AcuLaser M4000 è la più recente stampante laser monocromatica di Epson pensata per le esigenze dei piccoli uffici. Vanta una velocità di stampa pari a 43 pagine al minuto a 1200 dpi. | |
In riferimento ad un mio precedente post in cui vi spiegavo come attribuire una favicon al vostro blog, volevo segnalarvi questo utilissimo sito: http://www.flavicon.com/ Nella sua sezione "FaviconConverter" infatti potete caricare dal vostro computer un'immagine a vostra scelta (purché sia nel formato 16x16...utilizzate TheGimp per manipolare la vostra immagine e ridurla di dimensioni!) e trasformarla in una FAVICON. Qui trovate una breve guida... Ma ricordatevi di leggere il mio precedente post... A presto | |
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Dai primi di settembre sto provando l’N95 grazie all’iniziativa di N95 in tasca. Ho seguito da lettore quasi tutte le recensioni e il passaparola che si è scatenato nelle varie Social Network su quello che a tutti gli effetti è diventato, in poco tempo, il cellulare più 2.0 del mercato. Il primo approccio con l’N95 è stato timido, ma credo che sia dovuto al fatto che il telefono non mi appartiene e che quindi non si è scatenata subito la passione che contraddistingue i collezionisti di gadget tecnologici (o tecnomaniaci irrecuperabili come il sottoscritto). Il mio ultimo cellulare (da oltre un anno, record personale) è l’N80. Sono partito quindi da un confronto con un cellulare / smartphone che ritengo già perfetto e la battaglia è molto combattuta e ancora in corso. A breve le mie riflessioni, anche se ho la sensazione che non saranno molto differenti da quelle che sono comparse in molti post di recensione comparsi qui e in tanti blog negli ultimi mesi. A presto! | |
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| Ogni tanto bisogna staccare un pò, non si può essere sempre tecnologie dipendenti. Quindi di volta in volta ci concederemo qualche break. E quale miglior distrazione ci può essere di una sexy girl ? Da oggi inaguriamo la nuova sezione di video sexy girl per riposare un pò i neuroni da tutti i gingilli tecnologici [...] | |
MTV per pubblicizzare i suoi servizi di internet mobile orientati ai giovanissimi, propone simpatici spot con protagonista un’ irriverente orsacchiotto animato che convivendo con umani finisce per combinarne un po di tutti i colori. Come succede da sempre nella pubblicità l’uso di simpatici pupazzi più o meno animati, contribuisce a creare spot ironici e divertenti sia per un pubblico giovanile che più adulto. In questo caso vediamo l’orsetto degli ultimi spot MTV alle prese con le sue strane voglie, inavvertitamente riattivate da una bella e ignara coinquilina. L’ amabile e poco educato orsacchiotto sembra ben rappresentare l’anima trasgressiva e giovanile di MTV. Ricordo però ai più giovani che questo orsetto non è che l’ultimo di una lunga serie di pupazzi poco corretti. MTV nel 2001 importò in italia la serie Pets una sitcom inglese per adulti fatta con quattro peluches che amavano il torpiloquio. Inoltre in pubblicità esistono illustri precedenti, magari un po meno maleducati delle ultime generazioni di pupazzi. Ma come dimenticare un personaggio che fine anni 90 ebbe un discreto successo grazie a vari spot della Levis. Il pupazzo in questione è il Flat Eric, che non parlava ma si muoveva benissimo a ritmo di una musica house del dj Mr. Oizo abbastanza orecchiabile. | |
Anche quest’anno, per la quarta volta consecutiva, ritorna l’appuntamento con: M’illumino di meno. La differenza con l’edizione del 2007? Quest’anno si vuole incitare tutti i comuni d’Italia allo spegnimento di tutte le luci di cui si può fare a meno, se lo facessero anche solo la metà dei comuni sarebbe comunque un grande successo. Certe volte basterebbe veramente poco per risparmiare sulla bolletta e fare qualcosa di buono per il nostro bel pianeta… anche sul posto di lavoro… spegniamo i monitor quando siamo in pausa!!! Fonte: CiVado | |
| Ciao a tutti e ben ritrovati. Il titolo provocatorio introduce il Marketing Virale che è altro non è che la teoria del passaparola applicata al web. Rappresenta quindi tutte quelle azioni on-line e/o off-line che favoriscono la circolazione spontanea, e a catena, di messaggi riguardanti il sito della vostra agenzia. Virale o viral. Questa parola è stata creata per descrivere l’incredibile successo di Hotmail, fornitore di free mail, che in soli 18 mesi, riuscì ad assicurarsi ben dodici milioni di abbonati, spendendo "solo" cinquecentomila dollari in pubblicità, marketing e promozione. Il termine "virale" viene adottato perché la tecnica di marketing, o la comunicazione messa in atto, contiene in sé qualcosa che spinge chi la riceve a diffonderla a sua volta, proprio come avviene con i virus. Tre punti fondamentali da tenere a mente perchè il marketing virale ha tantissimi pregi ma soprattutto uno che può piacere a noi agenti di viaggio: costa poco e assicura buoni risultati. GETTING: significa andare alla ricerca di nuovi utenti. I metodi più diffusi sono: 1) Scambi link, banner, inserimento nei motori di ricerca; 2) segnala il tuo sito nei forum newsgroup; 3) Recensioni stampa. Per dare credibilità al sito è importante far conoscere il proprio sito attraverso riviste specializzate. 