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Gli impianti di rigassificazione
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Tutti noi ricordiamo l’inverno del 2005,quando per incomprensioni politiche tra gli stati delle ex Repubbliche Sovietiche e Mosca, l’Europa, e l’Italia in particolare, hanno rischiato la sospensione della fornitura del gas,proveniente dalla Siberia via gasdotto. Questo problema che si è presentato in tutta la sua drammaticità, proprio quando l’inverno era al culmine,ha spinto l’Italia a cercare della alternative al trasporto di gas via gasdotto. Il gas fornito dalla Russia,l’Algeria,la Libia e la Tunisia,è importato in larga misura,stimata attorno al 70% ,via gasdotto;si comprende facilmente al di là delle considerazioni sociopolitiche, come diventa imperativo cercare altre fonti di approvvigionamento del gas.

L’importazione del gas per via marittima è sicuramente l’alternativa più vantaggiosa;
ampia possibilità di rifornimento del gas, proveniente da aree geograficamente distanti, possibilità di accesso al mercato nel breve periodo, e possibilità di interagire con partners commerciali diversi, eludendo il regime di oligopolio istituito dai nostri partners convenzionali.
Il gas naturale liquefatto, detto GNL, è trasportato via mare con apposite nave metaniere. Il gas viene stoccato in serbatoi a doppia tenuta, alla temperatura di -161 °C e alla pressione di un’atmosfera.

Moltissime metaniere che viaggiano verso l’Italia ,dirette a Panigaglia,provengono dal porto di Skidka in Algeria,dove il gas liquefatto ,viene prodotto dalla compagnia Sonatrack..Le navi metaniere hanno in genere una capacità di carico che va dai 25000 a 65000 metri cubi, e navigano dirette verso speciali impianti che hanno il compito di trasformare il GNL in gas naturale destinato ad essere immesso nella rete di distribuzione.
Questi impianti prendono il nome di ?impianti di rigassificazione?,sono realizzati secondo tecniche ingegneristiche diverse e sono rapportabili strutturalmente a tre tipologie:
Onshore; è la tecnica impiegata per il rigassificatore di Panigaglia, consiste nella realizzazione di silos ,situati in genere all’interno o in prossimità di aree portuali,impiegati per lo stoccaggio di grossi quantitativi di GNL,collegati attraverso particolari condutture, alla struttura di attracco della metaniera.
Offshore; è la tecnologia decisamente più innovativa,e sarà utilizzata per la realizzazione del rigassificatore di Porto Viro. La struttura interamente realizzata in cemento armato,viene trainata sul luogo di posizionamento, e fatta affondare,in modo da creare una sorta di piattaforma,dove sono alloggiati due serbatoi in acciaio, oltre i normali impianti ,e da dove la nave può attraccare con facilità. Un gasdotto sottomarino,immette il gas nella rete di distribuzione.
Offshore? floating storage regassification unit;?utilizza una nave dotata di appositi serbatoi per lo stoccaggio,che viene ancorata in modo permanente al largo della costa circa 25km,a cui attraccano le metaniere,anche in questo caso,il gas una volta tornato allo stato naturale, viene immesso alla rete di distribuzione tramite un gasdotto.
L’impianto di rigassificazione di Panigaglia,l’unico attualmente operativo in Italia,e il cui raddoppio sta creando notevoli disaccordi che vedono schierati su fronti opposti, le forze politiche e industriali, che spingono verso la realizzazione,e le comunità locali e gli ambientalisti, preoccupati per la sicurezza e per i risvolti negativi sull’ambiente;tecnicamente è formato da :

  1. un sistema di ricezione;area per l’attracco della nave,trunk di discarica,area di trasferimento ai serbatoi.
  2. area di stoccaggio,formata da due serbatoi cilindrici della capacità di 50000 metri cubi,all’interno dei quali sono sommerse delle pompe per la movimentazione del gas.
  3. rigassificatore;dai serbatoi di stoccaggio il gas,viene estatto dalle pompe sommerse e inviato agli scambiatori di calore a fascio tubiero,mediante un sistema di pompa centrifughe . Il calore necessario agli scambiatori di calore è fornita dall’acqua marina che circola all’interno dei tubicini degli scambiatori alla temperatura di 5°C.
  4. immissione nella rete di distribuzione;il gas ,viene destinato dopo pressurizzazione, alla rete di distribuzione solo una piccola parte viene utilizzata per la gestione dell’impianto.
  5. recupero dei vapori,mediante colonne a condensazione.
  6. Sistemi ausiliari di sicurezza;l’impianto dispone di un’imponente sistema di sicurezza,in quanto trattasi di impianto ad alto rischio di esplosione,evenienza verificata solo nel 1944 a Cleveland,a causa dell’inadeguatezza tecnologica dei materiali di costruzione, e nel 2004 a Skikda in Algeria.

Attila

Miliardi di messaggini SMS viaggiano ogni giorno in ogni parte della terra, e da diversi anni ormai sono stati implementati nei cellulari dei software in grado di facilitarne e velocizzarne la stesura: i due più conosciuti e più utilizzati dai produttori di telefonini sono senza dubbio il T9 e l’iTap. Il T9, sigla di “text on ...
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Continua l’impegno della Nokia per la salvaguardia del pianeta. L’ultima era stata la campagna in favore del panda rosso collegata alla promozione dell’N96. Oggi ci giunge notizia di un’applicazione che permette di contribuire direttamente a questo impegno per slavare la Terra. Si chiama we:offset ed è indirizzata soprattutto ai viaggiatori che utilizzano mezzi aerei per spostarsi.

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In pratica inserendo aeroporto di partenza e di arrivo, viene calcolato il quantitativo di CO2 che verrà prodotto durante il viaggio e in base a questo noi potremmo offrire un corrispettivo in denaro che permetterà di finanziare progetti per ridurre, evitare e assorbire la CO2 emessa in un altro posto sul Globo. E’ possibile impostare anche l’applicazione affinchè si avvii automaticamente all’accensione del telefono e rilevi la posizione in modo da facilitare l’inserimento dei dati. L’applicazione è scaricabile cliccando qui sotto. Per latre informazioni vi rimando alla pagina ufficiale. (fonte: TheNokiaBlog)

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A conferma che siamo un paese costantemente in bilico tra l’inerzia di sinistra e la “fascistata” di destra, ecco i militari che presidiano le città, con il fantomatico secchiello di scuse della “sicurezza”.

