tribù africane: un fighetto (o fighetta, se donna). Poi su un forum mi è capitato di imbattermi in un tipo simpatico che, rispondendo ad una affermazione di Bill Gates ("Non credo che chi usa Windows, il 92 per cento della popolazione mondiale, si ritenga idiota") dicendo:"Chi usa Windows non è idiota. Gli idioti sono coloro i quali sono contenti di Windows".