4) Newsletter. Ha lo scopo di informare gli abbonati in merito ad eventuali aggiornamenti del sito. 5) Sondaggi. Il sondaggio sfrutta la curiosità dei visitatori interessati all’andamento di un determinato sondaggio. 6) Invia/segnala ad un amico. È un formidabile strumento di viral marketing. KEEPING: significa fidelizzare il visitatore, cioè farlo tornare nel vostro sito d'agenzia. Strategie di keeping possono essere risorse gratuite aggiornamento continuo, forum, navigabilità e utilità del sito. SELLING: termine più specifico per siti e-commerce. Selling significa vendere semplificando al massimo le procedure di acquisto e aumentando la fiducia dei possibili consumatori magari mettendo dei numeri verdi a disposizione o dei marchi che indicano l’affidabilità del sito che possono essere quelli riferiti alla vostra associazione di riferimento o all'eventuale network di appartenenza. La difficoltà del viral marketing consiste nel trovare l’idea giusta e originale. Nel caso di Hotmail il fondatore di Hotmail ebbe la magnifica, idea di allegare ad ogni e-mail inviata tramite Hotmail il messaggio:”PS: Get your free e-mail account at http://www.hotmail.com". Ogni mittente consigliava involontariamente ( quindi non era lui a scrivere il messaggio allegato) al destinatario di ottenere un servizio gratis di email presso Hotmail ed è così che il fondatore si ritrovò con più di 12 milioni di abbonati! La cosa più importante che desidero evidenziare con questo articolo è che l'applicazione della teoria del passaparola via web è più "produttiva" rispetto al mondo off-line infatti il passaparola via web è: a) Semplice da trasmettere: basta un click per inviare un articolo, un servizio, un’immagine, un’offerta commerciale. Pensate all’invio di una mail a un amico al quale volete fare conoscere un sito, un servizio. Chi la riceve con un solo click è in grado di vedere e leggere. b) Veloce da diffondere; scrivendo un’e-mail in 2 minuti puoi far conoscere un sito a 50,100 persone. c) La comunicazione è chiara. La comunicazione verbale a volte potrebbe essere poco chiara, pensate a quante volte avete capito "fax" per "tax" e quindi a lungo andare gli utenti potrebbero recepire un messaggio diverso da quello dato. Un bravo agente di viaggio ha bene a mente il processo di getting, keeping, selling e qui si tratta di trovare una semplice idea da distribuire, con un canale alternativo, a quei 3.000/5.000 e più nominativi di clienti che troppo spesso dormono nei gestionali e/o nei documenti di MS excel. Vogliamo lasciarli questi clienti proprio tutti a Expedia, o simili, o vogliamo occuparcene seriamente offrendo loro quanto meno quello che ricevono proprio da Expedia? | |
| Alcuni rumors di casa Microsoft ci informano che le strade verso la nuova versione di Windows Live Messenger 9 si stiano aprendo con grande velocità. Infatti, per cominciare, ci hanno mostrato alcuni screenshot della nuova versione di Windows Live Installer Wave 3. Per il momento possiamo solo vedere le immagini, poichè ... | |
?Volete il nucleare?? A questa richiesta, formulata in tre quesiti, 8 italiani su 10 nel 1987 risposero No. Tra due giorni, giovedì 8 novembre, si celebra il 20° anniversario di una scelta radicale per il nostro Paese: quella fatta con il voto del referendum popolare che ha bandito la produzione di energia nucleare e reso l?Italia la prima tra le nazioni industrializzate a uscire dall?atomo. Una strada che solo recentemente hanno seguito in Europa anche la Germania e la Spagna. Pensare di tornare indietro sarebbe folle. Se l?Italia oggi volesse allinearsi alla produzione elettrica media UE da nucleare (30%), dovrebbe costruire 8 reattori come quello che sta realizzando la Finlandia (il più grande al mondo), oppure 8 come gli ultimi completati in Francia tra il ?96 e il ?99, oppure 12 di quelli più grandi in costruzione in Cina o 13 di quelli di tipologia russa.Sebbene l?AIEA (Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica) abbia censito nel mondo, a ottobre 2007, ben 439 centrali in attività per una potenza installata di 371.647 MW, il nucleare è oggi una fonte di energia in declino e, dopo la tragedia di Cernobyl del 1986, vede la maggioranza dell?opinione pubblica