C’è poco da aspettarsi da un governo che fa ministro della difesa nientemeno che Ignazio La Russa, poco più che un colonnello Buttiglione qualsiasi, senza nemmeno il portamento di Aldo Maccione: gente come lui ha il sogno bagnato dei militari in giro per le strade da anni.

Il prode ministro dichiara che la misura è apprezzata da tutti, tranne che dai malfattori e dai sessantottini e da quelli che gridavano “polizia fascista”, “ps-ss”, “basco nero il tuo posto è al cimitero” e quelli che pensano che i militari italiani siano golpisti.


ESERCITO ITALIANO: MEGLIO NON PARLARE DI STORIA

Il problema dei fascisti è il solito: macchiano di sangue le pagine di storia e finiscono per non leggerle mai, perché purtroppo la storia militare italiana è una collezione lineare di infamie riconosciuta dagli eserciti di tutto il mondo, tanto che i nostri militari storicamente passano per mal preparati, armati ancora peggio, voltagabbana e diretti da personaggi da operetta.
Ed è un disprezzo bipartisan, visto che, per esempio, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale la pensavano così sia gli alleati dell’Asse, sia quelli dell’Alleanza.

E ricordiamo che all’esercito italiano va anche attribuito il merito di aver usato per primo al mondo su larga scala le armi chimiche, durante le sue patetiche guerre coloniali.
Ma poi, anni dopo, in Somalia si sono comportati decisamente meglio (ci terrei a far notare che l’articolo linkato proviene dal sovversivo bollettino denominato Famiglia Cristiana, roba da squatters).

Poi basta leggersi un qualsiasi libro di storia (questo è semplice, riassuntivo e focalizzato solo su di essi e non prevede una laurea in storia contemporanea per essere compreso) per scoprire che dietro il 100% dei tentativi di golpe italiani ci sono sempre state le alte sfere del mondo militare italiano.
Anzi, i Carabinieri (che, ricordiamolo, sono militari e non polizia) nell’ottobre 1957 sono pure riusciti a farne uno, coronando un’aspirazione frustrata dopo anni di tentativi falliti.
Fortunatamente (per noi) era a San Marino: se la sono cavata con un paio di camionette.

PAURA DEL GOLPE? NO!

Ora che vedo i militari marciare per le ex libere strade della mia città ho paura del golpe?
No, perché i golpe nel 2008 in un paese sviluppato non si fanno più così: una volta la forza militare serviva per conquistare i centri di potere e i centri di controllo del consenso (giornali, tv, radio, ecc.) e per reprimere o eliminare le voci discordanti, il dissenso.

Ora, in Italia, non serve più. Perché i centri di potere si conquistano tranquillamente con le elezioni, i centri del consenso li possiede e controlla direttamente il Presidente del Consiglio ed è inutile sparare alle voci che si oppongono, quando è più semplice renderle marginali grazie ad una potenza di fuoco mediatica infinitamente superiore.

Sparare ai giornalisti avversi? E’ fuori moda. Molto più semplice affondare la loro controinformazione in un mare di propaganda governativa assordante. Un servizio di due minuti su Lucignolo vale mille volte un qualsiasi editoriale su un giornale “contro”.

Quindi no, i militari non mi spaventano perché temo un golpe che è già in atto e operativo da anni, cioè da quando in Italia non esiste una legge che impedisca al proprietario unico dei grandi mezzi di comunicazione di candidarsi a governare e partecipare alla vita politica.


HO PAURA DELLA LORO PAURA (AKA: PLACANICA? NO GRAZIE)

In compenso temo una cosa più banale: la cialtronaggine dei militari italiani che, ricordiamolo, sono tra i peggiori al mondo e sicuramente i peggiori in assoluto tra i paesi occidentali.

Come in mezzo mondo, fare il militare è una scelta per disperati, per chi non ha più alternative e deve campare in qualche modo. E la qualità dell’universo militare italiano, la capacità di quel mondo di essere in sintonia con la realtà, la professionalità degli attori che lo animano, la modernità (…) delle strutture e dei metodi insegnati, ecc. credo che siano evidenti a chiunque abbia fatto il servizio militare.
E se per caso anche solo i 2 o 3 giorni di visita militare vi sono sembrati il trionfo dell’inefficienza kafkiana, la sagra dei raccomandati e un sostanziale spreco di tempo ed energie in mezzo a brutte persone con i gradi, oltre che un viaggio nel tempo negli anni Quaranta, beh sappiate che la vita militare reale è peggio.

Ecco cosa mi spaventa: mi spaventano i tanti potenziali Mario Placanica mandati allo sbaraglio, piazzati in una divisa, armati con i tradizionali fucili a banana (chiunque abbia fatto un salto al poligono durante il militare sa di cosa parlo) e pompati a suon di retorica contro un nemico inesistente e con una sola missione: la caccia al diverso, che può essere il primo zingarello che passa o il primo sfigato che assomiglia ad uno zingaro, ad un fricchettone o a chissà cosa.

Pensateci: per fare il poliziotto sono necessari anni di preparazione, di formazione specifica su un territorio che si conosce, di aggiornamenti, ecc. e tuttavia la polizia italiana già non brilla per efficienza ed efficacia. Figuratevi che cosa possono ottenere bande di militari invasati, totalmente impreparati ad azioni di polizia sul territorio e mandati a mitra spianato su un territorio che non conoscono, in una città che non è la loro, senza sapere nulla di quello che succede da quelle parti e, in certi casi, verosimilmente impauriti, inadeguati.

Ho paura? Sì, ho paura della loro inadeguatezza. Ho paura del ventenne disperato con un mitra in mano e in delirio da onnipotenza, ho paura degli abusi di potere, del bullismo, della violenza gratuita, del potenziale criminale che un esercito porta sempre con sé, frutto della paura e dell’arroganza.


PIU’ POLIZIOTTI, MENO SOLDATI

Il fatto è che la destra che spadroneggia in questo paese strumentalizza il concetto di sicurezza. Ci mette paura coi media che controlla e decide che per noi “happiness is a warm gun”, mentre personalmente il principio numero 1 del mio senso personale di sicurezza è non avere gente armata, impaurita e/o delirante tra i piedi, militari o criminali che siano.

La stupidità del provvedimento - che è tutto immagine e niente sostanza e risponde solamente a pure esigenze politiche (cioè far vedere alla ggggente che loro sì che si muovono per la famigerata “sicurezza”), oltre che a saziare qualche desiderio “greco” (nel senso dei colonnelli) dalle parti di Alleanza Nazionale - è evidente. E’ un mostrare i muscoli che non ha significato.

Vuoi aumentare la sicurezza in Italia? Assumi più poliziotti, pagali meglio, usali meglio, formali meglio, sceglili meglio e avrai forze di polizia sul *loro* territorio, più preparate, più volenterose, utilizzate in modo più efficace.
Cioè, caro governo da operetta, credi che la sicurezza sia un tema fondamentale e all’ordine del giorno in Italia? Bene, allora investi sulla nostra sicurezza. Metti dei soldi sul tavolo e onora la missione per cui sei stato disgraziatamente votato! Le parate militari, grazie, limitiamole al 2 giugno, tanto io vado al mare.

Invece accade il contrario: le Forze dell’Ordine, umiliate da questo provvedimento, reclamano paghe migliori, lamentano un taglio effettivo di fondi destinati alla sicurezza vera e i tanti bravi poliziotti che ci sono in Italia fanno una vita pessima.


RIPRENDIAMO(CI) LE CITTA’

C’è un solo rimedio al dilagare delle bande di militari nelle nostre città: marcarli ad uomo, difendersi, tutelarsi.

Facciamo come a New York, dove finalmente i cittadini hanno imparato che la tecnologia a volte giova alla trasparenza e può difendere effettivamente i cittadini: riprendiamoli.

Sì, non perdiamoli di vista un secondo: accendiamo le fotocamere, le videocamere, ecc. dei nostri telefonini ogni volta che disgraziatamente incappiamo in una di queste squadre armate. Registriamo tutto, non si sa mai. Mal che vada, una volta giunti a casa, si cancella tutto e ci si prepara alla prossima evenienza.
Facciamo girare la voce, creiamo comunità online di condivisione, uniamoci. Una sola videocamera non può nulla, migliaia sì.

E poi condividiamo, documentiamo ogni abuso di potere, ogni atto di arroganza, ogni fascistata derivata da questa occupazione militare indebita, inutile e assurda. State certi che ne capiteranno molte, purtroppo. E la soluzione sta nel portare all’attenzione dei media (magari quelli non italiani, visto il conformismo imperante entro i patri confini) ogni abuso.

Dobbiamo difenderci, tutti. Non è una questione di destra o sinistra. In un qualsiasi paese civile, anzi, sarebbe la destra per prima ad insorgere di fronte ad una simile e inaccettabile ingerenza dello stato nella vita dei cittadini.

Documentare il presente, difendersi dall’arroganza del potere, difendere i propri diritti di cittadinanza, di libero arbitrio, ecc.: bastano una telecamera o un telefonino (possibilmente che faccia i video) e un po’ di attenzione e possiamo avere un’arma in più per difenderci, casomai fosse necessario.

Diceva una vecchia vignetta dei Peanuts, ormai diventata un piccolo riassunto esistenziale: “parla piano e vai in giro armato”. Di videocamera.

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L’estate è ormai tra noi e le occasioni per muoversi, stare all’aria aperta e viaggiare sono sempre più frequenti. L’ipotesi di avere a disposizione connettività veloce risulta affascinante, specie se gratuita. Fortunatamente vi sono oggi diverse alternative mobili per controllare la posta, consultare l’ultima ora o aggiornare il proprio blog. Se si possiede uno smartphone o ...
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Finalmente trovo un attimo per riportare qualche impressione sul mio periodo di prova dell’N95.

Dall’inizio dell’era della telefonia cellulare, a prescindere dalla proliferazione di modelli e marchi, negli anni si sono susseguiti tanti “i telefonini” e pochi “il telefonino”. Intendo dire che esistono periodi in cui c’è un telefonino che tutti vogliono e che rappresenta il giusto rapporto tra le funzioni offerte, il tempo in cui esce e il prezzo. Se dico Microtac, Startac, T28, 8210, 7650, Razr, N70 credo di rendere meglio l’idea.

Ecco: per un certo pubblico che fa un uso avanzato del telefono cellulare, naviga, invia posta elettronica, gestisce gli appuntamenti, viaggia, lavora, l’N95 è “il telefonino” del momento. Design, materiali raffinati, robustezza, display, fotocamera e sicurezza (è uno dei telefonini con emissioni più basse) mi hanno convinto. Le uniche note dolenti stanno nel navigatore satellitare (non aggancia quasi mai i satelliti) e nel Wi-Fi (che funziona bene se ci si riesce a loggare, ma ha qualche problema con reti protette se non si inserisce il gateway…).

In definitiva il voto è alto, direi 8,5.

Come contributo ad uno dei blog nati per promuovere i forum di www.ttgincontri.it scrivo che in uno dei miei post precedenti citavo Maurizio Cuzari di www.sirmi.it quando affermava già anni or sono, in uno dei suoi applauditi commenti, “…sicuramente non aiuta il fatto che le multinazionali IT per bocca di dirigenti si presentano alla piccola media impresa con il famoso ermetismo tecnologico che fa loro dire che bisogna ‘reinventare utenti in real time’, ‘testare infomediari di ebusiness’, ‘abilitare interface design cross platform’, ‘brandizzare paradigmi innovativi’ e ‘rivoluzionare utenti in real time per scalare processi a valore aggiunto’…”.