europea nettamente contraria. E lo è nonostante la ripresa di programmi nucleari in alcuni Paesi, nonostante la nuova ondata di consenso da parte del mondo politico alle prese con l?impennata dei prezzi del petrolio e, più recentemente, anche con la crisi del gas russo, nonostante l?atteggiamento possibilista di chi la considera un?opzione ?pulita? per favorire la riduzione di gas serra e combattere i cambiamenti climatici. Infatti secondo l?AIEA, il contributo dell?atomo al fabbisogno mondiale di energia scenderà dal 15% al 13% entro il 2030. E a spiegare questo trend negativo ci sono i soliti vecchi problemi legati a questa fonte energetica. In primo luogo quelli legati alla sicurezza delle centrali, alla gestione delle scorie e allo smantellamento degli impianti in disuso, nonché alla loro protezione da eventuali attacchi terroristici e alla proliferazione di armi a testata nucleare. A cui si deve aggiungere la sempre minore disponibilità di riserve di uranio e i costi ?veri? necessari per fornire 1 kWh di energia elettronucleare. Legambiente li ha analizzati uno per uno in un dossier (in allegato) dal titolo?I problemi irrisolti del nucleare a vent?anni dal referendum?, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.?Quella dei costi è la vera questione: produrre energia nucleare è antieconomico ? ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Un aspetto su cui si continua a fare falsa propaganda, soprattutto in Italia, spacciando l?atomo come una tra le fonti meno care. Infatti negli Stati Uniti, dove i produttori sono tutti privati, non si inaugura un impianto dalla fine degli anni 70 e oggi, in Europa, solo la Finlandia sta costruendo un nuovo reattore, tra mille intoppi e pesanti ritardi dovuti a problemi costruttivi e all?aumento dei costi. Insomma chi ne parla come di una fonte competitiva sotto il profilo economico, mente sapendo di mentire: il costo di un kWh di elettricità da nucleare deve necessariamente comprendere anche la chiusura del ciclo del combustibile, lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento delle centrali per essere considerato reale e competere sul mercato?. Il dossier traccia in primo luogo la mappa del nucleare civile nel mondo. Leader per numero di centrali sul proprio territorio sono gli Stati Uniti con la bellezza di 104 impianti in funzione, seguiti dalla Francia con 59 (che copre così il 78% del fabbisogno elettrico nazionale) e dal Giappone con 55. Nel Vecchio Continente, dove sono attivi 197 reattori, alle spalle della Francia, c?è la Russia con 31 centrali, quindi l?Inghilterra con 19, la Germania con 17 e l?Ucraina con 15. Un problema tutt?altro che secondario è quello legato all?ingresso nell?Unione degli Stati dell?Est Europa. Oggi più che in passato nel mondo occorre garantire nuovi e più elevati standard di sicurezza. Nei nuovi membri UE il controllo sulle centrali e la chiusura di quelle più vecchie richiede un forte impegno soprattutto finanziario. Sebbene negli ultimi anni siano stati ridefiniti anche regolamenti e direttive sulla tempestiva notifica in caso di incidente e sulla gestione dell?emergenza, dobbiamo registrare forti ritardi nella dismissione di alcuni impianti, se non addirittura il prolungamento dell?attività di reattori che non dovrebbero più funzionare. E? il caso della centrale di Ignalina in Lituania, di quella di Bohunice in Slovacchia o di quella di Temelin nella Repubblica Ceca, dove negli scorsi anni si è verificata una serie di piccoli incidenti che hanno messo in allarme la vicina Austria. Nel 2003, nell?impianto di Paks in Ungheria (considerato dall?AIEA tra i 25 più sicuri del mondo) si è verificato un incidente classificato di livello 3 della scala INES (International Nuclear Event Scale). Ma la storia del nucleare, sia civile che militare, è costellata da una lunga lista di incidenti, che Legambiente ha provato a mettere in ordine (si tratta solo degli episodi conosciuti): tra i più gravi vanno ricordati quello di Sellafield in Inghilterra nel 1957, quello di Three Mile Island nel 1979 negli USA, la catastrofe di Cernobyl, Tokaimura in Giappone nel 1999 e Mihama nel 2004, sempre in Giappone.?Alla sicurezza degli impianti va aggiunto il rischio del terrorismo internazionale, visto che il plutonio derivante dal funzionamento delle centrali è una fondamentale materia prima per chi intende costruire armi atomiche ? ha spiegato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. In più resta invariato il problema dello smaltimento definitivo delle scorie che a oggi non è stato risolto da nessun Paese al mondo?. Oggi i rifiuti radioattivi (si calcola che 250mila tonnellate siano in attesa di stoccaggio) devono essere sottoposti a un complesso iter fatto di