Aveva ragione anni or sono ha ragione ora.
Infatti seppur molti di noi possono vantare un'esperienza diretta con l'informatica fatta di studi e applicazioni quotidiane trovandoci a dialogare con un mercato ancora poco preparato dovremmo comunque saper spiegare a chi ancora non è capace di aggiornare l’anti virus e/o appiccica fax in vetrina, come unica e sola forma di marketing, che cosa vuol dire propriamente marketing e quindi via via marketing digitale, comunicazione interattiva, multipiattaforma, multimodale, comunicazione cross mediale, customer experience management, pubblicità interattiva, brand management e last but not least, volessimo esagerare, addirittura Second Life.

Ora vero è "che tutte le strade portano sul web", tant'è che il pay off della società che amministro recita addirittura "I am what I Web", ma se dobbiamo sceglierne una e/o tanto meglio indicarne una al mercato che intendiamo acculturare sicuramente non si sbaglia mai a partire dalle 4P ovvero: "Prodotto, Prezzo, Pubblicità, Punto vendita", espressione degli anni 60, per arrivare alle 4C+2S: "Computer, Communication, Content, Consumer, System, Service" espressione dei giorni nostri. Multimodale e/o comunicazione cross mediale, e quant'altro soprascritto, sono concetti più da MBA e quindi forse poco assimilabili da un comparto qual’è il turismo di casa nostra che solo ora si affaccia all’IT più per necessità che per ricerca e sviluppo.

La società attuale sta mettendo il paradigma del web sottosopra ora evidente con il business 2.0, di fatto creato dai consumatori che nell'istant messaging e/o nel blog per es. ha investito tempo e soprattutto molta fantasia, ma è anche vero che tanti imprenditori si affacciano sul web con dei semplici siti corporate solo da pochi anni a questa parte e chi innova, qui prendendo spunto dalla School of Management del Politecnico in un suo recente appuntamento, lo fa "per non essere meno degli altri" o "per essere meglio degli altri", pur rischiando, ma cercando comunque di generare valore economico e da qui l'affermazione sul mercato.

Il lavoro che ci aspetta dovrà tener conto quindi anche di certe criticità e perplessità lato IT che una certa imprenditoria potrebbe palesare quando questa non usa ancora nemmeno il PC e/o si fa stampare le mail che arrivano ad un indirizzo infochiocciolaqualcosa.it. Scrivo di ciò con cognizione agevolato dal fatto di essere un agente di viaggio IATA ma soprattutto con esperienza diretta di banconista!

Solo shakerare, a mio avviso, il DB di queste organizzazioni turistiche, proponendo al management gli strumenti più opportuni e le strategie più efficaci, potrebbe risultare l’arma vincente per conquistare un imprenditoria non indifferente all’investimento IT quando questo può rappresentare un ritorno efficace in termini economici e soprattutto un’affermazione nei confronti per es. dell’organizzazione di fronte su strada e “perchè no?” anche di quella su web.

A presto!

alex k.

 

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La spagnola Galactic Suite ha intenzione di costruire e mettere in orbita attorno alla terra un hotel spaziale. L’ultimazione del progetto è prevista per il 2012, anche se la data dipenderà molto dai fondi disponibili, che al momento conterebbero principalmente su donazioni private.

Un fine settimana nello spazio (tre giorni) costerà circa 4 milioni di dollari. Benefit del soggiorno? Quantomeno 18 albe al giorno!

In effetti, anche un’azione naturale come farsi una doccia, a gravità zero diventerebbe un problema, poiché le gocce d’acqua fluttuerebbero per tutta la cabina.

Claramunt stima che al mondo ci sono almeno 40000 persone, con i fondi necessari, che potrebbero essere interessate a una gita spaziale di tre giorni. Tuttavia, non basterà avere i soldi; prima del lancio gli interessati dovranno sostenere una preparazione di otte settimane, in cui verrà valutata l’idoneità dell’individuo a sostenere un tale viaggio.

Un tale progetto offrirà agli ingegneri un moltitudine di problemi da risolvere. Xavier Claramunt, Galatic Suite director, ha affermato: “La cosa più difficile è creare dei sistemi che permettano agli ospiti di svolgere le più classiche attività giornaliere senza problemi, specialmente quelle intime, come l’utilizzo del bagno a gravità zero”.

Percepisco da un po', anche ragionando assieme ai soci, che si sta profilando di questi tempi una nuova fase dell'imprenditoria ovvero quella CIO Istintiva. Un imprenditoria che agisce sull'impresa, ragionando spesso sulle logiche applicative di processi software, per una migliore sintesi fra prodotto sua distribuzione alla clientela e gestione della stessa.

Il CIO (Chief Information Officer) per altro in piena metamorfosi, divenendo infatti sempre più strategica e logica la sua figura in aziende medie e grandi, è comunque figura già di per sè in perenne evoluzione dovendo interpretare prima le esigenze di business e poi trasferirle su sistemi informatici, a supporto dell'attività, verso una clientela sempre più sofisticata in ambito b2b2c. Sull'attività dei CIO in evoluzione si è già scritto molto, e tutte le testate informatiche hanno dato spazio e risalto in tal senso, ma mi preme evidenziare questo aspetto proprio perchè ci sono certi imprenditori che inconsapevolmente agiscono, di fatto, come dei veri e proprio CIO soprattutto quando a capo di micro o piccole imprese come spesso accade nel mondo del turismo.

CIO Magazine classificava pochi mesi fa i CIO, che qui potremmo benissimo equiparare ai nostri imprenditori, in quattro categorie ovvero: l’Innovation Agent, il Business Leader, il Turnaround Artist e l’Operational Expert: tutti capaci di fantasia creativa, carisma, competenze tecnologiche e capacità di gestione dei progetti doti che, per forza, fanno l'abito anche del nostro imprenditore. Che Internet oggi rappresenti, con il paradigma 2.0, un motivo di aggregazione che non può sfuggire alla logica di mercato è assodato quanto, a mio parere, proprio quella metamorfosi fra imprenditore e CIO o della nuova generazione di imprenditoria quella CIO istintiva.

Alla Youth generation o alla Middle generation, di per sè più trend setter, oppure a quella che io sono solito definire "Now generation" carica di wiki, blog, istant messaging, podcast, widget, Social networking e SL, si contrappone una nuova imprenditoria CIO istintiva adatta quindi proprio a soddisfare queste esigenze con prodotti e soluzioni a portata del business 2.0 includendo SOA (Service Oriented Architecture) che sta per esempio alla base dei widget, ora di gran moda, o SAAS (Software as a Service).

Una recente indagine compiuta da Shiny Srl commentava che il settore turistico è stato uno dei primi a recepire positivamente l'influenza della rete laddove il successo del comparto turismo è dovuto innanzitutto ai prezzi altamente competitivi, ma anche alla capacità di differenziare l'offerta e di proporre servizi nuovi. Mentre è ovvio da un lato che il web si sia affermato come strumento di ricerca e prenotazione turistica con i portali di viaggio dall'altro notiamo che le online travel agency stanno oggi affermandosi sempre più come, allo stesso modo, le informazioni in tempo reale e le offerte scontate di advanced booking previste dagli operatori.

Tra i servizi, Forrester Research, sostiene che nel biennio 2005-06, in ambito turistico, è cresciuto notevolmente la diffusione e l'utilizzo degli RSS ovvero flussi di informazioni relative ai viaggi o alle località che più interessano visualizzati in tempo reale sul proprio desktop (dall'1 al 12%), dei siti di community di viaggiatori (dall'1 al 9%), dei blog di viaggio (dal 2 al 7%) e dei siti di comparazione dei prezzi (dall'8 al 12%). Non ultima la ricerca, condotta da DoubleClick e ROI Research su un pubblico di americani adulti, riguardo i fattori che maggiormente influenzano il pubblico del Web nell'acquisto di un biglietto aereo: i siti Web ottengono la percentuale più alta (33%), seguiti da newsletter (10%) e dal "passaparola" tra clienti (9%); le agenzie di viaggio si attestano all'8%, gli avvisi pubblicitari sul Web al 6%, i motori di ricerca al 4%. Altre fonti per l'acquisto (pubblicità, nelle sue varie forme, annunci televisivi, riviste specialistiche, aeroporti ecc.) sembrano ormai in netto declino, con percentuali comprese tra l'1 e il 2%.

Insomma milioni di turisti che visitano e condividono esperienze su web, blog compresi, per finalizzare i loro acquisti sulla rete si confrontano oggi, a mio avviso, anche con migliaia di imprenditori CIO istintivi, e fra questi anche diversi agenti di viaggio, che sanno ben distinguere fra marketing one to one e marketing one to many; gestendo al meglio una clientela acquisita attraverso un sito online con opportune campagne di email marketing e fidelizzata, successivamente, grazie a strumenti di customer satisfaction... Se non sono dei CIO poco ci manca!

consideriamo un astronave e di esservi dentro con una mela. Immaginiamo che l’astronave si muova a grande velocità sempre costante. In questi momenti ci sentiremo fermi (mentre stiamo viaggiando veloci) e se prendiamo la mela e la lanciamo questa si comporterà esattamente come ci aspettiamo, essa si muoverà fino a cozzare contro la parete della navicella.

Ma se durante il lancio la navicella accelerasse improvvisamente la mela si comporterebbe in un modo molto diverso ovvero si muoverebbe in senso contrario all’accelerazione .

Utilizzando questo concetto il principio di Einstein può cosi essere detto: “In ogni sistema inerziale ( un sistema è inerziale quando si muove a velocità costante) tutte le leggi della fisica sono valide come per i luoghi in stato di quiete”

immaginate di essere su un treno che viaggia a velocità costante (si dice moto uniformemente accelerato) e lanciaste un a palla verso l’alto questa ricadrà esattamente dove vi aspettate, ovvero sia tra le vostre mani.

Arriviamo quindi ad una principio della relatività “I Fenomeni non cambiano su un luogo fermo o su un corpo in movimento a velocità costatante”

questo perché  <<moto a parabola>>  — <<moto rettilineo a velocità costante>> = <<moto verticale>>

ho fatto questo esempio perché anche la luce segue questa principio. /verrà approfondito in seguito).

Se Digg è in declino, i Social Sites italiani pare stiano pian piano riuscendo ad emergere dall’oscurità.

Questo post presenta una panoramica dei siti di Social Bookmarking, Answering e News Rating più utilizzati al momento in Italia, e ne presenta anche alcuni al momento poco usati ma che potenzialmente possono ambire a raggiungere quella massa critica che li rende appetibili -anche- dal punto di vista del SEO/SEM.

Ecco un piccolo glossario dei termini usati, ovvero i modelli di funzionamento adottati dai Social:

News Rating:
Piattaforma che permette di votare le notizie ritenute più interessanti, visualizza una classifica delle notizie più votate
Answering Network:
Comunità nella quale i membri possono porre domande, rispondere e ricevere risposte dagli altri utenti
Social Bookmark:
Sistema di classificazione (in genere per tag) di liste di URL preferiti, può mostrare una lista pubblica dei segnalibri più votati
Aggregatore:
Piattaforma che permette di raccogliere (spesso manualmente) notizie provenienti da diverse fonti, aggregandole in base a criteri personalizzati.
Collaborative Content Server:
Modello che permette a più utenti di pubblicare contenuti, includendo le modifiche apportate da più persone.