classificazione e trattamenti. Esistono circa 80 depositi ?provvisori? nel mondo, ma non ancora un sito di stoccaggio definitivo. L?unico prevedibile è quello di Yucca Mountain in Nevada (USA) che, se tutto andrà a buon fine, entrerà in funzione tra il 2010 e il 2015. Neppure l?Italia, con la sua modesta quantità di scorie, ha saputo risolvere il problema, vista la pessima proposta di localizzarli a Scanzano Ionico nel 2003. Eppure è necessario trovare un sito definitivo per le scorie a media e bassa attività nel nostro Paese, mentre per quelle più radioattive (che sono in quantità minore) si dovrà trovare una sistemazione finale in un deposito all?estero dove sono ancora in attività centrali nucleari, come previsto dalla Convenzione AIEA ratificata dall?Italia nel gennaio del 2006. C?è infine il decommissioning, ossia lo smantellamento delle centrali una volta spente. Si tratta di un processo delicato e molto oneroso che comporta rischi altissimi per la sicurezza data la radioattività delle componenti del reattore e di cui non esiste un protocollo unico a livello mondiale. Fonte: LEGAMBIENTE | |
| Il Web sul cellulare è in costante crescita. Sempre più utenti accedono alla grande rete dal proprio cellulare, magari usufruendo di qualche promozione dei gestori. Questo implica però un riadattamento delle pagine Web per la visualizzazione corretta e veloce su uno schermo di telefonino, non certo paragonabile a quello del computer di casa. Molti siti stanno quindi riadattando ... Leggi tutto | |
| Il Sony Ericsson F305 è un cellulare specificatamente studiato per un pubblico giovane. La particolarità che spicca subito è la sua concezione di telefonino per giocare. Il Sony Ericsson F305 è dotato di Motion Gaming, un accelerometro che entra in funzione solo in alcuni giochi, un po’ come succede al più conosciuto iPhone. Questo speciale dispositivo permette un ... Leggi tutto | |
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se l’etere esistesse la luce ne dovrebbe essere influenzata se si muovesse in senso opposto. Immaginiamo la terra immersa nell’etere che “rivoluziona” (gira) intorno al sole. Di conseguenza si formerebbe una corrente di etere opposta al senso di movimento della terra. L’esperimento di Michelson e Morley si basa su questo concetto e per spiegarlo facciamo una similitudine, immaginiamo una gara tra due motoscafi (che rappresentano i due raggi di luce). Questi due motoscafi devono percorrere un tragitto fino ad una boa e tornare indietro e tagliare il traguardo. Il primo motoscafo è influenzato dalla corrente (che rappresenta la corrente di etere) mentre il secondo è perpendicolare alla corrente e quindi ne è influenzato leggermente . I motoscafi partono e il primo si trova controcorrente e quindi rallenta poi quando ritorna accellera, mentre il secondo motoscafo è influenzato leggermente dalla corrente e quindi i tempi di arrivo dei due motoscafi saranno diversi. Se l’etere esistesse, lo stesso esperimento fatto con raggi di luce dovrebbe essere analogo, mentre così non è poiché i tempi di arrivo dei due raggi di luce sono uguali. = l’etere non esiste, o almeno non influenza la luce e quindi non può essere rilevato.
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Era da un po’ che non ci si occupava di rumors sulla Mela. Da quando iPhone 3G è stato svelato e con lui tutte le sue incredibili funzioni, supposizioni, voci e ipotesi si sono un po’ volatilizzate. Ora pare che la ruota possa riprendere a girare e non si parte certo in maniera tranquilla. Innanzitutto molti siti sono convinti che per Natale, con il "nostro" iPhone 32 GB, potrebbe arrivare il (PRODUCT) RED iPhone, i cui prezzo andrebbe, in parte, a sostenere la causa della lotta all’AIDS in Africa, così come avviene per tutti gli altri "prodotti rossi". Solidarietà a parte tornano a farsi insistenti le voci di un imminente Apple Tablet multitouch, dato che è stato lo stesso Jobs a parlare, recentemente, di nuovi, entusiasmanti prodotti attesi per l’anno in corso. Continua a leggere iPhone rosso per Natale? E forse subito il tablet touch screen... | |


Il sistema migliore per sfruttare a pieno la web client software factory (WCSF), così come spiegato nella documentazione ufficiale, è utilizzare degli oggetti business. Fatto sta che in alcuni casi (per vari motivi) potrebbe risultarci utile utilizzare i DataSet e non degli business object. La mia intenzione, durante lo sviluppo di un web application project, era quella di utilizzare i dataset precedentemente “popolati” da alcune chiamate a stored procedures sul databse. Non sapendo esattamente come muovermi restando in linea con l’architettura della WCSF ho chiesto supporto su 





















