Dopo il doveroso preambolo, passiamo alla lista dei Social italiani più usati. La lista verrà via via integrata con le vostre segnalazioni, o provvederò io stesso ad espanderla quando troverò nuovi network.Prima di darvi l’elenco, colleghi SEO, vi chiedo un favore: non spammate questi network!
Promuovete pure i siti vostri o dei vostri clienti, se le pagine che segnalate hanno un valore per le community che li segue, ma non inviate spam solo perché magari non c’è il tag “nofollow”.
Mantenere alta la qualità dei contenuti di questi siti è nel nostro primo interesse: se l’utente ci trova spam difficilmente tornerà ad usarli (e noi avremo perso click, valore del link, potenziali canali di promozione e, in finale, avremo contribuito a rovinare il web italiano - sì, quella cosa che ci dà da mangiare ogni giorno!)Sperando che il mio appello non cada nel vuoto, eccovi la lista:

I Social più utilizzati in Italia

  • Wikio (News Rating di attualità)
    Wikio presenta una carrellata di notizie in genere molto aggiornata; la categoria più gettonata è Attualità ma sono presenti anche altri canali. Questo sito è consultato anche da alcuni giornalisti.
  • Yahoo! Answers (Answering Network generalista)
    Yahoo Answers conta più di due milioni di utenti in Italia, ed è un’ottimo mezzo per portare traffico profilato ai propri siti. Le risposte selezionate come migliori vengono proposte nelle serp organiche di Yahoo.
  • OkNotizie (News Rating generalista)
    OkNotizie è un social abbastanza seguito, le notizie non sono sempre di alta qualità ma può portare discrete quantità di traffico.
  • Segnalo (Social Bookmarking generalista)
    Segnalo non è molto usato, tuttavia resta il servizio di riferimento tra gli italiani nella sua categoria.
  • Wikipedia (Collaborative Content Server)
    Chi non conosce Wikipedia? Andrebbe probabilmente inserita al primo posto nella lista. Un buon link su una pagina interessante, anche se c’è il nofollow, porta un buon numero di visitatori. Ci sarebbero anche considerazioni di marketing da fare attorno ai contenuti di Wikipedia, ma ne parliamo un’altra volta.

Alcuni Social italiani meno conosciuti, ma utilizzati

  • Technotizie (Social Bookmarking tecnologico)
    Technotizie è relativamente giovane; si propone come la versione italiana di Digg (stessi argomenti), ed è già abbastanza seguito.
  • DiggIta (News Rating generalista/tecnologico)
    Clone italiano di Digg, gli argomenti principali ruotano attorno alla tecnologia, ma si trovano facilmente storie di altro genere
  • BookCafe (Aggregatore principalmente letterario e di opinione)
    Raccoglie post selezionati di blog di vario genere. Al momento sembrano esserci problemi con l’iscrizione all’aggregatore
  • 2Spaghi (Social Bookmarking gastronomico)
    Un esperimento Social molto particolare e ben riuscito, che permette di condividere le proprie esperienze ed impressioni sui locali di ristorazione
    Grazie a Dario per la segnalazione viaggi
  • Fai Informazione (News Rating di attualità e politica)
    Costola “social” del portale informazione.it, è attivo da poco (al momento in cui scrivo, ovvero fine agosto) ma sembra già ben frequentato.
    Via Marco Ziero

I Social più giovani e promettenti

  • SegnaloItalia (News Rating turistico)
    SegnaloItalia è un progetto promettente, si tratta di un Social con focus su viaggi e turismo. La community non è enorme ma molto attiva -anche se ultimamente un po’ meno- con commenti e anche segnalazioni prive di URL (segno di un interesse realmente vivo per l’argomento, al di là del web)
  • SocialDust (Aggregatore generalista)
    SocialDust è un aggregatore manuale per articoli di blog: mostra i più recenti in home page, ha un buon motore di ricerca interno ed è possibile aggiungere tag personalizzati ad ogni articolo
  • SeoTribù (News Rating SEO/SEM)
    SeoTribu è il mio social network preferito, a cui ho dedicato un post pochi giorni dopo l’apertura. Una tappa obbligata per tutti i SEO e SEM

Social internazionali usati in percentuali significative da utenti italiani:

  • Del.icio.us conta numerosi bookmark in lingua italiana. Inoltre ci sono sicuramente moltissimi utenti italiani che però scrivono in inglese su Del.icio.us
  • MySpace, il social network più frequentato al mondo, vanta una buona rappresentanza di utenti italiani: gli argomenti ruotano principalmente attorno alla musica, ma c’è ampio spazio per i blog personali
  • StumbleUpon ha più di 8.000 utenti dichiaratamente italiani: presumibilmente, i connazionali che non hanno indicato la propria provenienza geo-linguistica sono molti di più.
  • TechnoRati ogni blogger ed ogni SEO lo conosce, ultimamente ha espanso il proprio target anche al di là dei blogger. E’ pieno di tag in italiano.
  • YouTube poteva forse mancare la più famosa piattaforma al mondo per la pubblicazione di video? E’ seguito da -letteralmente- centinaia di migliaia di italiani.

Sarebbe interessante capire quali sono i fattori che decretano il successo o meno di un Social: secondo voi dipende dall’usabilità, dal target, dal passaparola? Oppure da altri fattori?

BONUS: Un regalo per i miei lettori

(Per farmi perdonare un mese senza aggiornamenti al blog, e) per chi ha avuto la pazienza di leggermi fin qui, ho un regalo viaggi

Si chiama Social Toolbox, e permette di aggiungere su qualsiasi pagina (anche quelle generate dai CMS) i link, corredati da icone, di tutti i social bookmarking che conosco che permettono di inviare/votare una pagina passandola nell’URL di voto.

Se ai meno tecnici sembra complicato, sappiate solo che inserendo questo pezzetto di codice nelle vostre pagine visualizzerete automaticamente una serie di link del tipo “Vota questa pagina su [social site]” che porta direttamente alla pagina di invio/voto del social scelto, già compilata con i dati dell’URL di partenza!

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Non sempre le ciambelle escono con il buco, anzi quasi mai nel mio caso ;-).
Vi voglio "svelare" un ambizioso progettino con il quale volevo partecipare all'edizione 2006 di STARTCUP, ovvero l?idea di creare dei distributori automatici di contenuti multimediali chiamati appunto ?MPSNACK?, alla fine non ho + fatto nulla per via continuo svilupparsi di forme nuove di connettività ma forse può servire a qualcuno per trarne qualche spunto:

MPsnack

L?idea:

Mpsnack consiste in un distributore automatico per la distribuzione di contenuti multimediali in formato compatto trasferibili mediante presa USB (o porta infrarossi) a supporti portatili come ad esempio: lettori Mp3 di vario genere, palmari, telefoni cellulari ecc.

I contenuti multimediali nello specifico potrebbero essere i seguenti:

· Canzoni in formato Mp3

· Movie trailer

· Audiolibri

· Podcast

· Video di Viral Marketing (gratuiti per l?utente)

· Altro (suonerie, sfondi, servizi di telefonia)

Caratteristiche ?hardware? del distributore:

Si può immaginare la postazione multimediale come una colonnina di dimensioni non troppo ingombranti, dotata di un?interfaccia per la scelta dei contenuti da scaricare, delle prese USB maschio e femmina, una porta infrarossi ed eventuali altre tipologie di collegamento.

Sono inoltre da vagliare funzioni complementari dell?apparecchio come meccanismi per la vendita di prodotti fisici come appunto lettori Mp3, schede di memoria, ecc. o la dotazione, nel caso che il distributore sia collegato alla rete, di un servizio di telefonia skype.

Per quanto riguarda l?interfaccia, questa potrebbe consistere in uno schermo di tipo ?touch screen? o in un più economico sistema dotato di monitor tradizionale, tastierino alfanumerico e mouse ?track ball?.

Il pagamento dei prodotti\servizi potrà avvenire in contanti, con moneta o cartamoneta, ad ogni operazione verrà rilasciata una ricevuta ai fini di legge.

Caratteristiche ?software? del distributore

L?aspetto del software è strettamente legato agli sviluppi successivi del progetto a causa degli aspetti legali legati allo sfruttamento dei diritti d?autore. In linea generale si può però fin d?ora comprendere che saranno cruciali elementi come:

- facilità d?uso dell?interfaccia

- aggiornabilità dei contenuti

- modularità delle funzioni

Collocazione dei distributori

La collocazione mirata dei distributori, risulterà senza dubbio importantissima, al momento la nostra attenzione è puntata su luoghi di forte transito come aeroporti, stazioni ferroviarie, metrò, in questi ambienti infatti è forte il bisogno di alleviare l?attesa del mezzo di trasporto e di far ?scorta? di strumenti per passare il tempo durante il viaggio, la similitudine con lo il concetto di ?snack? presente nel nome del progetto non è casuale ma identifica appunto il tipo di approccio al prodotto\servizio erogato dal distributore, ovvero il togliersi uno sfizio.

Problematiche e punti di forza del progetto

Se si esclude la mancanza di competenze specifiche nel settore da parte degli ideatori, il principale problema legato al progetto è rappresentato dall?attuale confusione che aleggia sulla disciplina dei diritti d?autore e sulla regolamentazione inerente allo sfruttamento commerciale dei formati Mp3 e simili.

Le difficoltà sono ancora più elevate in considerazione del fatto che un dialogo con le major del settore discografico per una eventuale concessione dei diritti, sembra essere possibile solo in virtù di un forte potere contrattuale.

Questa insormontabile barriera in entrata sembra indicare come unica strategia possibile la vendita del progetto MPsnack sotto forma di licenza o modello d?uso a società di un certo ?peso? interessate ad investire in un settore che vale ogni anno, solo in Italia, 180 milioni di euro con un tasso di crescita del 180% sempre su base annua.

Ciò premesso, per capire meglio il problema dei diritti , è utile analizzare cioè che avviene in attività molto vicine a quella prevista per MPsnack.

iTunes leader mondiale nella vendita di contenuti multimediali online, utilizza ad esempio uno standard audio riproducibile solamente all?interno del propri programmi ?iTunes? e ?Quicktime? o tramite l?ormai famosissimo apparecchio iPod. La musica scaricata può perciò passare ad un altro supporto ?non proprietario? solo attraverso masterizzazione su cd.

Vodafone recentemente ha attivato un servizio di acquisizione dei brani tramite cellulare che consente un massimo di 5 trasferimenti del brano dal cellulare ad altri supporti.

Quest?ultima sembra la via migliore anche per lo sviluppo di MPsnack, il contenuto trasferito dal distributore al supporto dovrà quindi, per non essere sfruttato illegalmente mediante riproduzioni non autorizzate, contenere al suo interno dei blocchi criptati.

Il secondo problema che deriva strettamente da quanto sopra, è connesso all?economicità del progetto. Il prezzo dei contenuti è infatti fortemente vincolato da quello della concorrenza su altri canali (internet, cellulare) che però non deve fare i conti con costi fissi, quali ad esempio, sviluppo e produzione dei supporti fisici, assunzione e formazione di operatori per la raccolta del contante e l?aggiornamento dei contenuti ecc.

Da non dimenticare infine il rapido cambiamento tecnologico legato a contenuti e supporti hi-tech che può portare ad una improvvisa obsolescenza degli apparecchi o dei contenuti forniti.

I Vantaggi di Mpsnack

Ma perchè mai una persona dovrebbe acquistare un contenuto multimediale da un distributore fisico invece di scaricarlo online da casa o attraverso un cellulare?

Oltre al già citato bisogno del ?passatempo? per alleviare i momenti morti del viaggio altre motivazioni possono essere riconducibili ai seguenti motivi:

- non si dispone di una linea a banda larga o di un cellulare di ultima generazione

- non si è titolari di una carta di credito per l?acquisto online (condizione frequente all?interno del target di riferimento) o non si ha attivi sul proprio telefonino servizi per il download dei brani.

- (non si vuole infrangere la legge scaricando illegalmente i brani).

Con riferimento all?ultimo punto, un distributore fisico come MPsnack, aggira almeno in parte la ?cultura del gratis? presente in rete.

Vi sono alcuni imprenditori, ed Io mi schiero fra questi, che rappresentano oggi quelle persone che trent’anni or sono, mentre si utilizzava il telex, pensavano all’email o al cellulare MMS/IM come fenomeno di massa ma, soprattutto, come importanti strumenti di lavoro. I Visionari. Credo di trovare facilmente consenso nell’affermare che sarebbe impensabile, se non impossibile per tutti noi, tornare a fare affari con un telefono appeso al muro come i molti artigiani di solo trent’anni fa'.

L’imprenditore visionario ha dimostrato sempre di possedere una mentalità sintonizzata con il cambiamento per altro senza soffocare la propria sensibilità ma anzi esaltandola. Da essa infatti scaturisce la fantasia e da questa gli affari futuri.

Sono on line dal 1995 e sono entrato nell’arengo dei Visionary Leaders internazionali vendendo il primo biglietto aereo della compagnia low cost inglese “go Airline” in una Agenzia di Viaggi in Italia utilizzando, nove anni fa via internet, la carta di credito della stessa Agenzia a vantaggio del cliente che, pagando in contanti, era ben contento pur aggiungendo una fee di circa 15.000 delle vecchie lire, di pagare la metà rispetto al biglietto proposto all’epoca da Alitalia, o da British, per un volo Milano Londra Milano. Questa semplice visione, questa semplice operazione, in un momento in cui tutte le agenzie erano schierate contro le nuove tecnologie di fatto cambiò il flusso finanziario del turismo nazionale perché chiesi la commissione al cliente invece di riceverla, come d’uso, dalla compagnia aerea.

Noi imprenditori visionari ICT siamo più che sicuri che, indipendentemente dai cicli economici, le grandi trasformazioni giungeranno sempre via web con una nuova generazione Internet che farà leva su velocità, disponibilità, onnipresenza, spontaneità, intelligenza, facilità e affidabilità e ciò varrà anche per esempio per una futura Pubblica Amministrazione completamente digitale, affidabile, veloce ed economica con indiscutibili vantaggi per le imprese e i cittadini. Pensate solamente al risparmio di tempo e denaro derivante dalla possibilità di consegnare documenti e pratiche direttamente da casa, o ufficio, via Internet.

Sicuramente non aiuta il fatto che le multinazionali ICT per bocca di dirigenti, voglio qui evidenziare non imprenditori, si presentano alla piccola media impresa con il famoso ermetismo tecnologico che fa loro dire che bisogna "reinventare utenti in real time", "testare infomediari di ebusiness", "abilitare interface design cross platform", "brandizzare paradigmi innovativi" e "rivoluzionare utenti in real time per scalare processi a valore aggiunto" come ebbe a dire Maurizio Cuzari di Sirmi. In un paese condannato all’innovazione, per reggere la competitività internazionale, ecco il perché dell'esigenza del coinvolgimento diretto di noi imprenditori giovani e di tutte le associazioni imprenditoriali, e delle istituzioni, per portare avanti questo obiettivo di modernizzazione, richiamato anche dal neo insediato Presidente Enit Umberto Paolucci, a sostegno dell'innovazione delle imprese, soprattutto quelle piccole e particolarmente con il coinvolgimento, come volano intellettuale, delle imprese ICT per fornire impulso a quelle che attualmente non innovano anche per la sola mancanza di cultura ICT nei loro ranghi. Personalmente convengo con l'ex Ministro Stanca quando ammonì "la modernizzazione del Paese non si realizza per decreto" ma sono più che sicuro che l'avvento di Internet per le aziende è paragonabile al passaggio avvenuto dal cinema muto al sonoro e se queste non si adeguano rischiano l'estinzione come è accaduto a tanti bravi attori... muti.

"Marketing is not the art of finding clever ways to dispose of what you make. It is the art of creating genuine customer value". Così afferma Philip Kotler, firma leader di KMG, che sul finire degli anni novanta scrisse un articolo profetico in cui si delineavano fenomeni che si sono realizzati oggi almeno per il 90% ovvero la centralità del consumatore, l'avvento dirompente della Rete, la coevoluzione tra azienda e cliente.

Ma marketing è anche “…luogo di scambi economici atto a creare dualità nei valore generato. Le imprese creano valore per la clientela che risponde con un adeguato valore economico per i prodotti espressi dalle imprese stesse” perché le imprese scendono nell’arengo del Mercato e della competizione consapevoli di un atteggiamento “getting different” verso altre imprese... Il prefisso e- e-commerce, e-volution, e-conomy favorisce un Mercato “face to firm” in alternativa al “face to face” tradizionale e insostituibile per certi settori merceologici.

Ma per gli agenti di viaggio il turismo che Mercato è?

Le caratteristiche di nuovi scenari competitivi sono evidentissime: nascita di nuove forme distributive, sviluppo di nuovi canali di comunicazione, disponibilità di molte informazioni per i clienti... direct marketing, co-marketing, web marketing, mobile marketing... Con l'avvento di Internet e lo sviluppo delle telecomunicazioni la relazione tra impresa e cliente si è arricchita di nuovi strumenti. I nuovi canali di comunicazione da un lato favoriscono i rapporti tra produttore e consumatore, inserendosi tra gli elementi principali del vantaggio competitivo, e dall'altro aumentano inevitabilmente la complessità del sistema economico e delle singole organizzazioni che ne fanno parte ricordando che il web è sostanzialmente formato da Individui che accedono ad una Rete per ottenere prodotti Digitali.

L'agente di viaggio ha quindi un mix formidabile di occasioni di contatto con i clienti. Per interagire infatti oggi ci si può recare in un punto vendita diretto o indiretto, si può telefonare con la rete fissa o con un cellulare, inviare un fax, un sms, una e-mail, ci si può collegare a un sito e reperire direttamente le informazioni, o compilare un modulo e richiederle via e-mail, posta, telefono e così via. Di questa abbondanza beneficia sicuramente il rapporto Cliente Agenzia con i seguenti risultati: miglior servizio verso i clienti, maggiore fidelizzazione dei clienti tradizionali, acquisizione di clientela in nuovi segmenti/nicchie del mercato, maggior ricchezza di informazioni sui clienti.

Esprimendo il concetto di marketing mix in termini semplici si potrebbe dire che "un buon prodotto, dal giusto prezzo, ben pubblicizzato e distribuito capillarmente sul territorio ha molte probabilità di incontrare le preferenze dell'acquirente". Attenzion